Ambiente, salute e sicurezza

AGGIORNAMENTI A LIVELLO EUROPEO

GREEN DEAL ED ECONOMIA CIRCOLARE

In linea con il “Green Deal” approvato nel dicembre 2019 e con i successivi “Piano d’azione per l’economia circolare” e “Piano d’azione per azzerare l’inquinamento atmosferico, idrico e del suolo” (cd. “inquinamento zero”), la Commissione europea ha portato avanti diversi dossier relativi alla revisione delle norme sulla qualità delle acque, sulla riduzione delle emissioni, sul suolo e sui rifiuti.

Tutti temi di interesse per il settore chimico che Federchimica ha seguito con grande attenzione.

ACQUE

Uno dei principali obiettivi della Commissione europea è quello di prevenire e ridurre l’inquinamento di aria, acqua e suolo, in linea con il Piano d’Azione “Inquinamento Zero”. In tale contesto, nel corso dell’ultimo anno è proseguito il rafforzamento del quadro normativo europeo in materia di tutela delle risorse idriche attraverso l’adozione della Direttiva (UE) 2026/805, che modifica la Direttiva 2000/60/CE (quadro per l’azione comunitaria in materia di acque), la Direttiva 2006/118/CE (protezione delle acque sotterranee dall’inquinamento e dal deterioramento) e la Direttiva 2008/105/CE (standard di qualità ambientale delle acque superficiali). Parallelamente, sono proseguite le attività connesse all’attuazione della Direttiva (UE) 2024/3019 sul trattamento delle acque reflue urbane (UWWTD) entrata in vigore il 1° gennaio 2025 e all’attuazione della Strategia europea per la resilienza idrica.

Con la Direttiva (UE) 2026/805 l’Unione Europea ha aggiornato in modo significativo la disciplina relativa alla protezione delle acque superficiali e sotterranee, rafforzando gli strumenti di prevenzione dell’inquinamento e di monitoraggio dello stato dei corpi idrici. Le modifiche introdotte prevedono, tra l’altro, l’aggiornamento degli standard di qualità ambientale e dei valori soglia per numerose sostanze prioritarie ed emergenti, con particolare attenzione ai PFAS, ai prodotti fitosanitari, ad alcuni prodotti farmaceutici e al bisfenolo A. La Direttiva rafforza inoltre gli obblighi di monitoraggio, migliora la disponibilità e la trasparenza dei dati ambientali e pone le basi per futuri aggiornamenti della normativa riguardanti ulteriori sostanze emergenti, tra cui il TFA (acido trifluoroacetico) e nuovi gruppi di sostanze quali i bisfenoli e i prodotti farmaceutici. Gli Stati membri dovranno recepire le nuove disposizioni entro il 21 dicembre 2027.

Per quanto riguarda la Direttiva sul trattamento delle acque reflue urbane (UWWTD), nel corso dell’anno l’attenzione si è progressivamente spostata verso la fase di attuazione e recepimento da parte degli Stati membri. La Direttiva introduce un rafforzamento degli obblighi di raccolta e trattamento delle acque reflue urbane, nuovi requisiti in materia di monitoraggio, sostenibilità energetica e recupero delle risorse, nonché l’obbligo di trattamento quaternario per la rimozione dei microinquinanti. Tra gli aspetti di maggiore rilievo continua a rivestire particolare importanza l’introduzione del sistema di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), destinato a finanziare i costi del trattamento quaternario e oggetto di un intenso confronto tecnico e istituzionale sia a livello nazionale sia europeo.

Federchimica ha continuato a seguire con particolare attenzione l’evoluzione dei principali dossier europei in materia di acque, partecipando alle consultazioni e alle attività di confronto promosse dalle istituzioni nazionali ed europee. In particolare, ha contribuito alle audizioni organizzate dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica sul recepimento della Direttiva UWWTD, ha partecipato ai tavoli tecnici dedicati ai sistemi di responsabilità estesa del produttore e ha collaborato con Confindustria, le associazioni di settore e gli altri stakeholder interessati per definire posizioni condivise e tecnicamente fondate. Parallelamente, Federchimica ha contribuito al dibattito nazionale sul recepimento della Direttiva nell’ambito della Legge di delegazione europea 2025, evidenziando l’opportunità di attendere gli atti di esecuzione della Commissione europea e gli ulteriori sviluppi del quadro normativo prima dell’adozione delle disposizioni nazionali.

