La chimica cresce con export e mercato interno

24 agosto 2017
"La produzione cresce e a fine anno potrebbe essere confermato il dato di crescita del 2,5%, riscontrato per i primi cinque mesi. All'interno di questo dato, il peso delle esportazioni è molto rilevante. C’è una domanda interna stabile, mentre la crescita delle esportazioni sfiora la doppia cifra". Il presidente di Federchimica, Paolo Lamberti, racconta così in un'intervista al Sole 24 ore del 17 agosto il giro di boa di metà anno dell’industria chimica.
Un momento molto positivo, in particolare se guardiamo ai mercati esteri, ma che ha chiesto molti sforzi, soprattutto in passato. "La capacità di esportare delle nostre imprese dipende dalla domanda mondiale, che è in aumento. C’è infatti un miglioramento dell’economia mondiale e le nostre imprese stanno raccogliendo i frutti dei loro sforzi. Sono stati effettuati infatti importanti investimenti in ricerca e innovazione e in strutture sia produttive sia commerciali, per poter essere tra i protagonisti nei mercati esteri di elezione, ovvero, dove l’impresa ha deciso di essere presente", dice Lamberti.

Di seguito la sintesi della nota congiunturale pubblicata semestralmente da Federchimica

 

Buon avvio di 2017 per la chimica in Italia, grazie a migliore domanda interna e nuovo slancio dell’export

Export ago2017Nella prima parte dell’anno la produzione chimica in Italia mostra una crescita robusta (+2,5% annuale nel periodo gennaio-maggio) e sostanzialmente in linea con la media europea (+2,8%). Gli acquisti di intermedi chimici beneficiano di un atteggiamento di minore cautela, segno di un clima di fiducia più disteso, con una normalizzazione delle scorte. Le esportazioni italiane di chimica ritrovano slancio (+9,5% in valore nel primo quadrimestre) cogliendo le opportunità derivanti dal miglioramento generalizzato della domanda internazionale. Dal 2010 la performance all’export della chimica italiana si conferma migliore di tutti i principali produttori europei ad eccezione della Spagna e ciò nonostante i gravi condizionamenti del Sistema Paese. L’industria chimica è il terzo settore esportatore italiano dopo meccanica e mezzi di trasporto.

Costi delle materie prime in generale rialzo, con situazioni di shortage e impennate dei prezzi in alcune filiere

Nel 2017 i prezzi dei prodotti petrolchimici di base risultano generalmente in rialzo dai livelli di minima toccati nel 2016 (etilene +6%) in linea con l’andamento del petrolio. Alcune filiere chimiche – ad esempio vernici e adesivi – stanno subendo situazioni di shortage di importanti materie prime, con fortissimi aumenti di costo superiori al 30% e con punte anche oltre il 50%, per effetto della profonda razionalizzazione dell’offerta europea, penalizzata dal costo elevato dell’energia, della chiusura di alcune produzioni in Cina a seguito di requisiti ambientali più stringenti, in una fase in cui anche la domanda asiatica ha ritrovato vivacità, e di alcune situazioni specifiche di force majeur (quali l’ancora limitata capacità di stoccaggio conseguente al grave incendio avvenuto in Germania a fine 2016).

Nel 2018 la chimica in Italia si confermerà in espansione, ma a ritmi più moderati

prospettive ago2017Per il 2017 si prevede una crescita della produzione chimica in Italia pari al 2,5% nell'ipotesi che prosegua il miglioramento della domanda, italiana ed estera, ma sia ormai alle spalle la fase di normalizzazione dei magazzini. Nel 2018 la produzione chimica in Italia è attesa proseguire la sua espansione ma a ritmi più contenuti (+1,4%) alla luce di un quadro macroeconomico meno favorevole (avvicinarsi di una graduale normalizzazione della politica monetaria europea, possibili spinte al rialzo del cambio euro/$ nella seconda parte del 2018, politica fiscale lievemente restrittiva in Italia).

Posizionamento avanzato della chimica dinnanzi alle sfide della Globalizzazione e di Industria 4.0

posizionamento ago2017L’industria chimica in Italia si trova nelle condizioni per cavalcare, e non subire, gli effetti della Globalizzazione e di Industria 4.0 in quanto presenta un posizionamento avanzato in termini di partnership con i distretti industriali italiani, specializzazione, attività di ricerca strutturata, internazionalizzazione, qualità della forza lavoro, formazione, modelli organizzativi basati su coinvolgimento e partecipazione, produttività. Il buon posizionamento nei fattori chiave di competitività trova riscontro nell'indicatore sintetico di competitività strutturale, elaborato dall'Istat, che posiziona la chimica al terzo posto tra i settori industriali italiani con il maggiore progresso in assoluto rispetto al 2008. Questi risultati, frutto dell’impegno delle imprese, rimangono però frenati dalle inefficienze del Sistema Paese (norme penalizzanti, ad esempio con riferimento ai tempi lunghissimi e alle incertezze nel rilascio delle autorizzazioni, arretratezze infrastrutturali e costo elevato dell’energia) che in un mondo globalizzato pesano molto più che in passato. 

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