WebMagazine Web Magazine di Federchimica http://www.federchimica.it/DALEGGERE/WebMagazine.aspx http://backend.userland.com/rss Nanotec, una soluzione per l'ulcera gastrica Un paziente con una grave emorragia da ulcera gastrica è stato trattato, per la prima volta in Italia, nell’Unità di Endoscopia Digestiva dell’Ospedale San Paolo di Milano, con un rivoluzionario prodotto che, spruzzato nel sito dell’emorragia – come si fa con un estintore quando si spegne un fuoco – arresta immediatamente il sanguinamento attivo. “Hemospray”, una delle prime applicazioni delle nanotecnologie in gastroenterologia, è l’esempio di come un progetto sviluppato in ambito militare possa giovare alla medicina di tutti i giorni. Questo prodotto è nato per essere utilizzato in modo semplice, ma efficace, per arrestare le emorragie arteriose da armi da fuoco sui campi di battaglia. È in dotazione all’esercito americano e si trova nello zaino di ogni soldato, proprio per l’immediatezza e la facilità con cui può essere usato.<br /> Le emorragie digestive, come è stato anche riportato sul “Libro Bianco della Gastroenterologia”, recentemente presentato, sono le complicanze più frequenti in gastroenterologia (80-150 casi/ anno/100.000 abitanti) e la loro gestione richiede un organizzazione sul territorio che dovrebbe essere molto simile a quella per le urgenze cardiologiche. Infatti una rete per le Urgenze Emorragiche è già attiva in Veneto e anche la Regione Lombardia ha avviato un progetto per una rete gastroenterologica, partendo dalle emergenze emorragiche digestive, al fine ottimizzare la gestione di questa patologia.<br /> L’endoscopia è da tempo il trattamento di elezione delle emorragie digestive, tanto che il ricorso alla chirurgia è oggi del tutto episodico ed avviene solo in quei rari casi in cui l’endoscopia fallisce.<br /> Tuttavia nel 5-10% dei casi trattati con le attuali tecniche di emostasi (infiltrazione di vasocostrittori, termocoagulazione o clips metalliche) si può presentare la ricomparsa dell’emorragia e questa, più frequente nei pazienti anziani e in peggiori condizioni cliniche generali – i più esposti a quest’evenienza per il frequente uso di farmaci gastrolesivi - è causa ancora di mortalità.<br /> La sede della lesione sanguinante può essere in alcuni casi difficile da raggiungere e da trattare con le tecniche attualmente in uso, mentre Hemospray è un metodo semplice ed efficace di emostasi, che non richiede il contatto con la lesione. È molto facile da usare da parte di un medico anche non molto esperto nel trattamento delle emorragia.<br /> Un ulteriore vantaggio è quello di non essere assorbito e di non andare in circolo e quindi non può dare effetti collaterali, e agisce solo sul sito dell’emorragia, fermando il sanguinamento. Quando viene in contatto nel tratto gastroenterico con tessuto e sangue – come nelle lesioni sanguinanti – forma una barriera meccanica sulla lesione e favorisce i processi di coagulazione. Il prodotto viene poi eliminato dall’intestino.<br /> Insieme all’Ospedale San Paolo stanno lavorando su questa nuova procedura altri undici centri europei e presto saranno disponibili i casi di una Survey di ampia casistica. (testo riprodotto da Biotec,com) http://www.federchimica.it/default/12-02-01/nanotec_una_soluzione_per_l_ulcera_gastrica.aspx http://www.federchimica.it/default/12-02-01/nanotec_una_soluzione_per_l_ulcera_gastrica.aspx 23cfc242-d4a9-4517-a06e-e34615a93b17 Wed, 01 Feb 2012 11:09:50 GMT "C'E' CHIMICA" CON I FUNZIONARI EUROPEI <p>I funzionari italiani della Commissione europea, Parlamento e Consiglio, sono stati i protagonisti del seminario “C’è chimica tra noi”, tenutosi ieri 26 gennaio nella sede di Federchimica a Bruxelles. Il seminario ha visto la partecipazione di più di 50 funzionari delle tre Istituzioni europee, tra cui vari membri del gabinetto del Vice Presidente della Commissione europea Antonio Tajani. Sono stati inoltre presenti all’evento diversi membri delle Direzioni Generali della Commissione, della Rappresentanza Permanente d’Italia, del Parlamento europeo, di Camera e Senato italiani e di svariate aziende italiane rappresentate a Bruxelles, che si occupano di tematiche rilevanti quali industria, competitività, ambiente e salute. <br /> Con una panoramica sull’impegno della Federazione a livello nazionale e europeo, il Direttore Generale di Federchimica, Claudio Benedetti, ha aperto l’incontro, sottolineando, tra l'altro, lo stretto rapporto di fiducia e collaborazione che esiste con i funzionari italiani che operano in sede europea. In seguito, l’attività svolta da Federchimica e dalle associazioni di settore che la compongono, durante il 2011, Anno Internazionale della chimica, è stata presentata dal Vice Presidente per l’Europa, Daniele Ferrari. Il Vice Presidente ha in particolare posto l’accento su: iniziative di divulgazione come Fabbriche Aperte, sui molteplici eventi organizzati in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione per la promozione della chimica