WebMagazine Web Magazine di Federchimica http://www.federchimica.it/DALEGGERE/WebMagazine.aspx http://backend.userland.com/rss Il Premio Leonardo-Ugis 2014 per la comunicazione scientifica apre le iscrizioni <p>Si sono aperte le selezioni per la IV edizione del Premio LEONARDO–UGIS 2014, nato dalla collaborazione tra il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia e l’UGIS (Unione Giornalisti Italiani Scientifici) per premiare il miglior ricercatore-comunicatore. Quest’anno il Premio è dedicato al tema di Expo 2015.</p> <p>Il Premio intende sensibilizzare la società al fine di renderla sempre più consapevole dei vantaggi e delle responsabilità delle quali il progresso scientifico è portatore. Il Museo e UGIS hanno scelto quest’anno di valutare candidature in linea con il tema di EXPO 2015 “Nutrire il pianeta. Energia per la vita” nella sua accezione più ampia. </p> <p>Il Premio prevede due riconoscimenti: riconoscimento alla carriera e riconoscimento a un giovane ricercatore-comunicatore (con meno di 40 anni al 30 settembre 2014) di 2.500,00 euro.</p> <p>La Giuria del Premio valuterà i ricercatori sulla base dei curriculum accademici, dei risultati raggiunti nell’attività di ricerca e dell’efficacia nel comunicare tali risultati al pubblico attraverso media ad ampia diffusione.</p> <p>La cerimonia di premiazione si svolgerà giovedì 27 novembre, alla presenza di personalità del mondo accademico, delle imprese e dei media. Novità di quest’anno, che precederà la Premiazione, un convegno sul ruolo fondamentale che possono giocare i media nella corretta informazione dei temi relativi all’alimentazione e alla salute.</p> <p>Le candidature devono essere inviate a <a href="mailto:ugis@ugis.it">ugis@ugis.it</a> entro e non oltre il 18 ottobre 2014.<br />  <br /> Sul sito <a href="http://www.museoscienza.org">www.museoscienza.org</a> è disponibile il regolamento del Premio.</p> http://www.federchimica.it/Libraries/Loghi_TES_2011/Energice.sflb/14-07-21/il_premio_leonardo-ugis_2014_per_la_comunicazione_scientifica_apre_le_iscrizioni.aspx http://www.federchimica.it/Libraries/Loghi_TES_2011/Energice.sflb/14-07-21/il_premio_leonardo-ugis_2014_per_la_comunicazione_scientifica_apre_le_iscrizioni.aspx ed1bc445-ce02-48a5-b5f5-a57a1849fa8b Mon, 21 Jul 2014 12:27:39 GMT In città fa troppo caldo: consigli per sopravvivere <p>Durante la stagione estiva, con l’arrivo delle alte temperature soprattutto nelle grandi città, il clima delle abitazioni sale notevolmente, causando sensazione di malessere nelle persone più a rischio come anziani, malati cronici, bambini molto piccoli, donne in gravidanza. <br /> L’uso di impianti di aria condizionata contribuisce in maniera rilevante a migliorare le condizioni di vivibilità purché si osservino delle regole. </p> <p>Quali sono gli accorgimenti da seguire?</p> <p>Esistono due principali situazioni da evitare: gli sbalzi di temperatura e i collassi da calore.<br /> Gli sbalzi di temperatura eccessivi sono deleteri per il nostro organismo e possono provocare sindromi da raffreddamento improvvisi, mal di gola e dolori articolari. <br /> I collassi da calore dovuti a un'eccessiva e rapida perdita di liquidi e sali per il forte caldo, sono invece pericolosi soprattutto per anziani, bambini, donne in gravidanza e sportivi occasionali, categorie che devono prestare particolare attenzione ad una corretta idratazione.</p> <p>Assosalute, l'Associazione nazionale farmaci di automedicazione, che fa parte di Federchimica, suggerisce di tenere a mente queste 10 semplici regole: </p> <p>1. Bere spesso durante la giornata (si consigliano 10 bicchieri al giorno di liquidi in particolare acqua, tè e succhi di frutta). Limitare le bevande troppo fredde, gassate o eccessivamente zuccherate.<br /> 2. Evitare assolutamente le bevande alcoliche, birra compresa, e limitare anche il caffè.<br /> 3. Preferire un'alimentazione leggera a base di frutta e verdura.<br /> 4. Evitare o comunque ridurre al minimo le uscite nelle ore più calde della giornata (dalle 12 alle 16).<br /> 5. Non svolgere attività fisica, specie se intensa,  soprattutto nelle ore calde della giornata. <br /> 6. Indossare abiti traspiranti e non eccessivamente aderenti, privilegiando cotone e lino. Portare sempre con sé un foulard o una pashmina da mettere intorno al collo in caso di necessità.<br /> 7. Indossare cappellini o bandane per proteggere il capo sotto il sole.<br /> 8. Utilizzare con buon senso l'aria condizionata, anche in auto e non esporsi al getto diretto.<br /> 9. Negli ambienti con condizionatore prestare molta attenzione agli sbalzi di temperatura. Non superare i 5/6 gradi di differenza tra la temperatura esterna e quella impostata sul condizionatore.<br /> 10. In caso di sosta prolungata dell'auto sotto il sole, far aerare l'abitacolo ed evitare di salire subito a bordo.</p> <p>Quando però queste semplici regole non bastano e capita di incorrere in lievi disturbi come il mal di gola, il torcicollo, il mal di testa e la spossatezza, si può fare ricorso ai farmaci di automedicazione o da banco, ossia quelli senza obbligo di prescrizione, riconoscibili grazie al bollino rosso che sorride apposto sulla confezione e acquistabili senza ricetta medica. </p> http://www.federchimica.it/Libraries/Loghi_TES_2011/Energice.sflb/14-07-21/in_città_fa_troppo_caldo_consigli_per_sopravvivere.aspx http://www.federchimica.it/Libraries/Loghi_TES_2011/Energice.sflb/14-07-21/in_città_fa_troppo_caldo_consigli_per_sopravvivere.aspx 2ce759c1-1cbd-4ae3-b95e-19924e4e17a9 Mon, 21 Jul 2014 11:28:00 GMT L'industria chimica è la più attenta ai rischi ambientali <p>Quando si tratta di rischi ambientali, le più attente sono le aziende chimiche. Le imprese ad alto rischio, in particolare del settore chimico, sono quelle che stanno lavorando di più per limitare il proprio impatto sull'ambiente. È quanto emerge da un'indagine condotta dall'ente di certificazione Dnv Gl - Business Assurance e dall'istituto di ricerca Gfk Eurisko su oltre 3.500 professionisti provenienti da imprese di settori diversi in Europa, Nord America, Centro e Sud America e Asia. </p> <p>L’approccio in materia di salute e sicurezza sul lavoro sta cambiando, non solo in Italia ma in tutto il mondo.  Si sta abbandonando l’attitudine reattiva che ha connotato il passato, in favore di una gestione consapevole dei rischi operativi, preludio per lo sviluppo di una vera e propria cultura della tutela di salute e sicurezza dei lavoratori da parte delle aziende.</p> <p><strong>Tutela ambientale<br /> </strong>Il 92% delle aziende ad alto rischio, ossia quelle il cui impatto ambientale potrebbe rivelarsi significativo per natura e gravità, considera la salvaguardia dell'ambiente come parte integrante delle proprie strategie. Fra queste, con percentuali che raggiungono il 98%, spiccano le imprese del settore chimico (+14% rispetto alla media mondiale e +9% rispetto a quella italiana). <br /> Il 96% delle industrie chimiche adotta policy di tutela ad hoc. Interrogati su quali siano i principali rischi ambientali, i professionisti intervistati hanno indicato quelli associati allo smaltimento dei rifiuti (60% media globale, 56% media italiana). Anche per le industrie chimiche lo smaltimento dei rifiuti rappresenta una delle preoccupazioni principali (61%), insieme all'utilizzo di materiali pericolosi (64%) e allo scarico di acque reflue (62%).