ASSOBASE – L’INDUSTRIA DELLA CHIMICA DI BASE IN ITALIA
IL SETTORE
Nel 2025 l’industria della chimica di base ha continuato a risentire della debolezza della domanda, dell’incertezza economica e geopolitica, degli elevati costi energetici e della crescente concorrenza extraeuropea, con conseguenti calo della produzione nazionale e pressione su prezzi e margini.
Il comparto cloro-soda, soda caustica e acido cloridrico ha sofferto per l’eccesso di offerta, mentre l’ipoclorito di sodio ha registrato una contrazione dei volumi, anche per la concorrenza di alternative asiatiche a minor costo.
L’acido solforico è stato penalizzato dall’aumento del costo e dalla minore disponibilità dello zolfo, che ha reso necessario un maggiore ricorso alle importazioni.
Carbonato e bicarbonato di sodio hanno mostrato rispettivamente una domanda stabile e una crescita dei volumi, mentre cloruro di calcio e perossido di idrogeno hanno evidenziato dinamiche differenti a seconda delle disponibilità produttive e delle materie prime.
Resta critica la situazione del fosforo elementare, per la concentrazione delle fonti di approvvigionamento e l’aumento dei costi, con possibili ulteriori tensioni nel 2026 sulla disponibilità e sui prezzi in Europa.
Anche la chimica organica di base, nello specifico etilene, propilene e butadiene, ha continuato a essere caratterizzata da domanda contenuta, margini ridotti e forte concorrenza internazionale. La chiusura dei cracker di Brindisi e Priolo ha inoltre aumentato la dipendenza italiana dalle importazioni.
In Europa, la produzione di tensioattivi è stata influenzata dalle difficoltà economiche globali e dalle normative ambientali più rigorose che spingono le aziende a investire in tecnologie più ecologiche, come i tensioattivi derivati da fonti rinnovabili. La transizione verso prodotti più sostenibili è stata un driver importante del mercato, sebbene le incertezze macroeconomiche abbiano limitato un'espansione significativa. La concorrenza tra i produttori è aumentata e le aziende cercano di differenziarsi attraverso l’innovazione nei prodotti e nelle tecnologie di produzione, puntando sulla riduzione dell’impatto ambientale e su soluzioni più efficienti.
Nel complesso, l’instabilità economica e geopolitica continua a condizionare il settore, chiamato a conciliare competitività industriale e indirizzi delle politiche istituzionali.
L’ATTIVITÀ DELL'ASSOCIAZIONE
Assobase prosegue il proprio impegno sui temi strategici della chimica di base, monitorando, con Federchimica, le principali iniziative normative europee, come il pacchetto sull’Economia Circolare e la Chemical Strategy for Sustainability, che definiscono la nuova visione continentale sulla gestione sostenibile dei prodotti chimici.
La tematica energetica mantiene una posizione di rilievo nell’attività dell’Associazione, così come il progressivo indebolimento della capacità produttiva europea e un quadro regolatorio particolarmente complesso e oneroso.
Questo scenario sta producendo conseguenze concrete: riduzione dei margini industriali, rallentamento degli investimenti, interruzione produttiva degli impianti e maggiore dipendenza dall’import. Per l’Italia, queste criticità risultano ancora più accentuate. Eppure, proprio l’Italia dispone di una filiera chimica fortemente integrata con il tessuto manifatturiero nazionale capace di generare valore aggiunto, occupazione qualificata e innovazione tecnologica. Difendere la chimica di base significa quindi difendere la capacità industriale del Paese.
In collaborazione con la Direzione Tecnico-Scientifica di Federchimica, Assobase è impegnata sui principali temi di interesse per il settore, particolarmente rilevanti nell’attuale contesto geopolitico.
Nell’ambito della sicurezza prodotti, l’Associazione segue i lavori sul recepimento della direttiva UE per la regolamentazione delle acque destinate al consumo umano, mantenendo un dialogo attivo con le Istituzioni italiane ed europee, nonché i vari dossier relativi alle principali sostanze in via di regolamentazione, tra le quali: Metilmetacrilato (MMA), Esano, Diclorometano, Melammina e Silice Amorfa Sintetica (SAS).
Assobase porta avanti la propria attività di comunicazione, rivolgendosi in particolare al mondo della scuola, per diffondere la cultura chimica tra i giovani.
Prosegue l’impegno verso insegnanti e studenti della scuola primaria e secondaria di primo grado con il Premio Nazionale Giovani - sezione chimica di base - e il sostegno ai Giochi della Chimica, promossi dalla Società Chimica Italiana, indirizzati agli studenti della scuola secondaria di secondo grado.
Tali progetti mirano a contrastare stereotipi sulla chimica e a sensibilizzare studenti e famiglie sull’importanza di questa materia nella vita di tutti i giorni, fondamentale per lo sviluppo sostenibile.
Al contempo, l’Associazione amplia le proprie modalità di dialogo e divulgazione, investendo anche nei nuovi strumenti digitali e nelle piattaforme social.
Assobase
PLASTICSEUROPE ITALIA – L’INDUSTRIA DELLE MATERIE PLASTICHE
IL SETTORE
In Italia, nel 2025, il consumo complessivo di materie plastiche da parte dei trasformatori ha registrato una contrazione dello 0,5% rispetto all’anno precedente. Nel dettaglio, le materie plastiche vergini hanno segnato un calo dell’1,1%, mentre quelle riciclate hanno registrato un aumento del 4,3%.
Il risultato è stato influenzato da diversi fattori, tra cui costi energetici ancora elevati, il calo dell’inflazione nell’area euro e la relativa stabilizzazione dei tassi di interesse. Negli ultimi mesi del 2025 si è registrato un miglioramento della produzione industriale, ma è proseguita la forte crescita delle importazioni di manufatti plastici (+508 kT nei primi dieci mesi) e di imballaggi (+185 kT), con un saldo commerciale complessivo ancora fortemente negativo (-157 kT).
Nel primo trimestre del 2026 si è ulteriormente ampliata la differenza tra la domanda di materia vergine, in lieve calo dello 0,3%, e quella di riciclato, in crescita del 4,4%. Le prolungate fermate estive di numerosi trasformatori potrebbero comportare nel breve termine una contrazione dei consumi sia di materia vergine, sia di riciclato.
L’ATTIVITÀ DELL’ASSOCIAZIONE
L’Associazione dedica grande attenzione ai temi della sostenibilità e circolarità e si adopera affinché la transizione industriale sia orientata al mantenimento della competitività produttiva.
A livello europeo, l’Associazione aderisce al documento programmatico “Plastic Transition Roadmap” di Plastics Europe, che definisce le direttrici strategiche dell’industria europea delle plastiche per il raggiungimento di obiettivi ambientali ambiziosi, attraverso l’adozione di soluzioni tecnologiche disponibili e con il necessario supporto delle Istituzioni.
In ambito nazionale continua, con il supporto di Confindustria e di Federchimica, il dialogo con le Istituzioni italiane, con l’obiettivo di posizionare l’industria delle materie plastiche quale attore centrale nel dibattito istituzionale, per la promozione delle esigenze del comparto, politiche orientate alla competitività energetica, alla semplificazione normativa, e al sostegno degli investimenti industriali.
Nel corso dell’anno, è stato presentato in diverse occasioni (PLAST 2026 e, a Roma, presso la Camera dei deputati), il Rapporto “L’industria della plastica in Italia. Strategia e linee di azione per supportare competitività e circolarità”, elaborato dai principali attori della filiera in collaborazione con TEHA Group. Lo studio analizza le principali variabili economiche del comparto, il contesto normativo, le dinamiche di mercato e gli scenari evolutivi, proponendo policy e linee d’azione per rafforzare la competitività e la sostenibilità della plastica in Italia.
Il settore delle materie plastiche si trova al centro di una profonda evoluzione normativa, i cui dossier sono estremamente numerosi.
Prosegue, pertanto, con il supporto di Federchimica, l’attività di advocacy di PlasticsEurope Italia su diversi fronti, in Italia e in Europa. A titolo esemplificativo: i Regolamenti “Pellet Loss”, “End-of-Life of Vehicle” e il “PPWR” (imballaggi e rifiuti da imballaggi), nonché i relativi atti delegati di prossima pubblicazione. A livello nazionale si ricorda il dossier relativo alla sicurezza antincendio delle facciate in campo edile.
Più in generale, l’Associazione supporta con iniziative di advocacy e di comunicazione la sostenibilità economica e competitività del settore, promuovendo, ad esempio, l’adozione di soluzioni in grado di accelerare la transizione verso un modello di economia circolare, come lo sviluppo complementare delle tecnologie di riciclo organico (per le bioplastiche), meccanico e chimico, tema di assoluto rilievo normativo e industriale.
L’Associazione crede fortemente nella relazione tra industria, mondo accademico, ricerca e nella necessità di rafforzare il dialogo con Istituzioni, scuole, Università, territorio e media. Ad esempio, continua la storica iniziativa del Premio Nazionale Giovani, sezione “Plastica e Chimica di Base”, volto a sensibilizzare studenti e docenti sui benefici delle materie plastiche, sul loro corretto utilizzo e sulla gestione del fine vita. È inoltre viva la collaborazione con la Società Chimica Italiana (SCI), nell’ambito dei Giochi della Chimica e del Premio.
Parallelamente, l’Associazione si apre anche a nuove iniziative comunicative, attraverso, per esempio, all’utilizzo dei canali social.
L’Associazione ha inoltre aderito al format promosso da Federchimica e Rizzoli Education, rivolto ai docenti di discipline scientifiche della scuola secondaria di secondo grado, per favorire confronto, formazione e scambio. Il tema dell’incontro è stato quello delle microplastiche, affrontato attraverso il confronto tra il Presidente dell’Associazione e il Direttore di Legambiente, che hanno presentato i rispettivi programmi per contrastare l’inquinamento da materie plastiche.
PlasticsEurope Italia
CHIMICA DA BIOMASSA
IL SETTORE
La chimica da biomassa si occupa della trasformazione di materie prime organiche rinnovabili – come colture vegetali, residui agricoli e forestali, sottoprodotti dell'industria agroalimentare e rifiuti organici – in prodotti chimici, combustibili e materiali ad alto valore aggiunto. Essa costituisce uno degli elementi fondamentali della bioeconomia, un modello di sviluppo orientato alla sostenibilità che punta a sostituire le risorse fossili con fonti rinnovabili, contribuendo così alla riduzione dell'impatto ambientale delle attività industriali.
Le principali biomasse utilizzate comprendono zuccheri, amidi, oli vegetali, legno e fibre naturali. Negli ultimi anni è cresciuto l'interesse verso la valorizzazione di scarti agricoli, residui dell'industria alimentare e rifiuti organici urbani, trasformando materiali precedentemente considerati di scarto in nuove risorse per l'industria chimica.
L'impiego delle biomasse nella produzione chimica non rappresenta una novità. Da tempo, infatti, esistono filiere consolidate basate sulla trasformazione di amidi, oli vegetali, grassi animali e sottoprodotti della vinificazione, come i tartrati. Queste attività, spesso strettamente legate ai territori di produzione agricola, sono esempi di integrazione efficace tra il settore primario e l'industria chimica.
A queste produzioni tradizionali si affiancano oggi nuove tecnologie basate sull'impiego di processi biotecnologici avanzati, in grado di convertire le biomasse in molecole rinnovabili equivalenti a quelle ottenute da fonti fossili. Tali sostanze trovano applicazione in numerosi prodotti di largo consumo e rappresentano una delle principali opportunità per favorire la transizione verso un'economia più sostenibile e a basse emissioni di gas serra.
Tra i principali prodotti della chimica da biomassa rientrano:
- biocarburanti, quali bioetanolo, bioetere, biodiesel, HVO (olio vegetale idrotrattato) e biogas, utilizzati anche in miscela con i combustibili fossili per ridurre le emissioni climalteranti;
- prodotti oleochimici, tra cui glicerolo, acidi grassi, esteri, saponi metallici e monogliceridi, impiegati nei settori cosmetico, farmaceutico, alimentare, delle materie plastiche e della gomma;
- intermedi chimici bio-based, destinati a sostituire gli analoghi prodotti di origine fossile in numerose applicazioni industriali;
- materiali biodegradabili e compostabili, come bioplastiche e fibre naturali, impiegati nella produzione di imballaggi, tessuti e materiali per l'edilizia.
In Italia, accanto alle realtà industriali storicamente attive nel settore, operano imprese altamente innovative, dalle piccole aziende specializzate fino ai grandi gruppi industriali competitivi sui mercati internazionali. Queste realtà sviluppano tecnologie avanzate, favoriscono il rilancio di aree industriali in fase di riconversione e rafforzano l'integrazione tra filiere agricole e manifatturiere.
Nel quadro del Green Deal europeo e delle strategie per la transizione ecologica, la chimica da biomassa riveste un ruolo strategico per il conseguimento degli obiettivi di decarbonizzazione e di economia circolare. Tuttavia, lo sviluppo del settore è strettamente legato alla disponibilità di biomasse sostenibili, che rappresenta uno dei principali fattori limitanti per una diffusione su larga scala.
Per superare tale criticità è necessario rafforzare la collaborazione tra agricoltura, agroindustria, sistemi di raccolta differenziata e industria bio-based, promuovendo una gestione integrata e sostenibile delle risorse.
È inoltre fondamentale adottare il principio dell'utilizzo a cascata delle biomasse, privilegiandone l'impiego nella produzione di intermedi chimici ad alto valore aggiunto e destinando i residui dei processi alla produzione di biocarburanti di seconda generazione o di altre forme di valorizzazione energetica. Questo approccio consente di massimizzare l'efficienza nell'impiego delle risorse e rappresenta uno dei cardini di un modello di economia circolare realmente sostenibile.
Aispec
FERTILIZZANTI
IL SETTORE
Le crisi geopolitiche che si sono succedute negli ultimi anni hanno esercitato un impatto rilevante sul settore dei fertilizzanti, incidendo in particolare sulla disponibilità e sui costi delle principali materie prime utilizzate nei processi produttivi, tra cui il gas naturale, fondamentale per la produzione di fertilizzanti azotati, ampiamente diffusi in Europa. Le crescenti difficoltà di approvvigionamento, unitamente all’aumento dei costi delle materie prime, hanno provocato un incremento dei costi di produzione, che si è progressivamente riflesso sui prezzi dei fertilizzanti, determinandone un aumento.
Pur avendo dimostrato una significativa capacità di adattamento alle criticità sopra descritte, nel 2025 il mercato dei fertilizzanti ha registrato una contrazione di circa il 3%. Secondo le indagini di Assofertilizzanti, infatti, nel 2025 le vendite al consumo di concimi totali in Italia si sono attestate intorno a 2,4 milioni di tonnellate, rispetto alle 2,5 milioni di tonnellate del 2024. Nello stesso periodo, anche i fertilizzanti utilizzabili in agricoltura biologica hanno registrato una contrazione di circa il 2% delle vendite rispetto al 2024.
Comprendendo l’importanza strategica del settore per la produttività agricola europea, nel maggio 2026 la Commissione europea ha adottato il Fertiliser Action Plan, con l’obiettivo di sostenere gli agricoltori nell’affrontare l’aumento dei costi e la limitata disponibilità di fertilizzanti. Inoltre, il Piano punta a rafforzare la produzione all’interno dell’Unione europea e a ridurre la dipendenza dalle importazioni, contribuendo a migliorare la sicurezza degli approvvigionamenti e la resilienza del sistema agroalimentare europeo.
