WebMagazine Web Magazine di Federchimica http://www.federchimica.it/DALEGGERE/WebMagazine.aspx http://backend.userland.com/rss Pubblicato il bilancio di sostenibilità della chimica europea <p>L'impegno da parte dell'industria chimica a livello europeo, è ben evidente attraverso bilancio di sostenibilità pubblicato dal Cefic (il Consiglio europeo dell'industria chimica).<a href="javascript:void(0)"></a></p> <p>Il documento "<a href="http://www.cefic.org/CeficSustainabilityReport2013-2014/?utm_source=emailR&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=Sustainability Report (Members)">Teaming up for a sustainable europe</a>" rappresenta l'impegno al più alto livello dell'industria chimica europea. <br /> La chimica europea dimostra, in questo modo, che possiede non solo la capacità, ma anche la responsabilità di affrontare le sfide della sostenibilità, quali energia, acqua, materie prime o, più in generale, l'efficienza delle risorse. </p> <p>Il bilancio è un passo importante nel rafforzamento del dialogo con i principali interlocutori per soddisfare le loro aspettative. Esso mira a fornire dati sulle prestazioni dell'industria chimica europea fino ad oggi - è alla sua seconda edizione - e una panoramica dei suoi contributi alla sostenibilità. </p> <p>Per saperne di più vai alla pagina <a href="http://www.cefic.org">www.cefic.org</a> oppure consulta la pagina <a href="[Sitefinity]24dd3405-5320-4edb-982d-258627f8ec71">Analisi Socio Ambientali</a></p> http://federchimica.it/Libraries/Eventi_1111_8°T_A_C_E_C/Federico_Magalini.sflb/14-11-20/pubblicato_il_bilancio_di_sostenibilità_della_chimica_europea.aspx http://federchimica.it/Libraries/Eventi_1111_8°T_A_C_E_C/Federico_Magalini.sflb/14-11-20/pubblicato_il_bilancio_di_sostenibilità_della_chimica_europea.aspx 46cf8b68-6fce-4c54-b8d2-d1dd735ff541 Thu, 20 Nov 2014 11:00:07 GMT Progettato in Italia un peptide per combattere i tumori <p>Una piccola molecola sintetizzata nei laboratori dell'Istituto Regina Elena (Ire) di Roma, potrebbe rappresentare in futuro una nuova e potente strategia antitumorale. Come descritto sulle pagine del <a href="http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/ja5080773">Journal of American Chemical Society</a>, il peptide realizzato dal team di ricercatori coordinato da Annamaria Birocco è infatti in grado di interrompere i segnali cellulari che attivano l'attività tumorale di Trf2, una proteina strutturale delle delle regioni terminali dei cromosomi (i telomeri), che gioca un ruolo importante nel processo di formazione neoplastica.<br />  <br /> Il progetto multidisciplinare nasce dalla collaborazione con i chimici dell'Università Federico II di Napoli e si fonda sull'osservazione che la proteina Trf2, attraverso il suo dominio Trfh, è in grado di convogliare al telomero varie proteine che contribuiscono con la loro attività alla formazione del tumore. </p> <p>I ricercatori, basandosi su dati cristallografici disponibili in letteratura, hanno disegnato e sintetizzato un peptide che, legandosi con alta affinità al dominio Trfh di Trf2, inibisce i segnali coinvolti nel processo di tumorigenesi. Tale molecola non è stata scoperta per caso, ma tramite processi di ingegneria chimica, che hanno permesso la modulazione della sua funzionalità e l’ottimizzazione di determinate proprietà, allo scopo di trovare la molecola giusta.</p> <p>Un nuovo tipo di studi che, secondo gli esperti, potrebbe rappresentare il futuro della ricerca. “La bioinformatica – chiarisce infatti Annamaria Biroccio – e nello specifico gli studi predittivi, permetteranno di ottimizzare quei processi che intercorrono tra la fase di ‘disegno’ e quella di selezione dei farmaci a bersaglio molecolare e permetteranno, conseguentemente, di abbattere i tempi e, non ultimo, i costi legati alla sperimentazione”.</p> <p>&nbsp;</p> http://federchimica.it/Libraries/Eventi_1111_8°T_A_C_E_C/Federico_Magalini.sflb/14-11-20/progettato_in_italia_un_peptide_per_combattere_i_tumori.aspx http://federchimica.it/Libraries/Eventi_1111_8°T_A_C_E_C/Federico_Magalini.sflb/14-11-20/progettato_in_italia_un_peptide_per_combattere_i_tumori.aspx cbb6372d-1c7c-4d38-94a9-4123610d81a1 Thu, 20 Nov 2014 10:40:42 GMT GNL risorsa strategica per lo sviluppo sostenibile del Paese <p>"Siamo pronti a investire nel Gas Naturale Liquido (GNL) perché da tempo abbiamo colto le potenzialità di questo prodotto" - ha dichiarato Francesco Franchi, Presidente di Assogasliquidi, Associazione di Federchimica che rappresenta il settore GPL e GNL, al convegno "GNL, opportunità e nuovi utilizzi". "Serve una normativa e una fiscalità certa per essere competitivi e risollevare le sorti del sistema industriale italiano".</p> <p>Durante il convegno, tenutosi  tenutosi a Milano il 17 novembre alla Camera di Commercio e organizzato da Innovhub Stazione Sperimentali per l’Industria e Aiee, Associazione italiana degli economisti dell'energia, è stata mostrata l'immagine di un'imbarcazione ferma in porto che viene rifronita di carburante - GNL liquido - tramite un'autobotte: operazione che si conclude in tutta sicurezza in poco più di un'ora. <br /> "Il GNL sarebbe già disponibile per noi, ma questa immagine è del tutto eccezionale perchè l'Italia non è ancora pronta ad accogliere questo prodotto" ha commentato Diego Gavagnin, moderatore della tavola rotonda.