tra le nuove generazioni e sui 4 video realizzati da Federchimica che mostrano l’utilità della chimica nella vita quotidiana. L’incontro è continuato con l’intervento del Presidente del Programma Responsible Care di Federchimica, Cosimo Franco, il quale, attraverso dati concreti, ha mostrato gli ottimi risultati ottenuti dall’industria chimica nel campo della salute, della sicurezza e della preservazione dell’ambiente nell’ultimo decennio. A conclusione dell’evento è intervenuto il Direttore della delegazione presso l’Unione europea, Marcello Accorsi, il quale ha ribadito l’importanza di una visione comune tra Istituzioni europee e settore industriale chimico, perché sia favorita la ripresa economica facendo sempre particolare attenzione alle necessità sociali ed ambientali italiane ed europee.</p> <p> </p> http://www.federchimica.it/default/12-01-27/_c_e_chimica_con_i_funzionari_europei.aspx http://www.federchimica.it/default/12-01-27/_c_e_chimica_con_i_funzionari_europei.aspx d037074c-d000-435d-90cd-10da5f36309f Fri, 27 Jan 2012 13:23:36 GMT Industria chimica in Italia, il panel di Federchimica <p>Industria chimica: Congiuntura e Previsioni<br /> (Gennaio 2012)<br /> La chimica in Italia si presenta a questo difficile momento di crisi per molti versi cambiata rispetto ad alcuni anni fa. Dieci anni di stagnazione della domanda interna, di dollaro debole, di pressione dal lato delle materie prime, di crescente concorrenza dei paesi emergenti, di forti condizionamenti esterni sulla propria competitività, hanno da un lato condizionato le imprese chimiche operanti in Italia (la redditività si è compressa), ma dall’altro hanno promosso in moltissime di queste un profondo cambiamento facilitato anche da un clima di relazioni industriali orientato all’innovazione e alla flessibilità.<br /> L’orientamento ai mercati esteri si è rafforzato in modo evidente e sempre più ha dato luogo a forme strutturate d’internazionalizzazione. La quota esportata è aumentata di 6 punti percentuali negli ultimi 10 anni (e di 20 negli ultimi 16 anni). Pochi sanno che la chimica è il settore italiano con la percentuale più elevata d’imprese esportatrici sul totale del settore.<br /> Le imprese che hanno fatto prima e in modo più deciso l’orientamento ai mercati internazionali sono ora in condizioni nettamente migliori delle altre perché vedono livelli produttivi simili o poco inferiori a quelli pre-crisi e riescono a trasferire meglio sui prezzi gli aumenti di costo.<br /> Sono ormai tantissime le imprese (quasi 150) che si sono internazionalizzate produttivamente. Attenzione, quasi sempre lo hanno fatto senza delocalizzare gli impianti, ma per affrontare meglio nuovi mercati o per servire meglio mercati tradizionali, e anche quando hanno delocalizzato, lo hanno fatto nelle commodities ormai indifendibili per concentrarsi in Italia nelle specialties.<br /> La quota delle produzioni realizzate all’estero è ormai elevata e occupa circa 24mila addetti.<br /> Si hanno anche molti segnali di un forte cambiamento nei modelli di Ricerca e Innovazione, nella convinzione che questo è l’unico modo per crescere nel lungo periodo. Quest’orientamento nel breve è faticoso perché la crisi ha tagliato i margini e porta anche a selezionare prodotti e impianti, eliminando quelli meno innovativi. Una spinta molto forte è venuta proprio dalle tensioni sui costi degli input e la consapevolezza che nei prodotti più innovativi si ha minor condizionamento dai prezzi delle materie prime e più possibilità di trasferirli a valle.<br /> In ogni caso c’è una consapevolezza diffusa anche tra le medio-piccole imprese della centralità dell’innovazione ed è importante sottolineare che, dopo la Germania, l’Italia è secondo i dati EUROSTAT il paese europeo con il più elevato numero di imprese innovative che fanno ricerca (834). Di conseguenza, una politica industriale orientata all’innovazione trova un’industria chimica pronta a fare un salto importante nella ricerca e nel realizzare partnership con la ricerca pubblica.<br /> In definitiva, l’industria chimica in Italia ha saputo mostrare una forte capacità non solo di adattamento ma anche di reazione e di cambiamento, capacità<br /> Cambiamenti importanti nella chimica italiana alla vigilia della nuova fase recessiva e si appresta a entrare in una nuova fase recessivache ha permesso al settore di limitare gli effetti della crisi rispetto ad altri comparti dell’industria italiana, anche per quanto riguarda i livelli occupazionali, data la centralità delle risorse umane in un comparto sempre più tecnologico.<br /> Questa capacità è per esempio mostrata dalle positive performance dell’export che ha - anche nella media settoriale - recuperato i valori pre-crisi e che per buona parte del 2011 ha permesso di compensare la crescente debolezza del mercato interno.