</p> <p>Queste aziende, inoltre, sono particolarmente sensibili al tema delle emissioni atmosferiche (42%). Con il 100% degli intervistati che implementa almeno un'iniziativa per ridurre i rischi ambientali, a fronte di una media mondiale e italiana di poco superiore al 90%, il chimico si conferma il settore più attento all'ambiente. <br /> Oltre a monitorare la conformità ai requisiti legali e di altra natura (92%), l'82% delle aziende del settore svolge attività di assessment per identificare tutti i potenziali impatti sull'ambiente, il 76% adotta sistemi di gestione e il 63% monitora indicatori ambientali specifici. Inoltre, sono impegnate in attività innovative legate, ad esempio, a processi di progettazione che mirano a minimizzare gli impatti (62%). Benché con percentuali inferiori, un comportamento analogo si riscontra in tutte le aziende ad alto rischio, generalmente più attive rispetto alla media mondiale.</p> <p><strong>Spinte benefici e ostacoli</strong><br /> Coerentemente con ciò che avviene a livello globale e anche in Italia, leggi e normative (90%) rappresentano la spinta principale per le aziende chimiche a impegnarsi in azioni di salvaguardia ambientale. Seguono la continuità operativa (45%), la reputazione di marca (43%) e l'opinione pubblica (37%), rivelando quanto contino le pressioni esterne da parte di comunità e istituzioni in questo settore. Il consenso degli stakeholder esterni è essenziale perché queste imprese possano continuare a operare e le iniziative di tutela intraprese hanno dimostrato la propria utilità in tal senso. Il 70% delle industrie chimiche, infatti, ha ottenuto benefici in termini di miglioramento delle relazioni con le autorità e il 40% con le altre parti interessate. In tutto il mondo, invece, il fattore che maggiormente ostacola i progressi delle aziende nella gestione ambientale è la mancanza di risorse finanziarie (33%). La percentuale scende al 26% per le imprese del settore chimico e il 36% addirittura non rileva alcuna barriera al miglioramento.</p> <p><strong>Prospettive future</strong><br /> Per il futuro le aziende si aspettano di migliorare le proprie capacità di gestione e diminuisce la preoccupazione per questioni come lo smaltimento dei rifiuti (-12%) o lo scarico di acque reflue (-9%). Il 92% degli intervistati dichiara che manterrà o aumenterà il livello degli investimenti. In particolare, quasi un'azienda chimica su due incrementerà gli investimenti per la tutela ambientale nei prossimi tre anni. </p> <p>''Le aziende che operano negli ambiti più a rischio e spesso soggette a normative e controlli più stringenti sono le più attente in materia di tutela ambientale - commenta Luca Crisciotti, Ceo di Dnv Gl Business Assurance - Queste aziende, soprattutto quelle del settore chimico, sono consapevoli dell'importanza di mantenere un dialogo con gli stakeholder per poter rimanere sul mercato. Fatto ancor più importante, hanno iniziato a sviluppare un approccio ambientale di lungo periodo, sforzandosi di superare le logiche di breve termine legate a profitti e perdite''.</p> <p>Fonte <a href="http://www.adnkrons.com">www.adnkrons.com</a></p> http://www.federchimica.it/Libraries/Loghi_TES_2011/Energice.sflb/14-07-16/l_industria_chimica_è_la_più_attenta_ai_rischi_ambientali.aspx http://www.federchimica.it/Libraries/Loghi_TES_2011/Energice.sflb/14-07-16/l_industria_chimica_è_la_più_attenta_ai_rischi_ambientali.aspx fc28ca0c-faa6-475b-89dd-e87fbeb336fa Wed, 16 Jul 2014 11:33:54 GMT Plastica, la ripresa tra luci e ombre <p>Primi segnali positivi dopo sei anni di contrazione costante; bene export e riciclo, ma al settore servono scelte strategiche che favorirebbero anche il Sistema Paese. </p> <p>La ripresa? Non sembra vicina, almeno stando ai dati della filiera industriale della plastica, preciso indicatore di sviluppo perché strettamente legato ai consumi, in una molteplicità di applicazioni. Analizzando l’andamento dell’Industria della  plastica otteniamo dunque indicazioni sul trend generale della nostra economia.</p> <p>Alla fine del 2013 il comparto industriale delle materie plastiche ha sviluppato un fatturato di 14,9 miliardi di Euro, con un’occupazione complessiva che si attesta a 103.000 addetti per circa 4.900 aziende. I volumi di materie prime trasformate nel 2013 corrispondono a  5,3 milioni di tonnellate di polimeri vergini, oltre a circa 500 mila tonnellate di polimeri da riciclo post consumo (dato rilevato per la prima volta nel 2014). </p> <p>Rispetto al 2007 si sono perse quasi due milioni di tonnellate di consumo di polimeri vergini, a causa di una diffusa e trasversale riduzione dei consumi in tutti i settori applicativi, determinata dalla persistente congiuntura negativa. Nonostante ciò il surplus dell’intera filiera è pari a 3,1 mld di euro. <br /> Complessivamente, nel 2013, la filiera della gomma plastica ha esportato beni per un valore record di 21,2 mld di euro. In particolare le materie plastiche vergini, nel gennaio-dicembre 2013, hanno registrato un export superiore ai livelli pre-crisi, pari a 5,2 mld di euro.</p> <p>Nei primi sei mesi del 2014 si rilevano, in alcuni settori applicativi, i primi numeri positivi dopo una serie di 24 trimestri di costante contrazione.</p> <p>La ripresa dei consumi appare a macchia di leopardo: non ci sono ancora segnali di miglioramento in due tra i mercati chiave di sbocco delle materie plastiche, l’edilizia e i trasporti. <br /> Per quanto riguarda l’imballaggio, che assorbe da solo circa il 40% dei volumi di polimeri trasformati in Italia, si rileva un andamento fortemente differenziato a seconda dell’applicazione finale: stentano ancora i comparti legati agli imballaggi industriali e di movimentazione merci, mentre si sta dimostrando più dinamico l’imballaggio alimentare, uno tra i principali comparti che aggancia, direttamente o attraverso l’industria utilizzatrice, la domanda internazionale. Stessi segnali positivi dagli articoli casalinghi ad alto contenuto di design, nicchia ad alto valore aggiunto.</p> <p>Nel complesso, visto il consuntivo della prima metà dell’anno e le previsioni a 9 mesi, si stima che il settore delle materie plastiche possa risultare nel 2014 sostanzialmente in linea rispetto all’anno precedente con un possibile recupero della domanda di polimeri non superiore all’1-2%.<br /> Nel medio termine (2015 e oltre) sono attese ricadute positive dal processo di reshoring messo in atto da una serie di industrie utilizzatrici tra le quali elettrotecnica, elettronica, meccanica, abbigliamento e calzature, che potranno contribuire direttamente a un recupero della domanda di materie plastiche che entrano direttamente come componenti dei manufatti, oltre agli imballaggi primari e secondari per la logistica. <br /> Ciò comporterebbe un’inversione di tendenza non solo nel settore, ma nell’intero comparto manifatturiero, per il quale la plastica è un elemento chiave.</p> <p>Le materie plastiche oggi costituiscono una fetta importante dell’offerta manifatturiera italiana insieme a prodotti più tradizionali.