</p> <p>Il GNL è infatti un carburante estremamente versatile, molto al di là della funzione di ausilio al metano per autotrazione in luoghi non raggiunti dai metanodotti. Se utilizzato allo stato liquido, infatti, mantiene un'elevata densità energetica - ad 1 metro cubo di GNL corrispondono 600 metri cubi di gas naturale - che lo rende una fonte efficientissima come carburante per trasporti pesanti, per trasporti marittimi e come combustibile per grandi strutture quali ospedali o industrie.</p> <p>Inoltre, il GNL è un prodotto apprezzabile anche dal punto di vista della sostenibilità ambientale: rispetto ai carburanti tradizionali questo prodotto registra il 30% in meno di emissione di CO2, il 50% in meno di ossido di azoto e zero emissioni di particolato.</p> <p>"Il progetto blue corridor, che prevede entro il 2020 la costituzione di una rete ben distribuita per il rifornimento di GNL su tutto il territorio dell’UE, ci fa capire come sia proprio l'Europa a imporci la sua presenza anche in Italia" ha dichiarato Franchi. <br /> In Italia però manca del tutto una rete di infrastrutture che ne permetta l'approvvigionamento e la diffusione. Per rifornirsi di GNL attualmente è necessario andare all'estero.</p> <p>A gennaio 2014 è stato costituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico un gruppo di coordinamento per delineare un piano strategico per lo sviluppo del mercato di GNL in Italia. Assogasliquidi è impegnata attivamente in  tutti i tavoli di lavoro e alcune sue imprese associate si sono adoperate per realizzare i primi serbatoi destinati ad alimentare i distributori stradali di metano.  </p> <p>"È un primo passo, ma ad oggi è anche l’unico esempio concreto di utilizzo del GNL" - ha proseguito Franchi - "Dobbiamo avere subito infrastrutture adeguate e promuovere lo sviluppo di questa fonte energetica visrtuosa; se lo Stato vuole perseguire una  reale politica di sviluppo sostenibile, il GNL deve farne parte. Assogasliquidi si candida a essere motore di questa attività, affinché non venga persa una grandissima occasione di crescita per il Paese." </p> http://federchimica.it/Libraries/Eventi_1111_8°T_A_C_E_C/Federico_Magalini.sflb/14-11-17/gnl_risorsa_strategica_per_lo_sviluppo_sostenibile_del_paese.aspx http://federchimica.it/Libraries/Eventi_1111_8°T_A_C_E_C/Federico_Magalini.sflb/14-11-17/gnl_risorsa_strategica_per_lo_sviluppo_sostenibile_del_paese.aspx 250f296a-6214-4214-8c06-e2e687facba7 Mon, 17 Nov 2014 15:22:16 GMT ACCORDO CNR-FEDERCHIMICA PER PROMUOVERE LA RICERCA <p>Più di 1000 ricercatori CNR disponibili alla collaborazione con le 1.350 imprese chimiche associate a Federchimica: una sinergia importante, grazie alla quale si potranno realizzare processi produttivi a miglior impatto ambientale, nuovi prodotti e soluzioni innovative lungo tutta la filiera della chimica, che impatta su oltre il 30% del P.I.L. del nostro Paese. </p> <p>Con l’Accordo sottoscritto oggi, 12 novembre, Luigi Nicolais, Presidente del CNR (Consiglio Nazionale per le Ricerche) e Cesare Puccioni, Presidente di Federchimica (Federazione nazionale dell’Industria chimica) hanno condiviso l’opportunità e la necessità di una maggiore integrazione tra ricerca pubblica e ricerca privata. <br /> L’iniziativa si inserisce nel più ampio Patto di Collaborazione che Confindustria e CNR hanno siglato nel 2013 e che ha già portato a 20 seminari sul territorio, con oltre 400 aziende di settori diversi, ai quali hanno fatto seguito circa 100 incontri di approfondimento per definire progetti congiunti. <br /> Anche in questo caso, l’obiettivo è consolidare e generare collegamenti di conoscenza e di collaborazione per lo sviluppo di progetti innovativi, di rilevanza per la competitività del settore chimico e di eccellenza per la ricerca pubblica in Italia. <br /> L’industria chimica, grazie alla sua significativa presenza produttiva e di ricerca nella chimica di base e alla crescente specializzazione in comparti della chimica fine e della chimica delle specialità, è un interlocutore privilegiato per promuovere un’attività di ricerca strutturata, che comporti conoscenze scientifiche e tecnologiche elevate, quali quelle che il CNR è in grado di offrire. <br /> In particolare, le 1.100 piccole e medie imprese chimiche operanti in Italia potranno beneficiare delle competenze scientifiche e tecniche del CNR, mettendo a punto programmi di interventi immediati (quali l’efficienza energetica, che in alcune esperienze già realizzate ha fatto ottenere un pay back inferiore a 12 mesi) e progetti di ricerca applicata, finanziabili dal Programma Horizon 2020, già per il periodo 2015–2016. </p> <p>L’Accordo rinnova e rafforza una collaborazione già esistente, che ha prodotto progetti di R&amp;S già avviati e che hanno generato finanziamenti alle imprese per circa 30 milioni di euro, stanziati dal 7° Programma Quadro per la Ricerca in Europa per sostenere lo studio di nuovi materiali per l’efficienza energetica, nuove