<br /> L’Italia, per la sua particolare situazione economico – politica non poteva che ampliare gli effetti di rallentamento in atto a livello mondiale ed europeo, e la chimica, settore ciclico per definizione, risentirne in modo ancora maggiore. In ogni caso, le imprese sulla base dell'esperienza acquisita durante la crisi del 2008/9 hanno saputo gestire i magazzini evitando di trovarsi impreparati di fronte ad un'improvvisa caduta della domanda, evitando così un avvitamento su sé stessa della congiuntura negativa. Preoccupano, invece, gli aspetti del credito, sia per il costo, sia per la carenza, dovuti alle problematiche finanziarie delle banche e che si tramutano in peggioramento dei livelli di domanda oltre che dei termini di pagamento.<br /> Le imprese chimiche hanno già vissuto 3 anni fa una fase molto difficile nella quale si sono spesso dovute sostituire al sistema bancario per sostenere la clientela che per il nostro settore è spesso costituita da piccole e piccolissime imprese, facendosi carico del maggior onere di capitale circolante e della rischiosità crescente dovuta anche alle difficoltà di natura strutturale di molti comparti a valle. Le imprese chimiche sono più capitalizzate e solide della media industriale ma non possono certo farsi carico per molto tempo delle difficoltà finanziarie della propria clientela.<br /> In particolare, l’industria chimica ha subito più di altri settori il rallentamento della domanda per la gestione più attenta delle scorte da parte dei clienti (e delle imprese chimiche stesse) e perché i nostri utilizzatori più importanti (i settori tradizionali, le costruzioni, i beni durevoli) sono quelli che sono andati peggio, mentre alcuni settori ancora dinamici (come il macchinario) hanno un basso contenuto di chimica.<br /> Da settembre e ancor di più da ottobre al progressivo rallentamento in Italia si è sostituita una netta caduta della domanda interna come risultato della crescente incertezza che si sta progressivamente e rapidamente trasferendo sui livelli produttivi.<br /> La positiva crescita delle esportazioni – che aveva caratterizzato tutta la fase di recupero dopo la crisi – continua ma per il complesso dell’industria chimica si<br /> 2011: buona partenza, finale molto difficile per calo della domanda e problemi nel credito indebolisce in parallelo al rallentamento della domanda mondiale e nella media settoriale non è riuscita più (come nella prima parte dell’anno) a compensare la caduta del mercato interno.</p> <p>Di conseguenza il 2011 si chiude con l’entrata dell’Italia, dell’industria italiana e del nostro settore in una fase recessiva. I risultati produttivi medi del nostro settore per quest’anno – grazie ad una prima parte dell’anno positiva e grazie alle esportazioni - potranno ancora mostrare valori vicini allo zero e non molto negativi.<br /> I dati ISTAT (soprattutto quelli dell’Indice di produzione) sono al momento attuale difficili da utilizzare per flessioni troppo pronunciate in alcuni comparti e per una crescente difficoltà degli indicatori basati sulle quantità a rappresentare in modo soddisfacente il rapido cambiamento nella composizione qualitativa dei prodotti. Più affidamento danno gli indicatori di fatturato (a prezzi correnti e a prezzi costanti) anche se colgono diversi aspetti del mercato.<br /> La stima di Federchimica per la chimica in Italia per la media del 2011 è di un piccolo calo sia della produzione (tra l’1 e il 2%), sostenuta in particolare dai prodotti meno ciclici e dalle esportazioni (+2,0%).<br /> Quanto mai difficile è formulare una previsione quantitativa per il 2012. Importante, però, sulla base dello scenario presentato basarsi su alcune ipotesi:<br />  la domanda estera continuerà, dopo la fase di rallentamento per l’assestamento dei magazzini, ad offrire importanti opportunità di vendite e sui mercati più dinamici, grazie anche alla svalutazione dell’euro, di trasferire più facilmente a valle il costo delle materie prime;<br />  il prezzo di queste, dopo le flessioni degli ultimi mesi, dovrebbe restare elevato, d’altro canto non è auspicabile un forte calo perché sarebbe il risultato di una crisi di domanda ancora più grave;<br />  anche le condizioni valutarie devono essere accettate senza sperare troppo in una svalutazione forte dell’euro, perché significherebbe l’ingovernabilità della crisi della valuta europea;<br />  le imprese chimiche hanno di fronte un mercato interno certamente difficile ma è ancora probabile che non si realizzino cadute molte forti della domanda anche perché gli effetti sulle scorte di magazzino (e sui livelli produttivi delle imprese chimiche) sono già stati anticipati nel 2011;<br />  in generale, di conseguenza, la domanda interna di prodotti chimici seguirà senza scosse all’ingiù la dinamica produttiva e di domanda degli utilizzatori;<br />  sulla base della previsione nel 2012 di un calo della produzione industriale italiana del 2% e dei consumi reali delle famiglie dell’1%, si può ipotizzare un’evoluzione della domanda interna in flessione dell’1,5%, ipotizzando però che i settori più utilizzatori di chimica abbiano nel 2012 (a differenza del 2011) un’evoluzione simile alla media;<br />  si può ragionevolmente prevedere che a sostenere i livelli produttivi della chimica in Italia ci possa essere nel 2012 una crescita delle esportazioni non elevata ma positiva, intorno al 2,0%.