In questo scenario, si inserisce anche la costante evoluzione normativa che ha richiesto un ulteriore adattamento da parte delle imprese. Ne sono un esempio l’introduzione e i successivi aggiornamenti del Regolamento CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism) e la continua evoluzione della disciplina che regola l’immissione sul mercato dei fertilizzanti recanti la marcatura CE (Regolamento UE 2019/1009).
L’ATTIVITÀ DELL’ASSOCIAZIONE
In un settore caratterizzato da profondi cambiamenti normativi, economici e ambientali, l’Associazione svolge un ruolo attivo nel confronto con le Istituzioni e con gli stakeholder, accompagnando le imprese associate nell’affrontare le nuove sfide del comparto e promuovendo costantemente il progresso scientifico e tecnologico.
Un esempio recente riguarda la proposta del Governo italiano di limitare l’uso dell’urea in Italia, uno dei fertilizzanti azotati più utilizzati in agricoltura, prevedendone il divieto a partire dal 2028 nelle principali aree agricole del Bacino Padano. La proposta ha destato forti preoccupazioni tra il mondo agricolo e quello produttivo, che hanno evidenziato il rischio di un impatto negativo su produttività e competitività delle aziende. Per approfondire queste possibili conseguenze, Assofertilizzanti ha commissionato a Nomisma uno studio sull’indispensabilità della fertilizzazione azotata per le produzioni agricole dell’area. I risultati di tale studio hanno rappresentato la base per il confronto con le Istituzioni, con l’obiettivo di individuare soluzioni alternative al divieto sopra richiamato che consentano comunque di perseguire gli scopi di miglioramento della qualità dell’aria, senza compromettere la produttività e la competitività del settore agricolo.
Un ulteriore ambito di intervento riguarda il Regolamento CBAM, entrato nella fase definitiva nel 2026. Il nuovo meccanismo introduce obblighi e costi connessi alle emissioni incorporate nei beni importati nell’Unione europea, con l’obiettivo di contrastare il carbon leakage, cioè il trasferimento della produzione verso Paesi con normative ambientali meno rigorose. Per favorirne la corretta applicazione, l’Associazione ha promosso incontri tecnici e un workshop dedicato alle imprese associate.
Continua, inoltre, l’impegno associativo volto a tutelare e valorizzare prodotti di particolare interesse per il mercato nazionale, quali i fertilizzanti ottenuti attraverso il recupero degli scarti provenienti dall’industria conciaria. In tale contesto, i concimi e i biostimolanti realizzati a partire dagli scarti della lavorazione delle pelli costituiscono un’applicazione concreta dei principi dell’economia circolare, in quanto permettono di recuperare e valorizzare sottoprodotti che possono essere reimpiegati come risorse nell’ambito di nuovi processi produttivi.
A queste attività si affianca il costante impegno nella promozione della qualità, della sicurezza e dell’innovazione, anche attraverso il Progetto Qualità, nato nel 2011 dall’Accordo di Programma tra Assofertilizzanti e l’Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF). Il Progetto attribuisce il Marchio di Qualità Assofertilizzanti alle imprese che dimostrino un impegno concreto nello sviluppo di prodotti caratterizzati da elevati standard di qualità e sicurezza.
Assofertilizzanti
AGROFARMACI
IL SETTORE
La protezione delle colture è una condizione essenziale per garantire la continuità produttiva e la qualità delle produzioni agricole. Al tempo stesso, l’attenzione alla sostenibilità, ambientale ed economica, unitamente alla pressione delle avversità colturali, richiede strumenti sempre più efficienti e innovativi. È in questo equilibrio che il settore degli agrofarmaci sta evolvendo attraverso l’innovazione e la ricerca, grazie agli importanti investimenti dell’industria e al crescente grado di professionalizzazione degli agricoltori. Solo in Italia, gli investimenti complessivi delle imprese in R&D rappresentano oggi circa il 3% del fatturato annuo, pari a circa 32 milioni di euro. Un valore superiore alla media del comparto industriale, pari all’1,5% secondo ISTAT.
L’evoluzione del settore trova riscontro anche nelle modalità di utilizzo degli agrofarmaci. I più recenti dati ISTAT evidenziano, infatti, una riduzione del 24% dei volumi dei principi attivi in Italia, mettendo a confronto il triennio 2021-2023 con il periodo 2012-2014. Tale dato testimonia il processo di ottimizzazione in atto e la progressiva trasformazione del settore verso un modello di agricoltura sempre più sostenibile.
Naturalmente, per continuare a garantire una protezione efficace delle colture, è fondamentale poter contare su un adeguato ventaglio di soluzioni. La costante riduzione delle sostanze disponibili limita però gli strumenti a disposizione degli agricoltori, rendendo sempre più importante affiancare all’uso efficiente degli agrofarmaci la disponibilità di nuove soluzioni in grado di assicurarne efficacia e sostenibilità nel tempo.
Affinché tali innovazioni possano raggiungere gli agricoltori in tempi certi, è necessario un quadro normativo più efficiente e procedure autorizzative adeguate e tempestive. È proprio in questa direzione che va la Vision for Agriculture and Food, presentata dalla Commissione europea. Il documento riconosce il ruolo strategico dell’agricoltura e dell’intera filiera agroalimentare nel rafforzamento della competitività europea e propone un miglioramento dell’approccio normativo, più coerente con le esigenze attuali del settore e orientato a favorire la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo di nuove soluzioni. La Vision ha dato vita all’Omnibus Food and Feed Safety (Omnibus X), con l’obiettivo di rendere più efficiente il quadro regolatorio europeo degli agrofarmaci. L’auspicio è che si possa dare continuità a questo percorso, preservandone la coerenza e assicurando che gli sforzi intrapresi e le opportunità di semplificazione e innovazione possano tradursi concretamente in nuove soluzioni a disposizione degli agricoltori.
Un ulteriore passo importante per la sicurezza alimentare dell’Unione europea è stato compiuto nel 2026, con l’approvazione del Regolamento per l’utilizzo in campo delle TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita).
L’ATTIVITÀ DELL’ASSOCIAZIONE
In questo contesto di profonda evoluzione del settore, Agrofarma è impegnata anche nella promozione e nello sviluppo di progetti di ricerca, che coinvolgono imprese, organizzazioni agricole e università, favorendo la collaborazione e il confronto sui principali temi che interessano l’agricoltura e la protezione delle colture.
Nell’ambito delle discussioni sul pacchetto Omnibus, seguite dall’Associazione in collaborazione con CropLife Europe e la Direzione Centrale Unione Europea di Federchimica a Bruxelles, particolare rilievo assume l’Omnibus X, che include tra le proprie misure la possibilità di consentire l’impiego dei droni per il trattamento delle colture, riconoscendone il potenziale nell’ambito dell’agricoltura di precisione e per un’applicazione sempre più mirata ed efficiente dei prodotti fitosanitari. A tal proposito, Agrofarma ha avviato un importante progetto in collaborazione con l’Università di Torino, Confagricoltura e il centro di saggio SAGEA, finalizzato a realizzare una sperimentazione in campo per valutare la sicurezza e l’efficacia dei trattamenti effettuati tramite droni. I risultati della sperimentazione sono stati successivamente trasmessi alle autorità competenti, a supporto delle necessarie valutazioni per la definizione di un quadro regolatorio puntuale e adeguato a questa modalità di applicazione.
Parallelamente, è stato rafforzato l’Osservatorio Agrofarma, un progetto che fornisce informazioni basate su dati scientifici sullo stato dell'agricoltura e sul ruolo degli agrofarmaci volto a promuovere un'agricoltura più sostenibile e produttiva.
Contestualmente, in linea con gli obiettivi di sostenibilità, è attiva da anni una collaborazione con l'Università degli Studi di Torino sul progetto europeo TOPPS WP (Train Operators to Promote Practices and Sustainability – Water Protection). Il progetto si propone di prevenire usi impropri dei prodotti fitosanitari garantendo formazione agli agricoltori.
A completamento di queste iniziative, Agrofarma contribuisce attivamente alla lotta contro il fenomeno degli agrofarmaci illegali, in collaborazione con i Carabinieri dei NAS e altri attori della catena distributiva.
Agrofarma
FIBRE ARTIFICIALI E SINTETICHE
IL SETTORE
Le fibre sintetiche e artificiali (fibre man made), vengono prodotte per mezzo di trasformazioni chimiche, a partire da materie prime di origine fossile o cellulosica.
La domanda di fibre è in costante aumento, in correlazione e in proporzione all’aumento demografico a livello globale. In questo scenario, la produzione annua di fibre naturali si attesta in media su 35 milioni di tonnellate ed è vincolata alla disponibilità di suolo per l’allevamento, alla coltivazione delle materie prime e alla competizione con le colture alimentari. La produzione di fibre man made, invece, è maggiormente flessibile e può aumentare in relazione alla crescita della domanda globale. Ad oggi tali prodotti coprono circa il 70% dei consumi di fibre a livello mondiale.
Le fibre sintetiche e artificiali sono molto versatili e: trovano applicazione in svariati settori, da quelli più tradizionali, quali l’abbigliamento e l’arredamento, a settori industriali come l’automotive, l’edilizia, l’industria aerospaziale. Secondo stime dell’Unione europea, circa il 70% delle fibre tessili sintetiche viene trasformato in abbigliamento e tessuti per la casa, mentre il resto è utilizzato per tessili tecnici. Questi ultimi sono presenti in diversi prodotti utilizzati principalmente dal settore industriale: solo per citarne alcuni, sedili e rivestimenti interni dei veicoli, nastri trasportatori per macchinari, filtri per aria condizionata e applicazioni mediche, materiali da costruzione, rinforzi per pneumatici e indumenti protettivi da lavoro come, ad esempio, gli indumenti resistenti a fuoco, calore e agenti chimici. Fibre e tessuti sintetici sono, inoltre, utilizzati come rinforzi in materiali compositi leggeri che possono sostituire metalli, consentendo risparmi di peso, ad esempio, in aerei e automobili, o come rinforzi in articoli sportivi. Essi sono progettati per soddisfare le specifiche e i requisiti di ogni uso finale, in termini di durabilità, resistenza chimica o forza.
Cina e India dominano il mercato mondiale delle fibre man made, con una produzione che supera l’80% del totale; terza area per importanza è quella europea, con i principali volumi prodotti in Turchia, Germania e Italia. Attualmente l’industria europea sta soffrendo la competizione dell’estremo Oriente, che propone sul mercato prodotti a costi estremamente ridotti, che attirano particolarmente gli utilizzatori nell’ambito dello scenario economico globale attuale, segnato da grandi tensioni, incertezze e scarsa visibilità sul futuro, in cui il fattore economico diviene fondamentale.
L’ATTIVITÀ DELL’ASSOCIAZIONE
Assofibre CIRFS Italia segue gli sviluppi normativi di specifico interesse per il settore, in stretto coordinamento con Federchimica e con l’associazione europea CIRFS, poiché le principali sfide per il settore accomunano le imprese operanti sul territorio europeo. Sostiene inoltre l’importanza delle collaborazioni lungo le filiere, sia a livello nazionale sia europeo.
Per quanto riguarda il comparto tessile, Assofibre monitora la produzione delle nuove norme europee che derivano dalla “Strategia europea sui prodotti tessili sostenibili e circolari”, pubblicata a marzo 2022 per guidare produttori e consumatori verso una riduzione significativa degli impatti ambientali, puntando soprattutto ad un aumento esponenziale dei tassi di riparazione, riutilizzo e riciclo dei capi di abbigliamento. Una serie di norme in via di sviluppo concorre al raggiungimento di questi obiettivi: primo fra tutti, nell’ambito del Regolamento sulla Eco-progettazione (Ecodesign for Sustainable Products Regulation), l’atto delegato del Regolamento che si occuperà della regolamentazione specifica della filiera tessile, che dovrebbe essere pubblicato tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.
Rilevante per il settore delle fibre man made, come per l’intero comparto chimico, è anche la normativa europea sulla sicurezza prodotti chimici: Assofibre segue attivamente i processi di revisione dei Regolamenti REACH e CLP, così come le proposte di classificazione e di restrizione all’uso di determinate sostanze che potrebbero incidere sulla produzione delle fibre.
Per Assofibre e l’associazione europea CIRFS è sempre più rilevante, inoltre, l’impegno sulle politiche commerciali: a livello europeo il settore da tempo sottolinea l’applicazione di dazi antidumping, affinché le imprese riescano a fronteggiare il panorama globale, in cui sussidi, barriere protezionistiche e concorrenza sleale da parte di determinati produttori creano rilevanti distorsioni di mercato. Negli ultimi anni si è registrato un significativo aumento dell’import di fibre e tessuti dall’Asia, che conferma la necessità di forti azioni congiunte per sostenere la competitività delle imprese europee. In questo ambito, le azioni vengono condotte in via principale da CIRFS, col supporto delle associazioni nazionali soprattutto per il coordinamento tra autorità locali e Commissione europea.
Non da ultimo, Assofibre CIRFS Italia è impegnata nel diffondere una sempre maggiore conoscenza delle fibre man made al pubblico; su questo fronte, l’Associazione si rivolge innanzitutto alle nuove generazioni, con specifici premi assegnati nell’ambito del Premio Federchimica Giovani e promuovendo lezioni on-line per i docenti dei ragazzi delle scuole secondarie.
ADDITIVI E AUSILIARI, CHIMICA FINE E SPECIALITÀ PER L’INDUSTRIA
IL SETTORE
Il Gruppo chimica degli intermedi e delle specialità di Federchimica Aispec raggruppa le principali aziende produttrici di additivi, ausiliari e intermedi chimici.
Il fatturato totale delle circa 100 imprese aderenti si attesta intorno a 4.800 milioni di euro, con un numero di addetti pari a circa 6.800. Si tratta di industrie con caratteristiche e dimensioni differenti: multinazionali con sede in Italia oppure imprese italiane di medie e piccole dimensioni, molte delle quali fortemente vocate ad attività di ricerca e sviluppo.
I prodotti di queste imprese vengono impiegati in numerose filiere industriali nazionali, come tessile, cuoio, carta, coating, trattamento acque, plastiche ed elastomeri.
Si tratta di specialità chimiche necessarie per sostenere e ottimizzare i processi produttivi o per conferire specifiche caratteristiche in termini di performance, funzionalità ed estetica a numerosi prodotti di consumo. Hanno spesso un ruolo fondamentale anche nelle filiere dell’eccellenza Made In Italy e, per questo, valorizzare il legame di tali industrie chimiche con i distretti produttivi e le realtà del territorio è fondamentale per valorizzare l’importanza dell’industria nazionale.
Le imprese del comparto sono sempre più impegnate a creare soluzioni che rispondano in modo adeguato alle esigenze di tali industrie a valle. Sviluppare, governare e condurre reazioni chimiche sofisticate e rigorosi processi di sintesi rappresenta una parte fondamentale della loro quotidianità. Infatti, solo ponendo particolare attenzione a queste fasi è possibile ottenere additivi e ausiliari ad elevato tasso di specializzazione.
L‘ATTIVITÀ DELL’ASSOCIAZIONE
Come tutto il settore chimico, anche le imprese di questo comparto subiscono le conseguenze delle attuali tensioni a livello geo-politico. L’aumento dei costi energetici e l’incremento degli oneri dovuti alla logistica sono i principali aspetti che stanno influenzando l’operatività di questa tipologia di industrie.