produzioni chimiche da risorse rinnovabili, recupero di terre rare da materiali elettrici e elettronici. </p> <p>Più in dettaglio, CNR e Federchimica sottoscrivono il proprio impegno a: <br /> - avvicinare le imprese al CNR, fornendo informazioni sulle competenze di ricerca dei Dipartimenti del Consiglio e coniugandone l’attività con le esigenze delle imprese. Federchimica si impegna perciò a individuare in dettaglio le aree emergenti di ricerca, in modo da facilitare il CNR nella selezione dei suoi progetti in corso. <br /> - Testare nell’industria chimica modelli contrattuali semplificati per favorire la collaborazione tra i ricercatori del CNR e le imprese, studiando nuove formule d’inserimento di giovani risorse altamente qualificate nelle aziende (ad esempio attraverso forme di Apprendistato di ricerca e figure specifiche come quella del ricercatore industriale). <br /> - Concentrare i lavori su alcuni progetti strategici, come, ad esempio, il rilancio della Piattaforma Tecnologica per la Chimica Sostenibile (“SusChem Italy”), che coinvolge oltre 50 aziende che fanno ricerca in questo ambito. Le attività si concentreranno concretamente su temi di ricerca quali: la valorizzazione dei reflui industriali; la sostituzione di alcune sostanze per adempiere alle richieste normative del Regolamento europeo REACH; l’efficienza energetica e la riduzione delle emissioni. Inoltre, molte collaborazioni verteranno su alcune tematiche rilevanti per le imprese, in particolare la chimica delle formulazioni. </p> <p>L’Accordo, che sarà reso operativo da una specifica task force mista impresa-CNR, avrà una durata iniziale di tre anni e potrà essere successivamente rinnovato.</p> http://federchimica.it/Libraries/Eventi_1111_8°T_A_C_E_C/Federico_Magalini.sflb/14-11-12/accordo_cnr-federchimica_per_promuovere_la_ricerca.aspx http://federchimica.it/Libraries/Eventi_1111_8°T_A_C_E_C/Federico_Magalini.sflb/14-11-12/accordo_cnr-federchimica_per_promuovere_la_ricerca.aspx 98f09345-4a08-4d50-bfc0-feabf6b2e1f7 Wed, 12 Nov 2014 10:29:48 GMT Chimica, cemento e vetro insieme per contenere le spese energetiche <p>Federchimica, Assovetro e Aitec, Associazione Italiana Tecnico Economica del Cemento, hanno costituto la Energy for Growth Scarl (EFG), veicolo a disposizione delle aziende associate per il coordinamento e la raccolta delle risorse finanziarie necessarie alla costruzione di elettrodotti con l’estero nell'ambito del progetto Interconnector. </p> <p>Lo sviluppo delle interconnessioni elettriche fra gli Stati Membri dell'Unione europea potrà contribuire alla realizzazione di un mercato interno dell’energia pienamente funzionante e connesso ed a incrementare la sicurezza energetica, in attuazione del quadro 2030 per le politiche europee dell’energia e del clima.</p> <p>La finalità del progetto Interconnector è quella di agevolare la riduzione del sovraccosto italiano dell’energia elettrica, che costituisce un gap di competitività con risvolti negativi sul business delle imprese energivore. Attraverso gli elettrodotti, costruiti con le risorse raccolte dalla EFG, le aziende consorziate importeranno energia elettrica dall’estero a costi più contenuti, riuscendo così a mantenere la propria competitività sui mercati internazionali. </p> <p>La neo costituita società raccoglie più del 20% della potenza gestita dalle aziende e promuove da subito, insieme agli assegnatari degli altri settori interessati, la costruzione di un primo elettrodotto tra Italia e Francia. Questo primo ambizioso progetto rientra in una politica di sostegno di lungo termine dell’industria italiana ad alto consumo di energia e mira, insieme agli altri elettrodotti, a “livellare il campo competitivo” all’interno dei paesi dell’Unione Europea.</p> http://federchimica.it/Libraries/Eventi_1111_8°T_A_C_E_C/Federico_Magalini.sflb/14-11-06/chimica_cemento_e_vetro_insieme_per_contenere_le_spese_energetiche.aspx http://federchimica.it/Libraries/Eventi_1111_8°T_A_C_E_C/Federico_Magalini.sflb/14-11-06/chimica_cemento_e_vetro_insieme_per_contenere_le_spese_energetiche.aspx e16944d2-9680-43fd-9348-07bd9aad8f3e Thu, 06 Nov 2014 10:31:45 GMT Puccioni alla UE: regole semplici e chiare <p>“La Chimica – ha affermato il Presidente di Federchimica Cesare Puccioni - per la sua natura vive di regolamentazione e questa deve essere semplice, chiara e stabile”. </p> <p>E' stato l'appello lanciato durante l'incontro organizzato a Bruxelles il 5 novembre scorso al Parlamento europeo, che ha visto la presenza anche dei due Vice Presidenti italiani, Antonio Tajani e David Sassoli e del Presidente della Commissione Ambiente, Salute pubblica e Sicurezza alimentare Giovanni La Via.