<br /> Il risultato di questo esercizio di previsione è una stima di flessione di circa l’1% della produzione in volume per la chimica italiana, un risultato negativo in assoluto ma migliore della media industriale, sia perché si è in qualche modo anticipata l’inversione ciclica, sia per una migliore capacità di cogliere le opportunità del mercato globale, dato anche il contenuto tecnologico di gran parte dei prodotti chimici.<br /> In conclusione, lo scenario è certamente negativo ma rimangono le opportunità della crescita mondiale per sostenere i livelli produttivi delle imprese chimiche.<br /> Ma per poter competere ad armi pari, allo sforzo delle imprese sull’internazionalizzazione, sull’innovazione, sulla qualità ambientale e sulla formazione delle risorse umane, deve aggiungersi al più presto un quadro di sostegno alla crescita basata sul miglioramento delle condizioni esterne che determinano la competitività delle attività chimiche.<br /> Molte di queste sono migliorabili nel breve e senza costi per il bilancio pubblico attraverso una coraggiosa politica industriale orientata alla semplificazione normativa,alla modernizzazione della Pubblica Amministrazione e alle liberalizzazioni.</p> http://www.federchimica.it/default/12-01-27/industria_chimica_in_italia_il_panel_di_federchimica.aspx http://www.federchimica.it/default/12-01-27/industria_chimica_in_italia_il_panel_di_federchimica.aspx 08444721-152f-4942-8571-53e75d3b15dd Fri, 27 Jan 2012 10:37:00 GMT Un sapone magnetico per gli sversamenti di petrolio <p>Arriva il primo sapone sensibile al campo magnetico, realizzato trasformando e molecole di detergente in piccoli centri metallici e aggiungendo alla soluzione atomi di ferro. In questo modo il sapone è a controllo magnetico, così che lo si possa rimuovere da una soluzione dopo aver svolto le operazioni di pulizia, senza lasciar traccia. A creare il sapone magnetico, che potrebbe anche essere utilizzato per la bonifica degli sversamenti petroliferi in mare, sono stati i ricercatori della University of Bristol (Gb), guidati da Julian Eastoe. </p> <p>Un sapone è fatto di molecole con una duplice affinità: una idrofobica (che ama i grassi e quindi si lega a molecole di questo tipo) e una idrofila ( amante cioè dell’acqua). Il potere sgrassante, e quindi pulente, risiede nella capacità del sapone di legarsi alle molecole di grasso e al tempo stesso di essere lavato via dall’acqua. Per essere utilizzato nelle bonifiche degli sversamenti di petrolio in mare, però, il sapone dovrebbe essere anche facilmente rimovibile. E qui nasce l’idea dei ricercatori, pubblicata su Angewandte Chemie, simile per concetto a quello che facciamo con una calamita quando raccogliamo un ago da terra. </p> <p>Il problema è che il sapone normalmente non è un metallo con proprietà magnetiche come l’ago, o almeno non abbastanza. Per questo i ricercatori di Bristol hanno aggiunto del ferro ai tensioattivi composti di ioni cloruro e bromuro, del tutto simili a quelli che si possono trovare nelle nostre case. In questo modo gli scienziati hanno trasformato le particelle di sapone in centri metallici, come confermato dalle analisi effettuate dai ricercatori dell’ Institute Laue Langevin di Grenoble, in Francia, analizzando il detergente con tecniche di scattering di neutroni (un sistema che permette di avere informazioni sulla struttura della materia). </p> http://www.federchimica.it/default/12-01-25/un_sapone_magnetico_per_gli_sversamenti_di_petrolio.aspx http://www.federchimica.it/default/12-01-25/un_sapone_magnetico_per_gli_sversamenti_di_petrolio.aspx cdafa341-f2bc-4e19-9952-c2b743ebb1f9 Wed, 25 Jan 2012 15:34:44 GMT Alla scoperta dei progenitori 'sintetici' delle proteine Ada Yonath, premio Nobel per la Chimica nel 2009 per la scoperta dei ribosomi, sta ora lavorando alla   loro ricostruzione in laboratorio. I ribosomi sono le strutture cellulari 'antenate'delle proteine.<br /> Lo ha detto la stessa ricercatrice a margine di un convegno a Roma. <br /> "Il nostro obiettivo - ha detto il Nobel  - non è ricostruire i ribosomi in laboratorio: questo è<br /> semplicissimo, una volta conosciuta la loro struttura. Intendiamo costruire quello che potremmo chiamare il pre-ribosoma, ossia l'entità molecolare che esisteva prima che si formassero le cellule".