A tale situazione congiunturale si affianca la continua evoluzione del quadro normativo, che incide sull’operatività delle imprese. Infatti, l’aggiornamento e l’implementazione di nuove prescrizioni e normative circa la produzione, l’impiego e la gestione dei prodotti chimici potrebbero comportare potenziali criticità per il settore.
Il Regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti (ESPR) e l’introduzione di nuove restrizioni ai sensi del REACH sono alcuni dei più recenti esempi su cui il comparto sta concentrando le proprie attività.
L’ESPR rappresenta una priorità in particolare per il tessile e la sua chimica in quanto individuato come settore prioritario. Si tratta di una normativa che introdurrà specifiche prescrizioni e criteri da rispettare circa la riciclabilità ed ecocompatibilità dei prodotti. In special modo, è prevista la pubblicazione di alcune disposizioni che impatteranno sull’impiego delle cosiddette “Substances of Concern” (SoC) nell’intera filiera.
Le nuove iniziative di restrizione ai sensi del REACH, invece, potrebbero causare un’ulteriore riduzione delle sostanze a disposizione della filiera. Le attuali ipotesi di restrizioni relative alle sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS), ad esempio, potrebbero causare impatti rilevanti per le imprese del settore in considerazione dei molteplici impieghi nei processi di produzione di intermedi, additivi e ausiliari chimici.
In tale contesto, la creazione di sinergie e collaborazioni con i principali stakeholder della filiera rappresenta un’iniziativa fondamentale a sostegno del comparto.
A livello europeo, le imprese chimiche che operano nei settori del tessile ed il cuoio possono sempre più contare sul supporto e sulla stretta collaborazione con l’associazione europea EUCTL (European Chemistry for Textile and Leather), di cui il Gruppo è socio fondatore.
A livello nazionale, invece, sono stati attivati relativi tavoli di confronto con stakeholder e associazioni delle filiere a valle. L’obiettivo è di collaborare sui più importanti dossier attualmente in discussione nonché far comprendere l’importanza della chimica nella produzione di prodotti finiti di qualità.
Infine, è importante sottolineare che le imprese del comparto sono da sempre fortemente impegnate sulle attività di ricerca e sviluppo. Infatti, nel contesto di difficoltà in cui tutto il sistema produttivo versa nell’attuale momento storico, appare sempre più strategico dedicare risorse allo sviluppo di nuovi prodotti nonché all’efficientamento dei processi produttivi. Sempre più industrie, dunque, sono particolarmente interessate all’implementazione di sistemi di intelligenza artificiale per velocizzare e indirizzare i propri sforzi.
L’Associazione sta affiancando le imprese in tale percorso, organizzando momenti formativi, convegni ed eventi volti a fornire tutti gli strumenti utili per pianificare accuratamente questa transizione tecnologica garantendo in ogni momento la protezione dei dati aziendali confidenziali.
Aispec
CHIMICA PER IL SETTORE ALIMENTARE
IL SETTORE
Gli ingredienti specialisti per alimenti — tra cui aromi, additivi, coadiuvanti tecnologici, enzimi, amidi e ingredienti nutrizionali — rappresentano un elemento essenziale dell’industria alimentare moderna. Grazie alle loro proprietà tecnologiche e funzionali, contribuiscono a garantire qualità, sicurezza, stabilità e caratteristiche sensoriali degli alimenti. Il comparto sostiene l’innovazione lungo l’intera filiera, favorendo lo sviluppo di prodotti sempre più efficienti, sostenibili e in linea con le esigenze dei consumatori e del mercato.
In Federchimica le aziende di questo comparto sono rappresentate da Aispec, Associazione nazionale della chimica fine e settori specialistici. Al suo interno per ogni classe di ingrediente esiste un Gruppo merceologico di rappresentanza.
MATERIE PRIME PER INTEGRATORI ALIMENTARI E ALIMENTI FUNZIONALI
Il settore degli ingredienti nutrizionali e funzionali riunisce le imprese attive nella produzione e distribuzione di vitamine, sali minerali, amminoacidi, estratti vegetali, probiotici, omega-3, fibre e altri ingredienti destinati ad alimenti arricchiti e integratori alimentari. Grazie alla presenza di grandi gruppi internazionali e di imprese altamente specializzate, il comparto rappresenta una realtà strategica per l'industria alimentare italiana. Ricerca e innovazione consentono di sviluppare ingredienti sempre più efficaci, sicuri e supportati da solide evidenze scientifiche. In un contesto di crescente attenzione verso salute e alimentazione consapevole, il settore contribuisce allo sviluppo di prodotti innovativi, rafforzando la competitività delle imprese e la sostenibilità del sistema alimentare.
ADDITIVI E COADIUVANTI PER ALIMENTI
Le 30 aziende aderenti a Federchimica rappresentano circa il 60% del comparto italiano degli additivi alimentari. Produttrici e distributrici di ingredienti tecnologici essenziali, contribuiscono a garantire qualità, sicurezza, stabilità e caratteristiche sensoriali degli alimenti. Gli additivi svolgono un ruolo fondamentale nel preservare le proprietà dei prodotti, prolungarne la conservabilità, ridurre gli sprechi alimentari e favorire una distribuzione efficiente lungo la filiera. Sono inoltre un importante fattore di innovazione, supportando la riformulazione degli alimenti e lo sviluppo di prodotti in linea con le esigenze dei consumatori. Grazie alle competenze delle imprese del settore, contribuiscono alla competitività e all'innovazione dell'industria alimentare italiana.
AMIDI E DERIVATI
Il Gruppo Amidi riunisce tre aziende che sviluppano complessivamente circa 600 milioni di euro di fatturato e occupano oltre 400 addetti. L'amido, ottenuto principalmente da mais, frumento e riso, è una materia prima strategica e versatile, impiegata nell'industria alimentare per la produzione di glucosio, fruttosio e isoglucosio, oltre che in numerose altre applicazioni. L'industria amidiera è una moderna bio-raffineria, capace di valorizzare integralmente le materie prime agricole, ma anche un comparto ad alta intensità energetica. In questo contesto, l'aumento dei costi dell'energia e gli oneri legati al sistema ETS rappresentano una sfida rilevante, rendendo essenziale coniugare gli obiettivi della transizione energetica con la tutela della competitività dell'industria europea.
AROMI
Al Gruppo aromi di Aispec aderiscono circa 40 imprese che, con un fatturato di oltre 330 milioni di euro, rappresentano il 90% mercato. Le imprese sono sia italiane che multinazionali aventi sede in Italia. Si tratta di un settore che dedica ingenti risorse in attività di ricerca e sviluppo sia per nuovi prodotti sia per ottimizzare i processi produttivi.
Nel settore alimentare, gli aromi vengono principalmente impiegati per impartire sapore ad alimenti e bevande caratterizzandone, in alcuni casi, l’identità del prodotto (caramelle, bibite, bevande alcoliche). Inoltre, possono ricoprire un ruolo importante nella salute e nella sostenibilità, rendendo ulteriormente gradevoli al palato cibi salutari per una transizione verso diete più sane.
L’ATTIVITÀ DELL’ASSOCIAZIONE
I Gruppi merceologici dell'Area Food di Aispec monitorano costantemente l'evoluzione della normativa nazionale ed europea, supportati dai Comitati tecnici che riuniscono le competenze delle imprese associate. L'attività dell'Associazione si concentra sull'analisi degli sviluppi scientifici e regolatori, promuovendo un impiego sicuro e conforme degli ingredienti specialistici. Parallelamente, l’Associazione mantiene un dialogo continuo con istituzioni, associazioni europee e stakeholder della filiera, contribuendo al confronto tecnico sui principali dossier del settore.
Un ruolo centrale è svolto anche dalla divulgazione scientifica, attraverso eventi, pubblicazioni e iniziative di comunicazione che favoriscono una corretta informazione sul valore degli ingredienti specialistici per la sicurezza, la qualità, l'innovazione e la sostenibilità del sistema alimentare.
Aispec
OLI LUBRIFICANTI
IL SETTORE
Gli oli lubrificanti sono formulati mediante l'aggiunta di specifici additivi chimici a una base oleosa, che può derivare dalla raffinazione del petrolio, dalla rigenerazione di oli usati oppure da materie prime rinnovabili. La combinazione di basi e additivi consente di ottenere prodotti con caratteristiche prestazionali differenziate, in grado di rispondere alle esigenze dei numerosi ambiti di applicazione.
I lubrificanti rappresentano prodotti chimici ad alta specializzazione e ad elevato valore aggiunto, con un contributo significativo anche sul piano della sostenibilità. Riducendo l'attrito tra le parti meccaniche in movimento, migliorano infatti l'efficienza dei macchinari e degli impianti, limitano l'usura dei componenti, prolungano la vita utile delle apparecchiature e contribuiscono al contenimento dei consumi energetici.
Il settore è caratterizzato da una continua attività di ricerca e innovazione che ha portato allo sviluppo di formulazioni sempre più evolute, con ridotto contenuto di zolfo, basi lubrificanti ad alte prestazioni e maggiore resistenza all'ossidazione. Le innovazioni più recenti consentono di estendere gli intervalli di sostituzione degli oli e di incrementarne le prestazioni, con benefici tangibili in termini di riduzione dei consumi energetici, delle emissioni di CO₂ e delle polveri sottili, in particolare nel comparto della mobilità.
Uno dei punti di forza del sistema italiano è rappresentato dalla filiera della raccolta e rigenerazione degli oli minerali usati, coordinata dal CONOU (Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati). Ogni anno viene recuperata circa la metà dell'olio lubrificante immesso al consumo, corrispondente a quasi tutto il quantitativo tecnicamente recuperabile. Di questo, il 98% viene rigenerato e trasformato in nuove materie prime, quali oli base, gasoli e bitumi, dando vita a un modello di economia circolare riconosciuto come un’eccellenza a livello europeo.
Il comparto italiano comprende circa un centinaio di imprese e occupa complessivamente circa 3.000 addetti. La struttura industriale è costituita prevalentemente da piccole e medie imprese, accanto alle quali operano grandi compagnie petrolifere e multinazionali della chimica. Nel 2025 il fatturato complessivo delle aziende associate ha superato i 2,5 miliardi di euro. Dopo la contrazione registrata nel 2024, il mercato dei lubrificanti ha mostrato segnali di ripresa, con una crescita dei consumi pari all'1,4%, sostenuta soprattutto dal comparto automotive (+4,4%), mentre il settore industriale ha continuato a evidenziare una lieve flessione (-1,5%).
Sebbene non facciano parte del ciclo dei carburanti, i lubrificanti sono tuttora assimilati ai prodotti energetici sotto il profilo fiscale, con conseguenti effetti penalizzanti sia a livello nazionale, sia europeo. In questo contesto, il Gail è impegnato nel dialogo con le istituzioni per promuovere il riconoscimento del ruolo strategico dei lubrificanti, il cui contributo è determinante per migliorare l'efficienza energetica, ridurre l'usura degli impianti e contenere le emissioni climalteranti, in coerenza con gli obiettivi della transizione ecologica.
Le imprese del settore operano inoltre in un contesto regolatorio particolarmente articolato, caratterizzato dall'applicazione di normative europee quali REACH, CLP e Regolamento Biocidi, oltre alle disposizioni in materia di gestione degli imballaggi e dei rifiuti e alle più recenti iniziative dell'Unione europea nell'ambito dell'Ecodesign e della Deforestazione.
L’ATTIVITÀ DELL’ASSOCIAZIONE
In Federchimica, le aziende del comparto fanno capo ad Aispec, l'Associazione nazionale della chimica fine e dei settori specialistici, all'interno della quale operano specifici Gruppi merceologici dedicati ai diversi comparti produttivi.
Gail rappresenta il principale punto di riferimento per il confronto tra gli operatori del settore, promuovendo iniziative di aggiornamento e approfondimento tecnico attraverso workshop, incontri specialistici ed eventi periodici. Tra questi, il Lube Day costituisce l'appuntamento annuale di maggiore rilievo per il comparto, favorendo il dialogo tra imprese, istituzioni ed esperti.
Un ruolo altrettanto importante è svolto dai Comitati tecnici e dai Gruppi di lavoro, che contribuiscono all'analisi delle principali criticità del settore e alla definizione di proposte condivise. Fondamentale è inoltre la collaborazione con UEIL (Union of the European Lubricants Industry), associazione europea di riferimento della quale il Gail è socio fondatore.
Al netto delle ripercussioni che le tensioni geopolitiche e i conflitti internazionali esercitano sulle catene di approvvigionamento, le prospettive future del settore saranno sempre più influenzate dalla transizione energetica ed ecologica. L'evoluzione dei mercati e la crescente domanda di soluzioni sostenibili richiederanno capacità di innovazione, adattamento e visione strategica.
In questo scenario, il Gail continuerà a supportare le imprese associate, accompagnandole nell'interpretazione dei cambiamenti normativi e tecnologici e favorendo lo sviluppo di nuove opportunità di crescita e competitività.
Aispec
ABRASIVI
IL SETTORE
Gli abrasivi sono spesso associati ai settori industriali, manifatturieri, all'hobbistica e al fai-da-te. In realtà, rappresentano un elemento essenziale per la realizzazione della maggior parte dei prodotti di uso quotidiano, poiché sono impiegati in numerose fasi delle lavorazioni industriali, dalla preparazione delle superfici alla finitura dei materiali.
Il loro impiego è particolarmente diffuso nei comparti dell'automotive, della meccanica, dell'edilizia e nella lavorazione di materiali quali vetro, ceramica e pietra. Per questo motivo, l'andamento del mercato degli abrasivi costituisce un indicatore significativo dello stato di salute dell'intero sistema manifatturiero, essendo strettamente correlato ai livelli di attività industriale.
Il settore comprende diverse tipologie di prodotti. Tra queste si distinguono gli abrasivi flessibili (coated abrasives), come tele abrasive e dischi lamellari, gli abrasivi rigidi (bonded abrasives), quali mole e dischi da taglio, e i superabrasivi, tra cui gli utensili diamantati destinati alla lavorazione di materiali particolarmente duri, come pietra, cemento e ceramiche tecniche. Tali prodotti trovano impiego su un'ampia varietà di macchine e utensili, dagli impianti industriali fissi agli elettroutensili portatili, fino alle attrezzature manuali e ai macchinari con motore a combustione.
L'Italia occupa una posizione di rilievo nel panorama europeo del settore, collocandosi al secondo posto dopo la Germania e davanti a Francia e Regno Unito.
Il tessuto produttivo nazionale è costituito prevalentemente da piccole e medie imprese, molte delle quali nate nei principali distretti industriali italiani e oggi presenti sui mercati internazionali. Queste aziende si distinguono per l'elevata specializzazione tecnologica e per il know-how maturato nelle diverse applicazioni, offrendo soluzioni ad alte prestazioni per impieghi specifici. Accanto a esse operano anche le filiali italiane dei principali gruppi multinazionali del settore, in grado di mettere a disposizione una gamma completa di prodotti e tecnologie abrasive.
