Industria chimica fondamentale per una mobilità sostenibile

24 luglio 2017

Non solo carburanti ecologici, ma anche resine, plastiche, lubrificanti sintetici e vernici antivegetative: è indiscutibile la centralità della chimica per ridurre gli impatti ambientali della mobilità. Il settore fornisce infatti soluzioni altamente innovative in questo campo, supportate da un’intensa attività di ricerca e innovazione.

Un quadro dettagliato e completo sull’importante ruolo dell’industria chimica nella mobilità è stato presentato nel pomeriggio di oggi da Federchimica durante un’audizione informale al Senato presso le Commissioni riunite Lavori pubblici e Ambiente.

Due Associazioni di Federchimica, Assogasliquidi e Assogastecnici, e il Gruppo Chimica da Biomassa, hanno illustrato i fondamentali contributi alla mobilità sostenibile che derivano dall’utilizzo di carburanti alternativi, come il GPL (Gas di Petrolio Liquefatto) e il GNL (Gas Naturale Liquefatto), di vettori energetici, quali l’idrogeno, e di biocarburanti  (Bioetanolo, Bio-eteri, Biodiesel e HVO). Tutte fonti energetiche definite strategiche dalla Direttiva comunitaria DAFI, che ha come obiettivo la decarbonizzazione dell’Unione Europea, da perseguire con il ricorso ai carburanti alternativi in tutti gli Stati UE. 

È stata sottolineata la necessità di impegno costante da parte delle Istituzioni a garantire l’applicazione di misure di incentivazione equivalenti a tutti i carburanti alternativi, evitando sbilanciamenti e garantendo il principio di neutralità tecnologica.

I veicoli a idrogeno, fonte considerata il carburante del futuro, non godono degli incentivi previsti per i veicoli elettrici alimentati a batteria: una disparità di trattamento immotivata, anche  considerato che, grazie all’idrogeno, è possibile alimentare veicoli al 100% elettrici con la tecnologia fuel cell,  notevolmente più ecologica rispetto alla tecnologia dei veicoli elettrici a batteria.

Il ricorso al GPL, settore di eccellenza italiana tra i carburanti ecologici, deve essere incentivato tramite strumenti regolamentari di stimolo per il consumatore nella scelta di questo carburante: l’accesso alle ZTL alle auto a GPL, sconti o esenzioni dal pagamento dei permessi di sosta,  l’inserimento del GPL come carburante strategico nei Piani urbani della mobilità - realizzati a livello regionale – e la definizione di criteri che premino i veicoli a GPL nell’ambito degli strumenti di incentivazione fiscale adottati a favore del settore dei trasporti, come ad esempio la revisione della tassa automobilistica. 
Anche il gas naturale liquefatto (GNL), fonte energetica ecologica per mezzi pesanti quali tir e navi, settore relativamente nuovo per il nostro Paese, richiederebbe un opportuno sviluppo delle infrastrutture e misure di promozione della domanda, con interventi che premino ed incentivino il suo utilizzo nel mercato del trasporto marittimo e stradale.

Infine le richieste del Gruppo chimica da biomassa sui biocarburanti, prodotti chimici derivanti da fonti rinnovabili naturali di origine animale o vegetale che in miscela con i carburanti fossili  riducono le emissioni di CO2 e di altri inquinanti.
Il settore, ancora in crescita, chiede che l’Italia recepisca l’impegno dell’Europa a rendere obbligatoria la miscelazione dei biocarburanti con i carburanti fossili fino al 2030. 

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