WebMagazine Web Magazine di Federchimica http://www.federchimica.it/DALEGGERE/WebMagazine.aspx http://backend.userland.com/rss Al via dal 6 al 12 ottobre la European biotech week. Previsti 100 eventi in Italia <p>48 convegni, 11 laboratori, un’intera giornata di Porte Aperte a cui hanno aderito 26 realtà operanti nel settore delle biotecnologie. E ancora mostre, spettacoli, corsi di formazione e flash mobs. In totale 31 città coinvolte. È la Settimana europea del biotech coordinata da Assobiotec, l’Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie, che fa parte di Federchimica. </p> <p>Dal 6 al 12 ottobre l’Europa celebrerà la seconda edizione della European Biotech Week (EBW). Una intera settimana per raccontare le biotecnologie nei loro diversi settori di applicazione. Assobiotec è il partner italiano della manifestazione e il promotore di numerose iniziative su tutto il territorio nazionale, volte a promuovere il ruolo delle biotecnologie nel miglioramento della qualità della vita. </p> <p>“Presentiamo oggi una settimana ricca di iniziative finalizzate a coinvolgere il più ampio numero di attori e platee di diversa natura. Un percorso che coinvolgerà tutto il territorio nazionale focalizzandosi di volta in volta sulle diverse applicazioni delle biotecnologie”, ha commentato Alessandro Sidoli, Presidente di Assobiotec, descrivendo l’evento alla conferenza stampa di annuncio. <br /> “Il nostro augurio – ha dichiarato Sidoli – è di contribuire ad aumentare la consapevolezza del pubblico e l'attenzione delle Istituzioni sull’impatto positivo che le biotecnologie hanno, e avranno sempre di più, su tutti gli aspetti della vita dell’uomo, dalla salute, all'alimentazione e all'ambiente, nonché come leva di sviluppo dell'economia del nostro Paese, in termini di competitività, valorizzazione, crescita e creazione di nuovi posti di lavoro altamente qualificati. Secondo uno studio dell’Università di Berkeley, in California, ogni nuovo addetto nel settore biotech ne genera 5 nell’indotto, a fronte di 1,6 nei settori tradizionali”. </p> <p>“Per tutti questi motivi – ha concluso il Presidente di Assobiotec – voglio ribadire anche in questa occasione quanto sia necessario un impegno stabile e coerente da parte del governo per favorire la crescita e la competitività delle nostre imprese, che si caratterizzano per un’alta intensità di investimenti in Ricerca e Sviluppo. Abbiamo tre proposte concrete sempre sul tavolo: 1. Introdurre 2 meccanismi di credito di imposta per le spese in R&amp;S certi, selettivi e stabili nel tempo, con aliquote adeguate per la ricerca in house. 2. Detassare o ridurre gli utili derivanti dalla cessione di diritti di proprietà intellettuale. 3. Riconoscere alle nostre imprese lo status di Impresa Innovativa, favorendo le imprese che maggiormente investono e creano innovazione. Assobiotec è pronta a dare il proprio contributo per realizzare entro la fine di quest’anno, nell’ambito della Presidenza italiana dell’UE, un Piano strategico nazionale per le biotecnologie e la bioeconomia, che già oggi vale in Europa, secondo i dati forniti dall’UE, 2mila miliardi di euro e dà occupazione a 22 milioni di persone”. </p> <p>L’edizione italiana della European Biotech Week ha ricevuto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e il patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e di numerosi enti territoriali, Regioni, Provincie, Comuni. </p> <p>Tra i partner italiani di progetto che hanno dato il loro supporto nella costruzione di questo viaggio italiano nel mondo delle biotecnologie si annoverano: l’Acquario e Civica Stazione Idrobiologica di Milano, l’IFOM, l’AFI (Associazione Farmaceutici Industria), l’ANBI (Associazione Nazionale Biotecnologi Italiani), il Bioindustry Park del Canavese, Toscana Life Sciences, il Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze per la Vita (CNBBSV), il Comune di Napoli, il CNR, l’ENEA, E&amp;Y, Bergamoscienza, la Fondazione Marino Golinelli, K.I.T.E, l’Istituto Superiore di Sanità, il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano, il MUSE di Trento, la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, Netval, Novartis, Abbvie, Clonit, Virostatics, Anallergo, Molmed, il Parco Tecnologico Padano, il Polo Ligure delle Tecnologie Medicali (POLITECMED), ScienzAttiva, Si4Life Polo - regionale Ricerca e Innovazione - Area Scienze della vita, Tecnobionet, Porto Conte Ricerche, Sardegna Ricerche, Telethon, UNIAMO, l’Università degli Studi di Milano, l’Università degli Studi di Torino, l’Università degli Studi dell’Insubria, Università degli Studi di Padova, l’Università degli Studi di Sassari, l’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù, il Policlinico Gemelli di Roma, l’ITA (Italian Trade Agency), Technapoli, La Stazione Zoologica Anton Dohrn e Women and Technologies. </p> <p >Il programma completo della EBW è su l sito <a href=" http://assobiotec.federchimica.it/Libraries/documentiPdf/Programma_EBW_WEB.sflb.ashx">assobiotec.it</a></p> <p>E' possinile seguire l'evento su facebook: <a href="http://www.facebook.com/AssobiotecIT">www.facebook.com/AssobiotecIT</a> e su Twitter #ebw_it  #biotechweek</p> <p>&nbsp;</p> http://www.federchimica.it/daleggere/WebMagazine/14-09-22/al_via_dal_6_al_12_ottobre_la_european_biotech_week_previsti_100_eventi_in_italia.aspx http://www.federchimica.it/daleggere/WebMagazine/14-09-22/al_via_dal_6_al_12_ottobre_la_european_biotech_week_previsti_100_eventi_in_italia.aspx 92f56d6e-be49-4a12-aabd-6c07ef747924 Mon, 22 Sep 2014 13:50:52 GMT Come sono nati gli elementi chimici? Una spiegazione dalle stelle <p>Idrogeno, elio e un po’ di litio. Erano solo questi gli elementi presenti nell’Universo 14 miliardi di anni fa, subito dopo il Big Bang. Come si è arrivati quindi agli oltre cento elementi che si trovano oggi in natura? Per scoprirlo, alcuni dei più avanzati laboratori di fisica americani hanno deciso di unire le forze, in un nuovo progetto che ha già ricevuto oltre 11,4 milioni di dollari di fondi dalla National Science Foundation americana: ripercorrere l’evoluzione degli elementi chimici presenti nell’Universo, studiando eventi astronomici come l’esplosione delle supernove.</p> <p>Nel corso della sua vita il nucleo di una stella trasforma costantemente elementi semplici, come elio e idrogeno, in elementi più complessi, come carbonio e ossigeno. Questi vengono poi disseminati nel Cosmo quando la stella termina il suo ciclo vitale ed esplode, trasformandosi in una supernova. Gli elementi chimici così creati si trovano quindi a vagare per il cosmo, fino a quando non vengono utilizzati da nuove stelle, in un ciclo continuo che rende ogni nuova generazione di corpi celesti ricca di elementi sempre più pesanti e complessi. È per questo che studiando le stelle più antiche gli scienziati sperano di comprendere i processi che hanno portato alla nascita di quelle attuali, come il nostro Sole.</p> <p>“I traccianti chimici che possiamo osservare in stelle molto antiche rappresentano una testimonianza “fossile” dell’evoluzione chimica dell’Universo, e possono aiutarci a comprendere come la natura abbia creato, passo dopo passo, gli elementi presenti oggi”, spiega Hendrik Schatz, ricercatore del National Superconducting Cyclotron Laboratory (Nscl) della Michigan State University che parteciperà al nuovo studio. “Quello che vogliamo fare quindi è scoprire un numero sempre maggiore di questi fossili chimici attraverso le nostre osservazioni astronomiche”.