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L'INDUSTRIA CHIMICA IN CIFRE

Dati e analisi per conoscere meglio l'industria chimica

L'obiettivo è rendere disponibili, in modo semplice, le informazioni necessarie per la comprensione delle problematiche dell'industria chimica, del suo ruolo e dei suoi trend evolutivi nel mondo e in Italia. Ogni sezione tratta un argomento specifico accompagnando al testo alcune tavole.

Un settore socialmente responsabile e attento alla persona

Un efficace sistema di Relazioni Industriali, come quello presente nel settore chimico, è in grado di coniugare la ricerca delle migliori condizioni di competitività con un forte orientamento alla responsabilità sociale.

La chimica è infatti il primo comparto industriale ad avere istituito un fondo settoriale per la previdenza integrativa (Fonchim) e uno per l’assistenza sanitaria (FASCHIM). Le quote di dipendenti iscritti – entrambe pari al 90% – sono tra le più alte nell’ambito dei fondi settoriali dell’industria. A FASCHIM sono iscritti anche 112 mila familiari dei dipendenti.

Sostenuti da una lunga tradizione di dialogo e partecipazione tra le Parti sociali, tutti i rinnovi del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro sono avvenuti entro la scadenza, con negoziati pragmatici ed innovativi.

Relazioni Industriali positive sono uno strumento di competitività e produttività. Il tasso di assenteismo del settore si attesta al 6,4% sostanzialmente in linea con la media industriale, risentendo in parte dell’invecchiamento della popolazione. La causa principale di assenza dal lavoro è la malattia non professionale (con un’incidenza del 3,2%). Infortuni e malattie professionali incidono solo per lo 0,1%, testimoniando la forte attenzione alla sicurezza dei lavoratori. L’incidenza pressoché nulla delle ore di sciopero conferma le relazioni positive tra le Parti sociali.

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Nell’industria chimica e farmaceutica la contrattazione aziendale è largamente diffusa e coinvolge il 91% dei lavoratori a fronte del 69% nel totale dell’industria. Relazioni tra le Parti sociali, ispirate al dialogo continuo e ai principi di responsabilità sociale anche a livello aziendale, contribuiscono a rafforzare la coesione e la competitività.

La contrattazione di secondo livello consente di sostenere la competitività e le retribuzioni, in primis attraverso l’erogazione di un premio di partecipazione variabile e correlato alla produttività (di cui beneficia il 92% dei lavoratori coperti da un contratto aziendale).

Questo è anche l’ambito nel quale sviluppare e regolamentare in modo condiviso strumenti – quali l’orario di lavoro (76%), lo smart working (55%) e la formazione (50%) – in linea con le specifiche esigenze aziendali e tenuto conto di quelle dei lavoratori.

Il settore si distingue, inoltre, per le numerose iniziative di responsabilità sociale e welfare contrattuale. Il 67% dei lavoratori coperti da un contratto aziendale beneficia di politiche di welfare aggiuntive rispetto a quanto previsto dalle norme di legge e dal Contratto Nazionale e della possibilità di utilizzare in questo senso parte del premio di partecipazione (rispetto ad una quota prossima al 40% nell’industria). Anche gli strumenti di conciliazione vita-lavoro (63%) confermano una diffusione superiore alla media industriale (39%).

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