Federchimica continuerà a seguire l’evoluzione della normativa europea e nazionale in materia di tutela delle risorse idriche, promuovendo un dialogo costante con le istituzioni e con gli stakeholder interessati, al fine di favorire un quadro regolatorio coerente, proporzionato e scientificamente fondato, capace di coniugare gli obiettivi di tutela ambientale con la sostenibilità e la competitività dell’industria chimica.

EMISSIONI IN ATMOSFERA

Il 5 aprile 2022 la Commissione europea aveva presentato due proposte legislative per la revisione della Direttiva sulle emissioni industriali (IED) e del Regolamento sul registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti (E-PRTR).

L’iter di revisione della Direttiva sulle emissioni industriali, seguito fin dalle prime fasi da Federchimica, si è concluso e il provvedimento è stato pubblicato il 15 luglio 2024. Gli Stati membri avrebbero dovuto recepire la Direttiva nel proprio ordinamento entro il 1° luglio 2026. In Italia, il 25 giugno 2025 è stata pubblicata la Legge 13 giugno 2025, n. 91 "Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione Europea - Legge di delegazione europea 2024", con la quale il Governo ha avviato l’iter per il recepimento.

Lo scorso 10 dicembre la Commissione europea ha presentato il pacchetto Omnibus ambientale, volto a semplificare e ridurre gli oneri amministrativi della normativa ambientale europea. All’interno del pacchetto sono presenti delle semplificazioni amministrative relative alla Direttiva (UE) 2024/1785 (IED 2.0), tuttavia il pacchetto è ancora in fase di discussione a livello europeo e le semplificazioni proposte non sono pertanto ancora vigenti.

L’Italia non ha rispettato il termine previsto per il recepimento della Direttiva 2024/1785. Federchimica sta monitorando gli sviluppi del recepimento, evidenziando l’opportunità di tenere conto delle semplificazioni proposte nell’ambito dell’Omnibus ambientale.

È stato inoltre pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 2 maggio 2024 il Regolamento (UE) 2024/1244 relativo alla comunicazione dei dati ambientali delle installazioni industriali e alla creazione di un portale sulle emissioni industriali. Il provvedimento è entrato in vigore il 22 maggio 2024 e sarà applicabile dal 1° gennaio 2028, quando sostituirà, abrogandolo, il Regolamento (UE) 166/2006.

BEST AVAILABLE TECHNIQUE REFERENCE DOCUMENTS

Per quanto riguarda la revisione dei BREF (Best Available Technique Reference Documents), a dicembre 2022 sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea le conclusioni sulle BAT (Best Available Techniques) del BREF WGC (gestione e trattamento degli scarichi gassosi) e del BREF TXT (industria tessile); a gennaio 2023 è avvenuta la conclusiva pubblicazione dei BREF sul sito web dell’EIPPCB (European Integrated Pollution Prevention and Control Bureau).

Federchimica, oltre alle attività coordinate da Cefic a livello europeo e al confronto con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica a livello nazionale, partecipa ad un tavolo tecnico, istituito da Regione Lombardia, per definire delle linee di indirizzo comuni per l'applicazione omogenea, nella Regione, del BREF WGC, in vista del riesame delle autorizzazioni da effettuarsi entro il 12 dicembre 2026.

A novembre 2021 è stato, inoltre, avviato dalla Commissione europea l’iter di revisione del BREF LVIC (Large Volume Inorganic Chemicals), il documento tecnico di riferimento relativo alla fabbricazione di grandi volumi di prodotti chimici inorganici. Il nuovo documento avrà un campo di applicazione molto esteso e diversificato e sostituirà due BREF attualmente esistenti (LVIC-AAF - Ammonia, Acids and Fertilizers, e LVIC-S - Solids and Others).

Per la revisione di tale documento è stato attivato il Technical Working Group, all’interno del quale, nella delegazione italiana, sono presenti alcune imprese chimiche. A ottobre 2022 si è tenuto il primo incontro sullo sviluppo del questionario per la raccolta di dati specifici degli impianti che la Commissione ha somministrato alle imprese interessate dal BREF LVIC a gennaio 2024. La raccolta dati si è conclusa e dal 9 all'11 aprile scorsi si è tenuto il primo Data Workshop sul BREF LVIC.