</p> <p>Una volta ottenuti i dati, i ricercatori progettano di studiare in laboratorio le reazioni nucleari che avvengono all’interno delle stelle, grazie agli apparecchi di nuova generazione presenti in strutture come quelle dell’Nscl. Oltre alle stelle tradizionali, il progetto prevede di ricreare le condizioni presenti all’interno delle cosiddette stelle a neutroni, misteriosi corpi celesti super densi che si formano dal collasso del nucleo di una stella dopo la sua esplosione. “Il nostro obbiettivo è studiare le reazioni che danno via alle esplosioni della superficie – continua Schatz – e determinare le caratteristiche della materia esotica che costituisce l’interno delle stelle a neutroni”.</p> <p>Raccolti i risultati delle analisi astronomiche e degli esperimenti, la fase finale del progetto prevede l’inserimento dei dati ottenuti all’interno di modelli computerizzati, con cui i ricercatori vogliono generare una mappa virtuale che tracci l’evoluzione di una galassia simile alla nostra Via Lattea.</p> <p>Fonte: wired.it</p> http://www.federchimica.it/daleggere/WebMagazine/14-09-17/come_sono_nati_gli_elementi_chimici_una_spiegazione_dalle_stelle.aspx http://www.federchimica.it/daleggere/WebMagazine/14-09-17/come_sono_nati_gli_elementi_chimici_una_spiegazione_dalle_stelle.aspx f3cc737b-4134-4bfb-b696-38ad27ebea82 Wed, 17 Sep 2014 13:40:11 GMT Assistenza sanitaria integrativa e SSN: una integrazione da condividere <p>- Da 40.000 associati nel 2004 agli attuali 164.000 e in costante crescita <br /> - 10 anni di attività con un grado di soddisfazione degli iscritti pari a 8.16 punti su una scala da 1 a 10, come emerso dall’indagine commissionata al Centro Ricerche Lexis <br /> - Il 93,9% di aderenti che apprezzano il livello di rimborso delle spese sanitarie garantito <br /> - Uno dei primi Fondi di assistenza sanitaria integrativa del sistema confindustriale </p> <p>Sono solo alcuni dati utili a capire FASCHIM e qual è il valore apportato in termini di welfare sanitario contrattuale, a beneficio dei lavoratori dipendenti e dei loro familiari. Dedicato al comparto chimico, chimico-farmaceutico e affini, oggi FASCHIM ha riunito intorno al tavolo: Federchimica, Farmindustria, Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec, per parlare dei traguardi raggiunti nella sanità integrativa contrattuale e per riflettere sulle eventuali implicazioni derivanti dall’indagine conoscitiva sullo stato del SSN delle Commissioni riunite V (Bilancio) e XII (Affari Sociali) della Camera dei Deputati, approvata il 4 giugno 2014 e in materia di tagli alla spesa pubblica. <br /> <br /> FASCHIM e le sue Parti Sociali sono consapevoli che la sanità pubblica debba ricercare un nuovo modello di integrazione tra pubblico e privato e intendono approfondire l’impatto per i Fondi di assistenza sanitaria integrativa, in termini di maggiori oneri, obblighi e minore libertà e autonomia gestionale di eventuali nuovi modelli. Un rischio paradossale se pensiamo che gli stessi Fondi sono emanazione del CCNL, e quindi va garantita la loro indipendenza, espressione dell’autonomia collettiva e del libero confronto tra le Parti Sociali. Faschim, Federchimica, Farmindustria, Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec, ritengono che l’assistenza sanitaria integrativa debba mantenere la propria indipendenza gestionale e operativa, al fine di poter continuare quell’opera di “benessere sociale” mai venuta meno, anzi rafforzata e ampliata negli ultimi anni caratterizzati da una perdurante crisi. </p> <p>Alcune dichiarazioni:<br /> <br /> Silvano Veronese, Presidente di Faschim<br /> <br /> “Questa iniziativa è un’occasione di valutazione dei risultati raggiunti, frutto di un modello di relazioni industriali “partecipative” e costruttive, elemento distintivo della storia contrattuale della categoria. Il continuo incremento degli iscritti e l’aumento delle prestazioni erogate conferma il forte apprezzamento della nostra base associativa. È in questo contesto che alcune indicazioni, contenute nelle conclusioni della recente indagine parlamentare delle Commissioni riunite 5a e 12a della Camera, in qualche punto riprese anche dal recente “Patto per la salute” sottoscritto dal Governo e Regioni, ci convincono e vanno apprezzate. Altre – che riguardano più da vicino l’assistenza integrativa - ci lasciano alquanto perplessi. L’ipotesi di obbligare Fondi sanitari a garantire specifiche tipologie di prestazioni (oltre a quelle previste dal D.M. del 27/10/2009) incidendo anche sull’autonomia gestionale, potrebbe comportare delle criticità per la stabilità finanziaria dei Fondi sino a un potenziale, e sarebbe un grave errore, disinteresse dei lavoratori ad aderire a questo strumento.” <br /> <br /> <br /> <br /> Cesare Puccioni, Presidente di Federchimica<br /> <br /> “Voglio sottolineare il significato politico di aver costituito, dieci anni fa, Faschim, grazie ad un positivo sistema di relazioni industriali che, in modo lungimirante, ha saputo cogliere per tempo esigenze ed aspettative di tutela della salute dei lavoratori. Il Fondo è un istituto contrattuale e riterrei inopportuno e pericoloso imporre ai fondi, soprattutto quelli di emanazione negoziale, vincoli o limitazioni. Sono sicuro che tanto maggiore sarà la diffusione di tali fondi e la partecipazione dei lavoratori, tanto maggiori saranno i benefici in termini di minori costi per il SSN. I Fondi devono quindi essere sostenuti e decisamente incentivati anche con ulteriori sgravi fiscali.” <br /> <br /> <br /> <br /> Massimo Scaccabarozzi, Presidente di Farmindustria <br /> <br /> “Il Faschim è un fiore all’occhiello del settore chimico-farmaceutico. Primo Fondo sanitario a livello confindustriale con un numero di associati sempre crescente: da 40 mila del 2004 agli attuali 164 mila. Uno strumento, per il benessere dei lavoratori e delle loro famiglie, nato grazie alle buone relazioni tra sindacati e aziende. Successi che vanno consolidati continuando ad assicurare al Faschim una propria autonomia, soprattutto in un momento di veloci cambiamenti economici a livello globale. Un modello virtuoso da tutelare e potenziare - anche per una maggiore competitività delle imprese - con adeguate politiche di agevolazione fiscale che porteranno maggiore efficienza del Servizio Sanitario Nazionale e benefici per le casse dello Stato”. <br /> <br /> <br /> <br /> Emilio Miceli, Segretario Generale Filctem Cgil<br /> <br /> “Il "welfare contrattuale" ha concorso al campo delle rivendicazioni e aperto la strada affinché i contratti nazionali diano una risposta alle nuove e differenziate domande di cura e benessere della persona. Insomma anche con “Faschim” abbiamo intercettato, sostenuto, aiutato per via contrattuale il bisogno di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie che si trovano a dover mettere mano al portafoglio, o perché pagano il ticket o perché pagano la prestazione di un laboratorio privato o di una visita specialistica. Del resto i dati di una ricerca del Censis sulla sanità integrativa sono eloquenti: una coppia con due figli spende mediamente 106 euro al mese per prestazioni di sanità privata che si aggiungono alla quota versata al Servizio sanitario nazionale.” <br /> <br /> <br /> <br /> Sergio Gigli, Segretario Generale Femca Cisl<br /> <br /> “Bilancio positivo ma necessario allargare la platea dei beneficiari” - “A dieci anni dalla sua costituzione, è molto positivo il bilancio di FASCHIM, il Fondo di