</p> <p> “La crescita è subordinata a politiche di sostegno a favore del manifatturiero, tra le quali è prioritario valorizzare settori come la plastica, lungo tutta la catena produttiva, dai precursori alle macchine di trasformazione. Politiche strutturali adeguate, come la riqualificazione energetica o delle infrastrutture - ha dichiarato Daniele Ferrari, Presidente di PlasticsEurope Italia - hanno ricadute positive sul settore, sull’economia e sull’ambiente. E non solo: è prioritario sostenere la ricerca e l’innovazione. La nostra filiera ha dimostrato di essere capace di innovarsi e di offrire nuove soluzioni in una società in rapida evoluzione, promuovendo la competitività di un’industria strategica per il nostro Paese.”</p> <p>“Variazioni di segno positivo si riscontrano nelle tecnologie legate al riciclo della plastica, un comparto in continua crescita.  In questo ambito, all’industria italiana viene riconosciuta una vera e propria leadership non solo a livello italiano ma anche internazionale”. Lo ha dichiarato Giorgio Quagliuolo, Presidente di Unionplast e Corepla. </p> <p>“Per quanto riguarda il comparto di macchinari, attrezzature e stampi per materie plastiche e gomma, se il 2013 è stato un anno di transizione (la produzione e l’export di settore sono diminuiti rispettivamente del 2,5 e dello 0,8% mentre i dati relativi ai soli Soci Assocomaplast hanno evidenziato una crescita della prima dell’1,3% e un incremento della quota delle vendite all’estero nell’ordine dei due punti), il 2014 dovrebbe rappresentare l’anno della ripresa. I dati statistici di fonte ISTAT attualmente disponibili evidenziano nei primi tre mesi dell’anno un aumento delle esportazioni pari all’8,9%. Probabilmente tale tasso di crescita non si confermerà per tutti i 12 mesi ma è comunque lecito attendersi un incremento di qualche punto percentuale a consuntivo. <br /> Per quanto concerne il mercato interno, pur permanendo una situazione di generale criticità, in base alle indagini congiunturali periodiche condotte da Assocomaplast fra i propri Soci, si inizia a cogliere qualche lieve segnale di ripresa che ci si augura possa andare consolidandosi nei prossimi mesi, anche in vista del buon andamento relativo alle prenotazione spazi della nostra fiera internazionale PLAST 2015 del prossimo maggio”, ha aggiunto Giorgio Colombo, Presidente di Assocomaplast.</p> <p>Questi i contenuti presentati e discussi nell’ambito del convegno promosso da Assocomaplast, Associazione Nazionale Costruttori di Macchine e Stampi per Materie Plastiche e Gomma, COREPLA, Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclaggio e il Recupero degli Imballaggi in Plastica, Federchimica PlasticsEurope Italia, Associazione Nazionale Produttori Materie Plastiche e Federazione Gomma Plastica – Unionplast.</p> <p> </p> http://www.federchimica.it/Libraries/Loghi_TES_2011/Energice.sflb/14-07-15/plastica_la_ripresa_tra_luci_e_ombre.aspx http://www.federchimica.it/Libraries/Loghi_TES_2011/Energice.sflb/14-07-15/plastica_la_ripresa_tra_luci_e_ombre.aspx 103b4a2e-b66a-4570-bd16-289d899ceef8 Tue, 15 Jul 2014 11:21:00 GMT Arriva un videogioco che avvicina i ragazzi alla chimica <p>Messo a punto da una startup milanese che ha lavorato gomito a gomito con i ricercatori dell’Università "The Agency", è il videogioco che avvicina i ragazzi alla chimica.</p> <p>Formule chimiche, elementi della tavola periodica e laboratori virtuali diventano a misura di ragazzo grazie a un videogioco. "The Agency - Operazione: Vanishing Lady", facendo scorrere le dita sullo schermo, tocco dopo tocco, avvicina al mondo della scienza. </p> <p>C’è un’agenzia segreta – The Agency – che si serve di consulenti scientifici per contrastare i cattivi – gli Agenti Ombra. L’obiettivo dei malvagi è distruggere il mondo e far sparire la Statua della Libertà. Per ridare candore al monumento i ragazzi, nei panni delle spie, si serviranno di un batterio. </p> <p>La finzione, qui, si incontra con la realtà. Perché l’azione di pulizia del microrganismo è il risultato di una scoperta di «Micro4You», spinoff dell’Università di Milano. I ricercatori hanno lavorato gomito a gomito con la startup Spillover nella creazione del gioco.</p> <p>"Spillover" che ha l’obiettivo di sviluppare l’interesse delle generazioni di domani per le dottrine scientifiche. Bistrattate ma essenziali, matematica e scienze - spesso ritenute ostiche - sono le cenerentole nell’interesse dei ragazzi eppure sono un motore dell’innovazione oltre che un’opportunità di lavoro. </p> <p>L’ambizione è far sì che non sia un’occasione mancata, visto che si prevede che nei prossimi sei anni ci saranno 2,8 milioni di posti di lavoro vacanti nel settore.</p> <p>Lo spy-game è indicato dagli otto anni in su. </p> <p>Fonte: <a href=" http://corriereinnovazione.corriere.it/societa/2014/16-maggio-2014/the-agency-videogioco-che-avvicina-ragazzi-chimica-223233009542.shtml">Corriere Innovazione</a></p> <p> </p> http://www.federchimica.it/Libraries/Loghi_TES_2011/Energice.sflb/14-07-15/arriva_un_videogioco_che_avvicina_i_ragazzi_alla_chimica.aspx http://www.federchimica.it/Libraries/Loghi_TES_2011/Energice.sflb/14-07-15/arriva_un_videogioco_che_avvicina_i_ragazzi_alla_chimica.aspx 4b615f9b-9faa-4537-9ff8-2e55403708fc Tue, 15 Jul 2014 11:01:00 GMT Fertilizzanti: l'80% dei neoassunti è giovane e altamente qualificato <p>Assofertilizzanti, l'Associazione nazionale produttori di fertilizzanti che fa parte di Federchimica ha condotto un’indagine tra le proprie aziende associate per scoprire i maggiori trend del comparto dei fertilizzanti in Italia in termini di assunzioni, impatto ambientale e innovazione</p> <p>Assunzioni<br /> Sono giovani, under 30, altamente qualificati i profili maggiormente ricercati dalle aziende produttrici di fertilizzanti in Italia. Da una indagine condotta dall’Associazione tra le aziende associate, infatti, risulta che, negli ultimi tre anni, quasi l’80% dei neoassunti è laureato e ha meno di 30 anni. </p> <p>Si tratta, in particolare, di giovani che hanno conseguito una laurea in agraria, in chimica o in ingegneria chimica e industriale. Di fronte, dunque, ad una crisi economica che ha paralizzato il mercato del lavoro europeo ed italiano, il comparto dei fertilizzanti è in crescita e punta sulle competenze dei giovani, qualificati e motivati, che conoscono bene l’inglese e disposti a viaggiare, trasferirsi all’estero per brevi o lunghi periodi per acquisire esperienza nel settore e per crescere professionalmente.