Italia seconda in Europa con 2 milioni di addetti nella bioeconomia

21 marzo 2019

Presentato nell’Aula Magna Aldo Cossu dell’Università di Bari "Aldo Moro", il 5° Rapporto dedicato alla bioeconomia in Europa. Lo studio è stato curato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo e da Assobiotec, Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie, che fa parte di Federchimica.

Alcuni dei principali dati del rapporto

  • La bioeconomia (l’insieme dei settori che trattano materie prime rinnovabili di origine biologica) raggiunge in Italia 2 milioni di occupati ed un valore della produzione di 328 mld di euro.
  • Il peso sul totale delle attività economiche è in crescita (8,8% della produzione nel 2008 e 10,1% nel 2017). L'Italia è al secondo posto tra i principali paesi europei, dopo la Spagna.
  • Cruciali per lo sviluppo della bioeconomia in un’ottica circolare sono le attività di chiusura del ciclo e di recupero dei materiali: l’Italia si posiziona fra i paesi europei con la più alta percentuale di riciclo: per i rifiuti biocompatibili il 91%, rispetto a una media europea del 77%.
  • Nel Mezzogiorno emergono regioni con una elevata specializzazione nei settori della bioeconomia, con ampio potenziale di sviluppo.
La scelta di Bari come sede per la presentazione del Rapporto non è stata casuale: infatti, Michele Emiliano, governatore della Regione Puglia, Antonio Felice Uricchio, dell’Università degli Studi di Bari e Giovanni Ronco di Confindustria Puglia hanno sottoscritto un manifesto per la bioeconomia in Puglia, in cui sanciscono la propria alleanza, aperta a tutti gli attori interessati, per sostenere la “rivoluzione industriale” della bioeconomia, un percorso in grado di innovare settori maturi garantendo una sostenibilità ambientale, economica e sociale nel lungo termine. 

“Le stime – ha commentato Stefania Trenti, responsabile Industry Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo – confermano la rilevanza della bioeconomia nel nostro paese, con un trend di crescita nel lungo periodo. In particolare, nel Rapporto, quest’anno approfondiamo la filiera del legno e della carta, dove l’Italia, pur in assenza di una significativa dotazione di materia prima, è stata in grado di ritagliarsi un ruolo di leader nel contesto europeo, puntando sull’innovazione tecnologica e la sostenibilità ambientale”. 

“Abbiamo adottato una definizione e un perimetro circolare della bioeconomia - ha aggiunto Laura Campanini responsabile Local Public Finance Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo - sono state infatti incluse le fasi a valle delle filiere produttive in modo da chiudere il cerchio e considerare le biomasse che originano dal trattamento degli scarti e che rientrano nel ciclo produttivo. L’Italia si caratterizza per una forte propensione al riciclo e al riuso dei rifiuti e le filiere della carta e del legno rappresentano dei punti di eccellenza. Per gli imballaggi in carta e in legno, l’Italia ha già superato i target al 2025. Tuttavia esistono spazi di miglioramento che riguardano la diffusione della raccolta differenziata, interventi che favoriscano e aumentino la qualità e omogeneità del rifiuto (tema importante per la carta) e l'adeguamento della dotazione di impianti sia privati sia pubblici. Le regioni del Mezzogiorno presentano potenzialità interessanti.”

I dati della quinta edizione del Rapporto confermano la leadership italiana nella bioeconomia”, ha dichiarato Giulia Gregori, segretario generale del Cluster Spring e componente il Consiglio di Presidenza di Assobiotec-Federchimica.
“La bioeconomia - ha affermato Gregori - è crescita economica sostenibile e nuova occupazione, che passa dall’impiego di risorse rinnovabili locali e dalla creazione di innovazione anche nei siti deindustrializzati. In questo senso il ruolo delle Regioni è fondamentale per alimentare il sistema produttivo utilizzando scarti locali e avere materie prime che non siano in conflitto con l’offerta di cibo e siano rigenerative per i suoli”.
“La scelta di Bari come sede per la presentazione del Rapporto non è casuale e siamo davvero lieti della firma del Manifesto della bioeconomia da parte del Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e degli attori del territorio. Noi siamo pronti a dare il nostro contributo”, ha concluso Giulia Gregori.

Leggi la sintesi del Rapporto
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