Medio-grandi imprese chimiche- elemento di vitalità dell'industria italiana


Tra i principali Gruppi chimici a controllo italiano figurano importanti realtà della chimica di base e Gruppi, spesso leader nel loro segmento di specializzazione a livello mondiale o europeo.

Questi Gruppi sono sempre meno dipendenti dal mercato interno e presidiano il mercato globale anche con investimenti produttivi all’estero. Questi investimenti, non avendo la natura di delocalizzazione ma di integrazione nelle catene globali del valore, alimentano un circolo virtuoso che tende a sostenere anche l’export, la produzione e l’occupazione nazionale.

 


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La chimica ha un ruolo di primo piano nell’ambito del cosiddetto Quarto Capitalismo, rappresentato dalle medie imprese e riconosciuto come un fattore distintivo di eccellenza dell’industria italiana.

Le medie imprese chimiche generano il 5% del fatturato complessivo di questa tipologia di imprese a livello industriale e rappresentano il 19% dell’industria chimica.

Nel settore chimico italiano, le imprese appartenenti a tale tipologia industriale registrano una dimensione media di circa 131 addetti e un fatturato di 70 milioni di euro, con un incremento rispettivamente del 3% e del 22% rispetto ai valori del 2015.

Nonostante le turbolenze reali e finanziarie che hanno caratterizzato l’ultimo decennio, le medie imprese chimiche evidenziano tassi di sviluppo molto dinamici ed in linea con quelli delle omologhe imprese manifatturiere. La significativa crescita delle vendite (+50%) trainata soprattutto dall’export (+61%) si accompagna ad una ancor più qualificante capacità di generare benessere (+68% del valore aggiunto) associata anche all’aumento dell’occupazione (+25%).


L’elevato grado di internazionalizzazione rappresenta una caratteristica distintiva delle medie imprese. In particolare, la gran parte delle medie imprese del settore chimico, pari al 94%, opera in una condizione di completa integrazione sui mercati globali, agendo sia in entrata come importatrice di input produttivi sia in uscita come esportatrice.

Questa diffusa proiezione internazionale, da un lato, costituisce un importante fattore di competitività, consolidando la posizione delle medie imprese all'interno delle catene globali del valore e consentendo loro di attingere alle migliori risorse e mercati di sbocco. Dall'altro, può rappresentare una vulnerabilità rispetto a possibili turbolenze esterne, esponendo le imprese ai rischi legati a interruzioni nelle forniture, rincari delle materie prime, fluttuazioni della domanda estera e mutamenti nel quadro degli accordi commerciali.

La dipendenza dall’estero delle medie imprese, misurata come incidenza del valore delle importazioni sui ricavi, si attesta al 18% per il settore chimico, sopra la media manifatturiera. Tale misura evidenzia quanto gli input acquistati oltreconfine siano rilevanti per l’operatività aziendale.

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