assistenza sanitaria integrativa del comparto chimico, chimico-farmaceutico e affini, e i numeri sull'incremento degli associati ne sono una chiara dimostrazione. Ma è necessario lavorare per coinvolgere i lavoratori anche di altri settori produttivi e fare un'opera di forte divulgazione e promozione. E, da questo punto di vista, proprio il decennale del Fondo rappresenta una buona occasione utile ai lavoratori e allo stesso Servizio sanitario nazionale”. </p> <p>Paolo Pirani, Segretario Generale Uiltec<br /> <br /> “La missione del sindacato è quella di dare la migliore risposta possibile ai bisogni reali dei lavoratori, e certo la salute e la sanità sono tra i primi, se non i primi, problemi per le famiglie italiane. Ciò è tanto più vero in un tempo in cui la crisi taglia (e sciaguratamente minaccia di tagliare ancora) i fondi alla sanità pubblica, riducendo le tutele universalistiche e scaricando sempre più sulle tasche dei cittadini le spese per la salute. Ed è già di 30,6 miliardi di euro la spesa che annualmente cittadini e famiglie sostengono di tasca propria per la salute, pari all'1,7% del Pil. Da dieci anni abbiamo tentato di dare sostegno ai lavoratori chimici e farmaceutici con Faschim. Con i suoi dieci anni d’attività, con la qualità delle sue prestazioni attestata dai cinquanta nuovi iscritti al giorno, con la trasparenza della propria gestione, Faschim è la migliore dimostrazione che il welfare contrattuale funziona, funziona bene e rappresenta una frontiera che il sindacato deve estendere e difendere, tanto nei confronti del fuoco amico dei massimalismi quanto da quelle voglie di esproprio che la politica sembra manifestare.”</p> http://www.federchimica.it/daleggere/WebMagazine/14-09-16/assistenza_sanitaria_integrativa_e_ssn_una_integrazione_da_condividere.aspx http://www.federchimica.it/daleggere/WebMagazine/14-09-16/assistenza_sanitaria_integrativa_e_ssn_una_integrazione_da_condividere.aspx 5b46ee90-031b-482c-ae22-ad7fcec4e074 Tue, 16 Sep 2014 11:00:00 GMT Premio giornalistico Agrofarma: aperte le candidature <p>Prende il via la terza edizione del Premio giornalistico scientifico “Alimentiamo il nostro futuro, nutriamo il mondo. Verso Expo 2015”, promosso da Agrofarma – Associazione nazionale imprese agrofarmaci che fa parte di Federchimica – sul tema dell’agricoltura sostenibile, per diffondere la maggiore cultura e consapevolezza sulle possibili soluzioni innovative per la lotta alla fame nel mondo. Il premio, patrocinato da Expo 2015 e dall’Unamsi - Unione nazionale medico scientifica d’informazione – vede come garante scientifico la Fondazione Veronesi.</p> <p>Il premio è rivolto a tutti i giornalisti professionisti o pubblicisti iscritti all’Ordine nazionale dei giornalisti e sarà conferito a tre giornalisti che avranno saputo promuovere nel corso del 2014, attraverso la loro opera e il loro impegno divulgativo, un’informazione corretta ed esaustiva sul tema dell’innovazione scientifica per l’agricoltura sostenibile e la lotta alla fame nel mondo. È previsto un premio del valore di 5.000 euro per il primo classificato, di 3.000 euro per il secondo classificato e uno di 2.000 euro per il terzo.</p> <p>In particolare, saranno monitorati e presi in considerazione per il premio articoli in lingua italiana pubblicati sulla stampa quotidiana e/o periodica, nazionale e/o locale, dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2014 che abbiano per argomento i temi stabiliti dal bando. Saranno inoltre considerati, esclusivamente su autocandidatura, anche articoli web, servizi televisivi o radiofonici che avranno per oggetto i medesimi argomenti.</p> <p>Il premio è incentrato su argomenti di primaria importanza per il nostro futuro: come anche l’Onu ha ricordato in più occasioni, la popolazione mondiale è in crescita esponenziale, tanto da aumentare di due miliardi di unità nei prossimi 40 anni. Si deduce da ciò quanto sia importante ricercare soluzioni innovative e sostenibili volte all’incremento della produzione alimentare, preservando allo stesso tempo le risorse naturali.</p> <p>“La domanda di generi alimentari su scala globale è destinata ad aumentare del 70% entro il 2050; l’obiettivo di questo premio giornalistico è proprio quello di riconoscere, in vista di Expo2015, il ruolo fondamentale che può giocare una corretta informazione sul tema dell’innovazione sostenibile in agricoltura, ragionando sulle possibili soluzioni concrete per la lotta alla fame nel mondo – afferma Andrea Barella, presidente di Agrofarma –. Un esempio efficace di innovazione è dato dall’utilizzo dei mezzi tecnici; gli agrofarmaci, ad esempio, svolgono un ruolo chiave per incrementare la produzione alimentare, garantendo raccolti migliori, quantitativamente soddisfacenti e a prezzi accessibili”.</p> <p>La seconda edizione del premio si è svolta nel corso del biennio 2012-2013 e ha visto l’assegnazione dei premi a giornalisti de Il Corriere della Sera (Danilo Taino), L’Espresso (Agnese Codignola), Il Giornale (Riccardo Cascioli), premiati nell’ambito di un evento promosso da Agrofarma in occasione della Giornata mondiale dell’Alimentazione, svoltosi all’interno della cornice del “Salone della Ricerca, Innovazione e Sicurezza Alimentare” di Milano. La terza edizione, invece, vedrà la premiazione dei giornalisti nel 2015, nella cornice milanese di Expo.</p> <p>Tutti gli articoli pubblicati nel periodo che va dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2014 saranno vagliati da una Giuria presieduta da Mario Pappagallo, capo servizio del Corriere della Sera, e composta da esponenti della Fondazione Umberto Veronesi, di Confindustria, dell’Unamsi e di Expo2015.</p> <p>Il bando è consultabile sulla pagina <a href="http://www.facebook.com/pages/Premio-Giornalistico-Agrofarma/104717842893072">Facebook </a>ufficiale del Premio </p> <p>Per inviare la propria autocandidatura scrivere alla Segreteria del Premio: <a href="mailto:premiogiornalistico@mslworldwide.com">premiogiornalistico@mslworldwide.com</a></p> http://www.federchimica.it/daleggere/WebMagazine/14-09-12/premio_giornalistico_agrofarma_aperte_le_candidature.aspx http://www.federchimica.it/daleggere/WebMagazine/14-09-12/premio_giornalistico_agrofarma_aperte_le_candidature.aspx cfa4b8a1-69a4-40bd-8964-fbbda6e646f1 Fri, 12 Sep 2014 07:00:00 GMT Presentazioni di "Io ricordo" a Padova e Venezia per la Notte dei ricercatori <p>La Notte dei Ricercatori è un'iniziativa promossa dalla Commissione Europea fin dal 2005 che coinvolge ogni anno migliaia di ricercatori e istituzioni di ricerca in tutti i paesi europei. L'obiettivo è di creare occasioni di incontro tra ricercatori e cittadini per diffondere la cultura scientifica e la conoscenza delle professioni della ricerca in un contesto informale e stimolante. </p> <p>Gli eventi, che quest'anno si svolgeranno il 26 settembre (con qualche anticipazione nella settimana precedente), prevedono esperimenti e dimostrazioni scientifiche dal vivo, mostre e visite guidate, conferenze e seminari divulgativi, spettacoli e concerti. </p> <p>L'Italia ha aderito da subito all'iniziativa europea con una molteplicità di progetti che ne fanno tradizionalmente uno dei paesi europei con il maggior numero di eventi sparsi sul territorio. Per il 2014 il progetto coinvolge in Italia 5 progetti per un totale di 22 città. </p> <p>Federchimica partecipa alle attività del 2014 organizzate dalle Università di Padova (sabato 20 settembre) e Venezia (venerdì 26 settembre) attraverso