<br />  I ribosomi, ha proseguito Yonath, sono importantissimi perché grazie ad essi vengono prodotte le proteine, che sono alla base della vita. "Sono strutture presenti in tutti gli organismi viventi, dai batteri agli elefanti, e molto probabilmente si basano su un meccanismo completamente conservato attraverso l'evoluzione. <br /> Per questo - ha aggiunto - sono strutture molto stabili nel nostro ambiente". Quello che adesso interessa, ha aggiunto, "é capire che aspetto avessero queste strutture prima che sulla Terra comparisse ogni forma di vita". Le simulazioni finora fatte con l'aiuto dei supercomputer hanno confermato le ipotesi del gruppo di Yonath. "Adesso - ha concluso - vogliamo costruire i pre-ribosomi in laboratorio". http://www.federchimica.it/default/12-01-24/alla_scoperta_dei_progenitori_sintetici_delle_proteine.aspx http://www.federchimica.it/default/12-01-24/alla_scoperta_dei_progenitori_sintetici_delle_proteine.aspx c8691f02-0396-4ae7-9963-b317e4e0c9f7 Tue, 24 Jan 2012 14:57:11 GMT REAZIONE CHIMICA, LIBRO-DOCUMENTO DELLA CHIMICA ITALIANA Un volume che: "...descrive in maniera non tradizionale alcuni aspetti chiave della storia dell'industria chimica italiana dagli anni Sessanta ad oggi". Così Giorgio Squinzi introduce REAZIONE CHIMICA, il nuovo libro firmato da Stefano Righi.<br /> L'avventura della chimica italiana, raccontata dall'esperienza diretta del Professor Renato Ugo, inizia con la scoperta del polipropilene e prosegue fino ai giorni nostri. Una storia complessa e affascinante, che testimonia le vicende di un settore industriale chiave per lo sviluppo del Paese, spiegando le ragioni dell'attualità del nostro settore.<br /> Chi ha vissuto negli anni di cui si parla avrà modo, leggendo Reazione Chimica, di ricomporre i ricordi e scoprire fatti poco noti; i più giovani potranno invece giovarsi di un racconto vivace e puntuale di un capitolo così importante per la nostra storia. http://www.federchimica.it/default/12-01-11/reazione_chimica_libro-documento_della_chimica_italiana.aspx http://www.federchimica.it/default/12-01-11/reazione_chimica_libro-documento_della_chimica_italiana.aspx 78a4fe73-a9cf-4505-806c-305d2620ccc7 Wed, 11 Jan 2012 11:53:02 GMT Io speriamo che studio chimica... <p>"Vorrei diventar anche io scienziato e far qualcosa di buono per l'umanità": è uno dei tanti commenti raccolti dai ragazzi della scuola a media Cavedoni di Sassuolo, dove Ceramicolor ha tenuto un incontro di orientamento sulla chimica.<br /> Hanno partecipato 8 classi seconde medie per un totale di 220 ragazzi e una decina di insegnanti.<br /> I commenti degli scolari,che gli insegnanti hanno raccolto, sono positivi e soprattutto dimostrano quanto  la chimica sia sconosciuta: "mi è piaciuto sapere che senza la chimica non ci sarebbe niente" è soltanto uno delle tante osservazioni, piene di interesse e di sorpresa.</p> <p>Ceramicolor ha varato un programma per i ragazzi delle scuole medie inferiori e superiori del distretto modenese per la promozione dello studio della chimica e dell'industria chimica in Italia.</p> <p>L'iniziativa è stata voluta dalle imprese per iniziare collaborazioni concrete con le scuole del territorio, al fine di stimolare i ragazzi verso un percorso di studi in ambito chimico e, nel contempo, per promuovere l'attività dei colorifici ceramici, che ancora non hanno grande notorietà tra i cittadini in particolare tra i più giovani.</p> <p> </p> http://www.federchimica.it/default/12-01-11/io_speriamo_che_studio_chimica_.aspx http://www.federchimica.it/default/12-01-11/io_speriamo_che_studio_chimica_.aspx f31a282b-f171-4b0f-b039-3cc7315d4d39 Wed, 11 Jan 2012 09:17:41 GMT Crescono le iscrizioni alle facoltà di chimica <p>Cominciano già a vedersi i primi risultati dell'attività svolta nel 2011 per celebrare e far conoscere la chimica, anche come materia di studio e dunque come percorso universitario.</p> <p>Il sito del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (www.istruzione.it)  rende nota una recentissima pubblicazione, intitolata "l'Università in cifre". <br /> Se ne ricava che i corsi di laurea chimico-farmaceutici hanno avuto il maggior aumento di iscritti (+ 3,5%), <br /> Dati che sembrano proprio dimostrare quanto le numerosissime iniziative per l'Anno internazionale della chimica, anche unitamente al Piano lauree scientifiche, stia ottenendo l'effetto sperato: far crescere le vocazioni chimiche per creare futuri esperti di cui il nostro Paese ha molto bisogno.</p> http://www.federchimica.it/default/12-01-11/crescono_le_iscrizioni_alle_facoltà_di_chimica.aspx http://www.federchimica.it/default/12-01-11/crescono_le_iscrizioni_alle_facoltà_di_chimica.aspx 07acbf7e-5d86-40cb-b864-3f1ff2cc9960 Tue, 10 Jan 2012 23:00:00 GMT MINISTRO PROFUMO ANNUNCIA SIGLA NUOVO PROTOCOLLO MIUR-FEDERCHIMICA-UNESCO-SCI <p>Centomila euro per tre anni: è l'investimento previsto dal <a href="http://www.federchimica.it/Libraries/Agenda/Protocollo_Intesa_firmato.sflb.ashx">protocollo di intesa </a>annunciato oggi dal Ministro Profumo e siglato tra il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, Francesco Profumo, FederchimicA, Unesco e Società Chimica Italiana. Il protocollo, che avrà validità triennale, è stato siglato i occasione della cerimonia conclusiva dell'anno internazionale della chimica, svoltasi presso l'Accademia Nazionale dei Lincei.