</p> <p>Ambiente<br /> Ma non è tutto. Le aziende del comparto sono sempre più sensibili ai temi ambientali. L’innalzamento della temperatura del pianeta causata dall’aumento della concentrazione dei gas serra è una realtà ormai condivisa dalla comunità scientifica, i cambiamenti climatici, che si suppone deriveranno da un riscaldamento globale, sono influenzati dalle diverse attività umane e tra queste anche dalle attività agricole che si stima contribuiscano, nei Paesi EU27, per circa il 9% all’emissione totale di gas serra, mentre contribuiscono per il 14% a livello mondiale con il 74% delle emissioni che provengono da Paesi in via di sviluppo. </p> <p>Innovazione<br /> Le imprese aderenti ad Assofertilizzanti investono una parte importante del proprio fatturato nella ricerca innovativa di prodotto, di processo e di utilizzo, rispettando l’ambiente e sviluppando nuovi  fertilizzanti  e nuove tecniche di applicazione, sempre più efficaci e sicuri per la salute dell’uomo e dell’ambiente. </p> <p>“La riduzione delle emissioni di gas serra e i cambiamenti climatici sono due dei temi di primario interesse per le aziende del nostro settore. - ha dichiarato Francesco Caterini, Presidente di Assofertilizzanti - Per essere più competitivi e ragionare nell’ottica di innovazione ci impegniamo ogni giorno ad operare con i più alti standard di sicurezza e guardando agli stringenti criteri di sostenibilità ambientale. Oggi più che mai il contributo offerto dai fertilizzanti all’evoluzione del settore agricolo, fatto di qualità, innovazione e sostenibilità”. </p> <p>Qualità, innovazione e sostenibilità, ma non solo, l’impegno delle imprese aderenti ad Assofertilizzanti è “fare agricoltura” in modo corretto, rispettando il rapporto che unisce l’uomo e la terra. La terra rappresenta, infatti, un patrimonio unico e prezioso, che l’uomo ha il compito e il dovere di curare, valorizzare e salvaguardare, per consegnarla alle future generazioni con la stessa ricchezza con cui lo ha ricevuto.</p> http://www.federchimica.it/Libraries/Loghi_TES_2011/Energice.sflb/14-07-14/fertilizzanti_l_80_dei_neoassunti_è_giovane_e_altamente_qualificato.aspx http://www.federchimica.it/Libraries/Loghi_TES_2011/Energice.sflb/14-07-14/fertilizzanti_l_80_dei_neoassunti_è_giovane_e_altamente_qualificato.aspx e16e215c-431d-422f-9eab-979a986e544e Mon, 14 Jul 2014 14:08:11 GMT La plastica vince i Mondiali 2014 <p>Nonostante le delusioni e le polemiche su vincitori e vinti la plastica è la vera vincitrice dei Mondiali di calcio 2014: il pallone, il fischietto degli arbitri, le reti delle porte, le bandierine, i cartellini gialli e rossi, i parastinchi, le scarpette dei giocatori, le maglie, tutto è fatto di plastica!</p> <p>Brazuca: il pallone meraviglioso<br /> "Brazuca", il pallone ufficiale della Coppa del Mondo 2014, presenta una particolare simmetria data dai sei pannelli in poliuretano termosaldati, identici tra loro e da una diversa superficie che ne hanno migliorato la presa, il controllo, la stabilità e l’aerodinamicità in campo. Il pallone pesa 437 grammi ed ha una circonferenza di 69 centimetri. Ha un tasso di assorbimento dell’acqua dello 0,2%, questo significa che mantiene forma, dimensione e peso anche in caso di pioggia. Per raggiungere tali risultati, il pallone dei mondiali ha superato cicli di centrifuga in lavatrice e calci tirati da robot ad una velocità di 160 chilometri all'ora che ne hanno verificato l’impermeabilità e la resistenza. Il nome "Brazuca", indica lo stile di vita tipico del Brasile ed è stato scelto da 1 milione di tifosi nel settembre 2012.</p> <p>Le maglie di nuova generazione combinano il comfort con un basso impatto ambientale!<br /> Sono tre gli sponsor tecnici che hanno vestito quasi tutte le squadre dei mondiali 2014. Uno di loro ha prodotto le nuove maglie, particolarmente leggere, realizzate con una fibra molto traspirante per offrire una eccellente ventilazione. Oltre a garantire una migliore regolazione della temperatura, cohe come abbiamo vsto è stato uno degli avversari più temuti di questo Mondiale, le maglie sono particolarmente robuste, resistenti agli strappi e antimicrobiche. La nuova maglia è più leggera rispetto a quella utilizzata agli Europei del 2012: 100 invece che 166 grammi. Può non sembrare tanto ma per i giocatori che tirano fino al 90° e oltre può fare una grande differenza. <br /> I pantaloncini sono realizzati al 100% in polimeri riciclati, le maglie al 96% e i calzini al 78%. Il filato utilizzato è ottenuto da bottiglie di plastica riciclate: in media, per ottenere un kit completo, sono necessarie 18 bottiglie. </p> <p>Scarpette aderenti come calzini<br /> Con i Mondiali brasiliani sono arrivate le nuove scarpette: rivoluzionarie, estremamente confortevoli, che consentono una maggiore vestibilità e un migliore controllo del pallone anche in caso di pioggia, adattandosi alle condizioni del terreno. I materiali altamente tecnologici utilizzati per produrle, migliorano il livello di protezione dello scarpino, dando una maggiore stabilità al piede, favorendo la potenza e la precisione dei tiri cosi come l’abilità nello stoppare e nell'accelerare.<br /> Oggi, le scarpette da calcio di ultima generazione sono costituite per oltre il 70% di plastica, pesano solamente 200 grammi, sono antistrappo, indistruttibili, impermeabili, ma traspiranti. Anche i tacchetti sono realizzati in plastiche speciali. L'impiego della plastica inoltre riduce ulteriormente il peso delle scarpe, che si adattano alle condizioni del terreno, e mantengono la loro forma in tutte le condizioni atmosferiche. L'ultima tendenza è quella delle scarpette da calcio lavorate a maglia che si adattano al piede del giocatore come una seconda pelle, dandogli la sensazione di giocare a piedi nudi. La parte superiore, quella del calzino, è collegata ad una sottile tomaia in plastica ad alte prestazioni. Gli elastomeri di alta qualità, assorbono tutti i tipi di impatto preservando talloni e caviglie. <br /> Questa nuova generazione scarpa è ancora più leggera, particolarmente flessibile, e consente un migliore controllo del pallone e una maggiore vestibilità, senza compromettere l'effetto di protezione e stabilizzazione di una scarpa normale. La suola è costituita da un unico pezzo dal tallone alla punta del piede, evitando così fastidiose cuciture. </p> <p>I dodici stadi avveniristici brasiliani<br /> Dopo tanti anni di lavoro gli stadi di dodici città brasiliane hanno ospitato la Coppa del Mondo 2014. Sette stadi sono stati appositamente costruiti per il torneo, con caratteristiche ecologiche e sostenibili, altri cinque, tra questi anche il  Marcana di Rio dove si è svolta la finale, sono stati ristrutturati per rispondere alle nuove sfide. <br /> Coperture trasparenti, assicurano un'illuminazione naturale del terreno di gioco, e specialeistrati, proteggono dal calore del sole. In alcuni casi addirittura, l’acqua piovana viene raccolta sul tetto, ed utilizzata per irrigare il tappeto erboso e per i servizi igienici. In alcuni degli stadi, pannelli fotovoltaici posizionati sul tetto, convertono la luce solare in energia elettrica, contribuendo a soddisfare il 50% della richiesta energetica dello stadio. Anche in questo caso, la plastica è indispensabile. Gli attuali stadi di calcio sono impensabili senza le plastiche. La plastica contribuisce in modo significativo a rendere gli stadi moderni dei punti di riferimento di un paese. Allo stesso tempo, progettisti , architetti e ingegneri edili possono utilizzare la plastica per affrontare le sfide del nostro tempo: il cambiamento climatico, l'aumento dei costi energetici, e la scarsità d'acqua sono variabili fondamentali nella progettazione degli stadi. Anche se sembra molto lontano, i palazzetti dello sport potrebbero presto divenire piccole centrali per la produzione di energie rinnovabili e rifornire abitazioni private. Le applicazioni in plastica possono far sì che questo accada.