Nell’ambito dei lavori di revisione del BREF LVIC, la Commissione europea ha organizzato una serie di workshop finalizzati alla valutazione dei dati non riservati relativi alle prestazioni ambientali e alla definizione delle basi tecniche per la preparazione della prima bozza del BREF LVIC. Ai workshop hanno partecipato anche alcune imprese chimiche facenti parte della delegazione italiana.

GAS FLUORURATI E SOSTANZE OZONO-LESIVE

Nel corso del 2025 e della prima metà del 2026 è proseguita l’attuazione del nuovo quadro normativo europeo in materia di gas fluorurati a effetto serra (F-gas) e di sostanze che riducono lo strato di ozono, delineato rispettivamente dal Regolamento (UE) 2024/573 e dal Regolamento (UE) 2024/590. Dopo la loro entrata in vigore nel marzo 2024, l’attenzione si è progressivamente spostata dalla fase di approvazione della normativa a quella della sua implementazione, attraverso l’adozione dei regolamenti di esecuzione previsti, l’entrata in applicazione di nuovi divieti e l’avvio dell’adeguamento dei sistemi nazionali di certificazione e controllo.

Per quanto riguarda gli F-gas, dall’1 gennaio 2025 sono entrati in applicazione numerosi divieti di immissione sul mercato previsti dal Regolamento (UE) 2024/573, che interessano diverse categorie di apparecchiature di refrigerazione, condizionamento d’aria e pompe di calore, dato che introducono soglie sempre più restrittive in funzione del potenziale di riscaldamento globale (GWP) dei refrigeranti impiegati.

Sono inoltre divenute operative le nuove limitazioni relative alle attività di manutenzione e assistenza delle apparecchiature contenenti gas fluorurati ad elevato GWP, confermando il percorso di progressiva riduzione dell’impiego di tali sostanze e favorendo il ricorso a gas rigenerati e riciclati nei casi consentiti dalla normativa.

Nel medesimo periodo la Commissione europea ha adottato ulteriori regolamenti di esecuzione riguardanti i requisiti di certificazione delle persone e delle imprese operanti nei diversi settori di impiego dei gas fluorurati, aggiornando il quadro delle competenze richieste per le attività di installazione, manutenzione, recupero e smantellamento delle apparecchiature.

Per quanto riguarda le sostanze che riducono lo strato di ozono, il 2025 ha segnato la piena applicazione del Regolamento (UE) 2024/590, che rafforza gli obblighi relativi alla produzione, all’uso, all’importazione, all’esportazione, al recupero, alla rigenerazione e alla distruzione delle sostanze disciplinate dal Protocollo di Montreal. Particolare attenzione è stata dedicata al rafforzamento degli obblighi di recupero delle sostanze durante le attività di manutenzione, smantellamento e demolizione delle apparecchiature, nonché alla progressiva digitalizzazione del sistema europeo di licenze e al potenziamento dell’integrazione con i sistemi doganali dell’Unione, con l’obiettivo di migliorare la tracciabilità delle sostanze e rafforzare il contrasto al commercio illegale.

Federchimica ha continuato a seguire l’evoluzione del quadro normativo europeo e nazionale, monitorando l’adozione degli atti di esecuzione della Commissione europea e supportando le imprese nell’interpretazione e nell’applicazione delle nuove disposizioni. L’attenzione rimane rivolta, in particolare, all’adeguamento della normativa nazionale in materia e alla definizione delle ulteriori misure necessarie a garantire un’applicazione uniforme ed efficace della disciplina nei diversi Stati membri, promuovendo al contempo la diffusione di tecnologie a minore impatto climatico e ambientale.

IMBALLAGGI

Sempre nell’ambito degli obiettivi del Green Deal e del Piano per l’economia circolare di ridurre le emissioni di CO2, la produzione di rifiuti e l’utilizzo di materie prime, la Commissione europea ha lavorato per rivedere la normativa sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio. L’iniziativa legislativa ha preso la forma di una proposta di Regolamento (PPWR) che la Commissione ha presentato il 30 novembre 2022.

In coordinamento con Confindustria, Federchimica ha seguito con grande attenzione l’iter di approvazione della proposta, supportando le azioni del Governo italiano volte a modificare diversi punti critici del testo elaborato dalla Commissione e seguendo i lavori anche del Parlamento europeo. Il Regolamento (UE) 2025/40, sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il 22 gennaio 2025. Federchimica ha partecipato alle due consultazioni pubbliche aperte dalla Commissione europea sull'etichettatura degli imballaggi e dei contenitori per la raccolta differenziata dei rifiuti; ha contribuito alla redazione del Vademecum di CONAI sulle misure di prevenzione di cui al Regolamento 2025/40 sugli imballaggi e sui rifiuti da imballaggio. Ha inoltre partecipato alla consultazione pubblica sulle esenzioni per gli obiettivi di riutilizzo per reggette e pallet wrapping.