</p> <p>"Di fronte all'aggressività dei mercati emergenti che hanno una regolamentazione ambientale e sociale molto debole e di fronte alla rivoluzione energetica in atto negli Stati Uniti, l'Unione europea deve trovare una soluzione per drasticamente ridurre i costi dell'energia". <br /> Davanti gli eurodeputati italiani delle commissioni Ambiente/Salute pubblica/Sicurezza alimentare e Industria/Ricerca ed Energia, si è espresso cosi il Vice Presidente di Federchimica per l'Europa, Daniele Ferrari. </p> <p>"Federchimica chiede una revisione profonda del sistema di Emissions Trading post 2020, che tenga conto dei valori effettivi di produzione per l'assegnazione delle quote di CO2 e che contrasti efficacemente il fenomeno del Carbon Leakage - ha sostenuto Erwin Rauhe, Vice Presidente di Federchimica per l'Energia. </p> http://federchimica.it/Libraries/Eventi_1111_8°T_A_C_E_C/Federico_Magalini.sflb/14-11-05/puccioni_alla_ue_regole_semplici_e_chiare.aspx http://federchimica.it/Libraries/Eventi_1111_8°T_A_C_E_C/Federico_Magalini.sflb/14-11-05/puccioni_alla_ue_regole_semplici_e_chiare.aspx b4d75c0d-8a18-4e11-aba6-03ab6a0ef939 Wed, 05 Nov 2014 15:48:12 GMT Gpl: elemento irrinunciabile per la Green Economy <p>"Per sviluppare una green economy nel nostro Paese occorre rafforzare le misure per una mobilità sostenibile a sostegno delle auto a gas e a Gpl". Così Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile ha dichiarato in occasione della terza edizione degli Stati Generali della Green Economy, inaugurata oggi alla fiera Ecomondo di Rimini. <br /> "In Italia il parco auto italiano è ancora principalmente costituito da auto vecchie e inquinanti. Occorre ridurre il costo e il peso ambientale dell'auto di proprietà a sostegno di un'alta qualità dell'aria anche in vista degli obiettivi che l'Europa si pone per il 2030 (riduzione delle emissioni del 40%)" ha proseguito Ronchi. </p> <p>Assogasliquidi, l'Associazione di Federchimica che rappresenta il settore del Gpl e del Gnl, esprime soddisfazione in merito in quanto, da anni, persegue l'obiettivo di tornare a incentivare la mobilità sostenibile con politiche fiscali adeguate a sostegno delle auto a Gpl. <br /> Secondo l'Associazione, le dichiarazioni di Ronchi sono un'ulteriore dimostrazione del valore del Gpl, un carburante vantaggioso per il cittadino e per l’economia del nostro Paese, nonché una risorsa per la tutela ambientale. In termini di CO2 e di particolato infatti, Gpl e metano abbattono notevolmente il livello di emissioni inquinanti: in particolare il Gpl abbatte del 10-15% le emissioni di CO2 e del 99% le emissioni di PM10.<br /> L'auspicio di Assogasliquidi è che le Istituzioni locali e nazionali si adoperino per sostenere questo carburante virtuoso, già notevolmente apprezzato dagli automobilisti italiani.<br /> Gli Stati Generali della Green Economy sono promossi dal Consiglio Nazionale della Green Economy, composto da 67 organizzazioni di imprese in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e con il Ministero dello Sviluppo Economico.</p> <p> </p> http://federchimica.it/Libraries/Eventi_1111_8°T_A_C_E_C/Federico_Magalini.sflb/14-11-05/gpl_elemento_irrinunciabile_per_la_green_economy.aspx http://federchimica.it/Libraries/Eventi_1111_8°T_A_C_E_C/Federico_Magalini.sflb/14-11-05/gpl_elemento_irrinunciabile_per_la_green_economy.aspx 89e10a44-6a1c-4a9c-b342-0587d109472b Wed, 05 Nov 2014 12:39:05 GMT Ricerca: scoperto un nuovo legame chimico <p>La sua esistenza era stata ipotizzata quasi trenta anni fa, ma fino ad oggi era considerato una sorta di mito scientifico. Ora invece un team di ricercatori della Freie Universität di Berlino e dell’Università cinese di Shanxi ritiene di averlo finalmente identificato, almeno sul piano teorico: un nuovo tipo di legame tra molecole, che viola alcune delle leggi fondamentali della chimica tradizionale. </p> <p>La ricerca, apparsa sulla rivista Angewandte Chemie, ha analizzato le reazioni che si sviluppano tra atomi di bromo e alcuni particolari isotopi dell’idrogeno, dimostrando che tra queste molecole può stabilirsi il legame chimico precedentemente sconosciuto, definito vibrational bond, o legame vibrazionale.</p> <p>Nello studio, i ricercatori hanno svolto una serie di esperimenti teorici per analizzare le interazioni tra atomi di bromo e un particolare tipo di isotopi di idrogeno, in cui un elettrone viene sostituito da un muone, una particella elementare simile, ma di massa maggiore. Studiando queste interazioni alla ricerca di un legame vibrazionale, i ricercatori hanno calcolato due specifici parametri: l’energia potenziale del sistema che si viene a formare tra gli atomi, e l’energia di punto zero (Zpe), un parametro che arriva dalla meccanica quantistica, definito come il più basso livello energetico possibile in un sistema quantistico.</p> <p>Una delle leggi fondamentali della chimica prevede infatti che un legame chimico si possa formare solo se produce una riduzione dell’energia potenziale del sistema che si viene a creare tra gli atomi. Con i loro calcoli i ricercatori hanno invece dimostrato che nel caso del muonio, una sorta di isotopo dell’idrogeno e il più leggero tra gli atomi analizzati, l’energia potenziale del sistema bromo-muonio aumenta, ma il legame viene stabilizzato da una forte diminuzione dell’energia di punto zero, formando appunto un un legame vibrazionale.</p> <p>La scoperta per ora è semplicemente teorica, perché il fenomeno non è stato osservato sperimentalmente, ma un lavoro precedente dei ricercatori del team berlinese sembra indicare che il legame tra bromo e muonio potrebbe essere ottenuto realmente, nel qual caso il legame vibrazionale sarebbe effettivamente un nuovo tipo di legame chimico.