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L'INDUSTRIA CHIMICA IN CIFRE

Dati e analisi per conoscere meglio l'industria chimica

L'obiettivo è rendere disponibili, in modo semplice, le informazioni necessarie per la comprensione delle problematiche dell'industria chimica, del suo ruolo e dei suoi trend evolutivi nel mondo e in Italia. Ogni sezione tratta un argomento specifico accompagnando al testo alcune tavole.

Industria chimica mondiale- un settore dinamico e in profondo mutamento


Grazie ad un valore della produzione pari a 4.873 miliardi di euro (anno 2025), l’industria chimica mondiale contribuisce - direttamente e attraverso l’indotto – a circa il 7% del PIL mondiale. Con una quota di mercato pari al 46% nel 2025, la Cina consolida la posizione di primo produttore mondiale di chimica. Nonostante la rapida ascesa cinese e le difficoltà competitive che si trova ad affrontare, la chimica europea continua a rivestire un ruolo di primo piano: infatti, con 621 miliardi di euro e una quota pari al 13%, è il secondo produttore mondiale.

L’Europa difende una leadership tecnologica sui processi e sui prodotti, con risultati di eccellenza anche a livello ambientale e la capacità di rispondere alle esigenze del mercato garantendo qualità, sicurezza e capacità innovativa.





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La classifica delle maggiori imprese chimiche mondiali vede una presenza equilibrata di tutte le principali macro-aree. L'Europa conta 5 tra le prime 20 società per una quota complessiva sul fatturato mondiale pari al 3,1%.

L’Italia, pur non avendo imprese chimiche di tali dimensioni, si caratterizza per la presenza di medio-grandi Gruppi a capitale nazionale altamente specializzati che spesso sono leader a livello mondiale o europeo nel loro segmento di mercato.

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Con riferimento ad una prospettiva di lungo periodo, la domanda mondiale di chimica ha sempre manifestato una tendenza espansiva. Il consumo di prodotti chimici è aumentato del 75% in volume e del 158% in valore rispetto al 2007 (amplificato dalla fiammata inflattiva post pandemia).

La produzione chimica cresce soprattutto nei Paesi emergenti la cui quota di mercato è passata, in dieci anni, dal 58% al 66%; tale quota arretra invece nei Paesi avanzati. In particolare, i Paesi emergenti, sperimentando aumenti nella domanda di prodotti chimici tipicamente associati alle fasi di sviluppo, offrono opportunità di export per la chimica europea ma, nel contempo, si propongono come basi produttive anche per il resto del Mondo e si affermano come estremamente competitivi sui prezzi.

La chimica sta vivendo profondi mutamenti, non solo per la rilevanza dei fattori di domanda, ma anche delle condizioni di offerta: dopo l’affermazione dei principi dello sviluppo sostenibile, declinati, però, con modalità molto disomogenee nei diversi Paesi, si assiste a nuove spinte protezionistiche con effetti distorsivi sulla concorrenza.

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