Le imprese chimiche sono consapevoli che, per alimentare la competitività del settore e affrontare con successo la transizione ecologica, la ricerca riveste un ruolo essenziale.
L'Europa è tra le regioni leader per spesa in R&S nel settore chimico, classificandosi come il secondo maggiore investitore regionale nel settore chimico (in termini di spesa in R&S in percentuale sul totale delle vendite chimiche), dopo gli USA. Inoltre, gli addetti dedicati alla ricerca sono il 7,0% a fronte di una media manifatturiera pari al 4,5%.
La chimica europea investe in R&S oltre 10 miliardi di euro e l’intensità di ricerca nel 2023 ha invertito la rotta assestandosi ad un’incidenza del 1,6% del fatturato negli ultimi anni. Le nuove frontiere tecnologiche (quali la chimica circolare, le nanotecnologie e le biotecnologie) contribuiranno sempre più a dare nuovo slancio alla ricerca.
Di fatto, l’Europa è pioniera di innovazione nel settore chimico, con oltre 6.500 brevetti concessi nel 2025 dall’Ufficio Europeo dei Brevetti e attiva anche all'estero, classificandosi al secondo posto per brevetti chimici concessi negli Stati Uniti nel 2022 (Cefic e Advancy).
Anche la Cina punta a rafforzare la sua capacità innovativa: le spese di R&S superano i 18 miliardi di euro, ma con un’incidenza sul fatturato (0,8%) decisamente inferiore alla media europea.