A seguito di quest’ultima consultazione la Commissione europea ha pubblicato lo scorso 25 febbraio una Decisione delegata che esenta dagli obiettivi di riutilizzo al 100% le cinghie e il pallet wrapping; tuttavia, permangono gli obiettivi di riutilizzo al 40% (dal 2030) e al 70% (dal 2040).

Lo scorso 30 marzo, al fine di favorire un’applicazione omogenea del Regolamento, la Commissione europea ha pubblicato un documento di orientamento e un documento di FAQ. Queste ultime sono state successivamente aggiornate nel luglio 2026; permangono, tuttavia, numerosi quesiti ancora irrisolti che continuano a generare difficoltà nell’attuazione del Regolamento.

SPEDIZIONI DI RIFIUTI

È proseguita l’attuazione del nuovo quadro europeo in materia di spedizioni transfrontaliere di rifiuti introdotto dal Regolamento (UE) 2024/1157, che sostituisce il previgente Regolamento (CE) n. 1013/2006. Applicabile dal 21 maggio 2026, il Regolamento si inserisce nell’ambito delle politiche europee per l’economia circolare con l’obiettivo di rafforzare il controllo delle spedizioni di rifiuti, contrastare i traffici illeciti, promuovere una gestione ambientalmente corretta dei rifiuti e favorire il recupero delle materie prime all’interno dell’Unione Europea.

Tra le principali novità introdotte figura la progressiva digitalizzazione delle procedure amministrative mediante il sistema DIWASS (Digital Waste Shipment System), istituito per gestire in modalità elettronica gli adempimenti previsti dal Regolamento e migliorare la tracciabilità delle spedizioni.

Il Regolamento introduce inoltre procedure più rigorose per le spedizioni soggette a notifica preventiva, rafforza gli obblighi di tracciabilità e prevede maggiori restrizioni per le esportazioni di rifiuti verso Paesi terzi, in particolare quelli non appartenenti all’OCSE.

Federchimica ha seguito l’evoluzione del quadro normativo europeo, monitorando gli sviluppi applicativi del Regolamento e supportando le imprese nell’interpretazione delle nuove disposizioni. Continuerà inoltre a seguire gli ulteriori sviluppi applicativi della disciplina, favorendo un confronto costante con le istituzioni competenti per assicurare un’applicazione uniforme ed efficace delle nuove regole.

MICROPLASTICHE

Nel corso del 2025 si è ulteriormente consolidato il quadro normativo europeo in materia di microplastiche, sia con riferimento alla prevenzione della dispersione accidentale dei pellet di plastica sia all’attuazione della restrizione REACH sulle microparticelle di polimeri sintetici aggiunte intenzionalmente ai prodotti. Tali iniziative si inseriscono nella più ampia strategia dell’Unione Europea volta a ridurre l’inquinamento da microplastiche lungo l’intero ciclo di vita dei materiali plastici.

Un passaggio di particolare rilievo è stato rappresentato dalla pubblicazione del Regolamento (UE) 2025/2365 sulla prevenzione delle dispersioni di pellet di plastica, che introduce un sistema organico di obblighi applicabili lungo tutta la catena di approvvigionamento, dalla produzione al trasporto. Il provvedimento prevede, tra l’altro, l’adozione di piani di gestione del rischio, obblighi di formazione e registrazione delle dispersioni, nonché sistemi di autodichiarazione o certificazione in funzione delle dimensioni dell’impresa e dei quantitativi di pellet manipolati. Specifiche disposizioni sono inoltre dedicate al trasporto marittimo dei pellet di plastica, con l'obiettivo di ridurre il rischio di dispersioni nell'ambiente.

Parallelamente, è proseguita l'attuazione della restrizione REACH sulle microparticelle di polimeri sintetici introdotta dal Regolamento (UE) 2023/2055. In tale ambito, il Regolamento (UE) 2026/1168 ha chiarito alcuni aspetti applicativi della restrizione, modificando specifiche deroghe relative ai medicinali, alle attività di ricerca e sviluppo e alle microparticelle incorporate in modo permanente in una matrice solida. Nel corso del 2026 hanno inoltre trovato applicazione i primi obblighi di comunicazione verso l'ECHA per gli usi derogati dal divieto di immissione sul mercato, facendo emergere significative criticità, in particolare con riferimento alla stima delle quantità di microparticelle rilasciate nell'ambiente, in assenza di metodologie consolidate e condivise.