</p> http://federchimica.it/Libraries/Eventi_1111_8°T_A_C_E_C/Federico_Magalini.sflb/14-11-04/ricerca_scoperto_un_nuovo_legame_chimico.aspx http://federchimica.it/Libraries/Eventi_1111_8°T_A_C_E_C/Federico_Magalini.sflb/14-11-04/ricerca_scoperto_un_nuovo_legame_chimico.aspx a81c159c-4a99-4428-8d8a-e684d4143624 Tue, 04 Nov 2014 16:40:22 GMT Sicurezza alimentare: premiato l'impegno delle industrie di agrofarmaci <p>In occasione della pubblicazione da parte del Ministero della Salute dei dati del Programma Nazionale di Controllo sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti vegetali, relativi all’anno 2012, Agrofarma, l'Associazione nazionale delle imprese di agrofarmaci, esprime la sua soddisfazione per i dati che confermano quanto i prodotti ortofrutticoli siano sicuri per il consumatore, anche a confronto del resto d’Europa.</p> <p>Secondo il rapporto infatti, i prodotti ortofrutticoli che presentano un residuo di agrofarmaci oltre il limite consentito, sono calati di 10 volte in 10 anni, passando dal 5,6% allo 0,5%.<br /> “I dati del rapporto premiano le aziende produttrici di agrofarmaci - ha dichiarato Andrea Barella, Presidente di Agrofarma - e in particolare il loro impegno nella ricerca scientifica, finalizzato a mettere a disposizione degli agricoltori, agrofarmaci sempre più sicuri per consumatori, agricoltori e ambiente. Siamo molto felici e orgogliosi di questo risultato, che fa bene a tutto il Made in Italy agroalimentare”.</p> <p>Si ricorda infine che l’eventuale presenza di residui al di sopra della soglia stabilita dalla legge non rappresenta automaticamente un fattore di rischio per il consumatore. Infatti, la soglia massima consentita di residuo, eventualmente presente per ogni sostanza, è fissata applicando un fattore di sicurezza 100; ciò significa che il valore massimo ammissibile di ogni singola sostanza è 100 volte inferiore rispetto all’effettiva soglia di pericolosità per la salute dei consumatori, in modo da garantire un ampio margine di sicurezza.</p> http://federchimica.it/Libraries/Eventi_1111_8°T_A_C_E_C/Federico_Magalini.sflb/14-11-04/sicurezza_alimentare_premiato_l_impegno_delle_industrie_di_agrofarmaci.aspx http://federchimica.it/Libraries/Eventi_1111_8°T_A_C_E_C/Federico_Magalini.sflb/14-11-04/sicurezza_alimentare_premiato_l_impegno_delle_industrie_di_agrofarmaci.aspx cc751059-fc05-449a-9601-cb772e16e8cf Tue, 04 Nov 2014 16:30:35 GMT Farmaci: le regole di Assosalute per l'uso in età pediatrica <p>Difficoltà frequenti nell’utilizzo appropriato dei farmaci, specialmente di automedicamento, privi di prescrizione medica e con essa d’indicazioni terapeutiche per la somministrazione, dubbi e spesso persino imprecisioni su dosaggi e tempi: quello relativo l’utilizzo dei farmaci in età pediatrica è un problema oramai consolidato nel panorama italiano sul quale Fimp ed Assosalute stanno provando a fare chiarezza. </p> <p>E’ infatti stata redatta una ricerca che svela abitudini e scorrettezze d’uso da parte dei genitori spingendo alla definizione di alcune regole di base.<br /> Stando ai risultati conseguiti sono infatti circa il 60% i genitori che utilizzano diverse tipologie di farmaci senza però eseguire una corretta distinzione tra essi di cui il 5% ricorrendo a farmaci già presenti in casa, in questa frangia solo il 31% s’informa attraverso il foglietto illustrativo mentre una vasta percentuale manifesta problemi nella corretta somministrazione sia in termini di tempi di terapia che soprattutto di dosaggi. L’aspetto informativo, all’interno dell’utilizzo dei farmaci in età pediatrica, rappresenta la base portante dell’errore e sulla quale può esser sviluppata una forte campagna illustrativa per la correzione, è infatti emerso dai dati Fimp come il 77% dei genitori ricorra al pediatra, solo l’11% al farmacista al quale si ricorre su tutto tranne che sul lato pediatrico, ma ben un 15% sfrutta internet per poter conseguire una diagnosi sintomatica ed i possibili farmaci da sfruttare cadendo però, in molte occasioni, in errore.</p> <p>Per evitare errori, specialmente derivati dall’utilizzo improprio di internet in crescita ma ancora non ottimizzato come strumento in tale ambito, Assosalute ha redatto delle semplici regole da seguire per l’utilizzo di farmaci in età pediatrica che riportiamo di seguito:<br /> -l’impiego dei farmaci di automedicazione è indicato per il trattamento di disturbi lievi per un periodo limitato di tempo (3/5 giorni). Se i sintomi persistono o ne compaiono di nuovi è necessario consultare il pediatra.<br /> -È importante saper distinguere le diverse categorie di farmaci: è senza obbligo di ricetta (di automedicazione) un farmaco che ha sulla confezione il “bollino rosso” sorridente.<br /> -L’impiego di farmaci con obbligo di ricetta non deve avvenire MAI senza il consulto del pediatra, anche se il bambino ha già assunto lo stesso farmaco in passato.<br /> -Leggere e seguire sempre le istruzioni del foglietto illustrativo.<br /> -Valutare insieme al pediatra posologia, dosaggio, eventuali allergie o assunzioni concomitanti di altri farmaci.