Come molti comparti legati alla produzione industriale, anche il mercato degli abrasivi risente fortemente dell'andamento dell'economia e dei principali settori utilizzatori. Dopo le difficoltà determinate dalla pandemia, le imprese hanno avviato un percorso di riorganizzazione per affrontare un contesto caratterizzato dall'aumento dei costi energetici, dalla crescente attenzione alla sostenibilità e dall'esigenza di migliorare l'efficienza dei processi produttivi. A questi fattori si aggiungono le incertezze generate dalle tensioni geopolitiche, dai conflitti internazionali e dall'inasprimento delle politiche commerciali, che incidono sulle catene di approvvigionamento e determinano nuove distorsioni competitive, rendendo il quadro economico particolarmente complesso.
L’ATTIVITÀ DELL’ASSOCIAZIONE
In Federchimica le imprese del comparto sono rappresentate da Aispec, l'Associazione nazionale della chimica fine e dei settori specialistici.
All'interno di Aispec, il Gruppo Abrasivi svolge un'intensa attività di monitoraggio dell'evoluzione normativa europea nei settori della sicurezza, della tutela della salute e della protezione dell'ambiente. Un'attenzione particolare è dedicata agli effetti indiretti derivanti dai regolamenti REACH e CLP che, pur non applicandosi direttamente agli abrasivi in quanto classificati come “articoli”, possono influenzare in maniera significativa la disponibilità delle materie prime, i processi produttivi e le modalità di utilizzo dei prodotti. Tra i principali temi di interesse rientrano inoltre la Direttiva sulle emissioni industriali (IED), il Regolamento Ecodesign e i documenti di riferimento sulle migliori tecniche disponibili (BREF). Sebbene tali strumenti normativi siano stati elaborati principalmente per altri comparti industriali, come quello della ceramica, essi possono produrre effetti rilevanti anche sul settore degli abrasivi, in particolare sugli impianti destinati alla produzione di mole vetrificate a legante inorganico, dei quali l'Italia ospita una dozzina siti produttivi.
Il settore partecipa inoltre attivamente ai lavori della FEPA (Federation of European Producers of Abrasives), contribuendo allo sviluppo delle principali iniziative tecniche e regolatorie europee, tra cui il monitoraggio e l'aggiornamento delle norme di sicurezza CEN e ISO. Negli ultimi anni, l'attività di rappresentanza a livello europeo si è inoltre rafforzata, consentendo di contribuire in modo sempre più incisivo ai processi decisionali che definiscono il quadro normativo del settore.
Tra le priorità del comparto rientra anche la promozione dell'uso sicuro dei prodotti abrasivi. A tale scopo, FEPA mette a disposizione il portale Abrasive Safety, che raccoglie linee guida, documentazione tecnica e raccomandazioni per un utilizzo corretto e sicuro degli abrasivi. Parallelamente, il settore è impegnato nella promozione della sostenibilità anche attraverso iniziative volontarie europee, tra cui il progetto SEAM – Sustainable European Abrasive Manufacturers, sviluppato in ambito FEPA per supportare le imprese nell'adozione di pratiche produttive sempre più sostenibili, responsabili e orientate al miglioramento continuo.
Aispec
SMALTI PER CERAMICA, PIGMENTI INORGANICI E OSSIDI METALLICI
IL SETTORE
La ceramica italiana è un fiore all’occhiello del Made in Italy e ha due caratteristiche fondamentali: la sua forte internazionalità e gli ingenti investimenti in innovazione tecnologica.
Questa costante ricerca, insieme a un gusto estetico riconosciuto a livello internazionale, ha permesso alle imprese produttrici di operare su numerosi mercati, nonostante l’aumento dei concorrenti che spesso producono in contesti più favorevoli con costi e oneri inferiori. La filiera produttiva, composta dai produttori di macchine, dai colorifici ceramici e dai produttori di piastrelle è formata da un numero consistente di aziende che operano prevalentemente nel distretto di Sassuolo e hanno un ruolo rilevante nel contesto produttivo nazionale.
In particolare, i colorifici ceramici producono smalti, fritte, pigmenti, coloranti usati nell’industria ceramica (piastrelle, stoviglieria, sanitari, etc.) e, in misura minore, nell’industria meccanica (soprattutto per finitura superficiale di elettrodomestici e prodotti per la casa). Alcune aziende inoltre sono produttrici di ossidi metallici che trovano diffusione, per ben oltre la metà del loro impiego, nei processi di reazione chimica per la realizzazione di pigmenti e fritte.
Con investimenti in ricerca e sviluppo molto rilevanti, il settore punta su prodotti sempre più specialistici, le cui prestazioni, con particolare osservanza alla compatibilità ambientale, garantiscono ai produttori di ceramica standard di elevata qualità e bellezza, apprezzati in tutto il mondo.
L’ATTIVITÀ DELL’ASSOCIAZIONE
Ambiente e sicurezza costituiscono da sempre le attività più importanti promosse da Ceramicolor, in particolare, lo studio delle problematiche inerenti alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele pericolose.
L’Associazione è particolarmente concentrata sull’impatto e sull’analisi delle possibili criticità che le diverse legislazioni possono avere sul settore.
È in continuo divenire la normativa sulla salute e sicurezza sul lavoro che si interseca con la sicurezza prodotti, in particolare i Regolamenti REACH e CLP. L’Associazione, interfacciandosi da un lato con Federchimica e Confindustria e dall’altro con l’associazione europea di riferimento Eurocolour, si impegna sia nelle attività di advocacy che anticipano la pubblicazione delle normative sia, una volta definitive, nel fornire gli adeguati strumenti interpretativi per adempiere correttamente a quanto previsto.
Grande attenzione continua a essere posta sul Green Deal pubblicato dalla Commissione Europea, che presuppone un insieme di iniziative politiche con l’obiettivo generale di raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050 e include la Chemical Strategy for Sustainability (CSS) che ha previsto la revisione di numerosi regolamenti, tra i quali il Regolamento CLP.
Con la pubblicazione del Regolamento sugli Imballaggi e i Rifiuti da Imballaggio (PPWR), anche questa tematica è diventata cruciale per le imprese, viste le nuove responsabilità e definizioni previste.
Ceramicolor investe risorse anche nell’ambito della formazione per sostenere i giovani che un giorno potranno lavorare nel settore.
Insieme alle altre associazioni della filiera ha promosso, anche nel 2025, un corso di formazione dedicato agli studenti meritevoli dell’Istituto Tecnico Industriale “E. Fermi” di Modena con l’obiettivo di contribuire attivamente alla formazione dei giovani per introdurli al mondo del lavoro.
Inoltre, ha promosso con Confindustria Ceramica il Master di 2° livello "Impresa e Tecnologia Ceramica", in collaborazione con le Università di Modena, Reggio Emilia e Bologna, che offre ai giovani laureati la possibilità di diventare figure competenti in ogni fase della produzione: dai processi alle lavorazioni, fino ai sistemi tecnologici con attenzione alla sostenibilità, attraverso un’accurata conoscenza scientifica e tecnologica.
Anche a livello comunicativo si conferma per Ceramicolor il successo di Thesignofcolor, il portale web che parla del colore con idee, consigli, immagini, citazioni e curiosità che permettono di scoprire e conoscere il mondo della ceramica.
Il magazine ha anche la relativa pagina Facebook e Instagram.
Appuntamento annuale ormai imperdibile per l’intero distretto è “A Cena con il Colore”: un evento organizzato da Ceramicolor dove colore, cibo, musica e condivisione sono gli ingredienti che animano la serata. Ogni anno l'iniziativa trasforma il centro di Sassuolo in uno spazio di creatività, partecipazione e convivialità, confermando il
Ceramicolor
ADESIVI E SIGILLANTI
IL SETTORE
L’industria degli adesivi e sigillanti nel 2025 ha mostrato un andamento generalmente debole, anche se differenziato per ambiti di applicazione.
Il settore delle costruzioni ha scontato una contrazione degli investimenti, in gran parte dovuta alla frenata nell’ambito delle ristrutturazioni e del segmento residenziale. Una moderata crescita, invece, è stata registrata dalle nuove costruzioni, grazie allo sviluppo delle iniziative pubbliche. L’industria del legno e del mobile ha mostrato andamenti diversificati: si è protratta per il terzo anno consecutivo la flessione del segmento dei pannelli e dei serramenti, mentre si è mantenuta leggermente positiva la dinamica dei mobili per cucina. Il segmento dei mobili imbottiti e per la casa ha ripreso a crescere, dopo anni di rallentamento. Nel comparto dei mezzi di trasporto il 2025 ha continuato a mostrare la tendenza ad un forte ridimensionamento della produzione di autovetture e ad un rallentamento anche nei segmenti dei veicoli commerciali e industriali e degli autobus. Tendenza favorevole, invece, per la fabbricazione di materiale rotabile (treni e metropolitane), per la nautica e per la cantieristica. La produzione italiana di calzature ha continuato a misurarsi con la concorrenza asiatica e con la riduzione della domanda europea. Il comparto degli adesivi impiegati nel settore della cartotecnica e imballaggio, grazie al buon andamento della produzione dei mercati di riferimento, ha mostrato una tendenza positiva. Tra i settori di destinazione si confermano più importanti e dinamici gli imballaggi destinati ai prodotti alimentari e alla cosmetica.
L’ATTIVITÀ DELL’ASSOCIAZIONE
Tra le attività dell’Associazione continua l’impegno per fare conoscere le nostre produzioni al grande pubblico, a partire dai giovani. Per fare ciò, in stretta collaborazione con Federchimica, il Gruppo adesivi e sigillanti partecipa al Premio Nazionale Federchimica Giovani con l'obiettivo di potenziare l’interazione tra scuola, territorio e industria chimica e orientare gli studenti di scuola media verso percorsi di studio tecnico-scientifici.
Sempre nell’ambito education prosegue il progetto associativo sulla Formazione Scuola Lavoro, rivolto agli studenti di scuola superiore, ai quali è offerto un pacchetto formativo di e-learning. Per l’anno scolastico 2025-2026 si registrano oltre 7.000 iscritti. Fra questi, più di 4.000 hanno ottenuto la certificazione.
Il Gruppo adesivi e sigillanti attribuisce grande rilevanza alla conoscenza delle dimensioni del mercato e commissiona ad un ricercatore lo studio “Il mercato degli adesivi e sigillanti in Italia”, con cadenza biennale. Le imprese associate hanno potuto disporre di dati di mercato aggiornati all’anno 2024, con proiezioni al 2025.
Sul versante della legislazione europea, nel 2025 è proseguita l’attività di monitoraggio del processo di implementazione del CLP. Ampio spazio è stato dedicato al Regolamento imballaggi e rifiuti di imballaggi (PPWR), alla Direttiva Green Washing, alle tematiche legate al contatto con gli alimenti, così come all’EPD e alle tematiche legate alla sostenibilità ambientale.
Sulla proposta di Regolamento End-of-Life Vehicle (ELVR) l’impegno dell’Associazione, sia a livello nazionale in collaborazione con Confindustria, sia a livello europeo, con FEICA a difendere la posizione di eliminazione degli adesivi dal campo di applicazione, ha registrato il successo sperato.
Sul fronte della sostenibilità l’Associazione ha concluso la realizzazione della versione 2.0 del Tool COACH-AVISA, lo strumento realizzato in collaborazione con Certiquality e Ergo - Scuola Superiore Sant’Anna per misurare il livello di circolarità delle imprese associate, analizzarne i punti di forza e debolezza e individuare le aree di miglioramento. Lo strumento, a disposizione gratuita delle sole imprese associate, è allineato alle Norme ISO 59020 e ai criteri della Direttiva CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive).
Parte essenziale dell’attività associativa sono le iniziative curate dai settori merceologici. Dopo il successo del manuale “L’incollaggio dei bordi”, nato dalla collaborazione lungo tutta la filiera produttiva, le aziende del settore adesivi per legno e arredamento hanno intrapreso un nuovo progetto. Sempre in una logica di filiera, hanno chiamato a collaborare gli attori che operano nel comparto delle superfici per la realizzazione di un nuovo manuale dal titolo “Il rivestimento di profili e pannelli nell’industria del mobile e dell’arredamento”. Il manuale è stato pubblicato e presentato ufficialmente il 27 aprile 2026, in occasione dell’assemblea del Gruppo adesivi e sigillanti, presso l’Auditorium di Federchimica. Le prime copie cartacee sono state distribuite in occasione di Xylexpo e Interzum Italy e saranno diffuse in occasione di altre fiere di settore (SICAM a Pordenone, ABS EUROPE 2026 a Vicenza), mentre sul sito dell’Associazione è possibile scaricare il pdf navigabile del manuale.
Nell’ambito internazionale, le istanze del settore sono ampiamente rappresentate grazie alla partecipazione di un delegato al Board e di numerosi delegati ai Gruppi di lavoro e Comitati di FEICA, l’Associazione europea dei produttori di adesivi e sigillanti.
Avisa
PITTURE E VERNICI
IL SETTORE
Il 2025 ha registrato per l’industria dei prodotti vernicianti una performance complessiva in arretramento di qualche punto percentuale in valore rispetto al 2024.
Sul totale annuale del comparto, ha pesato in maniera significativa l’andamento delle pitture e vernici per edilizia che, in Italia, vale quasi il 50% in valore e oltre il 60% in volume del totale del mercato nazionale. L’attuale scenario dell’edilizia nazionale è ancora frutto di una doppia dinamica: da un lato la forte caduta della riqualificazione edilizia, per la conclusione degli strumenti straordinari di agevolazione fiscale, dall’altro l’ingresso in fase realizzativa di una significativa quantità di opere pubbliche conseguenza dei previsti dal PNRR. La grande crescita di quest’ultime non è però stata in grado di compensare la caduta della riqualificazione. Le performance dei prodotti vernicianti del settore edilizia, che hanno registrato circa un - 4% in valore, sono derivate da un dato molto negativo dei rivestimenti a spessore, mentre gli altri comparti hanno generalmente tenuto. Stabile il settore legno, mentre ancora in leggera flessione il settore automotive a causa di cali della domanda, cambiamenti delle abitudini specie dei giovani (car sharing, noleggio, etc.) e prezzo medio delle auto nuove in forte aumento, e il settore car refinish.
Il primo semestre del 2026 ha registrato alcuni segnali incoraggianti in un forte clima di incertezza legato allo scenario economico; per la seconda parte dell’anno preoccupano in particolare i rincari di petrolio e gas, l’aumento dell’inflazione, e il conseguente impatto recessivo sui consumi e sulla fiducia.
L’ATTIVITÀ DELL’ASSOCIAZIONE
La maggior parte dell’impegno associativo è volto a seguire da vicino il contesto legislativo, con l’obiettivo di intervenire in fase di finalizzazione dei testi e fornendo consulenza alle imprese sui numerosi dossier di interesse come la Revisione Regolamento CLP, il Regolamento su imballaggi e rifiuti di imballaggio (PPWR), il Regolamento Ecodesign (ESPR), la Direttiva sulla cybersecurity (NIS2), il Regolamento sulla restrizione delle microplastiche, la Direttiva sul Green Washing.
Le imprese associate sono costantemente impegnate nell’offrire il proprio contributo allo sviluppo sostenibile; attraverso l’Associazione partecipano in modo continuo e propositivo sia ai tavoli di lavoro che il Ministero dell’Ambiente ha avviato, nell’ambito del piano nazionale d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione - per redigere i Criteri Ambientali Minimi (CAM) per gli appalti verdi per edifici, per l’acquisto di articoli per l’arredo urbano, per l’acquisto di arredi in legno - sia ai convegni che le Autorità organizzano in tema di Economia Circolare, Green Public Procurement, Ecolabel, Indoor Air Quality.