gli incontri con Sabina Colloredo autore di "Io ricordo. Se le molecole potessero parlare racconterebbero questa storia". <br /> "Io ricordo" è il libro edito da Carthusia edizioni per Federchimica che propone ai bambini e ai ragazzi dagli 8 ai 12 anni una storia originale che parla di amore e di molecole per avvicinarli alla chimica, e più in generale alla scienza, da un punto di vista emozionale, vicino al loro vissuto. </p> <p>Durante l'incontro di Padova la presentazione sarà accompagnata dalla musica degli allievi dell'Accademia Filarmonica Scuola di Musica di Padova. </p> <p>Per saperne di più: <a href="http://www.chimica.unipd.it/chimica-non-magia/index.htm">Padova 20 settembre</a> - <a href="http://www.unive.it/nqcontent.cfm?a_id=1">Venezia 26 settembre</a></p> <p> </p> http://www.federchimica.it/daleggere/WebMagazine/14-08-26/presentazioni_di_io_ricordo_a_padova_e_venezia_per_la_notte_dei_ricercatori.aspx http://www.federchimica.it/daleggere/WebMagazine/14-08-26/presentazioni_di_io_ricordo_a_padova_e_venezia_per_la_notte_dei_ricercatori.aspx ff77b3f7-25a3-4fd1-bb1f-354edbecf648 Tue, 26 Aug 2014 09:33:00 GMT Al via il progetto “PhD ITalents” <p>I dottori di ricerca entrano in azienda per portare leve altamente qualificate nel mondo del lavoro e intensificare le relazioni fra imprese e università. Ha avuto il via libera del Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica), infatti, il finanziamento del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca destinato al progetto “PhD ITalents” che prevede la selezione di 136 giovani dottori di ricerca da inserire, per un periodo non inferiore ai due anni, in imprese fortemente orientate all’innovazione e alla ricerca. L’iniziativa, che sviluppa un nuovo modello di placement dei dottori di ricerca, è realizzata in stretta collaborazione con la Fondazione della Conferenza dei Rettori delle Università italiane (Crui) e con Confindustria. </p> <p>Il finanziamento totale è di 16.236.000 euro, di cui 11 milioni stanziati dal Miur attraverso il Fondo integrativo speciale per la ricerca e il resto da privati. “Coinvolgere le aziende in questi progetti significa cominciare a gettare le basi per un futuro diverso del nostro paese in cui il dottorato di ricerca non resta più confinato solo in ambito universitario, ma diventa un titolo strategico per assunzioni di alto livello in imprese che vogliono fare innovazione puntando sui nostri giovani ‘cervelli’ - spiega il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini -. Vogliamo trattenere i migliori talenti, dandogli la possibilità di completare la loro formazione d’eccellenza in imprese all’avanguardia”.</p> <p>A seguito della delibera del Cipe sarà stipulato uno specifico Accordo di Programma tra il Miur e i soggetti che hanno proposto il progetto. Saranno coinvolte le più significative esperienze imprenditoriali italiane dei settori di rilevanza strategica individuati dal Piano nazionale per la Ricerca: Energia, Agroalimentare, Patrimonio Culturale, Mobilità Sostenibile, Salute e Scienza della Vita. Il coordinamento, il monitoraggio e la valutazione dell’intero processo saranno garantiti dalla Fondazione Crui e da una Cabina di regia dedicata (Miur– Crui–Confindustria), con l’obiettivo di valutare una possibile estensione del progetto a un numero più ampio di beneficiari.</p> http://www.federchimica.it/daleggere/WebMagazine/14-08-25/al_via_il_progetto_phd_italents_.aspx http://www.federchimica.it/daleggere/WebMagazine/14-08-25/al_via_il_progetto_phd_italents_.aspx 5edc52c5-55cc-431a-a10c-64cc8a7e395b Mon, 25 Aug 2014 15:21:00 GMT PROVE DI CRESCITA PER LA CHIMICA <p>Dall'analisi sulla situazione e le prospettive dell'industria chimica per il 2014 elaborata da Federchimica, emergono chiari i segnali positivi di un ritorno alla crescita dopo tre anni di contrazione, ma anche il rischio di scontrarsi e infrangersi non solo contro una debole congiuntura, ma anche e soprattutto contro piccole e grandi inefficienze che finiscono per pesare come zavorre ingestibili. </p> <p>«La possibilità di una solida ripresa per la chimica in Italia – afferma il presidente di Federchimica, Cesare Puccioni – passa necessariamente anche dal miglioramento dei fattori competitivi di contesto esterno, il cosiddetto sistema Paese». Alcuni ambiti «che risultano fortemente penalizzanti per tutta l'industria – aggiunge Puccioni – lo sono in particolare per quella chimica: il costo dell'energia elevato rispetto ai principali concorrenti; le inefficienze della logistica; la complessità delle normative sull'ambiente e la loro disomogeneità rispetto al resto dell'Europa».</p> <p>Piccoli e grandi nei insomma, che stridono con l'impegno «delle imprese chimiche sia per orientamento all'innovazione, sia all'internazionalizzazione» il cui risultato è visibile «dati alla mano. L'export, in particolare quello della chimica fine e delle specialità – precisa Puccioni – si rafforza; le sofferenze bancarie nel nostro settore sono le più basse tra i settori industriali; non ci sono segnali di crisi strutturale a livello di settore». Il tutto sta permettendo alle imprese della chimica di «resistere meglio alla crisi». I numeri sono eloquenti: l'incidenza delle sofferenze sui prestiti bancari non va oltre il 5,6% (contro una media del 18%) e fra i fattori che meglio mostrano la capacità della chimica di affrontare questo momento ci sono la forte apertura all'estero (con il 54% del totale la chimica, dopo la farmaceutica, è il settore con la più elevata quota di imprese esportatrici), la spinta sulle attività di ricerca (lo fanno 800 aziende in Italia), la capacità di fare sinergia e massa critica (le imprese facenti parte dei gruppi nella chimica sono il 35% rispetto al 7% della media industriale). </p> <p>Attenzione però, perché «ciò – precisa il presidente di Federchimica – non significa che le imprese non stiano soffrendo: la ripresa stenta ad arrivare, i problemi di solvibilità dei clienti si ripercuotono sulle nostre imprese e la redditività è molto bassa».</p> <p> Certo è che il dato di partenza dell'analisi di Federchimica sta senz'altro nel ritorno al segno più per questo settore da oltre 52 miliardi di euro di valore della produzione nel 2013. Dopo il -1,8% (a volume) registrato lo scorso anno, per il 2014 è attesa una crescita dell'1,6 per cento. Un incremento, dunque, che non recupera la perdita del 2013 e che tantomeno riesce a riportare le lancette al periodo pre-crisi, visto che i livelli produttivi rimarranno di oltre il 15% inferiori al 2007. Ma si tratta comunque di un miglioramento da sottolineare anche perché se è vero che la chimica è il primo fornitore delle eccellenze del made in Italy, un aumento della produzione vorrà pur significare qualcosa per lo stato di ripresa del manifatturiero.