PMI chimiche- imprese di qualità

L’importanza delle PMI nell’industria chimica è spesso sottovalutata: a livello europeo rappresentano ben il 36% dell’occupazione e una quota del 43% nella chimica fine e specialistica, dove sono meno rilevanti le economie di scala. In Italia il loro ruolo è ancora più significativo: attivano, infatti, il 62% dell’occupazione, il 68% nella sola chimica a valle.

Le PMI chimiche sono imprese di qualità, come dimostrano i dati per addetto relativi al valore aggiunto e alle spese del personale, decisamente più elevati rispetto alle PMI industriali.

Uno degli aspetti più critici per le PMI chimiche riguarda l’impatto di normative inutilmente complesse che agiscono come un costo fisso e penalizzano soprattutto le realtà medio-piccole, rischiando persino di bloccarne i processi di sviluppo. In assenza di personale dedicato agli aspetti normativi, infatti, sottraggono risorse ad attività strategiche come la ricerca o l’attività stessa dell’imprenditore.

Tali problematiche sono state amplificate dalle molteplici iniziative legislative nell’ambito del Green Deal, anche alla luce dell’elevato numero di sostanze che richiede l’attività di formulazione e del conseguente moltiplicarsi degli oneri normativi. Le recenti azioni di semplificazione sono apprezzabili, ma non sufficienti ad invertire la rotta.

Diapositiva 3.13