Nell’ambito del "Progetto Misurazione Indicatori di Circolarità", sviluppato da Avisa con Federchimica, Certiquality ed ERGO – Scuola Superiore Sant’Anna, i soci possono beneficiare gratuitamente di “COACH 2.0””, Circularity-Oriented Assistance for CHemical companies, la nuova versione del tool realizzato per supportare le imprese nella misurazione e nel perseguimento dell’economia circolare, in un’ottica di sostenibilità.
Per le imprese di Avisa è stato di pari passo rilasciata la nuova versione di “COACH-AVISA”, il Tool personalizzato per chi opera nel settore vernici, inchiostri, adesivi e sigillanti, disponibile a breve anche nella versione inglese.
ll Gruppo pitture e vernici, considera sempre più strategico il rapporto con la scuola e il mondo accademico ed è perciò impegnato in diverse iniziative. Innanzitutto, nell’ambito delle attività di education promosse da Avisa a beneficio degli studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado: con la partecipazione al “Premio Giovani Federchimica. Chimica: la scienza che salva il mondo”, un concorso che nasce per potenziare l’interazione tra scuola, territorio e industria chimica e per orientare gli studenti di scuola media verso percorsi di studio tecnico-scientifici; con la partecipazione all’iniziativa “Costruirsi un futuro nell’industria chimica”; grazie al pacchetto formativo di e-learning, che vale 13 ore di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento), realizzato attraverso tre moduli, uno per ogni Gruppo merceologico di Avisa. Per l’anno scolastico 2025-2026 sono stati certificati circa 5.000 studenti.
Prosegue, infine, la collaborazione con il Laboratorio Colore, Consorzio Poli.Design del Politecnico di Milano per promuovere l’innovazione e la conoscenza dei prodotti;
all’inizio di quest’anno, lo stesso Ateneo ha concluso la realizzazione di un’importante analisi delle tendenze del colore e del design, ad esso affidata con lo scopo di offrire alle Imprese associate inediti spunti di riflessione per orientare la propria ricerca e innovazione di prodotto.
Avisa
INCHIOSTRI DA STAMPA
IL SETTORE
In Italia, nel 2025, l’industria degli inchiostri da stampa ha registrato un modesto calo dei volumi (-0,8%) e del valore (-1,1%) rispetto al 2024. Tali risultati sono fortemente influenzati dalle note tensioni geopolitiche. In controtendenza con tutti gli altri settori di sbocco si sono collocati gli inchiostri destinati all'imballaggio, segmento del mercato che ha continuato a dimostrare una forte resilienza agli shock dal lato della domanda, grazie al suo stretto legame con i beni di consumo essenziali. In questo caso gli inchiostri da stampa hanno registrato un incremento dei volumi dell’1%.
Per ciò che concerne i provvedimenti legislativi che riguardano l’industria degli inchiostri da stampa di cui l’Associazione si è occupata nel corso dell’anno, riportiamo alcuni esempi tra i più significativi: le novità sul CLP, il Regolamento imballaggi e rifiuti di imballaggi (PPWR), la Direttiva Green Washing, le restrizioni sulle microplastiche, la legislazione sui materiali a contatto con gli alimenti.
L’ATTIVITÀ DELL’ASSOCIAZIONE
Su quest’ultimo versante c’è grande impegno e collaborazione tra l’Associazione nazionale e quella europea, EuPIA. Un esempio concreto dell’importanza di operare all’interno di un sistema internazionale è dato dai recenti cambiamenti nell’ordinamento giuridico svizzero e tedesco in tema di materiali stampati a contatto con gli alimenti. L’Associazione svizzera e quella tedesca dei produttori di inchiostri da stampa mettono a disposizione – attraverso l’associazione europea EuPIA – strumenti di conoscenza e approfondimento delle rispettive leggi, a beneficio delle associazioni nazionali e delle imprese a queste associate, per illustrare lo stato dell’arte della loro legislazione, consentendo in tal modo la diffusione della conoscenza su una materia di comune interesse e di rilevante importanza.
Restando in ambito europeo, il delegato italiano assicura la partecipazione ai comitati e gruppi di lavoro di EuPIA, per fare arrivare la voce della nostra industria nelle sedi competenti, con le necessarie azioni di advocacy nei confronti sia dei parlamentari italiani che siedono nel Parlamento europeo, sia delle autorità competenti nazionali.
È costante l’attività associativa relativa al monitoraggio e all’analisi della legislazione vigente e di quella in preparazione, per cogliere i segnali di interesse.
Il Comitato Tecnico Inchiostri da stampa è l’ambito in cui si confrontano i tecnici delle Imprese associate che hanno l’occasione di discutere le tematiche rilevanti per l’industria.
Con la sua attività è la sede elettiva di confronto tra le imprese associate, per l’elaborazione di posizioni comuni e linee guida che sono, poi, rappresentate anche ai tavoli dell’associazione europea.
Sul fronte della sostenibilità l’associazione ha realizzato la versione 2.0 del Tool COACH-Avisa, lo strumento realizzato in collaborazione con Certiquality e Ergo - Scuola Superiore Sant’Anna per misurare il livello di circolarità delle imprese associate, analizzarne i punti di forza e debolezza e individuare le aree di miglioramento.
Negli ultimi anni si è, inoltre, rafforzato l’impegno sul versante dell’education. A parte il “Premio Federchimica Giovani - Chimica: la scienza che salva il mondo”, concorso che nasce per potenziare l’interazione tra scuola, territorio e industria chimica e orientare gli studenti di scuola media verso percorsi di studio tecnico-scientifici, il Gruppo inchiostri da stampa ha adottato un pacchetto formativo di e-learning che nell’ultimo anno ha avvicinato alla nostra industria oltre 7.000 studenti delle scuole secondarie di secondo grado.
Avisa
GAS TECNICI SPECIALI E MEDICINALI
Con una produzione rappresentata principalmente da ossigeno, azoto, argon, elio e gas rari, idrogeno, acetilene, anidride carbonica, anidride solforosa, idrofluorocarburi, aria, gas speciali e miscele di gas, l’industria italiana dei gas tecnici, speciali e medicinali fattura circa 3 miliardi di euro all’anno e impiega circa 5.000 dipendenti. I gas prodotti sono utilizzati in quasi tutti gli ambiti dell’attività manifatturiera nazionale (metallurgia, meccanica, alimentare, chimica, vetro, ecc.), oltre che quelle di carattere sanitario (ossigeno, protossido d’azoto, miscele medicinali e dispositivi medici).
IL SETTORE
Il comparto dei gas industriali, che rappresenta il 65% circa del settore, ha chiuso il 2025 registrando un calo di circa l’8% rispetto ai volumi di produzione registrati l’anno precedente. Le flessioni più significative si sono osservate nella chimica, mezzi di trasporto e industria petrolifera. In leggero calo anche i comparti della carta, elettronica, materie plastiche e nei prodotti e materiali da costruzione. In positivo l’andamento delle forniture al comparto alimentare.
Il restante 35% circa dei gas prodotti dall’industria sono destinati al comparto medicinale. I volumi globali di ossigeno medicinale sono rimasti piuttosto stabili: circa 110 milioni di litri verso le strutture ospedaliere e 4,4 milioni di confezioni di unità base di ossigeno liquido. In ambito domiciliare, il consumo di ossigeno liquido è rimasto stabile, nonostante continui a crescere il numero di pazienti che utilizza il concentratore sia fisso che portatile; questo significa che il concentratore è utilizzato prevalentemente da nuovi pazienti.
Lo scenario 2026 si caratterizza per una generale incertezza: le criticità sono condizionate dalle ripercussioni dell’introduzione dei dazi americani e dal conflitto in Medio Oriente che impatta negativamente su tutto il comparto industriale nazionale. La questione energetica rimane un elemento di forte incertezza a causa del sovrapporsi di molteplici asimmetrie di costo.
Sulla base delle suddette considerazioni, si può prevedere che nel 2025 l’intero comparto dei gas industriali e medicinali segnerà un ulteriore calo produttivo, nell’ordine del 2/3%.
L’ATTIVITÀ DELL’ASSOCIAZIONE
Anche nel 2025 non sono mancati vari progetti e iniziative sul fronte della cultura della sicurezza, uno dei temi cardini dell’Associazione, che è stata inoltre impegnata nell’organizzazione di convegni e momenti formativi.
Nel mese di novembre si è svolta la XVIII edizione della Riunione Nazionale di Sicurezza dedicata al Fattore Umano nell’Evoluzione Tecnologica, argomento che ha consentito di coinvolgere varie tipologie di relatori e di affrontare tematiche particolarmente stimolanti trattate da rappresentanti delle istituzioni quali l’Inail e da economisti, analisti geopolitici ed esperti dell’Intelligenza Artificiale, cybersicurezza e del mondo della formazione.
In tema di sicurezza prodotti, a fronte di un lavoro di svariati mesi, segnato dai continui aggiornamenti normativi e dalle indicazioni condivise con l’Associazione europea EIGA (European industrial Gases Association), è stata pubblicata la linea guida per la redazione delle schede di sicurezza dei principali gas e miscele che fa seguito a quella già realizzata per la redazione delle etichette, fornendo modelli di riferimento a tutti gli operatori del settore.
Sul fronte dei gas alimentari sono stati aggiornati i due documenti di riferimento per la formazione degli Operatori del Settore Alimentare: il position paper Assogastecnici che propone e illustra un programma di formazione minimo da adottarsi su tutto il territorio nazionale e i pacchetti formativi da utilizzarsi per la formazione degli operatori.
Alla fine di ottobre si è inoltre realizzato un Seminario che ha visto il diretto coinvolgimento del Tavolo interregionale per la sicurezza alimentare operante all’interno della Conferenza delle Regioni e Province autonome, Ente che ha concesso il patrocinio all’evento associativo.
Il Gruppo Gas Medicinali prosegue con un’intensa attività di formazione e informazione sul territorio. Nel 2025 è stato presente con uno stand al Simposio AFI di Rimini, il corso con SIFO (Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie) a Pisa, un seminario al Congresso Nazionale FARE (Federazione delle Associazioni Regionali Economi e Provveditori della Sanità) di Bologna, una presentazione al Congresso AIIC di Napoli.
Il Gruppo Idrogeno Vettore energetico segue l'evoluzione del quadro normativo e regolatorio nazionale ed europeo, contribuendo al confronto sulle principali politiche per il settore e promuovendo il dialogo con Istituzioni e stakeholder. Il 2026 rappresenta un anno chiave per lo sviluppo della filiera, con l'avvio dei primi progetti finanziati dal PNRR e l'attuazione di importanti misure normative, tra cui il recepimento italiano della Direttiva RED III (Radio Equipment Directive).
Tra le principali attività del Gruppo rientra l'avvio di uno studio strategico sull'impiego dell'idrogeno nel trasporto pesante, basato sull'analisi delle nuove tecnologie e sul confronto con i principali operatori della filiera. Lo studio ha l'obiettivo di fornire dati, analisi e proposte a supporto delle future decisioni industriali e regolatorie.
Un ulteriore obiettivo del Gruppo è promuovere una corretta conoscenza del ruolo dell'idrogeno nella transizione energetica, valorizzandone il contributo alla decarbonizzazione, alla competitività industriale e alla sicurezza energetica attraverso attività di comunicazione e divulgazione.
Sul fronte dei Gas Refrigeranti è proseguito il monitoraggio dell'attuazione del Regolamento (UE) 573/2024 sugli F-Gas, con particolare attenzione ai temi della rigenerazione dei refrigeranti, della tracciabilità della filiera e della valorizzazione dei principi dell'economia circolare.
Nel corso dell'anno, il Gruppo si è evoluto da Comitato a Commissione, rafforzando il proprio ruolo di interlocutore istituzionale sui principali temi del settore.
Altri ambiti di attività hanno riguardato il contrasto al commercio illegale degli F-Gas e la promozione della sicurezza nell'impiego dei nuovi refrigeranti a basso impatto climatico, attraverso l'avvio di una collaborazione con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco finalizzata alla predisposizione di un documento tecnico di riferimento per gli operatori del settore.
Assogastecnici
ADDITIVI E AUSILIARI PER LA DETERGENZA E TENSIOATTIVI
IL SETTORE
Invisibili ma essenziali, gli ausiliari per la detergenza e i tensioattivi sono alla base dell’efficacia dei detergenti: sostanze chimiche che ogni giorno contribuiscono a garantire elevati standard di igiene e salute, tanto nella vita quotidiana quanto negli ambiti professionali. Proprio per il loro ruolo trasversale e strategico, oggi il settore si trova al centro di una importante trasformazione.
La spinta verso modelli produttivi più sostenibili, accelerata dal Green Deal europeo, sta infatti portando ausiliari e tensioattivi al centro del dibattito tecnico normativo. Nuove proposte e regolamentazioni potrebbero modificare il quadro di riferimento del settore, chiamato a coniugare sempre più efficacia, sicurezza e sostenibilità. Una sfida complessa, ma anche una importante occasione per innovare e sviluppare soluzioni in grado di rispondere alle esigenze del futuro.
L’ATTIVITÀ DELL’ASSOCIAZIONE
Le imprese del settore sono rappresentate in Federchimica all’interno di Aispec (Associazione nazionale chimica fine e settori specialistici) dal Gruppo merceologico ausiliari per la detergenza e tensioattivi.
Il Gruppo segue costantemente e in sinergia con Federchimica tutti gli sviluppi sul piano normativo/regolatorio che, ultimamente, ha subito un’importante evoluzione.
REGOLAMENTO DETERGENTI E TENSIOATTIVI
La revisione del Regolamento sui detergenti (648/2004) ha ampliato il proprio campo di applicazione, includendo per la prima volta i tensioattivi e dando origine al nuovo Regolamento sui detergenti e tensioattivi. La proposta, presentata dalla Commissione nell’aprile 2023, mira a semplificare le regole, ridurre gli oneri amministrativi e favorire l’immissione sul mercato europeo di prodotti più sicuri e sostenibili, in linea con gli obiettivi del Green Deal Europeo.
Tra le principali novità vi è il rafforzamento dei requisiti di biodegradabilità, estesi anche a specifiche categorie di ingredienti oltre ai tensioattivi. Un cambiamento che potrà incidere sulla scelta delle materie prime e sulle formulazioni, spingendo il settore verso soluzioni sempre più sostenibili.
La revisione si inserisce inoltre in un quadro normativo già articolato, in cui i tensioattivi sono disciplinati anche dai Regolamenti REACH e CLP, rendendo sempre più importante garantire coerenza tra i diversi requisiti.
RESTRIZIONE DEL DIOSSANO
Negli ultimi anni il settore ha seguito da vicino la proposta di restrizione del diossano nei tensioattivi, avanzata dall’Istituto Federale tedesco per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro (BAuA) e inserita nel Registro delle intenzioni di ECHA nell’aprile 2023.
La proposta, che avrebbe avuto un impatto significativo sui tensioattivi a base etossilata, è stata ritirata dalle Autorità tedesche nell’agosto 2025, a seguito delle valutazioni socioeconomiche che hanno evidenziato la necessità di ulteriori dati e approfondimenti.