<br /> Obiettivo del protocollo è promuovere per i prossimi tre anni, anche alla luce del successo delle attività realizzate quest'anno, la conoscenza della chimica e della sua importanza presso le scuole di ogni ordine e grado, oltre a favorire l'orientamento verso le facoltà scientifiche. <br /> “Il consuntivo delle attività realizzate per le celebrazioni del 2011 è più che positivo – ha dichiarato Cesare Puccioni, Presidente di Federchimica.<br /> “Fabbriche Aperte, l’operazione che abbiamo voluto rilanciare per presentare l’industria chimica con trasparenza alle comunità locali, ha visto l’apertura di 130 stabilimenti, visitati nel loro complesso da più di 700.000 persone – ha proseguito Puccioni. “Le nostre campagne di comunicazione, fatte attraverso i giornali, le stazioni ferroviarie e gli aeroporti di Roma e Milano, che hanno trasmesso i nostri videoclip per un mese intero sui propri circuiti, e le molte altre iniziative hanno creato contatti verso 20 milioni di italiani.<br /> Orientagiovani nazionale, che Confindustria ha voluto dedicare quest’anno alla chimica, ha coinvolto 1.200 ragazzi. <br /> Serve però continuità, nei contenuti e nelle azioni – ha proseguito Puccioni. <br /> “Abbiamo perciò accolto con grande soddisfazione la proposta del Ministero di reiterare la sigla di un nuovo Protocollo nel 2012, al quale si aggiunge la prestigiosa presenza di Unesco.<br /> Di ciò desidero vivamente ringraziare il Ministro, Professor Profumo, per la sensibilità e l’attenzione dimostrata a questo tema”.</p> <p>Il Ministro Profumo,riferendosi alle iscrizioni alla facoltà di chimica al Politecnico di Torino, ha oggi sottolineato come tale settore abbia avuto un "periodo di crisi: un tempo - ha detto - c'erano al massimo trenta allievi, ma adesso si sono moltiplicati per cinque arrivando ad oltre cento. Queste cose -ha commentato - non avvengono per caso, ed oggi c'é maggiore consapevolezza di cosa sia la chimica. Dunque bisogna investire di più in ricerca anche in questo settore". <br /> Profumo ha inoltre rilevato come la scuola italiana , in termini di ore di lezione nelle materie scientifiche, "deve allinearsi all'Europa".</p> http://www.federchimica.it/default/12-01-10/ministro_profumo_annuncia_sigla_nuovo_protocollo_miur-federchimica-unesco-sci.aspx http://www.federchimica.it/default/12-01-10/ministro_profumo_annuncia_sigla_nuovo_protocollo_miur-federchimica-unesco-sci.aspx 49fa1830-0639-48f8-b724-a173b2f5b408 Mon, 09 Jan 2012 23:00:00 GMT Unipro: tengono i consumi di cosmetici nonostante la crisi Il mercato cosmetico non si piega alla crisi anche se molti canali soffrono per la preoccupazione dei consumatori, pesantemente condizionati dalle manovre di politica fiscale. <br /> L’indagine congiunturale proposta dal Centro Studi di Unipro, l’Associazione Italiana delle Imprese Cosmetiche, ha analizzato l’andamento dei canali nel secondo semestre 2011 e le previsioni per il primo semestre 2012. Si conferma la sostanziale tenuta del mercato in Italia che a fine anno tocca i 9.300 milioni di euro con una crescita di un punto percentuale.<br /> Le prime proiezioni per il 2012 vedono come elemento di sostegno le esportazioni mentre il mercato interno sarà ancora condizionato dalla fase molto cauta e riflessiva di ampie fasce di consumatori.<br /> Le difficoltà di elaborare una previsione affidabile sono confermate dai trend dei singoli canali che vedono ancora dinamica l’erboristeria, +4,5% nel secondo semestre 2011 e +4% nel primo 2012, la buona tenuta delle vendite in farmacia, +2,5% nel 2011 e +2,8% nel 2012 e la stabilità della GDO, +1,1% a fine 2011, +1,5% nel 2012. Gli sforzi delle imprese non sono bastati a sostenere i canali professionali dove i saloni di estetica segnano a fine semestre 2011 un rimbalzo dell’1,3% mentre i saloni di acconciatura accusano la diminuzione dei passaggi in salone, -1,3% nel 2011. <br /> Emblematici i trend in profumeria, +1,2% a fine 2011 e +1,5% nel primo semestre 2012: la tenuta è sostenuta essenzialmente dalle catene mentre alcuni punti vendita tradizionali segnalano pesanti contrazioni. Importanti segnali vengono dai terzisti, a monte della filiera, con indicatori positivi, +4% a fine 2011, che fanno ben sperare per la ripresa a medio termine del settore.<br /> Con un mercato sostanzialmente stabile, i fatturati delle imprese toccano a fine anno i 9.100 milioni di euro, l’attesa per il 2012 è per un’ulteriore crescita del 6% e un valore oltre i 9.600 milioni di euro.<br /> &lt;&lt;Le esportazioni nel 2011 sostengono la produzione più del mercato interno – afferma Fabio Rossello, presidente di Unipro – il valore dell’export, in crescita di quasi venti punti percentuali, supererà i 2.850 milioni di euro, portando l’attivo della bilancia commerciale del settore a circa 1.100 milioni di euro, un vero primato per un settore che ha ancora ampi spazi di manovra sui mercati internazionali. Più difficile la situazione sul mercato interno dove assistiamo tuttavia ad una buona tenuta pur con situazioni differenziate nei canali. La vera costante di questi ultimi esercizi è il consumatore italiano, oggi sicuramente più preoccupato per la difficile congiuntura, ma sempre più emancipato e desideroso di prodotti orientati al value for money. Queste ragioni, conclude Rossello, spiegano il fenomeno di controtendenza espresso dai consumi cosmetici anche in questi ultimi, difficili, esercizi&gt;&gt;.