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Dai delfini nuove ricerche contro il diabete
23/02/2010 0.00.00
Buone notizie per chi soffre di diabete. Nuove ricerche potranno essere effettuate osservando i delfini, la cui chimica del sangue è "incredibilmente simile" a quella associata al diabete negli esseri umani.
Nessun primate e topo quindi, ma per la prima volta, viene considerato il delfino come miglior modello per studiare il diabete di tipo 2, una patologia molto comune che interferisce con la capacità dell'organismo di usare in maniera propria lo zucchero e l'insulina.
Ad affermarlo sono stati i ricercatori dell'American association for the advancement...
Notizie positive per la ricerca sul diabete: il modello migliore "non umano" è il delfino. Ad affermarlo sono stati i ricercatori dell'American association for the advancement che hanno scoperto come la chimica del sangue di questi mammiferi marini sia "incredibilmente simile" a quella associata al diabete negli esseri umani.
Nessun primate e topo quindi, ma per la prima volta, viene considerato il delfino come miglior modello per studiare il diabete di tipo 2, una patologia molto comune che interferisce con la capacità dell'organismo di usare in maniera propria lo zucchero e l'insulina.
I ricercatori, secondo un articolo pubblicato su Science, hanno scoperto che la chimica sanguigna dei delfini dopo il digiuno somiglia molto a quella delle persone affette dalla malattia: in particolare alti livelli di glucosio e di altre molecole, comprese gli enzimi gamma glutamyl transpeptidase.
Le analisi svolte hanno evidenziato inoltre che alcuni delfini hanno riscontrato problemi associati al diabete di tipo 2, come eccesso di ferro, alti livelli di trigliceridi, resistenza all'insulina e bassi livelli di citrato nelle urine. Pertanto i ricercatori affermano che questi mammiferi, "comportandosi"come gli esseri umani, sono i "modelli più realistici per studiare il diabete", la loro condizione risulta infatti più simile a quella degli umani rispetto ad altri animali utilizzati normalmente per le ricerche, come ratti, gatti, maiali o primati.
Tale scoperta inoltre apre le porte ad un nuovo approccio di ricerca: scoprendo il modo in cui i delfini"attivano e disattivano" il loro stato di diabete (a digiuno o meno) si potrebbe, affermano i ricercatori, rivelare indizi
utili alla prevenzione della patologia negli uomini.
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