Aschimfarma: principi attivi farmaceutici, un primato italiano da difendere

19 febbraio 2018

L’industria dei principi attivi farmaceutici (API-Active Pharmaceutical Ingredients) si conferma settore manifatturiero italiano di assoluta eccellenza: è quanto emerge del Forum Aschimfarma 2018 “Ricerca e tecnologia: le nuove frontiere per la chimica farmaceutica” svoltosi oggi.
Con una quota del 9% sul totale della produzione mondiale, le materie prime farmaceutiche da anni sfidano la concorrenza di giganti asiatici e nordamericani, con una quota export pari all’85% (40% negli USA, il 36% in Europa, il 18% in Giappone) e un giro d’affari pari a 3,6 miliardi di euro. 

Il settore, rappresentato in Italia da Aschimfarma -  l’Associazione di Federchimica che rappresenta in Italia i produttori di API -  destina il 3% del fatturato alla ricerca, soprattutto applicata allo sviluppo, prevalentemente per l’ottimizzazione dei processi. 
Si può stimare che il settore rappresenti il 10% delle spese in ricerca e sviluppo del totale dell’industria chimica (includendo anche la farmaceutica).

“L’attenzione del nostro settore alla ricerca, unita a elevati livelli qualitativi di prodotto, di sicurezza e di rispetto dell’ambiente si sono dimostrati fattori vincenti sulla concorrenza asiatica, che ha indotto le imprese multinazionali farmaceutiche a ritornare a collaborare per progetti di sviluppo con le imprese italiane” ha dichiarato Gian Mario Baccalini, Presidente Aschimfarma.
“L’importante per le imprese è ora difendere questa posizione di leadership, basata sulla qualità, integrandola con elementi che permettono di consolidarla.  Il futuro è soprattutto nelle nuove tecnologie che permetteranno alle imprese di API di mantenere il livello di eccellenza fino ad oggi acquisito.
Il settore deve chiaramente individuare le tecnologie nelle quali investire. Le imprese devono poter disporre di adeguate risorse finanziarie ed avere il sostegno delle Istituzioni. La struttura dimensionale, ad esempio,  è un fattore importante per la competizione a livello mondiale. 

Al riguardo è stato rivolto un invito al mondo finanziario a continuare a dedicare attenzione a questo comparto che presenta economics di tutto rispetto, con una redditività operativa media calcolabile intorno al 16%.
 “Il settore dei principi attivi farmaceutici – ha commentato Gian Mario Baccalini – è attrattivo per gli investimenti, strategico per il comparto della salute e altamente scientifico. Nella supply chain del farmaco è riconosciuto che i principi attivi farmaceutici sono importantissimi e determinanti.”

“Per migliorare la competitività – ha continuato il Presidente di Aschimfarma – è necessario considerare gli aspetti scientifici (tecnologie e prodotti d’avanguardia) e gli aspetti burocratico/amministrativi della Pubblica Amministrazione. Il primo è responsabilità delle imprese e del mondo scientifico, il secondo delle Istituzioni, alle quali si chiede di applicare stesse regole e stessi tempi di risposta, almeno a livello europeo”.
“Il mondo istituzionale e scientifico devono  prendere atto della nostra visione – ha concluso Baccalini – e aiutarci, collaborare, conoscere più a fondo la nostra realtà per poter affermare la leadership industriale e tecnologica che vogliamo difendere e, se possibile, incrementare”.

Al Forum Aschimfarma sono intervenuti: Mario Melazzini – Direttore Generale AIFA; Marcella Marletta – Direttore Generale dei Dispositivi Medici e del Servizio Farmaceutico del Ministero della Salute; Francesco De Santis – Vice Presidente Farmindustria; Enrico Hausermann – Presidente Assogenerici; Paolo Bonaretti – Consigliere Politiche Industriali e Innovazione MISE, Direttore Generale ASTER; Thomas Osswald - Head of External Technical Oversight, F. Hoffmann-La Roche; Hans-Jürgen Federsel - Chief Scientific Officer, EnginZyme; Andrea Chiesi - R&D Portfolio Management Director, Chiesi Group. 

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