</p> <p> per saperne di più: <a href="http://www.plasticseurope.org">www.plasticseurope.org</a></p> http://www.federchimica.it/Libraries/Loghi_TES_2011/Energice.sflb/14-07-14/la_plastica_vince_i_mondiali_2014.aspx http://www.federchimica.it/Libraries/Loghi_TES_2011/Energice.sflb/14-07-14/la_plastica_vince_i_mondiali_2014.aspx 527bb248-5056-4f98-a42a-bb405108b271 Mon, 14 Jul 2014 12:00:00 GMT Premio Agrofarma: Agricoltura sostenibile e lotta alla fame nel mondo <p>AL VIA LA TERZA EDIZIONE DEL PREMIO GIORNALISTICO DI AGROFARMA E FONDAZIONE VERONESI</p> <p>I giornalisti di radio, tv e web, sono invitati a partecipare presentando la propria autocandidatura.</p> <p>Ha preso il via a d aprile la terza edizione del Premio giornalistico scientifico “Alimentiamo il nostro futuro, nutriamo il mondo. Verso Expo 2015”, promosso da Agrofarma – Associazione nazionale imprese agrofarmaci che fa parte di Federchimica – sul tema dell’agricoltura sostenibile, per diffondere la maggiore cultura e consapevolezza sulle possibili soluzioni innovative per la lotta alla fame nel mondo.</p> <p>Il premio, patrocinato da Expo 2015 e dall’UNAMSI – Unione Nazionale Medico Scientifica d’Informazione – vede come garante scientifico la Fondazione Veronesi.</p> <p>Il Premio giornalistico è rivolto a tutti i giornalisti professionisti o pubblicisti iscritti all’Ordine Nazionale dei Giornalisti e sarà conferito a tre giornalisti che avranno saputo promuovere nel corso del 2014, attraverso la loro opera e il loro impegno divulgativo, un’informazione corretta ed esaustiva sul tema dell’innovazione scientifica per l’agricoltura sostenibile e la lotta alla fame nel mondo. </p> <p>È previsto un premio del valore di 5.000 Euro per il primo classificato, di 3.000 Euro per il secondo classificato e uno di 2.000 Euro per il terzo.</p> <p>In particolare, saranno monitorati e presi in considerazione per il Premio articoli in lingua italiana pubblicati sulla stampa quotidiana e/o periodica, nazionale e/o locale, dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2014 che abbiano per argomento i temi stabiliti dal bando. Saranno inoltre considerati, esclusivamente su autocandidatura, anche articoli web, servizi televisivi o radiofonici che avranno per oggetto i medesimi argomenti.</p> <p>Il Premio è incentrato su argomenti di primaria importanza per il nostro futuro: come anche l’Onu ha ricordato in più occasioni, la popolazione mondiale è in crescita esponenziale, tanto da aumentare di due miliardi di unità nei prossimi 40 anni. Si deduce da ciò quanto sia importante ricercare soluzioni innovative e sostenibili volte all’incremento della produzione alimentare, preservando allo stesso tempo le risorse naturali.<br /> “La domanda di generi alimentari su scala globale è destinata ad aumentare del 70% entro il 2050; l’obiettivo di questo premio giornalistico è proprio quello di riconoscere, in vista di Expo2015, il ruolo fondamentale che può giocare una corretta informazione sul tema dell’innovazione sostenibile in agricoltura, ragionando sulle possibili soluzioni concrete per la lotta alla fame nel mondo. – afferma Andrea Barella, Presidente di Agrofarma – Un esempio efficace di innovazione è dato dall’utilizzo dei mezzi tecnici; gli agrofarmaci, ad esempio, svolgono un ruolo chiave per incrementare la produzione alimentare, garantendo raccolti migliori, quantitativamente soddisfacenti e a prezzi accessibili”.</p> <p>La seconda edizione del Premio si è svolta nel corso del biennio 2012-2013 e ha visto l’assegnazione dei premi a giornalisti de Il Corriere della Sera (Danilo Taino), L’Espresso (Agnese Codignola), Il Giornale (Riccardo Cascioli), premiati nell’ambito di un evento promosso da Agrofarma in occasione della Giornata mondiale dell’Alimentazione, svoltosi all’interno della cornice del “Salone della Ricerca, Innovazione e Sicurezza Alimentare” di Milano. </p> <p>La terza edizione, invece, vedrà la premiazione dei giornalisti nel 2015, nella cornice milanese di Expo.</p> <p>Tutti gli articoli pubblicati nel periodo che va dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2014 saranno vagliati da una Giuria presieduta da Mario Pappagallo, capo servizio del Corriere della Sera, e composta da esponenti della Fondazione Umberto Veronesi, di Confindustria, dell’UNAMSI e di Expo2015.</p> <p>Il bando è consultabile sulla pagina Facebook ufficiale del Premio:<br /> <a href="http://www.facebook.com/pages/Premio-Giornalistico-Agrofarma/104717842893072">http://www.facebook.com/pages/Premio-Giornalistico-Agrofarma/104717842893072</a></p> <p>Per inviare la propria autocandidatura scrivere alla segreteria del Premio:<br /> <a href="mailto:premiogiornalistico@mslworldwide.com">premiogiornalistico@mslworldwide.com</a></p> http://www.federchimica.it/Libraries/Loghi_TES_2011/Energice.sflb/14-07-13/premio_agrofarma_agricoltura_sostenibile_e_lotta_alla_fame_nel_mondo.aspx http://www.federchimica.it/Libraries/Loghi_TES_2011/Energice.sflb/14-07-13/premio_agrofarma_agricoltura_sostenibile_e_lotta_alla_fame_nel_mondo.aspx 38d4fbbf-cc72-4feb-a089-ce19731ea1f2 Sun, 13 Jul 2014 15:09:00 GMT Cnr, nuovo metodo per produrre energia pulita da C02 <p>E’ italiana una scoperta che potrebbe avere implicazioni importantissime per la riduzione dell’anidride carbonica e la produzione di energia rinnovabile. Si tratta della conversione di CO2  in acido lattico, brevettata dall’Istituto di chimica biomolecolare del Cnr di Pozzuoli e pubblicato su International Journal of Hydrogen Energy e ChemSusChem.</p> <p>Una scoperta degli scienziati del CNR di Pozzuoli, potrebbe rappresentare uno strumento per fronteggiare il pericoloso aumento di CO2 nell’atmosfera.<br /> Il nuovo metodo biotecnologico utilizza un batterio, Thermotoga neapolitana, in grado di produrre idrogeno dalla fermentazione dei rifiuti organici, convertendo la CO2. Per questo, spiega il CNR in un comunicato, si avrebbe un triplice vantaggio dallo sfruttamento dell’attività di questo batterio, l’utilizzo dei rifiuti, la produzione di idrogeno, la riduzione di CO2.</p> <p>“Il metodo per la produzione di biogas è chiamato Clf, Capnophilic Lactic Fermentation, e si avvale di un batterio estremofilo (cioè che vive e prolifera in condizioni ambientali estreme), la Thermotoga neapolitana, che cresce a 80 gradi nelle solfatare marine a largo del litorale Flegreo”, spiega Angelo Fontana che ha coordinato il team.</p> <p>“Le cellule della Thermotoga si comportano da micro reattori in grado di produrre idrogeno da fermentazione di substrati organici, inclusi materiale di scarto dell’industria agro-alimentare, permettendone una trasformazione in energia pulita.</p> <p>“Clf rappresenta un inedito metodo che consente di avere simultaneamente tre vantaggi: la produzione di energia pulita, la cattura dell’anidride carbonica e il recupero di materiali di scarto”, prosegue il ricercatore dell’Icb-Cnr. “Il metabolismo del batterio prendendo CO2 e acido acetico rilascia acido lattico con la completa eliminazione della CO2, inoltre, al contrario dei classici meccanismi di fissazione autotrofa, come ad esempio la fotosintesi, non comporta sintesi di composti del metabolismo cellulare. Anzi, l’utilizzo di anidride carbonica stimola la velocità di fermentazione determinando un miglioramento della produzione di idrogeno da cui potrebbe essere direttamente ottenuta energia elettrica”.