Caro Presidente Buzzella, cari imprenditori,
mi spiace non aver potuto essere con voi oggi ma ci tenevo a farvi arrivare il mio saluto e il mio ringraziamento per il contributo che l’industria chimica garantisce alla forza del nostro tessuto produttivo e industriale e alla capacità dell’Italia di produrre, innovare e competere.
La chimica è un’industria che rende possibili i progressi di tutte le principali filiere della Nazione. È all’origine di materiali, tecnologie e soluzioni che permettono alle altre imprese di migliorare i propri prodotti, aprire nuovi mercati e rispondere a bisogni nuovi.
Oggi, il 95% dei prodotti e dei manufatti che ci circondano non ci sarebbero senza la ricerca e l’innovazione chimica che ha consentito di realizzarli.
Penso anzitutto alla filiera della salute: ai principi attivi per i farmaci, ai materiali per i dispositivi medici, alle soluzioni per la diagnostica. Penso all’agroalimentare, alla protezione delle colture, alla sicurezza e alla conservazione degli alimenti. Penso alla moda e alla cosmetica, all’arredamento e al design, alle costruzioni, alla meccanica e all’automotive, all’elettronica e all’energia.
Dietro la qualità e l’eccellenza di queste filiere c’è anche tanta ricerca. C’è il lavoro di chi sviluppa una nuova molecola, un materiale più resistente e leggero, un processo più efficiente. E c’è un dialogo continuo tra le vostre imprese e quelle che utilizzano le soluzioni che mettete a loro disposizione. È insieme che si innova. È insieme che si costruisce la competitività del Made in Italy.
Sappiamo che la chimica europea sta attraversando una crisi profonda. Pesano il costo dell’energia, la debolezza della domanda e una concorrenza internazionale con la quale non si combatte ad armi pari. L’Europa non può rispondere a queste sfide, aggiungendo costi e vincoli a chi continua a investire e produrre qui.
Anche il Green Deal e le politiche europee hanno contribuito ad aggravare queste difficoltà, quando hanno imposto oneri e tempi scollegati dalla disponibilità di alternative tecnologiche ed energetiche sostenibili per le imprese. Il sistema ETS è uno dei nodi sui quali occorre intervenire.
La decarbonizzazione è un obiettivo che vogliamo realizzare. Ma per realizzarlo servono imprese in grado di investire, fare ricerca e sviluppare nuove tecnologie; è necessario privilegiare chi produce rispetto a chi utilizza lo strumento a fini speculativi. Far chiudere uno stabilimento in Europa per importare gli stessi prodotti da Nazioni con standard ambientali inferiori significa perdere lavoro, competenze e autonomia, senza un beneficio per il clima.
Per questo, il Governo si sta battendo e continuerà a battersi per una revisione delle politiche climatiche europee, a partire dall’ETS, che tenga insieme decarbonizzazione e competitività. Servono tempi realistici, neutralità tecnologica, energia a costi sostenibili e una protezione efficace contro la concorrenza di chi non sostiene i nostri stessi costi, in particolare quelli ambientali.
Vogliamo che la chimica in Italia e in Europa torni a essere competitiva e trovi qui le condizioni per investire e crescere. Perché dalla sua forza dipende una parte decisiva della nostra sovranità industriale.
L’Italia ha bisogno della vostra competenza, del vostro coraggio e della vostra capacità di trasformare la ricerca in progresso. Il Governo è al vostro fianco.
Buon lavoro a tutti e buona Assemblea.