<br /> -Tenere le confezioni dei farmaci fuori dalla vista e dalla portata dei bambini.<br /> -È fondamentale conservare le confezioni conformemente alle istruzioni d’uso e controllarne la data di scadenza.<br /> -Non bisogna fidarsi del passaparola ma solo del consiglio di chi il farmaco lo prescrive (pediatra) o lo dispensa (farmacista)</p> http://federchimica.it/Libraries/Eventi_1111_8°T_A_C_E_C/Federico_Magalini.sflb/14-11-04/farmaci_le_regole_di_assosalute_per_l_uso_in_età_pediatrica.aspx http://federchimica.it/Libraries/Eventi_1111_8°T_A_C_E_C/Federico_Magalini.sflb/14-11-04/farmaci_le_regole_di_assosalute_per_l_uso_in_età_pediatrica.aspx 8c5ebc69-124c-40fc-95d0-2cd2f615eced Tue, 04 Nov 2014 16:26:54 GMT Un futuro senza chimica è impensabile per ambiente, economia e società <p>Il Rapporto Responsible Care, bilancio di sostenibilità dell’industria chimica, conferma i risultati eccezionali conseguiti nella tutela di salute, sicurezza e ambiente e testimonia il contributo reale del settore allo sviluppo sostenibile.</p> <p>20 anni di impegno costante nel segno della sostenibilità, coronato da continui successi sul fronte ambientale, sociale, economico: questo il quadro che emerge dai dati dell’edizione 2014 del Rapporto Responsible Care, il Programma volontario mondiale che l'industria chimica promuove per tutelare la sicurezza e la salute di lavoratori, consumatori e dell’ambiente, nell'ambito più generale della responsabilità sociale delle imprese.</p> <p>I numeri presentati mostrano risultati eclatanti a partire dalla sicurezza sul lavoro: l’industria chimica si impegna ogni giorno a garantire luoghi di produzione idonei allo svolgimento delle attività professionali senza rischi per la salute di chi vi opera. E’ la stessa INAIL a dichiararlo, indicando la chimica come settore con il minor numero di malattie professionale e il secondo con il minor numero di infortuni rapportato alle ore lavorate dai dipendenti.</p> <p>Sotto il profilo ambientale, le emissioni inquinanti in atmosfera sono scese di circa il 95% e quelle negli scarichi idrici del 65%, rispetto al 1990. In particolare le emissioni di gas serra sono state ridotte del 68%; già dal 2005 il settore è dunque già in linea con l’obiettivo UE, che ne impone una riduzione del 20% a livello europeo entro il 2020.</p> <p>Inoltre, va registrato un calo notevole dei consumi energetici, in valore assoluto, del 38,2% rispetto al 1990. Nonostante la crisi economica abbia inciso in parte su questa riduzione, il miglioramento comunque conseguito è testimoniato dall’Indice di efficienza energetica (calcolato a parità di produzione) che migliora del 44,9%.</p> <p>Per sicurezza, salute e ambiente le imprese chimiche dedicano ogni anno oltre il 2% del proprio fatturato e realizzano investimenti pari a circa il 20% del totale investito.</p> <p>“Il Rapporto Responsible Care - ha commentato Cesare Puccioni, Presidente di Federchimica - da vent’anni misura la propensione continua delle imprese chimiche verso la sostenibilità; oggi ci consegna la fotografia di un settore non solo responsabile, ma cosciente del suo ruolo nella società. Un’industria chimica forte e competitiva, infatti, è promotrice di sviluppo sostenibile: trasferisce tecnologia e innovazione a tutti i settori manifatturieri e con i suoi i prodotti aiuta anche gli utilizzatori a ridurre l’impatto ambientale. <br /> Sostenibilità però non significa solo Ambiente – ha proseguito Puccioni. Occorre tenere nella dovuta considerazione anche la dimensione economica, che favorisce sviluppo e crea lavoro, benessere e risorse per finanziare l’innovazione. Il nostro settore è diventato sempre più efficiente e competitivo, garantendo al contempo il rispetto dell’ambiente e la crescita economica; infatti, la competitività industriale è un fattore chiave anche nel complesso percorso verso la sostenibilità. <br /> La chimica – ha concluso Puccioni - si candida a diventare modello di sviluppo ambientale, economico e sociale; i criteri adottati da Responsible Care per conseguire gli straordinari risultati che da 20 anni abbiamo l’orgoglio di presentare, possono essere un contributo reale al dibattito intorno al tema cruciale della crescita sostenibile”.</p> <p>Intervenendo oggi alla presentazione del 20esimo Rapporto Responsible Care, il Ministro dell'Ambiente Galletti ha dichiarato: "sono convinto che il mio non possa essere un Ministero del 'no' e che il nostro compito sia di essere di supporto allo sviluppo economico. Penso, d'altronde, che le imprese abbiano ormai compreso che la responsabilità ambientale sia una condizione essenziale per essere competetitivi sui mercati. Con questa convinzione credo che il nostro sostegno alle imprese consista soprattutto nella semplificazione: poche regole semplici e trasparenti che che di fatto aiutano a tutelare l'ambiente. Serve, inoltre, una definizione molto precisa della competenze chiarendo chi deve fare cosa in campo ambientale. <br /> <br /> L'industria chimica é fondamentale per la crescita economica del Paese, data la sua pervasività e il suo ruolo determinante per molte filiere produttive. Tradizionalmente questo settore viene considerato rischioso per l'ambiente. In realtà esperienze anche recenti mi hanno convinto che l'industria chimica possa far molto proprio per salvaguardare l'ambiente, come dimostrano i dati presentati oggi".