<br />  <br /> http://www.federchimica.it/default/11-12-28/unipro_tengono_i_consumi_di_cosmetici_nonostante_la_crisi.aspx http://www.federchimica.it/default/11-12-28/unipro_tengono_i_consumi_di_cosmetici_nonostante_la_crisi.aspx 155d1572-7a66-482e-8591-258e7e3b0338 Wed, 28 Dec 2011 10:57:00 GMT AUGURI! <p>La redazione di Chimica&amp;Oltre chiude fino al 9 gennaio 2012. </p> <p>A tutti i lettori un caloroso augurio di buon Natale e felice nuovo Anno! </p> http://www.federchimica.it/default/11-12-22/auguri_.aspx http://www.federchimica.it/default/11-12-22/auguri_.aspx 94fcb5af-49a3-4a39-9a7a-c75b504c7f4b Thu, 22 Dec 2011 13:07:00 GMT Premi: il Leonardo Ugis a Renato Ugo <p>Il Professor Renato Ugo e il giovane ricercatore del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) di Pisa<br /> Maurizio Tesconi sono i vincitori della prima edizione del premio Leonardo-Ugis.<br />    Il premio, nato per sensibilizzare la società sul valore dei giovani ricercatori e sull'importanza di una corretta informazione scientifica, è promosso dal Museo nazionale della scienza e della tecnologia 'Leonardo da Vinci' di Milano e dall'Ugis (Unione Giornalisti Italiani Scientifici), in collaborazione con Federchimica-PlasticsEurope Italia e Pagnanelli Risk Solution.</p> <p>   Renato Ugo, chimico pluripremiato già docente dell'Università di Milano e socio dell'Accademia dei Lincei, è stato insignito del riconoscimento per aver vissuto con "curiosità, passione e competenza" la sua esperienza "di docenza, di ricerca scientifica, professionale, di impegno in attività istituzionali in ambiti regionale nazionale ed europeo". "Un riconoscimento ad un insigne scienziato che si é distinto in ambito chimico - si legge nella motivazione - conferito proprio nell'anno internazionale della chimica".<br />    Un premio in denaro è stato invece assegnato al giovane ricercatore Maurizio Tesconi, che lavora presso l'Istituto di Informatica e Telematica (Iit) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) di Pisa. La giuria del premio ha infatti riconosciuto non solo il suo lavoro di ricercatore nel campo<br /> delle tecnologie dell'informazione, ma anche le sue qualità di divulgatore scientifico, che attraverso la "partecipazione a importanti festival della scienza, la produzione di video demo, le interviste a settimanali quotidiani e televisioni a copertura nazionale",  è riuscito "a far comprendere al pubblico il difficile lavoro dei ricercatori". </p> http://www.federchimica.it/default/11-12-21/premi_il_leonardo_ugis_a_renato_ugo.aspx http://www.federchimica.it/default/11-12-21/premi_il_leonardo_ugis_a_renato_ugo.aspx a0b5154c-1cb5-4bf7-9b00-8f7b290b32ac Wed, 21 Dec 2011 16:40:15 GMT Rapporto Nazionale PIQ 2010, la chimica è eccellenza nella qualità. <p>C'è una nuova unità di misura per interpretare al meglio l’economia globale: è il PIQ,  Prodotto Interno di Qualità, e serve a quantificare l'upgrading di prodotti e processi che i Paesi avanzati mettono in campo per competere con i low cost dei Paesi emergenti.Il PIQ risulta quindi più competo rispetto al Pil, perchè tiene conto di indicatori settoriali che vanno al di là della quantità di beni (o servizi) prodotti. <br /> In questo sofisticato ranking, la chimica è prima in classifica con una quota di PIQ del 57,8%, ben al di sopra della media manifatturiera (48,2%). Questa posizione si spiega con il continuo impegno dell’industria chimica nel perseguire i suoi obiettivi in termini di ricerca e innovazione.<br />  Il PIQ è calcolato esclusivamente su dati oggettivi, utilizzando una serie di indicatori inseriti in uno schema Input-Process-Output (IPO) che corrisponde alla filiera produttiva. Il modello permette di valutare le interdipendenze tra i vari settori sulla base del fatto che la qualità dei beni e servizi prodotti da un settore si inserisce, sotto forma di input, nelle produzioni di altri settori.<br /> Il PIQ rimane nella logica monetaria del PIL ed è compatibile con la classificazione europea NACE dei comparti di attività economica. Garantisce quindi la possibilità di confrontare il livello qualitativo raggiunto dalle singole economie nazionali. <br /> Gli indicatori tenuti in considerazione sono suddivisi in due macro-aree: <br /> • fattore lavoro, all’interno del quale ci sono le seguenti sotto-aree: formazione, competenze, abilità, imprenditoria giovanile (nel contesto di intergenerazionalità), pari opportunità lavorative tra uomini e donne;<br /> • fattore capitale-tecnologia, all’interno del quale ci sono diverse sotto-aree, tra cui sicurezza e salute, processi ideativi e produttivi, spesa per l’innovazione, efficienza energetica, gestione di rifiuti, riduzione inquinanti. <br />  Il Rapporto PIQ 2010,svolto da Symbola, Unioncamere e Istituto Tagliacarne,  ha anche quantificato il contributo di ogni settore produttivo italiano all’interno del processo Input-Process-Output. La chimica ha un contributo medio-alto nella fase di Input e Process, mentre nella fase finale di Output il suo contributo diventa alto. Pertanto, nel contributo sul totale del sistema economico italiano, la fetta corrispondente alla chimica risulta essere pari all’8,5% circa (essendo un settore di minori dimensioni rispetto ad altri). <br /> Il risultato complessivo rapporta il contributo in termini di formazione del PIQ nazionale e la percentuale di qualità all’interno del settore, dove l’industria chimica, come visto in precedenza, arriva al 57,8% (vedi grafico pagina seguente).