Il tema non è tuttavia superato: l’attenzione si sta ora spostando sulla presenza e sulle possibili fonti di diossano in altri processi e filiere industriali, con l’obiettivo di comprendere meglio l’origine delle emissioni e individuare approcci regolatori più efficaci.
REGOLAMENTO SULLA DEFORESTAZIONE
Sempre nell’ambito della Green Transition, l’industria dei tensioattivi ricorre da anni a materie prime bio-based, in particolare olio di palma e palmisto. La crescente domanda di queste materie prime ha però aumentato l’attenzione sugli impatti legati alla deforestazione e al degrado degli habitat naturali.
Il Regolamento europeo sulla deforestazione (EUDR), pubblicato nel giugno 2023, introdurrà nuovi obblighi di tracciabilità e verifica per l’approvvigionamento di olio di palma e palmisto, oltre che di altre materie prime come caffè, cacao, soia, legno, gomma e carne bovina. L’applicazione delle nuove disposizioni è ormai prossima, ma il quadro normativo è ancora in continua evoluzione, tra modifiche, chiarimenti e adeguamenti che ne rendono complessa l’attuazione.
Per le imprese, le principali criticità riguardano la tracciabilità delle catene di fornitura e il conseguente carico amministrativo, con possibili ripercussioni sull’approvvigionamento e sulla competitività delle aziende europee.
ATTIVITÀ DI COMUNICAZIONE ED EDUCATION
Le diverse iniziative promosse dal Gruppo nell’ambito della comunicazione e dell’education sono sempre state considerate strategiche per contrastare i pregiudizi, diffondere una corretta informazione, sviluppare un pensiero critico scientifico e una maggior consapevolezza del contributo che la chimica dà alla sostenibilità.
In particolare, il Gruppo ha aderito negli ultimi anni alla sezione detergenza del Premio Nazionale Federchimica Giovani e continua a fornire contenuti per il web magazine di Federchimica Fatti, non fake!.
Infine, insieme ad Assocasa, da diversi anni, il Gruppo partecipa alla Fiera H3I. L’evento, dedicato agli operatori della filiera della detergenza, prevede una conferenza tecnico-scientifica molto partecipata, sempre occasione di confronto tra i diversi attori di filiera, oltre a un piccolo spazio espositivo per le imprese.
Aispec
DETERGENTI E SPECIALITA' PER L'INDUSTRIA E PER LA CASA
IL SETTORE
Pulizia e igiene sono centrali nella vita quotidiana e le imprese della detergenza – per la casa, l’industria e le istituzioni – puntano a una crescita sostenibile, capace di rispondere ai bisogni dei consumatori in un contesto normativo sempre più complesso.
Secondo i dati dell'ultimo Osservatorio, nell'attuale contesto economico incerto emerge con forza un cambiamento significativo nel rapporto degli italiani con la casa: il 71% dichiara di "godersi la propria casa", e oltre la metà si dedica con piacere a mantenerla in ordine. Un dato che riflette la crescente attenzione alla cura degli spazi e conferma l’importanza dei prodotti di pulizia e manutenzione, non solo per le abitazioni, ma anche per scuole, ristoranti, uffici, ospedali e trasporti pubblici. Questi prodotti restano infatti strumenti indispensabili per le famiglie, sia in casa, sia negli ambienti esterni, con un ruolo crescente anche nella tutela della salute grazie a insetticidi e soluzioni specifiche.
A questa funzione essenziale si affiancano oggi nuove esigenze, legate al benessere e alla sostenibilità. L'industria non si limita infatti a rispondere ai bisogni di igiene, ma promuove riduzione degli sprechi, convenienza, praticità e consapevolezza del consumatore.
L’ATTIVITÀ DELL’ASSOCIAZIONE
Assocasa è l’associazione di categoria di riferimento per il settore della detergenza e delle specialità per l’industria e la casa e riunisce 111 aziende in Italia. A livello europeo si coordina con Detergents Europe (precedentemente A.I.S.E.), con sede a Bruxelles.
Il 2026 ha rappresentato una tappa importante per il settore, con la pubblicazione della revisione del Regolamento Detergenti, al termine di un iter legislativo durato tre anni.
Il nuovo testo migliora l’accessibilità alle informazioni attraverso strumenti digitali, disciplina nuove tipologie di prodotti e garantisce maggiore coerenza con le altre normative. Tra le principali novità figurano nuovi requisiti di biodegradabilità, il Passaporto Digitale di Prodotto, disposizioni per i detergenti contenenti microrganismi e l’etichettatura digitale.
Assocasa ha seguito con grande attenzione il processo di revisione, contribuendo alle discussioni e mantenendo un dialogo costante con le istituzioni. Questo approccio collaborativo ha consentito di rappresentare le esigenze delle imprese e di elaborare una legislazione maggiormente applicabile.
Importanti novità riguardano anche la revisione del Regolamento CLP. Le complessità introdotte hanno reso necessaria una semplificazione, la cui pubblicazione del testo definitivo è prevista entro la fine del 2026. Tra gli interventi rientrano: lo snellimento delle regole di formattazione delle etichette, tempistiche più adeguate al loro aggiornamento e la semplificazione delle disposizioni sulla pubblicità dei prodotti pericolosi destinati ai consumatori.
Ulteriori sfide derivano dall’applicazione della Direttiva “Green Washing”, che rafforza la tutela dei consumatori rispetto alle pratiche commerciali sleali, e dai primi adempimenti previsti dal Regolamento sugli Imballaggi e sui Rifiuti da Imballaggio (PPWR).
Le imprese sono inoltre in attesa della pubblicazione dei nuovi criteri Ecolabel, particolarmente rilevante per il settore professionale.
Nei prossimi mesi il ruolo dell’Associazione sarà fondamente per contribuire a chiarire le questioni normative ancora aperte e collaborare con le istituzioni con l'obiettivo di favorire un’applicazione uniforme e coerente delle nuove disposizioni.
Proseguono anche le attività relative al Regolamento Biocidi (BPR), per il quale permangono criticità di implementazione che comportano rilevanti oneri economici e organizzativi e rallentano i processi di innovazione. La necessità di semplificazione è evidente anche alla luce dei ritardi nel programma di revisione delle sostanze attive. A tal proposito, la Commissione ha pubblicato una proposta legislativa per affrontare tali ritardi, il cui iter proseguirà per tutto il corso dell’anno.
I rapporti con il Ministero della Salute continuano a essere positivi e consentono di affrontare efficacemente diverse sfide, tra cui l’attività a sostegno dell’approvazione dell’etanolo come sostanza attiva biocida nei disinfettanti.
Prosegue infine l’impegno per promuovere l’armonizzazione dei test necessari all’autorizzazione degli insetticidi, sempre più importanti per la tutela della salute in considerazione della crescente diffusione di insetti vettori di malattie.
Al fine di essere ancora più vicino ai consumatori, il settore promuove “Puliti e Felici”, il webmagazine che fornisce informazioni e consigli sull’uso dei detersivi e i prodotti di manutenzione della casa. È anche su Instagram, Facebook e TikTok.
Assocasa
INGREDIENTI COSMETICI, ADDITIVI FARMACEUTICI E FRAGRANZE
IL SETTORE
La formulazione del prodotto cosmetico è costituita da moltissimi ingredienti: un mondo assai complesso e variegato, con più di 8.000 sostanze, estremamente diverse per origine, caratteristiche, proprietà chimico-fisiche e processi produttivi.
Ogni componente della formulazione di un cosmetico ha una funzione specifica e opera in sinergia con gli altri ingredienti.
Un esempio è rappresentato dalla fragranza: consideriamo il ruolo fondamentale che questo elemento riveste in un cosmetico, immaginando, per esempio, un prodotto straordinariamente efficace per la nostra pelle, ma con un odore sgradevole.
La fragranza può avere questo scopo funzionale, ma è fondamentale soprattutto perché caratterizza in modo unico un prodotto, rendendolo facilmente riconoscibile al consumatore, innescando così un meccanismo di fidelizzazione.
QUALITÀ E SICUREZZA
La sicurezza delle sostanze impiegate nella filiera cosmetica rappresenta l’obiettivo primario del settore. Il Regolamento cosmetico 1223/2009 stabilisce le norme che i prodotti immessi sul mercato europeo devono rispettare, garantendo la sicurezza attraverso le responsabilità attribuite alle imprese prima dell’immissione in commercio, nonché tramite le attività di sorveglianza e cosmetovigilanza svolte dalle Autorità competenti durante tutta la vita commerciale del prodotto.
Per quanto riguarda gli ingredienti cosmetici utilizzati nelle formule, così come gli ingredienti delle fragranze impiegate nelle profumazioni, la valutazione della sicurezza si basa su due livelli complementari.
Da un lato, i Regolamenti REACH e CLP identificano i pericoli associati a ciascun ingrediente, classificandoli e imponendo restrizioni in base ai rischi potenziali. Dall’altro, il Regolamento cosmetico e lo standard IFRA (Associazione Internazionale delle Fragranze), che si autoregolamenta dal 1973 tramite un Codice di buona pratica in continua evoluzione scientifica (attualmente giunto alla sua 51ª revisione), assicurano che l’esposizione dei consumatori a tali sostanze avvenga entro livelli sicuri e controllati.
In questo modo, sia per gli ingredienti cosmetici nelle formule cosmetiche, sia per gli ingredienti delle fragranze, viene garantito un equilibrio tra il riconoscimento dei rischi e la gestione del livello di esposizione, a tutela della sicurezza e dell’efficacia dei prodotti finiti destinati al consumatore.
SOSTENIBILITÀ
Anche con la spinta normativa promossa dal Green Deal, l’industria chimica sta svolgendo un ruolo centrale nel ridurre l’impatto ambientale degli ingredienti cosmetici, al fine di renderli più sostenibili fin dalla loro progettazione.
In questa logica, sul mercato viene immesso un sempre maggior numero di ingredienti che provengono da materiali di scarto (sottoprodotti) di filiere diverse, come ad esempio quella alimentare, al fine di ottimizzarne l’impiego.
In generale, cresce l’attenzione per la tracciabilità delle materie prime; queste ultime dovrebbero provenire da coltivazioni sostenibili, dove siano garantite le condizioni necessarie per la biodiversità e siano rispettati elevati standard di salute e sicurezza.
ATTIVITÀ DELL’ASSOCIAZIONE
In Federchimica-Aispec l’industria delle fragranze è rappresentata dal Gruppo aromi e fragranze, che aderisce a IFRA, mentre le materie prime per l’industria cosmetica e gli additivi per l’industria cosmetica e farmaceutica sono rappresentati dal Gruppo Mapic, aderente a EFfCI.
Tra le varie attività che i Gruppi svolgono per il settore, oltre a seguire costantemente gli sviluppi normativi, vanno considerati i diversi progetti per contrastare le fake news e per diffondere una corretta cultura scientifica presso l’opinione pubblica.
In quest’ottica, da diversi anni i due Gruppi organizzano varie attività di formazione per studenti, docenti e giornalisti. L’obiettivo è spiegare come la ricerca scientifica e la legislazione garantiscano la sicurezza e l’efficacia degli ingredienti cosmetici e delle fragranze, oltre a sfatare i principali falsi miti che riguardano questi prodotti.
Inoltre, entrambi i Gruppi costituiscono una fonte di contenuti per il web magazine di Federchimica Fatti, non fake!
Nell’ambito fieristico continua la collaborazione con Step Exhibition per la promozione della fiera Making Cosmetics.
Nell’edizione 2025 Mapic ha contribuito con i propri esperti alla conferenza scientifica, organizzata da Teknoscienze e dalla Società italiana di Chimica e Scienze Cosmetiche (SICC), e al Mapic Tech Day, una riunione del Comitato Tecnico aperta al pubblico.
Dal due anni è stata inoltre prevista anche la partecipazione del Gruppo aromi e fragranze, che organizza una conferenza volta ad affrontare alcune delle tematiche più attuali per il settore.
Aispec
BEAUTY E PERSONAL CARE
IL SETTORE
Nel 2025 il fatturato totale del settore cosmetico ha generato un valore complessivo di 18 miliardi di euro (49 miliardi se si considera il fatturato dell’intera filiera estesa), segnando una crescita media annua del 6,1% negli ultimi 10 anni e confermandosi un settore strategico per l’economia del Paese. Le dinamiche attuali vedono l'industria crescere a un ritmo pari a sei volte il tasso di crescita del PIL nazionale, pur nel contesto di uno scenario geopolitico complesso. Inoltre, la filiera ha sostenuto complessivamente l’occupazione con circa 500.000 posti di lavoro (di cui 105.000 diretti, pari al 2,6% degli occupati del settore manifatturiero in Italia).
Le esportazioni rappresentano il vero motore della crescita: nel 2025, la cosmetica si è posizionata al primo posto tra i prodotti del Made in Italy per crescita percentuale dell’export nell'ultimo anno, raggiungendo un valore record di 8,6 miliardi di euro e una crescita media annua dell'8,9% negli ultimi 15 anni. Oggi una quota fondamentale dei ricavi deriva dai mercati esteri, generando un saldo commerciale positivo che nel 2025 ha toccato il valore record storico di 5,1 miliardi di euro.
Con un valore complessivo di 12,8 miliardi di euro, i consumi di prodotti cosmetici si confermano stabili, dimostrando dinamiche analoghe a quelle dei beni per la salute e confermandosi essenziali anche tra le fasce di reddito medio-basse. La spesa in cosmetici ha rappresentato lo 0,61% del PIL italiano, a testimonianza della natura non voluttuaria che questi prodotti svolgono come beni necessari ad uso ricorrente nei consumi quotidiani. A livello di mercato, nel 2025 i prodotti a connotazione naturale e sostenibile hanno raggiunto i 3,2 miliardi di euro, arrivando a pesare per il 25% dell'intero mercato cosmetico nazionale.
Innovazione e transizione sostenibile rimangono due tasselli chiave nello sviluppo della cosmetica in Italia. L’attenzione all'ambiente si riflette trasversalmente lungo tutta la filiera produttiva – dagli imballaggi alla gestione energetica, dalla riduzione delle emissioni fino all'ottimizzazione della risorsa idrica. Il comparto si trova oggi ad affrontare la sfida legata ai crescenti costi delle materie prime, che incidono per oltre il 30% sui costi di produzione per più di un terzo delle imprese, mettendo sotto pressione la competitività in un contesto globale complesso. Una semplificazione e armonizzazione regolatoria, integrata con una chiara strategia-Paese per il posizionamento internazionale, porterebbe le aziende a liberare risorse. Un maggiore sostegno agli investimenti in R&S, come l'innalzamento del credito d'imposta fino al 40%, favorirebbe la continua spinta verso l'export, l'innovazione e l'occupazione.
L’ATTIVITÀ DELL'ASSOCIAZIONE
Da quasi 60 anni, Cosmetica Italia è l’associazione che rappresenta l’industria cosmetica nazionale in Italia e nel mondo. Riunisce e supporta le imprese lungo l’intera filiera - dai marchi e produttori ai fornitori di materie prime, packaging e macchinari. L’associazione rappresenta circa 650 aziende, dalle multinazionali alle piccole e medie imprese, distribuite su tutto il territorio nazionale. Contribuisce a rafforzare la reputazione e il posizionamento dell’industria cosmetica italiana, a definire un contesto normativo e legale che consenta alle aziende di operare, innovare e guidare una crescita sostenibile. Sostiene l’innovazione, promuove la sostenibilità e supporta lo sviluppo dei talenti, creando condizioni favorevoli affinché le aziende possano espandersi e competere con successo sui mercati internazionali, e rafforzando al contempo la competitività globale dell’industria cosmetica italiana. Cosmetica Italia è membro di Cosmetics Europe (associazione europea delle industrie cosmetiche) e partner istituzionale di BolognaFiere Cosmoprof. Questa storica collaborazione permette di valorizzare l’industria cosmetica italiana nel mondo attraverso le differenti edizioni di Cosmoprof, la più importante manifestazione fieristica dedicata del settore.
