Le imprese a capitale estero sono una risorsa importante per la chimica, anche perché costituiscono una parte rilevante delle imprese di maggiori dimensioni operanti in Italia: rappresentano, infatti, oltre il 40% degli addetti impiegati nelle grandi imprese.
I Gruppi internazionali sono spesso un modello di riferimento per il settore e l’intera filiera. Potendo attingere alle migliori pratiche generate in tutto il mondo (non solo in termini di presidio dei mercati esteri, ma anche di modelli organizzativi, formazione, competenze, responsabilità sociale), spesso rappresentano la punta più avanzata di un settore, quello chimico, già di per sé tra i più avanzati. La loro produttività del lavoro, espressa come valore aggiunto per addetto, è oltre il doppio della media manifatturiera.
In particolare, le multinazionali estere che operano nella chimica italiana provengono soprattutto dall’Unione europea: sul totale delle imprese a controllo estero coprono una quota di oltre il 53%. Per rilevanza, seguono il Nord America con il 23% e le multinazionali provenienti da Paesi europei non UE, che ne rappresentano il 16%. A seguire le multinazionali asiatiche, presenti con circa l’8% delle controllate estere.