</p> <p>“L’obiettivo del lavoro attualmente in corso è scientifico, ma i risultati aprono ora la possibilità dell’applicazione industriale della Capnophilic Lactic Fermentation, considerando che per la sola produzione di acido lattico esiste un mercato mondiale stimato in circa 1.200 milioni di dollari nel 2010”, conclude Fontana. “La produzione biologica di idrogeno mediante fermentazione batterica di substrati organici, incluso molti materiali di scarto, è una tematica scientifica caldissima e di grande prospettiva per la produzione di energia da fonti rinnovabili”.</p> <p>Ed è proprio di questi giorni la notizia che la NASA ha lanciato in orbita il satellite OCO-2 per monitorare con estrema precisione la presenza di CO2 sulla Terra. Il problema dei cambiamenti climatici e delle emissioni in atmosfera di CO2, è ritenuto da alcuni scienziati la grande sfida della nostra era.</p> <p>Fonte Gaianews.it </p> http://www.federchimica.it/Libraries/Loghi_TES_2011/Energice.sflb/14-07-07/cnr_nuovo_metodo_per_produrre_energia_pulita_da_c02.aspx http://www.federchimica.it/Libraries/Loghi_TES_2011/Energice.sflb/14-07-07/cnr_nuovo_metodo_per_produrre_energia_pulita_da_c02.aspx 90c40481-0fa1-4041-a1e4-874e4025c7d8 Mon, 07 Jul 2014 07:00:00 GMT Ricercatori italiani svelano il genoma degli agrumi <p>Un consorzio internazionale (International Citrus Genome Consortium' comprendente ricercatori di Italia, Usa, Francia, Brasile, ha pubblicato sulla rivista “Nature Biotechnology” la sequenza completa del genoma di clementine e quella di altri sette agrumi, comprendenti specie e varietà appartenenti a pomelo, arancio e mandarino. </p> <p>La partecipazione italiana al consorzio - informa il CRA, consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura – è stata resa possibile grazie al progetto Citrustart, finanziato in Italia nel 2009 dal Ministero delle Politiche Agricole. Hanno partecipato al progetto l'Istituto di Genomica Applicata (Iga), l'Università di Udine e la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. </p> <p>"L'utilizzo delle nuove tecnologie di sequenziamento ad alta processività, insieme alla sequenza di alta qualità ottenuta per il clementine con le tecnologie tradizionali, ha permesso non soltanto di descrivere in dettaglio il contenuto in geni (circa 25000) del clementine ma soprattutto - sottolinea il Cra - di ricostruire come a partire da un numero limitato di specie ancestrali selvatiche (pomelo, citrus maxima e mandarino citrus reticulata) si siano ottenute con una serie di incroci le specie oggi più largamente utilizzate dall'uomo ai fini alimentari". </p> <p>L'arancia dolce (quella di norma consumata sulle nostre tavole) e l'arancia amara, altresì detta di Siviglia (quella tanto apprezzata dagli inglesi per preparare la famosa 'marmalade' o confettura di arance amare), sono entrambe derivate da mandarino e pomelo; mentre l'arancia amara - spiega l'ente di ricerca  - è un ibrido semplice che ha avuto il pomelo come madre e il mandarino come padre, l'arancia dolce è invece il risultato di uno schema di incrocio, non si sa se naturale o artificiale, ben più complesso in cui un iniziale ibrido fra pomelo e mandarino è stato nuovamente incrociato con il pomelo ed infine ancora con il mandarino. </p> <p>L’aver compreso l'origine delle attuali specie coltivate potrà in futuro servire ad indirizzare i programmi di miglioramento genetico per l'ottenimento di nuove varietà migliorate da un punto di vista qualitativo e nei riguardi della resistenza alle malattie.</p> <p>Fonte: Biotech.com</p> http://www.federchimica.it/Libraries/Loghi_TES_2011/Energice.sflb/14-07-07/ricercatori_italiani_svelano_il_genoma_degli_agrumi.aspx http://www.federchimica.it/Libraries/Loghi_TES_2011/Energice.sflb/14-07-07/ricercatori_italiani_svelano_il_genoma_degli_agrumi.aspx 9960b9db-0e69-48c5-b0b0-464b9741c1f1 Mon, 07 Jul 2014 07:00:00 GMT Lavoro: semplificare contratto collettivo è la formula per la competitività <p>"Dobbiamo rendere il Contratto collettivo uno strumento ancor più moderno e incisivo, semplificarlo puntando sulla qualità dei suoi contenuti". Lo ha detto Cesare Puccioni, Presidente di Federchimica, all'Assemblea dell'Associazione rivolgendosi alle organizzazioni sindacali, Puccioni ha sottolineato il bisogno di "un sindacato forte e unitario" e di relazioni industriali che devono trovare "la formula che faccia crescere la produttività rafforzando l'impresa e la sua occupazione. Una formula - afferma Puccioni - che consegneremo al nostro sistema nel rinnovo contrattuale del prossimo anno", ha concluso il Puccioni.</p> <p>"Le relazioni industriali devono essere un fattore di competitività". È quanto ha affermato il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, a commento di Puccioni, a conclusione dell'Assemblea di Federchimica. Secondo Squinzi "siamo impegnati a rivedere in questa logica le regole della contrattazione, il contratto collettivo dovrà governare questa riforma con scelte funzionali a realizzare una contrattazione aziendale realmente e totalmente correlata all'andamento economico e alla produttività". Rivolgendosi agli industriali chimici in sala, Squinzi ha sottolineato che "l'innovazione, anche nella contrattazione, è nel DNA della chimica. Mi auguro, e so che non mi deluderete, che anche in questa occasione saprete trovare, nel rinnovo contrattuale del prossimo anno, la formula giusta".</p> http://www.federchimica.it/Libraries/Loghi_TES_2011/Energice.sflb/14-06-23/lavoro_semplificare_contratto_collettivo_è_la_formula_per_la_competitività.aspx http://www.federchimica.it/Libraries/Loghi_TES_2011/Energice.sflb/14-06-23/lavoro_semplificare_contratto_collettivo_è_la_formula_per_la_competitività.aspx 7cf7cca3-bdf1-46ac-a838-fc829ee1fbf4 Mon, 23 Jun 2014 16:20:33 GMT Logistica: necessaria una riforma per la sicurezza <p>La logistica e i trasporti sono un settore strategico per la chimica: incidono annualmente per oltre 5 miliardi di euro sul conto economico delle imprese chimiche, che movimentano quasi 38 milioni di tonnellate di sostanze e prodotti chimici, di cui il 58% sono classificati come “Pericolosi”. Questi i dati presentati nel corso dell'Assemblea annuale di Federchimica da parte del Presidente Cesare Puccioni rivolgendosi a Maurizio Lupi, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.