Cosmetica Italia
PRINCIPI ATTIVI E INTERMEDI DI CHIMICA FARMACEUTICA
IL SETTORE
Aschimfarma e l'Associazione di Federchimica che rappresenta i produttori di principi attivi e intermedi per l'industria farmaceutica (API - Active Pharmaceutical Ingredients). Vi aderiscono imprese italiane e multinazionali con impianti in Italia, impegnate nella produzione di sostanze di chimica fine attraverso processi industriali ad alto contenuto tecnologico.
Il settore italiano degli API rappresenta un comparto strategico ad alta tecnologia e mantiene una posizione di primo piano in Europa. Secondo le più recenti elaborazioni Aschimfarma-Prometeia, nel 2025 il fatturato del settore ha raggiunto circa 5,8 miliardi di euro, oltre il 40% in più rispetto al 2018. Con oltre un quarto del valore della produzione europea, l'Italia si conferma il principale polo produttivo Europeo per API e intermedi farmaceutici. Piu del 90% della produzione è destinato all'export, verso oltre 90 Paesi, principalmente in Europa, Asia e Nord America.
Il comparto si caratterizza per un elevato livello di specializzazione e qualità, una forza lavoro altamente qualificata e significativi investimenti in innovazione e ammodernamento degli impianti. Le imprese operano sempre più attraverso attività di Contract Manufacturing Organization (CMO), ovvero la produzione di principi attivi e intermedi per conto di aziende farmaceutiche, e di Contract Development and Manufacturing Organization (CDMO), che integra alla produzione anche servizi di sviluppo e ottimizzazione dei processi. Queste attività rappresentano un segmento a crescente valore aggiunto e rafforzano il ruolo delle imprese italiane all'interno della filiera farmaceutica internazionale. Accanto a tali servizi, le imprese sono inoltre attive nella produzione di principi attivi destinati ai farmaci generici, segmento che continua a rappresentare una componente rilevante del settore.
In un contesto internazionale caratterizzato da una forte concentrazione delle produzioni e da crescenti rischi per le catene di approvvigionamento, il settore assume inoltre un ruolo strategico per la sicurezza e la resilienza della filiera farmaceutica europea, contribuendo a ridurre le dipendenze da Paesi terzi.
L’ATTIVITÀ DELL’ASSOCIAZIONE
Nel 2025 Aschimfarma ha rafforzato il proprio impegno sul tema della sicurezza degli approvvigionamenti seguendo costantemente l'evoluzione del Critical Medicines Act, proposto dalla Commissione europea nel marzo 2025, monitorando i lavori del Parlamento europeo e del Consiglio dell'Unione europea e contribuendo al confronto sui principali aspetti di interesse per il settore degli API. In questo ambito, l'Associazione ha inoltre partecipato a due audizioni parlamentari dedicate al provvedimento, l'11 giugno presso la Camera dei Deputati e il 2 luglio presso il Senato della Repubblica. Il provvedimento mira a rafforzare la disponibilità dei medicinali critici nell'UE, promuovendo la diversificazione delle forniture, gli investimenti produttivi europei, procedure accelerate per i progetti strategici e criteri di procurement orientati alla resilienza.
Particolare attenzione e dedicata alla formazione e all'aggiornamento tecnico, attraverso iniziative con AFI e collaborazioni con il mondo accademico. Nel 2025 e 2026 sono stati affrontati temi quali sostenibilità, intelligenza artificiale, farmacopee, studi di stabilita, Revisione dell’Annex 1 sulla Contamination Control Strategy e Quality Risk Management.
Aschimfarma sostiene infine la presenza delle imprese associate sui mercati internazionali attraverso la partecipazione alle principali fiere di settore e promuove il confronto tra aziende, istituzioni, università e stakeholder della filiera.
Nel 2026 l'azione dell'Associazione si concentra quindi su alcune priorità strategiche: rafforzare la competitività dell'industria italiana degli API, sostenere la sicurezza degli approvvigionamenti, valorizzare la produzione europea, accompagnare l'innovazione e promuovere sostenibilità e sviluppo delle competenze.
Aschimfarma
FARMACI DI AUTOMEDICAZIONE
IL SETTORE
In linea con le dinamiche tipiche del comparto, anche nel 2026 le vendite dei farmaci senza obbligo di prescrizione risultano condizionate da fattori esogeni, vale a dire, dalla maggiore o minore incidenza di disturbi lievi, con una contrazione del numero di confezioni dispensate e una modesta tenuta dei fatturati: da agosto 2025 a luglio 2026 i volumi – 286 milioni di confezioni – presentano una flessione del 2,5% a fronte di una spesa – 3,2 miliardi di euro – in aumento dell’1,5%.
I dati confermano quanto il mercato, pur essendo tornato al suo caratteristico andamento, continui a mostrare vendite superiori a quelle del periodo pre-Covid-19. Tale stabilizzazione riflette una situazione epidemiologica in cui il SARS-CoV-2 ha contribuito, insieme ad altri virus respiratori, a una incidenza medio-alta delle sindromi respiratorie, come anche durante l’ultima stagione influenzale.
Le due categorie in cui è divisa la classe dei medicinali senza obbligo di ricetta, quali i farmaci di automedicazione o OTC (Over The Counter) e i SOP (Senza Obbligo di Prescrizione, Behind The Counter), evidenziano andamenti sostanzialmente analoghi: in entrambi i segmenti si rileva una riduzione dei volumi, più accentuata per gli OTC (-3,1%) rispetto ai SOP (-1,0%), a fronte di una crescita del fatturato, modesta per i farmaci di automedicazione (+0,8%) e significativa per i SOP (+3,6%).
Le dinamiche competitive tra i principali canali distributivi di farmaci non prescription – farmacie, parafarmacie e corner della grande distribuzione organizzata (GDO) – permangono invariate. La farmacia tradizionale continua a rappresentare il canale di riferimento, con una quota di mercato largamente predominante (86,6% a volumi, 88,7% a valori). Le vendite attraverso i canali autorizzati alla vendita via internet (D. Lgs. 17/2014), pur continuando ad avere una incidenza inferiore al 5% del mercato, fanno osservare performance significativamente più dinamiche rispetto ai canali fisici: le vendite online registrano, infatti, una crescita a doppia cifra sia delle confezioni (+11,2%) che del fatturato (+18,9%), confermando un rafforzamento del canale digitale.
L’analisi di lungo periodo del mercato dei farmaci senza obbligo di prescrizione evidenzia una sostanziale stabilità dei fatturati, a fronte di una riduzione dei volumi registrata dal 2008, con la sola eccezione del biennio pandemico 2021-2022.
Tale dinamica è riconducibile non solo alla variabilità della domanda ma anche alla concorrenza di altre categorie di prodotti destinati alla salute e al benessere. Inoltre, nonostante il mercato OTC continui a mostrare segnali di innovazione e diversificazione dell'offerta, il comparto risente di alcune criticità strutturali. Tra queste, le persistenti differenze nella propensione alla spesa farmaceutica privata, generalmente più elevata al Nord rispetto al Sud del Paese, nonché il limitato ampliamento dell'offerta, evidente nel confronto con i principali Paesi europei, a nuove aree terapeutiche/principi attivi disponibili come farmaci di automedicazione. Tali elementi contribuiscono a contenere il potenziale di sviluppo del settore e la sua capacità di rispondere a una domanda di salute sempre più orientata verso soluzioni terapeutiche accessibili.
L’ATTIVITÀ DELL’ASSOCIAZIONE
Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) deve affrontare sfide complesse legate all’invecchiamento, alla cronicità, all’innovazione e alla sostenibilità della spesa pubblica. In questo contesto, l’automedicazione può essere una importante leva strategica per lo sviluppo economico nazionale e per la tenuta del SSN. Infatti, come evidenziato da uno studio di The European House of Ambrosetti per Assosalute, presentato a ottobre 2026, il comparto dell’automedicazione rappresenta una realtà ad alta produttività, che genera occupazione qualificata e investimenti di filiera. Le imprese associate realizzano oltre 1,3 miliardi di euro di valore aggiunto, sostenendo più di 12.000 posti di lavoro. Inoltre, un ricorso corretto ai farmaci da banco può ridurre la pressione sui servizi sanitari, liberando risorse assistenziali pubbliche con benefici diretti per la salute e la qualità della vita.
Attraverso il confronto con istituzioni, professionisti sanitari, associazioni civiche e stakeholder, l’Associazione promuove modelli di cura orientati a una maggiore responsabilizzazione dei cittadini nella gestione dei disturbi più comuni, favorendo la diffusione dell’alfabetizzazione sanitaria e di informazioni di salute accessibili e scientificamente corrette, ancor più nell’era dei social media e dell’intelligenza artificiale. In questa direzione, si inseriscono alcune attività associative di comunicazione ed educazione alla salute, tra cui il progetto digitale Semplicemente Salute e la collaborazione con Cittadinanzattiva su iniziative rivolte alle nuove generazioni.
In una fase di evoluzione della governance farmaceutica e sanitaria nazionale ed europea, Assosalute continuerà a valorizzare le specificità del settore dell’automedicazione, affinché possa contribuire in modo significativo e concreto alla sostenibilità del SSN e alla salute del Paese.
Assosalute
PRODOTTI PER LA SALUTE ANIMALE
IL SETTORE
Il 2025 ha confermato il buon andamento del mercato italiano della salute animale, che ha raggiunto un fatturato complessivo di circa 860 milioni di euro, con una crescita del 10% rispetto al 2024. L’incremento ha interessato entrambi i principali comparti, con i prodotti per animali da compagnia al +9,5% e quelli per animali destinati alla produzione di alimenti al +15%.
Per quanto riguarda gli animali destinati alla produzione di alimenti, il 2025 è stato caratterizzato da una forte attenzione alla prevenzione delle principali patologie, in particolare peste suina africana, influenza aviaria, blue tongue e lumpy skin disease, con ricadute sulle strategie di gestione sanitaria e di biosicurezza degli allevamenti.
L’andamento positivo del comparto dei prodotti per gli animali destinati alla produzione di alimenti è direttamente collegato ai risultati dei settori produttivi che fanno parte della filiera. Il comparto lattiero-caseario ha registrato una crescita del 31% con un incremento delle esportazioni di formaggi del 14,9%. Particolarmente significativo il risultato del Parmigiano Reggiano che ha raggiunto 4,19 milioni di forme prodotte (+2,7%), con esportazioni in crescita del 2,7% e una quota export pari al 50,5%. Nel settore suinicolo, che l’anno passato aveva chiuso con un calo generalizzato, si sono registrati segnali di recupero nei consumi: gli acquisti domestici di carne suina fresca sono aumentati del 3,7% in volume, mentre quelli di salumi hanno segnato un +3,1%. Anche il comparto avicolo ha mantenuto un andamento positivo nonostante la pressione esercitata dall’influenza aviaria, attestandosi al +1,7% per la produzione di carne e al +15% per la produzione di uova. Nel bovino da carne la produzione ha registrato un incremento dell’1,2% in valore, confermando un quadro più favorevole rispetto agli anni precedenti.
Il comparto dei prodotti per animali da compagnia continua a rappresentare il principale motore del mercato della salute animale, grazie anche alla progressiva evoluzione del rapporto tra proprietari e animali da compagnia e alla maggiore propensione alla gestione preventiva della salute. Questo continua a favorire la domanda di prodotti veterinari destinati ai pet, in particolare nell’ambito della profilassi e della gestione delle principali patologie: nel 2025 i medicinali veterinari e i prodotti per la nutrizione destinati ai pet hanno raggiunto circa 530 milioni di euro, con una crescita del 9,5%, confermando la tendenza positiva degli ultimi anni. Particolarmente dinamico è risultato il comparto dei vaccini e degli antiparassitari, in crescita rispettivamente del 10% e del 3%, a conferma di un progressivo orientamento del settore verso la profilassi e la prevenzione delle patologie. Un fattore che, tra l’altro, non è esclusivamente legato al settore degli animali da compagnia, ma si rispecchia anche per gli allevamenti.
L’ATTIVITÀ DELL’ASSOCIAZIONE
Nel 2025 Aisa ha continuato a porre al centro della propria attività la promozione della prevenzione e dell’uso responsabile dei medicinali veterinari, in coerenza con il quadro normativo introdotto dal regolamento UE 2019/6 e dal decreto legislativo 218/2023.
Tra le principali direttrici dell’attività associativa rimangono la diffusione del concetto di One Health, la promozione della profilassi quale strumento fondamentale per la prevenzione delle patologie e la riduzione dell’uso degli antimicrobici, nonché la crescente attenzione al ruolo degli animali da compagnia nella società.
In questa prospettiva si inserisce anche la campagna “Fedeli alla Salute”, lanciata nel 2026, attraverso la quale Aisa intende sensibilizzare proprietari e cittadini sull’importanza della prevenzione veterinaria e della corretta gestione della salute di tutti gli animali. L’obiettivo è promuovere un modello di salute integrato, nel quale la tutela della salute animale contribuisce direttamente alla salvaguardia della salute umana e dell’ambiente e alla lotta all’antimicrobico-resistenza.
Aisa
BIOTECNOLOGIE
IL SETTORE
Le biotecnologie, ovvero l’insieme delle tecnologie che utilizzano organismi viventi, cellule o loro componenti per sviluppare prodotti, processi e soluzioni, rappresentano oggi una leva strategica per affrontare alcune delle principali sfide globali. Dalla salute alla sicurezza alimentare, dalla transizione ecologica alla competitività industriale, il biotech offre risposte concrete e trasversali.
Il settore comprende tecnologie consolidate e soluzioni di frontiera basate su bioingegneria, biologia sintetica, editing genomico e integrazione con tecnologie digitali e intelligenza artificiale. Sono applicazioni che interessano salute, agricoltura, industria e ambiente e che trovano piena coerenza con l’approccio One Health.
Nel 2026 il riconoscimento del valore strategico delle biotecnologie si è ulteriormente rafforzato a livello europeo. Il biotech è oggi al centro delle politiche dell’Unione dedicate a competitività, autonomia strategica, sostenibilità e capacità industriale, con particolare attenzione al Biotech Act, alla nuova Strategia europea per la Bioeconomia, alla biomanifattura e alle biosoluzioni.
Il dibattito europeo si concentra sulla capacità di trasformare l’eccellenza scientifica in applicazioni industriali, favorire gli investimenti, sostenere startup e scale-up, rafforzare il trasferimento tecnologico e garantire condizioni regolatorie e finanziarie più favorevoli.
Anche in Italia il biotech rappresenta un ecosistema diffuso e trasversale, composto da quasi 6.000 imprese, capace di generare oltre 50 miliardi di euro di fatturato e di occupare più di 100.000 addetti. Le applicazioni interessano numerosi comparti del Made in Italy, dalla salute all’agroalimentare, dalla chimica alle applicazioni industriali e ambientali.
