In Italia l’industria chimica impiega più di 117 mila addetti altamente qualificati (oltre 189 mila inclusa la farmaceutica), con una quota pari al 9,4% dell’occupazione settoriale europea. Attraverso i suoi acquisti e investimenti, la chimica genera un indotto significativo: si stima che, per ogni addetto diretto, risultino attivati quasi due ulteriori posti di lavoro nel sistema economico per un totale di oltre 337 mila occupati. Anche l’occupazione generata attraverso l’indotto è di qualità; basti pensare, ad esempio, ai servizi specializzati in ambito ambientale.
Tra il 2015 e il 2025 l’industria chimica ha generato oltre 11.000 nuovi posti di lavoro, contribuendo a creare occupazione nel Paese in misura maggiore rispetto alla media dell’industria manifatturiera.
La chimica non si distingue solo per la sua rilevanza sociale, ma anche per la qualità delle risorse umane che impiega. Guardando alla struttura occupazionale per qualifica, il 62% è costituito da dirigenti, quadri, direttivi e impiegati, mentre gli operai rappresentano una quota del 38%. Tra il 2000 e il 2026, la quota di dirigenti, quadri e impiegati direttivi è cresciuta di circa 7 punti percentuali, arrivando al 34% dell’occupazione. Anche l’impiego degli operai specializzati è aumentato (più 3 punti percentuali), mentre è calato quello degli operai non specializzati (meno 7 punti percentuali).