</p> <p>Nel 2015 la risalita dovrebbe anche assumere maggiore consistenza (+2%) e alla base del miglioramento Federchimica pone un'ipotesi di «tenuta della ripresa europea e di lento avvio di quella italiana a partire dal 2015. Dovrebbero consentire tale scenario le misure straordinarie di politica monetaria della Bce, un cambio meno sfavorevole, la graduale riattivazione del credito, significativi progressi nelle riforme e l'assenza di ulteriori manovre restrittive». A ogni modo, il +1,6% atteso per fine 2014 risente anche di un rallentamento nei mesi centrali dell'anno. Le motivazioni sono intuibili. Come si legge nell'analisi di Federchimica, «i primi spunti di crescita della domanda interna di chimica (+0,5% in volume nei primi 5 mesi dell'anno) – ancora modesti e frammentati – si mostrano molto sensibili a mutamenti di clima di fiducia in un contesto di vincoli di liquidità ancora diffusi nella clientela. Di conseguenza, la stasi dell'industria manifatturiera a valle si è tradotta in una frenata degli acquisti di chimica». E qui si arriva a uno dei punti chiave. L'andamento dei settori clienti a valle è a macchia di leopardo. Questo, a sua volta, condiziona i settori e le produzioni chimiche a monte. Il risultato è un mercato interno che non tira come dovrebbe – anche se per il 2014 i volumi della domanda interna sono attesi in aumento dello 0,7% – a fronte di un export cui sempre di più appaiono legate le speranze di crescita.</p> <p>Nello specifico delle vendite all'estero, i primi cinque mesi del 2014 hanno registrato un calo in valore della chimica di base (-1,5%) contro una buona crescita delle esportazioni (+3,2%, dopo il +3,7% dello scorso anno) per la chimica fine e specialistica. E su questo fronte l'Italia è il Paese europeo con la migliore performance dal 2010 (+26%). In generale il +0,6% dell'export a gennaio-maggio risulta dal -2,2% delle vendite sui mercati extraeuropei e dal +2,4% su quello europeo, mentre a fine 2014 le esportazioni (in questo caso però in volume) dovrebbero crescere del 3 per cento, anche grazie a una domanda mondiale di chimica prevista in espansione a tassi prossimi al 4% nel 2014-2015.</p> <p>Per saperne di più vai alla sezione <a href="http://www.federchimica.it/Libraries/Scenari_e_tendenze_2/Situazione_e_prospettive_per_l_industria_chimica.sflb.ashx">Dati e analisi/nota congiunturale Agosto 2014</a></p> http://www.federchimica.it/daleggere/WebMagazine/14-08-25/prove_di_crescita_per_la_chimica.aspx http://www.federchimica.it/daleggere/WebMagazine/14-08-25/prove_di_crescita_per_la_chimica.aspx eff7497b-a256-4d7e-b7c7-beb292dc82c7 Mon, 25 Aug 2014 08:25:42 GMT BUONE VACANZE! <p style="text-align: left; margin-top: 3px; margin-bottom: 3px;"><strong><span>La redazione di Chimica&amp;Oltre rimarrà chiusa dal 4 al 22 agosto.</span></strong></p> <p style="text-align: left; margin-top: 3px; margin-bottom: 3px;"> </p> <p style="text-align: left; margin-top: 3px; margin-bottom: 3px;"><strong><span>A tutti i nostri lettori auguri di buone vacanze! <br /> <br /> <br /> </span></strong><strong><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif; color: #312e7f; font-size: 13px;"><br /> </span></strong></p> http://www.federchimica.it/daleggere/WebMagazine/14-08-01/buone_vacanze_.aspx http://www.federchimica.it/daleggere/WebMagazine/14-08-01/buone_vacanze_.aspx 11ab4399-a29c-470d-8e48-9e0cfeaea280 Fri, 01 Aug 2014 08:17:00 GMT #AgricolturAMOdomio: 10 Fotografie raccontano l'Italia agricola <p>Agrofarma – Federchimica insieme a Instagramers Italia presenta i migliori scatti del primo challenge Instagram dedicato all’agricoltura. </p> <p>Filari di uva in maturazione, agricoltori all’opera e giovani promesse dei campi: sono questi alcuni soggetti delle 10 fotografie vincitrici il primo challenge Instagram dedicato all’agricoltura, organizzato da Agrofarma – Associazione nazionale imprese agrofarmaci che fa parte di Federchimica – insieme alla community Instagramers Italia. </p> <p>Il social network, che permette a chiunque di raccontare e di raccontarsi per immagini, per due settimane ha ospitato una grande competizione, che ha visto i membri della community impegnati nel documentare l’Italia agricola. Attraverso uno scatto, corredato da un breve commento e dall’hashtag #AgricolturAMOdomio (oltre che #igersitalia), appassionati e aspiranti fotografi si sono dunque sfidati nel raccontare la propria idea di agricoltura, nonché i ricordi e le emozioni legati a questo tradizionale quanto innovativo settore.</p> <p>L’avventura ha avuto inizio il 4 giugno e nell’arco di pochi giorni ha originato una raccolta di oltre 1.000 fotografie, un vero e proprio album in cui sono raccolti sguardi singolari e soggettivi sul mondo agricolo italiano. Dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, protagonisti degli scatti sono i paesaggi dai colori brillanti, le colture in fiore e i frutti maturi, ma anche la mani e i volti di chi tutti i giorni con passione lavora la terra per trarne il meglio. </p> <p>Al termine del challenge, una giuria composta da Agrofarma e Instagramers Italia ha selezionato le dieci fotografie che meglio hanno saputo cogliere l’essenza e lo spirito della vita nei campi; premiante è stata anche la chiave di lettura inserita a commento delle immagini. Le fotografie selezionate, insieme ai loro autori, saranno le protagoniste nei prossimi mesi di una mostra che sarà realizzata da Agrofarma all’interno della cornice milanese di Expo 2015. <br /> <br /> <a href="http://www.federchimica.it/VincitoriAgricolturamodomio.aspx">Visualizza le foto vincitrici</a></p> http://www.federchimica.it/daleggere/WebMagazine/14-07-24/_agricolturamodomio_10_fotografie_raccontano_l_italia_agricola.aspx http://www.federchimica.it/daleggere/WebMagazine/14-07-24/_agricolturamodomio_10_fotografie_raccontano_l_italia_agricola.aspx b8258db0-5f79-4ab2-845b-347bee93b6e3 Thu, 24 Jul 2014 15:32:00 GMT Farmaci in vacanza: è bene viaggiare sicuri <p>Quali farmaci di automedicazione portare con sé per non rischiare di farsi rovinare le gioie della bella stagione da qualche improvviso malessere “da vacanza”?</p> <p>Ecco i consigli di Assosalute, l'Associazione di Federchimica che rappresenta le imprese che producono farmaci di automedicazione.</p> <p>Non fa differenza se al mare, in montagna, all’estero o in città, per evitare i possibili imprevisti (un po’ di tosse, una scottatura del sole, una lieve contusione, un arrossamento degli occhi, una puntura d’insetto), trova un po' di spazio in valigia per portare con te un kit di automedicazione “salva-vacanze”.</p> <p>I farmaci da portare in vacanza per curare i piccoli malesseri sono appunto quelli di automedicazione o da banco (o OTC dall’inglese Over The Counter), ossia quelli senza obbligo di prescrizione, riconoscibili grazie al bollino rosso che sorride apposto sulla confezione e acquistabili senza ricetta medica perché nel loro impiego diffuso e di lungo corso si sono dimostrati sicuri, efficaci ed hanno ricevuto un’apposita autorizzazione da parte dell’Autorità Sanitaria.</p> <p>“È possibile ricorrere all’automedicazione per quei disturbi lievi che si conoscono ormai per comune esperienza” spiega la Dott.ssa Ornella Cappelli, Past President dell’Associazione Italiana Donne Medico “in particolare anche durante le vacanze è bene attenersi ad alcune semplici regole per un corretto ricorso ai farmaci di automedicazione: l’impiego non va protratto oltre quanto stabilito dal foglietto illustrativo e se il disturbo non si risolve entro 3-4 giorni è bene rivolgersi ad un medico. Altrettanto importante, non usare il passaparola ma è preferibile rivolgersi al farmacista, sempre disponibile anche nei luoghi di vacanza”.</p> <p>Ecco quali mettere in valigia:</p> <p>- Antidolorifici/antinfiammatori e antipiretici<br /> - Creme e pomate contro le irritazioni della pelle (antistaminici e cortisonici a bassa media potenza)<br /> - Disinfettanti per la gola<br /> - Farmaci contro la cattiva digestione (antiacidi e pro cinetici)<br /> - Lassativi<br /> - Melatonina e altri prodotti contro il jet-lag<br /> - Il kit del pronto soccorso (disinfettanti, garze sterili e cerotti)<br /> - Antidiarroici</p> <p>Non bisogna poi dimenticarsi di portare con sé i farmaci con ricetta che si assumono abitualmente (ad esempio quelli per la pressione alta, per il cuore, la pillola anticoncezionale, etc.).