</p> <p>"E’ fondamentale che nella politica infrastrutturale in Italia sia adottata una razionalizzazione delle strutture logistiche - ha chiesto Puccioni al Ministro - che deve riguardare anzitutto il trasporto marittimo. In Italia esistono 24 Autorità Portuali, le cui procedure e decisioni operative devono essere armonizzate e coordinate". </p> <p>Un milione di container l’anno preferisce il transito nei porti del Nord Europa ai porti italiani, anche per merci provenienti o destinate a imprese che operano in Italia, perché i tempi di sdoganamento sono certi e i meccanismi burocratici garantiti dagli scali nordeuropei sono assai più fluidi dei nostri. </p> <p>Per quanto riguarda i trasporti via terra, va considerato che la frequenza degli incidenti ferroviari è minima rispetto a quelli stradali e l’impatto ambientale (in termini di emissioni di CO2) è decisamente minore. </p> <p>La “razionalizzazione” adottata dal Gruppo FS ha, invece, di fatto obbligato le imprese a riprendere l’utilizzo del sistema stradale: le merci pericolose trasportate per ferrovia sono diminuite del 16%. <br /> Gli scali ferroviari nel Paese prima del 2000, oltre un migliaio, sono scesi a 227, di cui solo 67 abilitati al trasporto di “Merci Pericolose”. <br /> L’abolizione, nel 2010, da parte di Trenitalia del cosiddetto “Traffico Diffuso” (il trasporto di merci con carri singoli favorevole, principalmente, alle PMI) delle Merci Pericolose ha fatto sì che, ogni anno, si siano riversate sulle strade circa 3 milioni di tonnellate di Merci Pericolose in più, pari a 75mila automezzi. </p> <p>Il trasporto di Treni Completi non è economicamente sostenibile per il tessuto industriale chimico in Italia, costituito essenzialmente da PMI che hanno, invece, la necessità di approvvigionarsi di piccoli quantitativi di materie prime. </p> <p>E’ necessaria una riforma, che indichi una scelta sul ruolo dei trasporti nel rilancio dell’industria italiana e di quella chimica in particolare, individuare i vincoli esistenti e i modelli europei di riferimento, intervenire con decisione avendo in mente certamente la sicurezza ma anche la competitività. </p> http://www.federchimica.it/Libraries/Loghi_TES_2011/Energice.sflb/14-06-23/logistica_necessaria_una_riforma_per_la_sicurezza.aspx http://www.federchimica.it/Libraries/Loghi_TES_2011/Energice.sflb/14-06-23/logistica_necessaria_una_riforma_per_la_sicurezza.aspx 859748ce-61c0-4c24-8efb-f0a1b676c742 Mon, 23 Jun 2014 12:00:00 GMT PUCCIONI RIELETTO PRESIDENTE DI FEDERCHIMICA <p>“L’industria chimica è pronta a ripartire e a trainare la ripresa, come modello di sviluppo e fornitore di soluzioni irrinunciabili per l’innovazione tecnologica”. Così Cesare Puccioni, rieletto lunedì 23 giugno Presidente degli industriali chimici fino al 2017, nel corso dell’Assemblea annuale di Federchimica.<br /> Secondo Puccioni l’industria chimica: “possiede un incredibile patrimonio di imprenditorialità, tecnologia, risorse umane, creatività, e ha resistito tenacemente alla crisi”. </p> <p>Alcuni dati a conferma: </p> <p>-l’incidenza delle sofferenze sui prestiti bancari è la più bassa nel panorama industriale italiano, pari al 5,5%, a fronte del 17% della media industriale;</p> <p>-con il crollo di oltre il 20% del mercato interno, dal 2008 l’export è cresciuto a una velocità doppia rispetto alla media manifatturiera: +14% rispetto al +7%;</p> <p>-con quasi 28 miliardi di euro di export, la chimica è diventata il secondo settore esportatore italiano, seconda soltanto alla meccanica strumentale;  </p> <p>-moltissime imprese chimiche sono fortemente orientate ai mercati esteri: il 37% delle imprese esporta più del 50% di quanto produce;  </p> <p>-quasi tutti i gruppi italiani medio-grandi sono molto internazionalizzati: la loro quota di produzione all’estero è pari al 41% ed è cresciuta di ben 7 punti percentuali dal 2008; sono oltre 130 le imprese chimiche dotate di impianti di produzione all’estero, il 70% di queste sono PMI: segno che anche queste imprese hanno scelto la strada dell’internazionalizzazione produttiva; </p> <p>-l’Italia è all’avanguardia tecnologica in un ambito di frontiera come la “chimica da fonti rinnovabili”, dove sono presenti imprese nazionali con rilevanti capacità di ricerca e di investimento; </p> <p>-l’industria chimica sa innovare anche sul fronte delle risorse umane: ogni anno il 40% dei dipendenti chimici partecipa ad attività di formazione aziendale rispetto al 25% della media nazionale. </p> <p>“Da anni stiamo gestendo l’emergenza e ora siamo pronti a spiccare il volo, ma abbiamo bisogno di un contesto esterno migliore. Senza le riforme, a partire da quella della Pubblica Amministrazione, molte delle nostre imprese potrebbero non farcela.</p> <p>Sia chiaro, non vogliamo meno controlli, ma la chimica deve essere regolamentata in modo semplice, chiaro e stabile, con un’amministrazione al servizio delle imprese e non contro di esse. <br /> Salute, sicurezza e protezione dell'ambiente - ha proseguito Puccioni - sono garantite da più di 1.900 normative a livello europeo e dall'impegno profuso dalle imprese chimiche per rispettare le norme: basti pensare che oggi l’operato di 3 nostri ricercatori su 10 è assorbito dall’attività di regolamentazione”.</p> <p>“Lo shale gas ha rivoluzionato lo scenario energetico, generando un significativo svantaggio di costo per l'Europa. Il costo dell'energia – ha aggiunto Puccioni - è il più grave fattore di chiusura e delocalizzazione degli impianti chimici: le nostre imprese non possono sostenere un divario di costo del 30%, che si scarica su una marginalità in molti casi già compressa. </p> <p>Abbiamo cercato di compensare il gap competitivo grazie ad un enorme sforzo sul fronte dell'efficienza energetica e potendo contare su alcuni sgravi, peraltro presenti in tutti i Paesi europei.<br /> Non è pensabile ridurre il costo dell'energia a carico delle piccole e medie imprese a scapito dei grandi consumatori. Significherebbe andare nella direzione opposta all’obiettivo di difendere gli investimenti in Italia e possibilmente attrarne di nuovi”.</p> <p>Due interventi sono particolarmente urgenti per il settore: gestione dei rifiuti e bonifiche. “Il SISTRI - secondo Puccioni - è un sistema di tracciabilità dei rifiuti pericolosi sconosciuto in tutti gli altri Paesi europei. In 5 anni 24 provvedimenti legislativi con innumerevoli modifiche, 7 rinvii e il sistema non è ancora pienamente funzionante. Va semplificato e corretto per essere reso applicabile, senza oneri aggiuntivi per le imprese.</p> <p>“In Italia - ha proseguito Puccioni - è obbligatorio bonificare un terreno che in tutti gli altri Paesi europei è considerato normale. Le soglie sono, infatti, molto più basse, al punto che talvolta non esistono nemmeno strumentazioni adeguate per misurarle. E’ indispensabile facilitare le bonifiche invece di renderle inattuabili!</p> <p>“Anche l’Europa, purtroppo, ha assunto posizioni incomprensibili, ad esempio sulla politica climatica, sull’ambiente e sulla salute pubblica. L’impianto istituzionale europeo è talmente complesso che si presta facilmente a togliere responsabilità a chi le norme le discute e, infine, le adotta. Se realmente vogliamo che il settore manifatturiero torni entro il 2020 a rappresentare il 20% del PIL europeo serve maggiore chiarezza, trasparenza e soprattutto consapevolezza del Legislatore europeo sulle implicazioni concrete di scelte politiche sbagliate.<br /> La Presidenza italiana del Consiglio dei Ministri UE che sta per iniziare potrà dare già una prima risposta e indirizzare le politiche europee future” ha concluso Puccioni.</p> <p>All’assemblea di Federchimica hanno preso parte Antonio Tajani Vicepresidente della Commissione europea e Commissario per l’industria e l’imprenditoria, Maurizio Lupi Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Roberto Maroni Presidente della Regione Lombardia e Alberto Quadrio Curzio Vicepresidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei.