In arrivo il gel che rigenera le cellule del cuore

08 marzo 2018

Un gel che, iniettato nel cuore, fa rinascere le cellule morte con l’infarto. È fatto con plastiche degradabili e compatibili con tessuti umani ed è la storia di una ricerca tutta italiana. Ma è anche una storia di passione e di un successo femminile.
La ricerca ha appena ricevuto con uno dei riconoscimenti più prestigiosi dell’Unione Europea, l’Erc: si tratta di due milioni di euro per portare avanti la ricerca da adesso per cinque anni, durante i quali è prevista la sperimentazione in vitro su un cuore umano.
«Quello del miocardio è, insieme con quello del cervello, uno dei tessuti più difficili da rigenerare e le patologie di cui soffre sono tra le più invalidanti: occuparsi di questo tema così complicato è per me molto affascinante», spiega Valeria Chiono, coordinatrice del progetto. 
Ligure, 42 anni, un dottorato in ingegneria dei tessuti, Valeria Chiono è professoressa associata del Politecnico di Torino e si occupa di un filone dell’ingegneria al servizio della medicina.

«Dopo l’infarto circa un miliardo di cellule responsabili del pompaggio del cuore muoiono e al loro posto rimane una cicatrice, composta dai fibroblasti, più rigida, che causa in chi sopravvive insufficienze cardiache che nei casi più gravi rendono necessario il trapianto», spiega. Per risolvere questo problema ci sono già diversi filoni di ricerca all'interno della medicina rigenerativa, in cui la Chiono s’inserisce.
«Ci sono studi sulle cellule staminali, ma finora hanno dato risultati incerti, e l’uso di impalcature 3D per inserire le nuove cellule nel cuore, ma non sempre attecchiscono». La ricerca di Valeria Chiono parte da un nuovo approccio, che consiste nel tentativo di riportare il cuore alla stessa funzionalità che aveva prima dell’infarto. 

«Questo filone di ricerca è stato sviluppato dal 2010 negli Usa. Consiste nel riprogrammare direttamente le cellule: in modo da trasformare i fibroblasti, le cellule morte, in cardiomiociti, ovvero cellule capaci di nuovo di contrarsi».

La sfida è intervenire sulle cellule, iniettando nel cuore il gel che contiene nanoparticelle che dovrebbero riuscire a favorire la riprogrammazione delle cellule morte per farle «resuscitare». In questo campo «siamo ancora ai primi passi, ma ci sono le basi per una rivoluzione», sostiene. Nei test, le cellule tornate alla loro funzionalità si coloreranno di un colore diverso, per segnare la differenza dalle altre. 

Quella di Valeria Chiono è anche una storia di ricerca targata Italia: «Credo nel nostro Paese, voglio restare nonostante le difficoltà».
E grazie ai due milioni assumerà due dottorandi, un ricercatore e tre assegnisti.
Del team del progetto, intitolato Biorecar, fanno parte l’Università Federico II di Napoli, che tra l’altro fornirà le cellule infartuate, l’Inrim (l’Istituto di ricerca metrologica di Torino) e l’istituto clinico Humanitas di Milano. «Il progetto testimonia le grandi potenzialità dell’applicazione delle discipline tecnologiche alle scienze della vita. Su 13 progetti Erc finanziati al nostro ateneo sei riguardano ricerche che vanno dalla biologia alla medicina», ha spegato il rettore del Politecnico Marco Gilli. 
Fonte: la Stampa.it

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