Le biotecnologie si confermano così una piattaforma tecnologica essenziale per la competitività del Paese, capace di connettere ricerca, industria e innovazione.
L’ATTIVITÀ DELL’ASSOCIAZIONE
Nel 2026, anno del quarantesimo anniversario di Assobiotec, l’Associazione ha consolidato ulteriormente il proprio ruolo nei principali processi decisionali nazionali ed europei che influenzano lo sviluppo delle biotecnologie e delle biosoluzioni.
Sul piano istituzionale, particolare centralità ha assunto il percorso europeo sul Biotech Act. Assobiotec ha contribuito al confronto attraverso interlocuzioni con le istituzioni, contributi tecnici e attività di rappresentanza. Il 4 giugno l’Associazione è stata inoltre audita dalla XIV Commissione Politiche dell’Unione Europea della Camera dei Deputati.
Sul fronte nazionale, tra le numerose attività portate avanti da Assobiotec, figurano il contributo al confronto sulla Riforma della Legislazione Farmaceutica e sulla valorizzazione delle conoscenze e di trasferimento tecnologico, nonché al lancio di un secondo IPCEI dedicato al biotech.
L’attività associativa ha riguardato anche ricerca clinica, farmaci orfani, terapie avanzate, trasferimento tecnologico, fiscalità, sviluppo industriale, startup, partnership pubblico-private e accesso all’innovazione, attraverso il lavoro delle Aree e dei Gruppi di Lavoro.
È proseguito inoltre il lavoro di analisi sul comparto con il progetto “Il Biotech in Italia. Numeri, storie e trend”, sviluppato con il Politecnico di Milano, che – attraverso la pubblicazione del nostro Report annuale - consente di rappresentare in maniera sempre più puntuale la diffusione e il valore delle biotecnologie nel sistema produttivo italiano.
Grande attenzione è stata dedicata anche alle nuove generazioni e alle competenze, attraverso l’evento annuale in occasione della Giornata del Made in Italy “Biotech Future” sulle professioni del futuro e grazie alle collaborazioni con università, ITS Academy e realtà formative, con l’obiettivo di avvicinare formazione e industria, che quest’anno si sono arricchite di un accordo quadro con la Rete degli ITS.
Sul fronte della divulgazione si confermano appuntamenti consolidati il Bioeconomy Day e la Biotech Week, giunta alla quattordicesima edizione, con un ricco programma di iniziative diffuse sul territorio nazionale.
Il 40° anniversario di Assobiotec ha rappresentato il filo conduttore dell’anno, attraverso iniziative dedicate alla storia e alla visione futura dell’Associazione, tra cui il Manifesto “One Life. One Health. One Future”, la mostra dedicata alla storia dell’innovazione biotecnologica e il progetto “Orizzonte Biotech 2036”, volto a costruire una riflessione condivisa sul futuro del settore nei prossimi dieci anni.
Particolare attenzione è stata riservata anche al rafforzamento della comunicazione e della presenza pubblica dell’Associazione, attraverso un presidio più strutturato dei media, una maggiore valorizzazione dei portavoce e delle principali iniziative associative e lo sviluppo di nuovi strumenti editoriali e digitali. L’obiettivo è rendere sempre più continuativo ed efficace il dialogo con istituzioni, imprese, media, stakeholder e opinione pubblica, contribuendo a una maggiore conoscenza del ruolo strategico delle biotecnologie per il Paese.
Assobiotec continuerà a lavorare per rafforzare il biotech come motore trasversale di competitività, innovazione, sostenibilità e salute, promuovendo un quadro normativo e industriale capace di sostenere ricerca, investimenti, trasferimento tecnologico e crescita dell’intero ecosistema.
Assobiotec
PRODOTTI AEROSOL
IL SETTORE
I prodotti aerosol, anche noti come bombolette spray, possono fare affidamento su una filiera coesa e interconnessa, che coinvolge i produttori di gas propellente, i fornitori di imballaggi e accessori e i produttori di prodotti finiti.
Il settore è, quindi, formato sia da piccole e medie imprese, che svolgono principalmente attività di riempimento conto terzi, sia da grandi multinazionali, che immettono sul mercato prodotti di largo consumo, bombole vuote e accessori.
Il prodotto aerosol è unico nella sua applicazione e per questo motivo risulta essere trasversale tra i prodotti a scaffale (cosmetici, prodotti per la casa, vernici, prodotti tecnici e per il fai-da-te, prodotti alimentari e farmaceutici) che costantemente si sfida nella realizzazione di prodotti sempre più affidabili e compatibili con l’ambiente.
Dall’analisi di mercato condotta nel 2026 emerge un dato aggregato nazionale totale di bombolette stimato in 569,7 milioni di pezzi riempiti in Italia (-0,7% rispetto al 2024), al cui interno i prodotti per uso personale pesano per il 52,0% (-0,6% rispetto al 2024), mentre i prodotti per la casa costituiscono il 15,0% (stabili rispetto all’anno precedente). Le pitture e le vernici rappresentano l’10,4% del totale in aumento (-3,6% rispetto all’anno precedente). Stabili i prodotti tecnici e industriali e i prodotti per auto. Aumentano i prodotti alimentari (+1,1%).
L’ATTIVITÀ DELL’ASSOCIAZIONE
Il tema della sostenibilità dell’imballaggio è sempre centrale per l’Associazione Italiana Aerosol: in collaborazione con il Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio (CiAl) il Consorzio Raccolta e Riciclo Imballaggi Acciaio (Ricrea), è stata rinnovata la campagna informativa #spraysereno, che, nei due anni precedenti ha registrato oltre 78 milioni di impression e sono stati raggiunti quasi 18 milioni di utenti.
La campagna #spraysereno è alla terza edizione nel 2026: l’obiettivo è di sensibilizzare i giovani consumatori sulla sostenibilità del prodotto aerosol, sfatando alcuni vecchi miti e mostrando le qualità ambientali della bomboletta.
La campagna ha cambiato la sua direzione creativa, passando dai contenuti musicali degli artisti trap emergenti, alla Comedy ed ha raggiunto oltre 6 milioni di impression su TikTok e Instagram e oltre 3 milioni di utenti unici raggiunti, con una distribuzione particolarmente efficace tra gli adolescenti: il target 13-17 anni ha rappresentato oltre la metà della copertura complessiva.
Anche quest’anno Aia ha promosso il “Premio Nazionale Federchimica Giovani”, rivolto a studenti di scuole secondarie di primo grado che hanno potuto esercitare la loro creatività, in combinazione con la coerenza scientifica, sul tema del prodotto aerosol, producendo un racconto, un reportage giornalistico, una presentazione, un fumetto, un video o un podcast.
Infine, anche per il 2025, l’Associazione ha continuato con il suo programma di seminari formativi associati agli incontri del Comitato Tecnico. I temi trattati sono inseriti in un programma di formazione generale su tutti i processi legati al prodotto aerosol, con lo scopo di portare le competenze di una filiera complessa a disposizione di tutti gli associati.
Aia
GAS LIQUEFATTI
IL SETTORE
Il settore del GPL in Italia registra nel 2025 un consumo di 3.226.000 tonnellate, con un modesto incremento rispetto ai volumi del 2024.
La variazione percentuale del consumo totale di GPL registrata nel 2025 rispetto al 2024 è stata del 0,7%.
Il settore della combustione ha registrato un incremento del consumo pari al 2,6% rispetto al 2024, mentre quello dell’autotrazione una variazione pari al -1,3%.
L’ATTIVITÀ DELL’ASSOCIAZIONE
GPL COMBUSTIONE
La crescita dei consumi conferma la solidità di un comparto fondamentale per milioni di famiglie e imprese situate nelle aree non servite dalla rete del gas naturale. Nelle aree rurali, montane, insulari e periferiche, il GPL continua infatti a rappresentare una soluzione energetica indispensabile per il riscaldamento domestico, la produzione di acqua calda e numerose applicazioni produttive.
Tra i temi centrali dell'anno emerge il dibattito europeo sull'efficienza energetica degli edifici e sulla transizione energetica nel settore civile. L'industria ha sostenuto con forza un approccio basato sulla neutralità tecnologica, evidenziando il ruolo delle moderne caldaie ad alta efficienza alimentate anche da combustibili rinnovabili che consentirebbero di incrementare l’efficienza dei sistemi di riscaldamento riducendone l’impatto in termini di gas climalteranti e di inquinanti locali. Particolare attenzione è stata dedicata agli effetti del nuovo sistema ETS2, che rischia di determinare aumenti dei costi energetici soprattutto nelle aree più fragili del Paese. In questo contesto il comparto continua a chiedere misure che consentano di tutelare consumatori e imprese, evitando che la transizione energetica generi nuove disuguaglianze territoriali e sociali.
Basandosi su studi che hanno analizzato l’impatto della regolamentazione sul settore, l’industria ha formulato una precisa richiesta ai decisori politici, volta ad assicurare che le risorse generate dai nuovi meccanismi ETS vengano reinvestite integralmente nei settori che le producono, sostenendo sia gli investimenti industriali nelle molecole rinnovabili sia le necessarie misure di mitigazione a favore dei consumatori.
Anche il 2025 è stato caratterizzato da un’intensa e positiva collaborazione con la Guardia di Finanza, giungendo a colpire fenomeni di violazione delle norme delicati sotto il profilo della corretta competitività tra le imprese e della sicurezza per il consumatore finale.
GPL AUTOTRAZIONE
Il GPL per autotrazione continua a rappresentare una delle principali soluzioni di mobilità a basse emissioni disponibili sul mercato. Alla fine del 2025 il parco circolante nazionale ha superato i 3,25 milioni di autovetture, mentre le immatricolazioni hanno oltrepassato le 140.000 unità, pari a più del 9% del mercato nazionale: numeri che confermano l'apprezzamento dei consumatori per una tecnologia che unisce convenienza economica, prestazioni ambientali e una rete distributiva capillare con oltre 4.600 punti vendita.
L'anno è stato però segnato anche da alcune criticità. Nei primi mesi del 2026 le immatricolazioni mostrano una importante contrazione, anche a causa dell'incertezza normativa che caratterizza il settore automotive europeo. Il comparto ha intensificato il proprio impegno a favore della revisione delle normative sulle emissioni di CO₂, sostenendo la necessità di un approccio basato sull'analisi dell'intero ciclo di vita dei carburanti e sulla valorizzazione dei biocarburanti e delle soluzioni rinnovabili.
Particolarmente importante per il settore è stato il Decreto del MIMIT che nello scorso mese di luglio ha definito il rinnovo degli incentivi governativi per la trasformazione a GPL dei veicoli, con una programmazione quinquennale che offre maggiore certezza agli operatori industriali e agli automobilisti. Tale misura prevede un contributo di 400 € per ogni impianto GPL installato nei veicoli di classe emissiva da Euro 3 a Euro 6 e rappresenta un segnale di sostegno alla libertà di scelta tecnologica e alla diffusione di soluzioni accessibili soprattutto per le famiglie a reddito medio e medio-basso.
GNL
Il settore del GNL continua a rappresentare una delle principali opportunità di sviluppo per il sistema energetico italiano. Nel 2025 i consumi sono cresciuti dell'11%, sostenuti dall'espansione delle infrastrutture e dalla diffusione delle applicazioni industriali e dei trasporti. Il trasporto stradale pesante resta il principale mercato di riferimento, ma stanno crescendo quelli delle reti isolate, gli impianti industriali off-grid e, soprattutto, il settore marittimo.
Sebbene il settore dell’autotrasporto sia quello con maggiori consumi, è anche quello che mostra maggiori criticità legate, principalmente, al rinnovo delle flotte. È per questo che uno dei principali risultati da annoverare nell’ultimo periodo è certamente lo stanziamento di 590 milioni di euro destinati al rinnovo del parco mezzi delle imprese di autotrasporto per il prossimo quinquennio, che potranno sostenere il rinnovo delle flotte, favorire l'adozione di veicoli alimentati a GNL e bioGNL e contribuire al miglioramento delle performance ambientali del settore logistico nazionale.
Grande rilevanza ha assunto anche l'economia del mare. Nel corso del 2025 sono state avviate in Italia le prime operazioni di bunkeraggio di GNL e bioGNL, segnando un passaggio storico per la decarbonizzazione del trasporto marittimo. Le nuove normative europee in materia di ETS e FuelEU Maritime stanno infatti spingendo armatori e operatori logistici a investire in soluzioni energetiche capaci di ridurre le emissioni garantendo al contempo competitività economica.
A sostenere questa prospettiva è il crescente sviluppo delle molecole rinnovabili che rappresentano oggi non più semplici prospettive future, ma realtà industriali concrete sulle quali le imprese stanno investendo in modo significativo.
Assogasliquidi
SERVIZI ALL'INDUSTRIA CHIMICA
IL SETTORE
L’industria chimica gestisce prodotti e processi molto complessi, che richiedono, lungo l’intero ciclo di vita, procedure altamente specializzate dal punto di vista della sicurezza, della tutela della salute e degli impatti ambientali. Dalle prime fasi della progettazione, prodotti e impianti hanno peculiarità che devono essere gestite, integrando molteplici competenze e professionalità: servono competenze tecnico scientifiche, ma anche un’approfondita e sempre aggiornata conoscenza della normativa applicabile a ogni singolo settore produttivo, conoscenza delle filiere e adeguate valutazioni sulla logistica, per citare le principali.
Le imprese chimiche si affidano a personale interno caratterizzato, formato e multidisciplinare, ma hanno anche necessità di appoggiarsi a professionisti esterni che offrono servizi su specifiche aree. Consulenti in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, operatori specializzati nel trasporto di merci pericolose, esperti nella gestione delle emergenze ambientali, laboratori di analisi, fornitori di servizi per la gestione dei rifiuti, società che si occupano di bonifiche ambientali, esperti che supportano le imprese nell’adempimento della legislazione sui prodotti chimici (Regolamenti REACH e CLP, in primis).
L’ATTIVITÀ DELL’ASSOCIAZIONE
Nonostante le proprie dichiarazioni sulla necessità di semplificare il quadro normativo e di sostenere la competitività delle imprese, l’Unione europea continua a produrre e rivedere numerose normative, che incidono in maniera rilevante anche sulle imprese del settore chimico: sebbene nel 2026 il progetto di revisione del Regolamento REACH abbia subito una battuta di arresto, nuove normative come quelle sulla Deforestazione (Regolamento EUDR), il packaging (regolamento PPWR), la restrizione sulle microplastiche o le regole sul reporting ambientale stanno impegnando in maniera significativa gli esperti di affari regolatori e i responsabili degli impianti produttivi di numerose imprese chimiche.
Federchimica segue attivamente questa continua evoluzione normativa, confrontandosi costantemente con le istituzioni nazionali ed europee per preservare gli interessi e avanzare le proposte dei settori che rappresenta.
Aderendo a Federchimica, tramite il Gruppo Serchim di Aispec, le imprese di servizi possono portare la propria esperienza ai tavoli di lavoro fra imprese e autorità, con l’obiettivo comune di identificare le criticità e proporre possibili soluzioni. Seguire tali sviluppi insieme ai settori clienti può costituire anche un fattore di successo per lo sviluppo di prodotti e iniziative, in linea con gli orientamenti dettati delle novità normative e con l’evolversi delle esigenze del mercato.
Aispec