Federchimica segue costantemente l'evoluzione della disciplina europea, partecipando al confronto con le istituzioni e supportando le imprese nell'interpretazione delle nuove disposizioni, con particolare riguardo agli obblighi derivanti dal nuovo Regolamento sui pellet di plastica e all'attuazione della restrizione REACH, anche in vista delle future scadenze di reporting e dell'applicazione delle nuove misure previste dalla normativa.

DIRETTIVA QUADRO SUI RIFIUTI

Nel 2022 la Commissione europea ha avviato la revisione della Direttiva Quadro sui Rifiuti con i seguenti obiettivi: limitare e prevenire la produzione di rifiuti e aumentare il riutilizzo e la preparazione efficiente, in termini di costi, per il riutilizzo e il riciclaggio di qualità, anche per gli oli usati e i tessili. La proposta di revisione da parte della Commissione, pubblicata il 5 luglio 2023 e sulla quale è stato raggiunto un accordo in fase di trilogo, è focalizzata sui settori alimentare, tessile e calzaturiero e non riguarda i rifiuti industriali. L’iter di approvazione è ormai concluso e si attende la pubblicazione del provvedimento.

Inoltre, a seguito della pubblicazione del Circular Economy Act (CEA), si prevede una ulteriore revisione della Direttiva Quadro sui Rifiuti. Federchimica, per il tramite del Cefic, sta seguendo il tema, fornendo suggerimenti che possano contribuire a ridurre gli oneri amministrativi e facilitare la transizione circolare.

Infine, l’Omnibus ambientale, presentato il 10 dicembre 2025, introduce alcune semplificazioni amministrative che interessano anche la Direttiva quadro sui rifiuti. Sarà tuttavia necessario attendere la conclusione dell’iter legislativo per disporre di un quadro definitivo delle misure di semplificazione previste.

STRATEGIA DELL’UE PER IL SUOLO

La Strategia dell’UE per il suolo definisce un quadro di misure, sia volontarie sia vincolanti, finalizzate alla protezione, al ripristino e all’uso sostenibile del suolo, con l’obiettivo di conseguire suoli sani entro il 2050, in grado di fornire i principali servizi ecosistemici, contribuire alla mitigazione dei cambiamenti climatici e rafforzare la resilienza degli ecosistemi.

Nel corso del 2025 si è concluso l’iter legislativo della Direttiva (UE) 2025/2360 sul monitoraggio e la resilienza del suolo, che introduce un quadro armonizzato per il monitoraggio e la valutazione dello stato di salute dei suoli, la promozione della loro resilienza e la gestione dei siti contaminati. La Direttiva prevede l’adozione da parte degli Stati membri di sistemi di monitoraggio basati su descrittori e indicatori comuni, l’individuazione dei siti potenzialmente contaminati attraverso un approccio basato sul rischio e la progressiva definizione di un elenco dei contaminanti di maggiore interesse, comprendente anche i PFAS. Gli Stati membri dovranno recepire la Direttiva entro il 17 dicembre 2028.

Federchimica ha seguito l’evoluzione del provvedimento fin dalle prime fasi del suo iter, sostenendo la necessità di rispettare il principio di sussidiarietà e di valorizzare il consolidato quadro normativo nazionale in materia di tutela del suolo e bonifica dei siti contaminati. Continuerà a monitorare il processo di recepimento della Direttiva, promuovendo un confronto con le istituzioni affinché le nuove disposizioni siano coerenti con la disciplina nazionale esistente ed evitino duplicazioni o sovrapposizioni regolatorie.

DEFORESTAZIONE

Il Regolamento sui prodotti a “deforestazione zero” (EUDR) stabilisce norme per l’immissione, la messa a disposizione sul mercato e l’esportazione di determinate materie prime e determinati prodotti associati alla deforestazione e al degrado forestale.

Entrato in vigore il 29 giugno 2023, a seguito della proroga avvenuta al termine del 2024, il provvedimento prevedeva l’applicabilità degli obblighi a partire dal 30 dicembre 2025 per le medie e grandi imprese e dal 30 giugno 2026 per le micro e piccole imprese.