</p> <p>“Inoltre, quando si viaggia all’estero non sempre si trovano gli stessi farmaci di automedicazione a cui si è abituati; è pertanto opportuno conoscere il nome del principio attivo per trovare un farmaco analogo o, ancor meglio, portare con sé i farmaci cui siamo abituati e di cui potremmo aver bisogno per curare i lievi disturbi che potrebbero colpirci” prosegue la Dott.ssa Cappelli.</p> <h4>Le regole per una corretta conservazione dei farmaci in vacanza (e non solo…)</h4> <p>Come riportato nei foglietti illustrativi, la validità del farmaco è legata anche alla sua corretta conservazione. Ecco le precauzioni da ricordare quando si è in viaggio:</p> <p>Evitare forti sbalzi di temperatura: è consigliabile non superare i 30°C (meglio mantenersi sui 25°C) per cui è bene non lasciare i farmaci in macchina sotto il sole: dentro l’auto si raggiungono facilmente temperature molto elevate. Sono dannose anche le temperature troppo basse, per cui ad esempio se si viaggia in aereo è sempre meglio tenere la valigetta dei farmaci nel bagaglio a mano: nelle stive degli aerei la temperatura scende anche di molti gradi sotto lo zero. </p> <p>Accertarsi sempre delle modalità di conservazione indicate dai foglietti illustrativi: alcuni farmaci, infatti, prevedono una conservazione in frigorifero.</p> <p>Prestare attenzione all’umidità: l’umidità, presente per esempio in un bagno non ben aerato, può alterare compresse, capsule e cerotti medicati. E’ importante ricordarsi di eliminare il batuffolo di cotone che a volte si trova all’interno delle confezioni perché può trattenere l’umidità.</p> <p>Non sostituire mai la confezione originale: la confezione dei farmaci aiuta a rendere sempre riconoscibile un farmaco; riporta la data di scadenza e conservandola siamo certi di non perdere il foglietto illustrativo, fonte preziosa di informazioni quali le modalità di assunzione, il corretto dosaggio e gli eventuali effetti indesiderati. Bisogna quindi anche evitare d’inserire farmaci diversi in una sola confezione o mescolarli in uno stesso contenitore per risparmiare spazio in valigia.</p> <p>Conservare i farmaci lontano dalla portata dei bambini: questa è una regola da seguire sempre, a casa come nel luogo di vacanza!</p> http://www.federchimica.it/daleggere/WebMagazine/14-07-24/farmaci_in_vacanza_è_bene_viaggiare_sicuri.aspx http://www.federchimica.it/daleggere/WebMagazine/14-07-24/farmaci_in_vacanza_è_bene_viaggiare_sicuri.aspx b9834a86-dd86-4fc2-bf34-4b0fc902de56 Thu, 24 Jul 2014 10:00:00 GMT Il coleottero ispira nuovo propulsore aerospaziale 'verde' <p>Rivoluzionare il sistema di propulsione aerospaziale rendendolo più ecologico pur mantenendo elevate prestazioni dei motori. E' l'obiettivo del progetto europeo Pulcher, coordinato da Alta spa, spin-off dell'Università di Pisa, e al quale partecipa il dipartimento di Chimica e Chimica industriale dell'ateneo pisano. </p> <p>I ricercatori, per il loro lavoro, si sono ispirati a un insetto, il coleottero bombardiere, che per difendersi espelle a intermittenza una miscela bollente che deriva dalla decomposizione dell'acqua ossigenata. Dopo un anno, spiega una nota dell'università, ''è stato collaudato con successo un catalizzatore a base di platino per la decomposizione del perossido di idrogeno ad alta concentrazione Htp (High Test Peroxide) che servirà da propellente nell'innovativo propulsore aerospaziale a impulsi''. </p> <p>Il team di ricerca composto da Daniela Belli, Luca Labella, Simona Samaritani e Sara Dolci con la collaborazione di Lucio Torre, Angelo Pasini e Giovanni Pace di Alta spa, ha realizzato il catalizzatore che è una parte fondamentale del propulsore poiché permette di sfruttare il perossido di idrogeno al 98% come propellente, accelerando la sua decomposizione ad acqua e ossigeno. La scelta del platino come elemento catalitico, supportato su materiali con elevata resistenza termo-meccanica è risultata vincente e la prova è stata condotta integrando il catalizzatore in un prototipo di propulsore monopropellente sviluppato in precedenza dall'azienda. Ora si lavorerà alla realizzazione del propulsore pulsato e l'ottimizzazione del letto catalitico. </p> <p>Daniela Belli, docente di Chimica organica a Pisa spiega: "Quando il propulsore sarà realizzato servirà agli spostamenti dei satelliti in orbita. E' un grande programma, europeo e mondiale, che coinvolge una decina di imprese, inclusa una rappresentanza giapponese. Il coordinamento invece spetta all'Ing. Lucio Torre". La concorrenza da battere era forte ma stavolta l'UE ha creduto nel Made in Italy.</p> <p>fonte ANSA</p> http://www.federchimica.it/daleggere/WebMagazine/14-07-23/il_coleottero_ispira_nuovo_propulsore_aerospaziale_verde_.aspx http://www.federchimica.it/daleggere/WebMagazine/14-07-23/il_coleottero_ispira_nuovo_propulsore_aerospaziale_verde_.aspx 901b1b63-8a18-4772-88eb-c3bec66387bd Wed, 23 Jul 2014 07:58:47 GMT Il Premio Leonardo-Ugis 2014 per la comunicazione scientifica apre le iscrizioni <p>Si sono aperte le selezioni per la IV edizione del Premio LEONARDO–UGIS 2014, nato dalla collaborazione tra il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia e l’UGIS (Unione Giornalisti Italiani Scientifici) per premiare il miglior ricercatore-comunicatore. Quest’anno il Premio è dedicato al tema di Expo 2015.</p> <p>Il Premio intende sensibilizzare la società al fine di renderla sempre più consapevole dei vantaggi e delle responsabilità delle quali il progresso scientifico è portatore. Il Museo e UGIS hanno scelto quest’anno di valutare candidature in linea con il tema di EXPO 2015 “Nutrire il pianeta. Energia per la vita” nella sua accezione più ampia. </p> <p>Il Premio prevede due riconoscimenti: riconoscimento alla carriera e riconoscimento a un giovane ricercatore-comunicatore (con meno di 40 anni al 30 settembre 2014) di 2.500 euro.</p> <p>La Giuria del Premio valuterà i ricercatori sulla base dei curriculum accademici, dei risultati raggiunti nell’attività di ricerca e dell’efficacia nel comunicare tali risultati al pubblico attraverso media ad ampia diffusione.</p> <p>La cerimonia di premiazione si svolgerà giovedì 27 novembre, alla presenza di personalità del mondo accademico, delle imprese e dei media. Novità di quest’anno, che precederà la Premiazione, un convegno sul ruolo fondamentale che possono giocare i media nella corretta informazione dei temi relativi all’alimentazione e alla salute.</p> <p>Le candidature devono essere inviate a <a href="mailto:ugis@ugis.it">ugis@ugis.it</a> entro e non oltre il 18 ottobre 2014.<br />  <br /> Sul sito <a href="http://www.museoscienza.org">www.museoscienza.org</a> è disponibile il regolamento del Premio.</p> http://www.federchimica.it/daleggere/WebMagazine/14-07-21/il_premio_leonardo-ugis_2014_per_la_comunicazione_scientifica_apre_le_iscrizioni.aspx http://www.federchimica.it/daleggere/WebMagazine/14-07-21/il_premio_leonardo-ugis_2014_per_la_comunicazione_scientifica_apre_le_iscrizioni.aspx ed1bc445-ce02-48a5-b5f5-a57a1849fa8b Mon, 21 Jul 2014 12:27:39 GMT Sbalzi di temperatura? Consigli per sopravvivere al meteo variabile <p>Durante la stagione estiva, con l’arrivo delle alte temperature soprattutto nelle grandi città, il clima delle abitazioni sale notevolmente, causando sensazione di malessere nelle persone più a rischio come anziani, malati cronici, bambini molto piccoli, donne in gravidanza. Ma anche i continui temporali e gli sbbalzi di temperatura che caratterizzano questa estate possono contribuire ad accentuare alcuni malanni.