</p> <p>Alla tavola rotonda, seguita alla presentazione dei dati, hanno partecipato: Massimo De Felice, Presidente, INAIL; Raffaello Vignali, Segretario Ufficio di Presidenza, Camera dei Deputati; Ermete Realacci, Presidente Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici, Camera dei Deputati.</p> <p><a href="[Libraries]19c4b4ff-8fa9-4fd9-a737-205fc70f4135">Scarica il rapporto completo</a></p> <p><a href="[Libraries]faee77a9-eac9-47bd-bbf3-d1a6050db3fd">Sintesi indicatori 20 Rapporto RC</a></p> <p> </p> http://federchimica.it/Libraries/Eventi_1111_8°T_A_C_E_C/Federico_Magalini.sflb/14-11-04/un_futuro_senza_chimica_è_impensabile_per_ambiente_economia_e_società.aspx http://federchimica.it/Libraries/Eventi_1111_8°T_A_C_E_C/Federico_Magalini.sflb/14-11-04/un_futuro_senza_chimica_è_impensabile_per_ambiente_economia_e_società.aspx 86297498-65d5-4a0b-bf9c-c96c96482425 Tue, 04 Nov 2014 08:00:00 GMT Super microscopio da Nobel per fotografare le cellule senza rischi <p>Il neolaureato Nobel per la Chimica Eric Betzig dopo il successo della microscopia a fluorescenza, è tutt’altro che sazio: la sua ultima creazione si chiama lattice light sheet microscope (traducibile più o meno come microscopio a fogli di luce reticolari) ed è un potentissimo strumento di imaging che promette grandi passi avanti nel campo della microscopia ottica. </p> <p>La nuova tecnologia, descritta dall’équipe di Betzig dello Howard Hughes Medical Institute sulle pagine di Science, è infatti in grado di scattare immagini ad altissima risoluzione dei processi cellulari senza danneggiare le cellule stesse, come invece avveniva con gli strumenti precedentemente usati. Finora, infatti, la possibilità di osservare da vicinissimo i processi cellulari, di solito, comportava il danneggiamento del materiale organico a causa dell’eccessiva esposizione alla luce – il cosiddetto fenomeno della fototossicità.</p> <p>Il nuovo microscopio rappresenta l’evoluzione di uno strumento già concepito da Betzig nel 2011. Un fascio di luce illumina i campioni con un foglio virtuale di luce, che scansiona progressivamente tutto il piano da osservare. Il problema è che il fascio usato dagli scienziati, detto fascio di Bessel, tende a sfocare lateralmente, il che comporta che una parte del campione illuminato risulta fuori fuoco.</p> <p>Per evitarlo, gli scienziati hanno diviso il fascio in sette mini-fasci paralleli, che interferiscono tra loro in modo da cancellare le sfocature sui lobi. In questo modo, spiega Betzig, si vince tre volte: "Ci siamo molto sorpresi osservando che, dividendo l’energia del fascio in sette parti, la fototossicità è scomparsa. Abbiamo capito che è la potenza istantanea della luce a danneggiare le cellule, più che la quantità totale di luce che le illumina. Con il sistema che abbiamo sviluppato siamo riusciti, contemporaneamente, a diminuire l’energia del fascio, ad avere un’illuminazione ad alto contrasto e a sbarazzarci del fastidioso problema dei lobi laterali sfocati". </p> <p>I ricercatori hanno testato lo strumento su venti sistemi biologici diversi, tra cui lo sviluppo embrionale nei nematodi e nei moscerini della frutta. </p> http://federchimica.it/Libraries/Eventi_1111_8°T_A_C_E_C/Federico_Magalini.sflb/14-10-27/super_microscopio_da_nobel_per_fotografare_le_cellule_senza_rischi.aspx http://federchimica.it/Libraries/Eventi_1111_8°T_A_C_E_C/Federico_Magalini.sflb/14-10-27/super_microscopio_da_nobel_per_fotografare_le_cellule_senza_rischi.aspx e09e1dca-8fee-45b7-a42b-98aa700cceac Mon, 27 Oct 2014 15:27:14 GMT Giovani e nanotecnologie: al via una sfida creativa sul Web <p>Il progetto NANODIODE (nato nell'ambito del VII Programma Quadro dell'Unione Europea) ha lanciato una competizione dedicata a studenti delle scuole superiori e delle Università per ispirare la ricerca ed innovazione nel campo delle Nanotecnologie.</p> <p>La competizione è aperta a giovani dai 14 ai 29 anni ed è possibile partecipare proponendo testi, disegni, fumetti video, animazioni o anche costruendo modellini dedicati all’innovazione nelle nanotecnologie. </p> <p>Si può sviluppare l’idea sulla base di una ispirazione personale oppure attraverso quattro esempi di innovazione nelle nanotecnologie: tessuti antiforatura, concentratori luminescenti solari, superfici ceramiche autodisinfettanti, la pellicola riscaldante più sottile al mondo. </p> <p>In palio un viaggio in Olanda per due persone, inclusivo di uno speciale programma di viaggio dedicato all’innovazione!</p> <p>E' anche previsto un premio speciale per le scuole: la classe con le idee più innovative sarà premiata con il NanoSchoolBox, contenente 14 esperimenti nel campo delle nanotecnologie. </p> <p>Le proposte possono essere inviate via web o posta entro novembre 2014.