Motivata dalla necessità di rendere pienamente operativo il sistema informatico previsto dal Regolamento, al termine del 2025 la Commissione europea ha pubblicato il decreto di semplificazione e rinvio dell’applicabilità degli obblighi al 30 dicembre 2026 per le medie e grandi imprese e al 30 giugno 2027 per le micro e piccole imprese.

Sono state determinanti le azioni di advocacy condotte a livello nazionale ed europeo: Federchimica, nelle sue interlocuzioni con le Autorità, ha sempre richiesto una regolamentazione equilibrata e una profonda revisione degli oneri, in un’ottica di effettiva semplificazione e razionalizzazione degli adempimenti.

Il 13 luglio 2026 la Commissione europea ha adottato l’atto delegato che modifica parzialmente il campo di applicazione, prevedendo alcune esenzioni e l’esclusione di prodotti quali, ad esempio, cuoi e pelli bovini e l’inclusione di sedici derivati dell'olio di palma e del caffè solubile. I prodotti di nuova inclusione saranno soggetti agli obblighi previsti dal Regolamento a partire dal 30 dicembre 2027. Il testo è stato trasmesso e approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell'Unione Europea; il 17 settembre è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Il 9 aprile 2025 la Commissione europea ha pubblicato il “Piano d’azione per il continente dell’intelligenza artificiale (IA)”, con l’obiettivo di rendere l’Unione Europea un leader mondiale nell’IA.

Il piano comprende numerose iniziative, tra cui le strategie “Apply AI” e ’”AI in science”, pubblicate ad ottobre 2025 e finalizzate ad accelerare l’utilizzo dell'IA rispettivamente nelle industrie europee e nella ricerca scientifica.

Il 19 novembre 2025 la Commissione europea ha presentato una proposta di pacchetto Omnibus digitale per la semplificazione dell’attuazione del Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), entrato in vigore l’1 agosto 2024.

L’8 luglio 2026 è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea il Regolamento (UE) 2026/1744 che posticipa l’entrata in applicazione degli adempimenti richiesti dall’AI Act per i sistemi di IA classificati ad alto rischio.



AGGIORNAMENTI A LIVELLO NAZIONALE

RIFIUTI E IMBALLAGGI

In tema rifiuti, al fine di rispettare il cronoprogramma della strategia nazionale per l’economia circolare, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica - con il decreto direttoriale del 25 marzo 2024 - ha fissato la programmazione delle attività per il 2024 sul tema end of waste. In particolare, oltre allo schema sullo spazzamento stradale, tra i materiali e le filiere produttive che avranno priorità di “end of waste” si segnalano i rifiuti tessili (iter da riprendere), i rifiuti da plastiche (da avviare ex-novo) e i rifiuti da membrane bituminose (da avviare ex-novo). L’attività del Ministero si è concentrata sulla predisposizione del decreto relativo ai rifiuti tessili.

TRACCIABILITÀ DEI RIFIUTI

Nel corso del 2025 e del 2026 è proseguita l'attuazione del Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti (RENTRI), disciplinato dal D.M. 4 aprile 2023, n. 59, segnando il progressivo passaggio dalla fase di avvio del sistema alla sua piena operatività. In tale periodo si è concluso il percorso di iscrizione dei soggetti obbligati e sono stati ulteriormente sviluppati i servizi digitali della piattaforma, con il rilascio di nuove funzionalità volte a migliorare l'interoperabilità, la gestione dei formulari e la consultazione dei dati.

Un passaggio particolarmente significativo ha riguardato l'introduzione del Formulario di Identificazione dei Rifiuti digitale (xFIR), accompagnata da un periodo transitorio, prorogato dal c.d. “Decreto Milleproroghe” fino al 15 settembre 2026, durante il quale i soggetti iscritti al RENTRI hanno potuto continuare a utilizzare il formulario cartaceo. Parallelamente, il decreto direttoriale n. 25/2026 ha definito le procedure operative da adottare nei casi di indisponibilità dei servizi RENTRI, assicurando la continuità della tracciabilità anche in situazioni di emergenza.

Nel corso del 2026 è inoltre proseguito il confronto tra il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica e le associazioni di categoria sulle principali questioni interpretative emerse nella prima fase di applicazione del sistema, riguardanti, tra l'altro, la gestione dell’xFIR, le procedure di rettifica e alcune specifiche casistiche operative. Federchimica, nell'ambito delle attività coordinate con Confindustria, ha contribuito a tale confronto, supportando le imprese nell'interpretazione della disciplina e formulando proposte volte a favorire un'applicazione efficace e uniforme del nuovo sistema di tracciabilità digitale dei rifiuti.