</p> <p>Quali sono gli accorgimenti da seguire?</p> <p>Esistono due principali situazioni da evitare: gli sbalzi di temperatura e i collassi da calore.<br /> Gli sbalzi di temperatura eccessivi sono deleteri per il nostro organismo e possono provocare sindromi da raffreddamento improvvisi, mal di gola e dolori articolari. <br /> I collassi da calore dovuti a un'eccessiva e rapida perdita di liquidi e sali per il forte caldo, sono invece pericolosi soprattutto per anziani, bambini, donne in gravidanza e sportivi occasionali, categorie che devono prestare particolare attenzione ad una corretta idratazione.</p> <p>Assosalute, l'Associazione nazionale farmaci di automedicazione, che fa parte di Federchimica, suggerisce di tenere a mente queste 10 semplici regole: </p> <p>1. Bere spesso durante la giornata (si consigliano 10 bicchieri al giorno di liquidi in particolare acqua, tè e succhi di frutta). Limitare le bevande troppo fredde, gassate o eccessivamente zuccherate.<br /> 2. Evitare assolutamente le bevande alcoliche, birra compresa, e limitare anche il caffè.<br /> 3. Preferire un'alimentazione leggera a base di frutta e verdura.<br /> 4. Evitare o comunque ridurre al minimo le uscite nelle ore più calde della giornata (dalle 12 alle 16).<br /> 5. Non svolgere attività fisica, specie se intensa,  soprattutto nelle ore calde della giornata. <br /> 6. Indossare abiti traspiranti e non eccessivamente aderenti, privilegiando cotone e lino. Portare sempre con sé un foulard o una pashmina da mettere intorno al collo in caso di necessità.<br /> 7. Indossare cappellini o bandane per proteggere il capo sotto il sole.<br /> 8. Utilizzare con buon senso l'aria condizionata, anche in auto e non esporsi al getto diretto.<br /> 9. Negli ambienti con condizionatore prestare molta attenzione agli sbalzi di temperatura. Non superare i 5/6 gradi di differenza tra la temperatura esterna e quella impostata sul condizionatore.<br /> 10. In caso di sosta prolungata dell'auto sotto il sole, far aerare l'abitacolo ed evitare di salire subito a bordo.</p> <p>Quando però queste semplici regole non bastano e capita di incorrere in lievi disturbi come il mal di gola, il torcicollo, il mal di testa e la spossatezza, si può fare ricorso ai farmaci di automedicazione o da banco, ossia quelli senza obbligo di prescrizione, riconoscibili grazie al bollino rosso che sorride apposto sulla confezione e acquistabili senza ricetta medica. </p> http://www.federchimica.it/daleggere/WebMagazine/14-07-21/sbalzi_di_temperatura_consigli_per_sopravvivere_al_meteo_variabile.aspx http://www.federchimica.it/daleggere/WebMagazine/14-07-21/sbalzi_di_temperatura_consigli_per_sopravvivere_al_meteo_variabile.aspx 2ce759c1-1cbd-4ae3-b95e-19924e4e17a9 Mon, 21 Jul 2014 11:28:00 GMT L'industria chimica è la più attenta ai rischi ambientali <p>Quando si tratta di rischi ambientali, le più attente sono le aziende chimiche. Le imprese ad alto rischio, in particolare del settore chimico, sono quelle che stanno lavorando di più per limitare il proprio impatto sull'ambiente. È quanto emerge da un'indagine condotta dall'ente di certificazione Dnv Gl - Business Assurance e dall'istituto di ricerca Gfk Eurisko su oltre 3.500 professionisti provenienti da imprese di settori diversi in Europa, Nord America, Centro e Sud America e Asia. </p> <p>L’approccio in materia di salute e sicurezza sul lavoro sta cambiando, non solo in Italia ma in tutto il mondo.  Si sta abbandonando l’attitudine reattiva che ha connotato il passato, in favore di una gestione consapevole dei rischi operativi, preludio per lo sviluppo di una vera e propria cultura della tutela di salute e sicurezza dei lavoratori da parte delle aziende.</p> <p><strong>Tutela ambientale<br /> </strong>Il 92% delle aziende ad alto rischio, ossia quelle il cui impatto ambientale potrebbe rivelarsi significativo per natura e gravità, considera la salvaguardia dell'ambiente come parte integrante delle proprie strategie. Fra queste, con percentuali che raggiungono il 98%, spiccano le imprese del settore chimico (+14% rispetto alla media mondiale e +9% rispetto a quella italiana). <br /> Il 96% delle industrie chimiche adotta policy di tutela ad hoc. Interrogati su quali siano i principali rischi ambientali, i professionisti intervistati hanno indicato quelli associati allo smaltimento dei rifiuti (60% media globale, 56% media italiana). Anche per le industrie chimiche lo smaltimento dei rifiuti rappresenta una delle preoccupazioni principali (61%), insieme all'utilizzo di materiali pericolosi (64%) e allo scarico di acque reflue (62%).</p> <p>Queste aziende, inoltre, sono particolarmente sensibili al tema delle emissioni atmosferiche (42%). Con il 100% degli intervistati che implementa almeno un'iniziativa per ridurre i rischi ambientali, a fronte di una media mondiale e italiana di poco superiore al 90%, il chimico si conferma il settore più attento all'ambiente. <br /> Oltre a monitorare la conformità ai requisiti legali e di altra natura (92%), l'82% delle aziende del settore svolge attività di assessment per identificare tutti i potenziali impatti sull'ambiente, il 76% adotta sistemi di gestione e il 63% monitora indicatori ambientali specifici. Inoltre, sono impegnate in attività innovative legate, ad esempio, a processi di progettazione che mirano a minimizzare gli impatti (62%). Benché con percentuali inferiori, un comportamento analogo si riscontra in tutte le aziende ad alto rischio, generalmente più attive rispetto alla media mondiale.</p> <p><strong>Spinte benefici e ostacoli</strong><br /> Coerentemente con ciò che avviene a livello globale e anche in Italia, leggi e normative (90%) rappresentano la spinta principale per le aziende chimiche a impegnarsi in azioni di salvaguardia ambientale. Seguono la continuità operativa (45%), la reputazione di marca (43%) e l'opinione pubblica (37%), rivelando quanto contino le pressioni esterne da parte di comunità e istituzioni in questo settore. Il consenso degli stakeholder esterni è essenziale perché queste imprese possano continuare a operare e le iniziative di tutela intraprese hanno dimostrato la propria utilità in tal senso. Il 70% delle industrie chimiche, infatti, ha ottenuto benefici in termini di miglioramento delle relazioni con le autorità e il 40% con le altre parti interessate. In tutto il mondo, invece, il fattore che maggiormente ostacola i progressi delle aziende nella gestione ambientale è la mancanza di risorse finanziarie (33%). La percentuale scende al 26% per le imprese del settore chimico e il 36% addirittura non rileva alcuna barriera al miglioramento.</p> <p><strong>Prospettive future</strong><br /> Per il futuro le aziende si aspettano di migliorare le proprie capacità di gestione e diminuisce la preoccupazione per questioni come lo smaltimento dei rifiuti (-12%) o lo scarico di acque reflue (-9%). Il 92% degli intervistati dichiara che manterrà o aumenterà il livello degli investimenti. In particolare, quasi un'azienda chimica su due incrementerà gli investimenti per la tutela ambientale nei prossimi tre anni. </p> <p>''Le aziende che operano negli ambiti più a rischio e spesso soggette a normative e controlli più stringenti sono le più attente in materia di tutela ambientale - commenta Luca Crisciotti, Ceo di Dnv Gl Business Assurance - Queste aziende, soprattutto quelle del settore chimico, sono consapevoli dell'importanza di mantenere un dialogo con gli stakeholder per poter rimanere sul mercato. Fatto ancor più importante, hanno iniziato a sviluppare un approccio ambientale di lungo periodo, sforzandosi di superare le logiche di breve termine legate a profitti e perdite''.