Crisi di competitività industriale nella UE: dalla comunità della Dichiarazione di Anversa un appello urgente ai leader europei

11 febbraio 2026

In vista dell’incontro informale del Consiglio Europeo ad Alden Biesen, la comunità della Dichiarazione di Anversa, che rappresenta oltre 1.300 imprese, associazioni e organizzazioni sindacali europee, chiede ai Capi di Stato e di Governo azioni urgenti e concrete per ripristinare la competitività industriale europea, garantire l’occupazione e risultati tangibili per le imprese già nel 2026.

L’appello è stato lanciato nel corso del Summit dell’industria europea, alla presenza di oltre 500 leader industriali e di una rappresentanza dei lavoratori specializzati dei siti industriali, dinnanzi alla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, dei vertici delle istituzioni europee e di alcuni capi di governo, a conferma dell’urgenza della crisi industriale europea in atto.

L’Europa sta subendo una perdita strutturale di capacità industriale e di competitività, che condiziona la chimica e quindi tutti i settori manifatturieri: i prodotti chimici sono infatti elementi indispensabili per il 95% dei beni utilizzati quotidianamente.

Solo l’industria può rendere possibile la transizione ecologica e l’Europa, se vuole assumerne la guida, deve arrestare il processo di deindustrializzazione in atto. La richiesta non riguarda un freno al cambiamento, ma le condizioni competitive per guidarlo, salvaguardando una occupazione di qualità in Italia e in Europa.

Da Anversa, i leader dell’industria lanciano un appello per un’azione urgente e incisiva. Solo l’11% delle raccomandazioni del Rapporto Draghi è stato attuato e l’83% degli indicatori di monitoraggio delle azioni previste dalla Dichiarazione di Anversa del 2024 non ha evidenziato alcun miglioramento; in alcuni casi, addirittura, un peggioramento. Da qui la richiesta di un pacchetto di misure di politica industriale di emergenza focalizzato su tre priorità: riduzione dei costi dell’energia e del carbonio, sostegno a un commercio globale equo con strumenti contro la concorrenza sleale e il carbon leakage e promozione dei prodotti Made in Europe.

«È ormai chiaro – afferma il Presidente di Federchimica Francesco Buzzella che è indispensabile un deciso e urgente cambio di rotta a tutela dell’industria chimica. Salvare la chimica in Europa significa salvare l’intero comparto manifatturiero. In Italia la produzione chimica è in calo da quattro anni consecutivi e si colloca su livelli del 13% inferiori al 2021, ossia a prima della crisi energetica. Per azioni realmente incisive è indispensabile un serio ragionamento sull’immediata sospensione del sistema ETS o, in sub-ordine, conservare le quote gratuite fino a che sarà necessario proteggere la competitività dell’industria europea».

The Antwerp call to Alden Biesen

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