BONIFICHE

Oltre all’iter a livello europeo per l’approvazione della direttiva sul monitoraggio del suolo, in tema di bonifica dei siti contaminati si segnala che il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, con il supporto dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), nell’ambito di un apposito Gruppo di lavoro, ha aperto una consultazione delle parti interessate per la modifica degli allegati in materia di bonifica dei siti inquinati, alla quale Federchimica ha risposto.

PLASTIC TAX

La cosiddetta “Plastic Tax”, ovvero l’imposta sui manufatti di plastica monouso (MACSI), introdotta dalla legge di bilancio 2020, continua a non trovare applicazione. Pur rimanendo invariati l’ambito di applicazione, i soggetti obbligati, le esclusioni previste e l’aliquota dell’imposta, pari a 0,45 €/kg di plastica contenuta nei MACSI, la Legge di Bilancio 2026 ha disposto un ulteriore differimento della sua entrata in vigore, rinviandola dall’1 luglio 2026 all’1 gennaio 2027.

SEVESO

Il 7 maggio 2025 sono state presentate da ARPA Lombardia le “Linee Guida per l'Analisi del Rischio ai fini della redazione del Rapporto di Sicurezza secondo la Direttiva Seveso D.Lgs 105/2015”, che identificano i passaggi da seguire per una corretta Analisi di Rischio per la gestione degli incidenti rilevanti. Il documento è stato messo in consultazione da Regione Lombardia per 30 giorni e Federchimica ha risposto.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE

La Legge 23 settembre 2025, n. 132 recante “Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale”, rappresenta la prima iniziativa legislativa nazionale al riguardo e, in aggiunta all’AI Act, costituisce il quadro regolatorio sull’uso e sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale in Italia. Rispetto al Regolamento europeo, il provvedimento introduce norme più stringenti per determinati ambiti, quali minori, giustizia e sanità.



SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO

DIRETTIVA CANCEROGENI, MUTAGENI E REPROTOSSICI E DIRETTIVA AGENTI CHIMICI

A livello europeo, nel corso del 2025 e del primo semestre 2026 sono proseguiti i lavori di aggiornamento della normativa in materia di protezione dei lavoratori dall'esposizione ad agenti cancerogeni, mutageni, reprotossici e ad agenti chimici. In particolare, la Commissione europea ha proseguito l'iter della sesta revisione della Direttiva 2004/37/CE (CMRD), trovando un accordo a giugno 2026 per una proposta volta a introdurre nuovi valori limite di esposizione professionale per alcune sostanze, tra cui il cobalto e i suoi composti inorganici, gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e l'1,4-diossano. La proposta comprende anche l’inclusione dei fumi di saldatura nell’allegato I. Si ipotizza che il testo provvisorio venga formalmente adottato entro la fine del 2026.

Parallelamente, è scaduto il 9 aprile 2026 il termine per il recepimento della Direttiva (UE) 2024/869, che modifica la CMRD relativamente ai valori limite del piombo e dei suoi composti inorganici e la Direttiva 98/24/CE (CAD) introducendo valori limite vincolanti per i diisocianati.

In materia di protezione dei lavoratori dall'esposizione all'amianto, l'Italia ha recepito la Direttiva (UE) 2023/2668 mediante il decreto legislativo 31 dicembre 2025, n. 213, entrato in vigore il 24 gennaio 2026. Il provvedimento modifica il Titolo IX del D.Lgs. 81/2008, con l’abbassamento del valore limite di esposizione a 0,01 fibre/cm³ (TWA 8 ore) con introduzione progressiva della microscopia elettronica quale metodo di riferimento entro il 2029. Sono stati inoltre rafforzati gli obblighi di prevenzione, formazione e sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti all'amianto.

REACH - OCCUPATIONAL HEALTH

A livello europeo, un argomento in discussione che continua a destare molta preoccupazione è quello dell’interfaccia “REACH - Occupational Health”. Infatti, oltre ad essere ormai l’ECHA a fornire regolarmente raccomandazioni in merito ai limiti di esposizione professionale, aumentano le restrizioni e autorizzazioni all’uso di sostanze ai sensi del Regolamento REACH che prevedono disposizioni in ambito OSH quali la formazione specifica, il biomonitoraggio o il rispetto di valori di riferimento in ambiente di lavoro.