</p> <p>Fonte <a href="http://www.adnkrons.com">www.adnkrons.com</a></p> http://www.federchimica.it/daleggere/WebMagazine/14-07-16/l_industria_chimica_è_la_più_attenta_ai_rischi_ambientali.aspx http://www.federchimica.it/daleggere/WebMagazine/14-07-16/l_industria_chimica_è_la_più_attenta_ai_rischi_ambientali.aspx fc28ca0c-faa6-475b-89dd-e87fbeb336fa Wed, 16 Jul 2014 11:33:54 GMT Plastica, la ripresa tra luci e ombre <p>Primi segnali positivi dopo sei anni di contrazione costante; bene export e riciclo, ma al settore servono scelte strategiche che favorirebbero anche il Sistema Paese. </p> <p>La ripresa? Non sembra vicina, almeno stando ai dati della filiera industriale della plastica, preciso indicatore di sviluppo perché strettamente legato ai consumi, in una molteplicità di applicazioni. Analizzando l’andamento dell’Industria della  plastica otteniamo dunque indicazioni sul trend generale della nostra economia.</p> <p>Alla fine del 2013 il comparto industriale delle materie plastiche ha sviluppato un fatturato di 14,9 miliardi di Euro, con un’occupazione complessiva che si attesta a 103.000 addetti per circa 4.900 aziende. I volumi di materie prime trasformate nel 2013 corrispondono a  5,3 milioni di tonnellate di polimeri vergini, oltre a circa 500 mila tonnellate di polimeri da riciclo post consumo (dato rilevato per la prima volta nel 2014). </p> <p>Rispetto al 2007 si sono perse quasi due milioni di tonnellate di consumo di polimeri vergini, a causa di una diffusa e trasversale riduzione dei consumi in tutti i settori applicativi, determinata dalla persistente congiuntura negativa. Nonostante ciò il surplus dell’intera filiera è pari a 3,1 mld di euro. <br /> Complessivamente, nel 2013, la filiera della gomma plastica ha esportato beni per un valore record di 21,2 mld di euro. In particolare le materie plastiche vergini, nel gennaio-dicembre 2013, hanno registrato un export superiore ai livelli pre-crisi, pari a 5,2 mld di euro.</p> <p>Nei primi sei mesi del 2014 si rilevano, in alcuni settori applicativi, i primi numeri positivi dopo una serie di 24 trimestri di costante contrazione.</p> <p>La ripresa dei consumi appare a macchia di leopardo: non ci sono ancora segnali di miglioramento in due tra i mercati chiave di sbocco delle materie plastiche, l’edilizia e i trasporti. <br /> Per quanto riguarda l’imballaggio, che assorbe da solo circa il 40% dei volumi di polimeri trasformati in Italia, si rileva un andamento fortemente differenziato a seconda dell’applicazione finale: stentano ancora i comparti legati agli imballaggi industriali e di movimentazione merci, mentre si sta dimostrando più dinamico l’imballaggio alimentare, uno tra i principali comparti che aggancia, direttamente o attraverso l’industria utilizzatrice, la domanda internazionale. Stessi segnali positivi dagli articoli casalinghi ad alto contenuto di design, nicchia ad alto valore aggiunto.</p> <p>Nel complesso, visto il consuntivo della prima metà dell’anno e le previsioni a 9 mesi, si stima che il settore delle materie plastiche possa risultare nel 2014 sostanzialmente in linea rispetto all’anno precedente con un possibile recupero della domanda di polimeri non superiore all’1-2%.<br /> Nel medio termine (2015 e oltre) sono attese ricadute positive dal processo di reshoring messo in atto da una serie di industrie utilizzatrici tra le quali elettrotecnica, elettronica, meccanica, abbigliamento e calzature, che potranno contribuire direttamente a un recupero della domanda di materie plastiche che entrano direttamente come componenti dei manufatti, oltre agli imballaggi primari e secondari per la logistica. <br /> Ciò comporterebbe un’inversione di tendenza non solo nel settore, ma nell’intero comparto manifatturiero, per il quale la plastica è un elemento chiave.</p> <p>Le materie plastiche oggi costituiscono una fetta importante dell’offerta manifatturiera italiana insieme a prodotti più tradizionali.</p> <p> “La crescita è subordinata a politiche di sostegno a favore del manifatturiero, tra le quali è prioritario valorizzare settori come la plastica, lungo tutta la catena produttiva, dai precursori alle macchine di trasformazione. Politiche strutturali adeguate, come la riqualificazione energetica o delle infrastrutture - ha dichiarato Daniele Ferrari, Presidente di PlasticsEurope Italia - hanno ricadute positive sul settore, sull’economia e sull’ambiente. E non solo: è prioritario sostenere la ricerca e l’innovazione. La nostra filiera ha dimostrato di essere capace di innovarsi e di offrire nuove soluzioni in una società in rapida evoluzione, promuovendo la competitività di un’industria strategica per il nostro Paese.”</p> <p>“Variazioni di segno positivo si riscontrano nelle tecnologie legate al riciclo della plastica, un comparto in continua crescita.  In questo ambito, all’industria italiana viene riconosciuta una vera e propria leadership non solo a livello italiano ma anche internazionale”. Lo ha dichiarato Giorgio Quagliuolo, Presidente di Unionplast e Corepla. </p> <p>“Per quanto riguarda il comparto di macchinari, attrezzature e stampi per materie plastiche e gomma, se il 2013 è stato un anno di transizione (la produzione e l’export di settore sono diminuiti rispettivamente del 2,5 e dello 0,8% mentre i dati relativi ai soli Soci Assocomaplast hanno evidenziato una crescita della prima dell’1,3% e un incremento della quota delle vendite all’estero nell’ordine dei due punti), il 2014 dovrebbe rappresentare l’anno della ripresa. I dati statistici di fonte ISTAT attualmente disponibili evidenziano nei primi tre mesi dell’anno un aumento delle esportazioni pari all’8,9%. Probabilmente tale tasso di crescita non si confermerà per tutti i 12 mesi ma è comunque lecito attendersi un incremento di qualche punto percentuale a consuntivo. <br /> Per quanto concerne il mercato interno, pur permanendo una situazione di generale criticità, in base alle indagini congiunturali periodiche condotte da Assocomaplast fra i propri Soci, si inizia a cogliere qualche lieve segnale di ripresa che ci si augura possa andare consolidandosi nei prossimi mesi, anche in vista del buon andamento relativo alle prenotazione spazi della nostra fiera internazionale PLAST 2015 del prossimo maggio”, ha aggiunto Giorgio Colombo, Presidente di Assocomaplast.</p> <p>Questi i contenuti presentati e discussi nell’ambito del convegno promosso da Assocomaplast, Associazione Nazionale Costruttori di Macchine e Stampi per Materie Plastiche e Gomma, COREPLA, Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclaggio e il Recupero degli Imballaggi in Plastica, Federchimica PlasticsEurope Italia, Associazione Nazionale Produttori Materie Plastiche e Federazione Gomma Plastica – Unionplast.</p> <p> </p> http://www.federchimica.it/daleggere/WebMagazine/14-07-15/plastica_la_ripresa_tra_luci_e_ombre.aspx http://www.federchimica.it/daleggere/WebMagazine/14-07-15/plastica_la_ripresa_tra_luci_e_ombre.aspx 103b4a2e-b66a-4570-bd16-289d899ceef8 Tue, 15 Jul 2014 11:21:00 GMT