"La chimica del design. Progettare la materia" inaugurata al MIMIT

06 novembre 2026

Oggi a Palazzo Piacentini, sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy a Roma, è stata inaugurata la mostra La chimica del design. Progettare la materia, alla presenza del Capo di Gabinetto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy Federico Eichberg, del Presidente di Federchimica Francesco Buzzella e del Presidente della Fondazione ADI Umberto Cabini.

Promossa da Federchimica in collaborazione con ADI Design Museum, la mostra propone una riflessione sul design attraverso le trasformazioni della materia, evidenziando il ruolo della chimica abbinato al lavoro di ricerca che precede la forma e rende possibili le qualità degli oggetti: leggerezza, elasticità, trasparenza, resistenza, comfort e capacità di essere recuperati e trasformati.

La chimica emerge come componente generativa del progetto e, in molti casi, come condizione imprescindibile per lo sviluppo di nuovi materiali e prodotti. Dalle sperimentazioni sui polimeri ai compositi, fino ai materiali biofabbricati, l’innovazione della materia amplia ciò che è possibile immaginare, produrre e utilizzare. Allo stesso tempo, il design pone domande alla ricerca, interpreta bisogni e individua nuove applicazioni.

Attraverso gli oggetti della Collezione Storica del Compasso d’Oro ADI e i progetti selezionati nell’ADI Design Index, la mostra rilegge il patrimonio industriale italiano alla luce della ricerca chimica che ha reso possibili nuove forme e nuovi usi. Campioni di materiali e sperimentazioni affiancano i prodotti, svelando proprietà e processi di trasformazione spesso invisibili nell’oggetto finito e mostrando come la ricerca sulla materia contribuisca alla nascita e all’evoluzione del progetto.

Il percorso si articola in quattro sezioni, sviluppate con il contributo dell’Exhibition Advisor Marinella Ferrara, professoressa di Design al Politecnico di Milano ed esperta di innovazione dei materiali, e del designer e art director Andrea Rovatti. Quattro prospettive che raccontano il contributo della chimica all'evoluzione della materia e alle possibilità del progetto.

Generare racconta come la ricerca chimica, intervenendo sulla composizione e sulla struttura della materia, abbia reso possibile la creazione di materiali dalle proprietà inedite. Dalle prime plastiche ai polimeri, dalla gommapiuma al policarbonato trasparente, nuovi materiali hanno ampliato il campo d'azione del design, aprendo la strada a forme, funzioni e applicazioni prima difficilmente immaginabili.

Potenziare esplora la capacità della chimica di intervenire sui materiali esistenti per migliorarne e modificarne le prestazioni. Attraverso trattamenti, rivestimenti e interventi sulla struttura interna, è possibile aumentarne resistenza, leggerezza, elasticità e durata, ma anche trasformarne le qualità estetiche, tattili e percettive. Proprietà che il design interpreta per sviluppare prodotti più performanti e nuove esperienze d'uso.

Rigenerare mette al centro il recupero e la trasformazione degli scarti in nuove risorse. Attraverso processi chimici e tecnologici, materiali già utilizzati possono essere recuperati, trasformati e reintrodotti nei cicli produttivi, acquisendo nuove possibilità di impiego. Dal PET riciclato ad altre materie seconde, la ricerca apre prospettive per un design capace di attribuire nuovo valore a ciò che sarebbe destinato a diventare rifiuto.

Ripensare amplia la riflessione all'origine dei materiali e al loro intero ciclo di vita, superando i confini delle risorse e dei processi produttivi tradizionali. La collaborazione tra chimica, biologia e design apre nuove strade alla sperimentazione di materiali da fonti rinnovabili e di origine biologica, come quelli a base di micelio fungino, accanto a soluzioni innovative come PaperShell. Un approccio che invita a ripensare non soltanto le caratteristiche dei materiali, ma anche il modo in cui vengono progettati, prodotti e utilizzati.

Federico Eichberg, Capo di Gabinetto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha affermato «Ospitare questa mostra qui al Mimit, la casa delle imprese italiane, significa riconoscere il legame tra la ricerca sui materiali e la forza del design, riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Dietro ogni oggetto che ha fatto la storia del nostro sistema produttivo c’è un attento lavoro di laboratorio, oscuro al pubblico, ma fatto di ricerca, passione e alta professionalità. Un lavoro indispensabile per innovazione e sostenibilità. Chimica e design sono due eccellenze del Made in Italy e oggi celebriamo il loro genio in questo percorso espositivo».

Francesco Buzzella, Presidente Federchimica, ha aggiunto «La mostra è un invito a guardare l’industria chimica da una prospettiva inedita. È per noi un piacere poter invitare il pubblico proprio qui, a Palazzo Piacentini. Essere ospitati presso la prestigiosa sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy ci permette di affermare, ancora una volta, la centralità strategica della chimica per l’intero sistema produttivo nazionale. Industria delle industrie, la chimica è una componente essenziale del 95% dei manufatti utilizzati per soddisfare ogni esigenza, dalla mobilità alla salute e benessere, dall’abbigliamento all’agroalimentare, dalle costruzioni fino all’ICT. Possiamo immaginare la chimica come l’infrastruttura invisibile che, attraverso materiali, processi e tecnologie, apre nuove possibilità estetiche e funzionali e contribuisce a orientare il design verso modelli di produzione più sostenibili. La chimica, dunque, non arriva soltanto alla fine per dare una finitura a un prodotto già concepito, partecipa alla sua nascita mettendo a disposizione conoscenze, materiali e processi che permettono di esplorare nuove possibilità e trasformarle in soluzioni concrete».

Umberto Cabini, Presidente Fondazione ADI, ha commentato «La storia del design è anche una storia di innovazione della materia. Dietro molti degli oggetti che hanno segnato l'evoluzione del progetto industriale ci sono la ricerca chimica, la sperimentazione e la capacità di trasformare le proprietà dei materiali in nuove possibilità d'uso e di espressione. Oggi, di fronte alle sfide della sostenibilità e della trasformazione dei modelli produttivi, questa collaborazione è ancora più importante: progettare significa non soltanto dare forma agli oggetti, ma ripensare la materia. È in questa capacità di mettere in relazione saperi diversi che riconosciamo uno dei punti di forza del design italiano».

La mostra, a ingresso libero, è aperta al pubblico dal 3 al 28 novembre 2026 presso Palazzo Piacentini nei seguenti orari:
Giorni feriali: 17:00 – 20:00 (ultimo ingresso ore 19:30)
Giorni festivi: 10:00 – 18:00

IN MOSTRA

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