AGGIORNAMENTO A LIVELLO NAZIONALE

A livello nazionale, con il D.lgs. 213/2025, è stata recepita la Direttiva (UE) 2023/2668, che modifica la direttiva sull'amianto (2009/148/CE), introducendo rilevanti novità nel Titolo IX, Capo III, del D.Lgs. 81/2008, come evidenziato nel paragrafo precedente.

Nel 2025 è stato approvato il nuovo Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 sulla formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale nel maggio 2025. L'Accordo accorpa e sostituisce i precedenti provvedimenti, definendo un quadro organico dei percorsi formativi obbligatori per datori di lavoro, dirigenti, preposti, lavoratori, RSPP, ASPP e altre figure della prevenzione e della sicurezza sul lavoro. Tra le principali indicazioni, vi sono la formazione obbligatoria del datore di lavoro, la revisione dei contenuti minimi e delle durate dei corsi, l'introduzione di criteri uniformi per la verifica finale dell'apprendimento e il rafforzamento della verifica dell'efficacia della formazione.

In materia di prevenzione incendi, il Decreto del Ministero dell'Interno 15 luglio 2025, che modifica il D.M. 1 settembre 2021 ("Decreto Controlli"), ha inoltre prorogato al 25 settembre 2026 l'entrata in vigore dell'obbligo di qualificazione dei tecnici manutentori di impianti, attrezzature e altri sistemi di sicurezza antincendio, estendendo di un ulteriore anno il periodo transitorio previsto dall'art. 4 del decreto.

Il DL 31 ottobre 2025, n. 159, convertito in Legge n. 198 il 29 dicembre 2025, reca invece misure per il rafforzamento del sistema di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, con particolare attenzione ai settori a più elevato rischio infortunistico. Tra le principali novità figurano il potenziamento del sistema della patente a crediti nei cantieri temporanei o mobili, mediante il rafforzamento dei controlli e delle attività ispettive e il potenziamento delle misure di premialità per le imprese virtuose in termini di prevenzione degli infortuni.

ENTI DI NORMAZIONE E COMITATI

A livello nazionale, in attuazione delle disposizioni introdotte dal D.L. 159/2025, Ministero del Lavoro, INAIL e UNI hanno sottoscritto una convenzione che ha reso disponibili in libera consultazione le norme tecniche richiamate dal D.Lgs. 81/2008 e istituito il Bollettino Ufficiale delle Norme Tecniche (BUNT), pubblicato da UNI con cadenza trimestrale per informare imprese e professionisti sulle nuove norme e sugli aggiornamenti di interesse per la salute e

Molto attivo a livello europeo è anche l’Advisory Committee on Safety and Health (ACSH), suddiviso in gruppi di lavoro specifici; tra questi il Working Party on Chemicals, caratterizzato dalla presenza di componenti delle autorità, dei datori di lavoro e dei lavoratori che affronta tematiche di interesse quali il biomonitoraggio, la revisione della Direttiva Cancerogeni, Mutageni e Reprotossici e della Direttiva Agenti Chimici, redigendo posizioni e formulando commenti.

UNICHIM, l’Associazione per l’unificazione nel settore dell’industria chimica, prosegue il monitoraggio dell’evoluzione normativa di ambito chimico a livello europeo. Inoltre, dopo aver revisionato e tradotto la norma UNI EN 689 “Esposizione nei luoghi di lavoro - Misurazione dell’esposizione per inalazione agli agenti chimici - Strategia per la verifica della conformità coi valori limite di esposizione occupazionale”, porta avanti attività di diffusione e approfondimento. Parallelamente, in collaborazione con UNI, è impegnata nello sviluppo di nuovi progetti inerenti a tematiche rilevanti per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, tra cui, ad esempio, i dispositivi di protezione individuale (DPI) o la gestione delle attività in ambienti confinati, per tradurre l’evoluzione delle conoscenze tecniche in strumenti e indicazioni concretamente applicabili, contribuendo al miglioramento della tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori.



Dove siamo

Sede

20149 Milano
Via Giovanni da Procida, 11

UFFICI ROMA

00186 Roma
Largo Arenula, 34

UFFICI BRUXELLES

1040 Bruxelles
1, Avenue de la Joyeuse Entrée, Bte 1