</p> <p>Info su <a href="http://www.nanodiode.eu/competizione/">http://www.nanodiode.eu/competizione/</a><br />  </p> http://federchimica.it/Libraries/Eventi_1111_8°T_A_C_E_C/Federico_Magalini.sflb/14-10-27/giovani_e_nanotecnologie_al_via_una_sfida_creativa_sul_web.aspx http://federchimica.it/Libraries/Eventi_1111_8°T_A_C_E_C/Federico_Magalini.sflb/14-10-27/giovani_e_nanotecnologie_al_via_una_sfida_creativa_sul_web.aspx 76059d4b-0529-4948-b6ab-64b3d850687a Mon, 27 Oct 2014 15:01:44 GMT A Venezia un "ponte" tra Università e Industria <p>L'università Cà Foscari di Venezia ha creato lo spinoff Crossing, che farà da ponte tra i laboratori universitari e l'industria, così da trasmettere alle aziende le invenzioni realizzate nei laboratori dell'ateneo, come quella di un cartone 'attivo', che preservi la qualità del latte o del vino senza l'uso di conservanti o quella di borse della spesa non solo biodegradabili, ma anche resistenti e impermeabili. <br /> Le due idee sono solo esempi di prodotti che potranno diffondersi ed entrare nell'uso quotidiano grazie alle intuizioni di un team di scienziati dell'Università Cà Foscari Venezia guidato da Valentina Beghetto, ricercatrice e docente di Chimica organica industriale.</p> <p>Nei laboratori del Dipartimento di Scienze molecolari e nanosistemi i ricercatori hanno messo a punto composti organici che permettono di modificare e migliorare prodotti industriali in modo ecocompatibile ed economico. "La nostra tecnologia semplifica processi produttivi e abbatte costi di almeno 10 volte - spiega Valentina Beghetto - rendendo accessibili innovazioni che oggi esistono solo sulla carta, nelle idee e nei brevetti, ma che nessuno ha messo in pratica perchè fino ad ora economicamente insostenibili". </p> <p>Ad oggi, solo l'industria farmaceutica si poteva permettere un 'attivatore' come quelli studiati dal team cafoscarino. Questi composti organici funzionano in modo simile agli enzimi, attivando reazioni chimiche senza lasciare traccia all'interno del prodotto finale. Prendendo spunto dalle biotecnologie, l'obiettivo dei ricercatori era riuscire ad applicare queste innovazioni a settori con produzione di massa, come quello alimentare. "Stiamo studiando nuove applicazioni dei nostri attivatori, dai tessuti a polimeri acrilici e plastiche - racconta Beghetto -. Inoltre, studiamo modi per riutilizzare nel processo scarti di lavorazioni industriali. Gli attivatori sono come passepartout che aprono le porte a nuovi materiali. Abbiamo dimostrato che funzionano, le prime applicazioni sono realtà, ma molte altre non sono nemmeno immaginabili e sarà la ricerca a regalarci nuove combinazioni interessanti. Stiamo lavorando ai nostri primi brevetti". </p> http://federchimica.it/Libraries/Eventi_1111_8°T_A_C_E_C/Federico_Magalini.sflb/14-10-21/a_venezia_un_ponte_tra_università_e_industria.aspx http://federchimica.it/Libraries/Eventi_1111_8°T_A_C_E_C/Federico_Magalini.sflb/14-10-21/a_venezia_un_ponte_tra_università_e_industria.aspx afec5380-2e37-4561-8b30-2c589e56b815 Tue, 21 Oct 2014 06:59:34 GMT Cambio di presidenza al CEFIC, eletto Jean-Pierre Clamadieu <p>Jean-Pierre Clamadieu (AD di Solvay) è stato eletto nuovo Presidente del CEFIC, l'Associazione europea delle industrie chimiche. Clamadieu succede al tedesco Kurt Bock (amministratore delegato di Basf).</p> <p>Prioritaria per il mandato biennale del nuovo presidente sarà la competititvità per le oltre 29.000 imprese chimiche europee e i loro 1.2 milioni di addetti. Competitività che si gioca soprattutto sui costi dell'energia.</p> <p>"La pressione competitiva sta aumentando. - ha affermato Clamadieu - La crescita dell’industria chimica nei paesi emergenti e negli Stati Uniti supera ormai quella europea, che si espande molto lentamente. Ne consegue una continua erosione della quota di vendite di prodotti chimici europei sul totale, che si è dimezzata negli ultimi vent’anni e che oggi non supera il 17%."</p> <p>Anche l’export di prodotti chimici, che l’anno scorso ha determinato un saldo commerciale di 48,7 miliardi di euro, sta rallentando sotto il peso della contrazione della domanda mondiale e del boom USA legato allo sfruttamento dello shale-gas. Il risultato di queste due dinamiche è la perdita di 1,9 miliardi di esportazioni nette nel corso del primo semestre 2014, rispetto allo stesso periodo del 2013.</p> <p>Per questo motivo il pressing delle imprese sull'energia è estremamente serrato perché sta diventando una delle cause della perdita di competitività del sistema europeo. «Esistono gli obiettivi dell'Unione europea su energia e cambiamenti climatici, ma non esiste una politica europea sull'energia. Le imprese però hanno bisogno di energia a prezzi sicuri e competitivi». Ha commentato il neoletto Presidente, «Il mix energetico deve includere tutte le nostre fonti, dalle rinnovabili al nucleare. E l'Europa deve considerare anche lo shale gas».</p> http://federchimica.it/Libraries/Eventi_1111_8°T_A_C_E_C/Federico_Magalini.sflb/14-10-21/cambio_di_presidenza_al_cefic_eletto_jean-pierre_clamadieu.aspx http://federchimica.it/Libraries/Eventi_1111_8°T_A_C_E_C/Federico_Magalini.sflb/14-10-21/cambio_di_presidenza_al_cefic_eletto_jean-pierre_clamadieu.aspx 9845242a-42f0-4b48-90a3-38b0631450dd Tue, 21 Oct 2014 06:55:56 GMT