<br /> Ha concluso i lavori l’intervento di Giorgio Squinzi, Presidente di Confindustria.</p> http://www.federchimica.it/Libraries/Loghi_TES_2011/Energice.sflb/14-06-23/puccioni_rieletto_presidente_di_federchimica.aspx http://www.federchimica.it/Libraries/Loghi_TES_2011/Energice.sflb/14-06-23/puccioni_rieletto_presidente_di_federchimica.aspx 7a3846db-25d9-43bb-a19d-60b1aa56dcf8 Mon, 23 Jun 2014 12:00:00 GMT La chimica resiste e comincia a dare segnali di crescita. Bene l'export <p>Ecco in sintesi i dati presentati nella nota congiunturale di Federchimica nel corso dell'Assemblea annuale. Il documento completo è disponibile nella sezione <a href="[Sitefinity]a1e97c51-43ca-4310-b484-97cab47f31c8">Dati e Analisi</a>.</p> <p>La produzione chimica in Italia mostra un consistente rialzo, +2.9% nel primo quadrimestre su base annua, e conferma un andamento più favorevole rispetto alla media manifatturiera nazionale (+1.6%). </p> <p>Finalmente la domanda interna di chimica offre i primi spunti di crescita, +1.0% in volume, ma il ritmo rimane complessivamente lento e non mostra chiari segnali di accelerazione. Tra i principali clienti, non si arresta la caduta delle costruzioni e i consumi finali rimangono deboli. </p> <p>L’export chimico italiano si conferma in espansione (+4% in volume, +1.5% in valore) e spicca la performance della chimica fine e specialistica in crescita del 4.5% in valore dopo il risultato già brillante dello scorso anno (+3.7%). Dal 2007 l’export è cresciuto ad un ritmo doppio rispetto alla media industriale (+14% contro +7%), portando la chimica ad affermarsi quale secondo settore esportatore italiano dopo la meccanica. </p> <p>Si prevede che, dopo il marcato recupero di inizio d’anno amplificato dalla ricostituzione delle scorte, la produzione chimica in Italia proseguirà la risalita e chiuderà il 2014 con una crescita pari al 2% circa dopo il -1.8% dello scorso anno. </p> <p>Potrà così lasciarsi alle spalle la fase più dura della recessione le cui conseguenze continueranno, tuttavia, a farsi sentire soprattutto per le imprese chimiche dipendenti dal mercato interno. La crisi ha comportato la chiusura di migliaia di imprese clienti e il definitivo ridimensionamento di importanti settori utilizzatori italiani con alcuni strascichi ancora in corso. </p> <p>Il settore chimico è riuscito complessivamente a tenere – come testimonia l’incidenza delle sofferenze sui prestiti bancari più bassa di tutto il panorama industriale italiano (5.5%) – allo stesso tempo rinnovandosi e cambiando pelle. Un nucleo consistente di imprese si va emancipando dal mercato domestico, spesso poco dinamico e remunerativo: il 37% deriva oltre la metà del fatturato dalle esportazioni e oltre 130 possiedono stabilimenti produttivi all’estero. </p> http://www.federchimica.it/Libraries/Loghi_TES_2011/Energice.sflb/14-06-23/la_chimica_resiste_e_comincia_a_dare_segnali_di_crescita_bene_l_export.aspx http://www.federchimica.it/Libraries/Loghi_TES_2011/Energice.sflb/14-06-23/la_chimica_resiste_e_comincia_a_dare_segnali_di_crescita_bene_l_export.aspx 34d3aa71-54a2-4662-8b30-30e53674a128 Mon, 23 Jun 2014 12:00:00 GMT SISTRI: sistema penalizzante e anomalia solo italiana <p>SISTRI è il “Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti”, che nasce nel 2009 su iniziativa del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e la cui gestione è stata affidata al Comando dei Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente. </p> <p>Il Sistema è stato istituito con il duplice obiettivo di: </p> <p>- sostituire il vigente sistema cartaceo di gestione dei rifiuti (costituito da Registro di carico e scarico, Formulario di identificazione dei rifiuti e Modello unico di dichiarazione ambientale - MUD) passando ad una gestione informatica della documentazione, attraverso l’utilizzo – da parte dei soggetti obbligati – di uno o più token USB, equipaggiati con un software per l’autenticazione e la firma elettronica, e di una cosiddetta "black box", da montare sugli automezzi adibiti al trasporto dei rifiuti per tracciarne i movimenti;  </p> <p>- garantire un maggior controllo della movimentazione dei rifiuti speciali (in particolare i rifiuti prodotti da attività industriali e artigianali e da attività di recupero e smaltimento). </p> <p>SISTRI è nato ufficialmente con il DM 17 dicembre 2009 (ora sostituito e abrogato dal DM 52/2011), che è entrato in vigore il 14 gennaio 2010. <br /> All’inizio la normativa prevedeva l’assoggettamento di tutte le imprese, grandi e piccole, che producono, trasportano o recuperano/smaltiscono rifiuti speciali, sia pericolosi che non pericolosi. </p> <p>Dal lontano gennaio 2010, sono intervenuti 24 provvedimenti a modificare le disposizioni relative al SISTRI e 7 rinvii della partenza dell’operatività del Sistema. A testimonianza del fatto che il SISTRI, fin dall’inizio, ha presentato numerose criticità e ostacoli per l’utilizzo da parte delle imprese. </p> <p><strong>Qual è il quadro oggi?</strong> <br /> Innanzitutto ora l’uso di SISTRI è obbligatorio solo per i rifiuti pericolosi e sono esclusi i “piccoli” produttori di rifiuti (fino a 10 dipendenti). <br /> Inoltre, è stata definita una partenza scaglionata per l’uso del Sistema: trasportatori e gestori di rifiuti hanno iniziato ad usare il SISTRI dal 1° ottobre 2013, i produttori dal 3 marzo 2014. <br /> Va evidenziato che, per assicurare una sorta di “fase di sperimentazione”, le sanzioni relative a SISTRI saranno applicabili dal 1° gennaio 2015 e che ad oggi il sistema sanzionatorio è riferito ai registri di carico e scarico e ai formulari di trasporto (tutt’ora da compilare, in parallelo a SISTRI). <br /> <br /> <strong>Allora è tutto a posto per le imprese? <br /> </strong>No, i problemi per le imprese sussistono ancora e non sono trascurabili. <br /> Innanzitutto va evidenziato che il primo ostacolo è rappresentato da una normativa assai articolata e complessa, che rende difficile per le imprese comprendere quali sono gli adempimenti vigenti cui ottemperare e quali sono soggetti sono tenuti a tali obblighi. <br /> Inoltre l’applicazione di SISTRI solo ai rifiuti pericolosi e solo ad alcuni soggetti, se da un lato ha ridotto il numero di operatori coinvolti, dall’altro ha reso necessario per i soggetti obbligati un raddoppio degli oneri di gestione dei rifiuti (differenziazione tra rifiuti pericolosi e non pericolosi, doppia registrazione per i rifiuti pericolosi fino al 31 dicembre 2014). <br /> Infine, ma non ultimo, sono ancora numerose le modifiche ad apportare al Sistema per renderlo aderente alle esigenze operative delle imprese. </p> <p>Sono semplificazioni che richiedono la modifica del quadro informatico e alcune modifiche del quadro regolamentare. Sostanzialmente esse costituiscono un rimedio a difetti progettuali, dovuti alla scarsa considerazione iniziale data alle esigenze degli utilizzatori obbligati a utilizzare il SISTRI. </p> http://www.federchimica.it/Libraries/Loghi_TES_2011/Energice.sflb/14-06-23/sistri_sistema_penalizzante_e_anomalia_solo_italiana.aspx http://www.federchimica.it/Libraries/Loghi_TES_2011/Energice.sflb/14-06-23/sistri_sistema_penalizzante_e_anomalia_solo_italiana.aspx f0c2f352-5ad3-44fa-b698-09d67e1fb4fc Mon, 23 Jun 2014 12:00:00 GMT