</p> <p> </p> http://www.federchimica.it/default/11-12-19/rapporto_nazionale_piq_2010_la_chimica_è_eccellenza_nella_qualità_.aspx http://www.federchimica.it/default/11-12-19/rapporto_nazionale_piq_2010_la_chimica_è_eccellenza_nella_qualità_.aspx c00f930a-ad01-4cdd-a367-d66b3f23cb64 Mon, 19 Dec 2011 13:32:10 GMT Orientagiovani, un viaggio con la chimica per le scuole medie milanesi Ha avuto il consueto successo la manifestazione di Orientagiovani milanese, organizzata da Federchimica insieme al Gruppo Chimici di Assolombarda.<br /> Come ogni anno, i ragazzi degli IITIS Paolo Carcano di Como e Feltrinelli di Milano , molto ben coordinati dal Professor Sergio Palazzi  e dalla Professoressa Rossana Servida , hanno mostrato esperimenti, raccontato episodi e riferito la propria esperienza al pubblico di 12 e 13enni, coinvolgendoli in un viaggio che porta alla scoperta della chimica e di tutto ciò che essa ci mette a disposizione.<br /> La conduzione divertente e insieme inappuntabile di Andrea&amp;Michele, i dj notissimi ai giovani, rende la giornata piacevole e interessante, anche perché si conclude con qualche informazione di prospettiva sulle molte opportunità di carriera che lo studio della chimica offre.<br /> Come sempre, la speranza è che qualcuno dei partecipanti, scoprendo la chimica sotto una nuova lice, decida di intraprenderne lo studio; a giudicare dalle facce divertite del pubblico, scommetteremmo di sì…<br /> http://www.federchimica.it/default/11-12-13/orientagiovani_un_viaggio_con_la_chimica_per_le_scuole_medie_milanesi.aspx http://www.federchimica.it/default/11-12-13/orientagiovani_un_viaggio_con_la_chimica_per_le_scuole_medie_milanesi.aspx bac45766-5d8a-4035-add2-464364ceb5c6 Tue, 13 Dec 2011 15:54:51 GMT Niente fosfati nei detersivi delle lavatrici italiane <p>Nel 2012 il Parlamento europeo potrebbe emanare una direttiva per imporre la riduzione dei fosfati nei detersivi per lavatrici e lavastoviglie.Si decide entro dicembre.<br /> Per l'Italia, però,il problema non sussiste: da noi  il contenuto in fosforo dei detersivi è regolamentato da più di vent'anni: quelli per lavatrice hanno un livello massimo consentito di fosforo di 1%, mentre quelli per lavastoviglie hanno un limite del 6%. In pratica tutti i detersivi per lavatrice presenti sul mercato sono già allineati con quanto richiesto dalla Comunità europea, mentre per le lavastoviglie la maggior parte delle aziende dovrà modificare le formule dei propri prodotti.<br /> "Le aziende italiane - spiega Luciano Pizzato, presidente di Assocasa - fanno molto per ridurre l'impatto ambientale dei propri prodotti: oltre che adeguarsi in anticipo a quanto richiesto dalle norme europee, hanno da tempo realizzato iniziative volontarie, volte a ridurre l'impatto delle formule dei prodotti e a consentirne l'uso ottimale, riducendo i consumi di detersivi e di energia, in una maniera che sia misurabile e certificabile da enti esterni". <br /> I fosfati sono ingredienti utili per le operazioni di lavaggio, sotto diversi punti di vista: sono addolcitori dell'acqua di lavaggio, e in questo modo evitano che parte dei tensioattivi vengano sprecati; sono alcalinizzanti e facilitano quindi la dissoluzione dello sporco; sono sospendenti e impediscono che lo sporco dissolto si ridepositi sui tessuti. Per questo, non esiste un solo ingrediente che li possa sostituire, ma tutta la formulazione deve essere rivista se non possono essere utilizzati.<br /> Ma essendo anche nutrienti per la vegetazione, se finiscono nei bacini chiusi, possono provocare una fioritura abnorme di alghe che può ridurre la quantità di ossigeno. Per questo, in alcuni dei Paesi in cui questo fenomeno si manifestava, i fosfati sono stati da tempo sottoposti a restrizioni che ora l'Europa ha deciso di estendere in modo uniforme a tutti i Paesi europei.<br /> Il miglior consiglio per scegliere e utilizzare al meglio i detersivi per lavatrici e lavastoviglie è: leggere bene l'etichetta. Sulla confezione, infatti, si trovano tutte le indicazioni, obbligatorie e volontarie, utili per fare una scelta consapevole. I prodotti devono riportare alcune informazioni obbligatorie: se sono stati classificati come "pericolosi" dalla legislazione europea, devono riportare un simbolo accompagnato dalle diciture standard che spiegano il tipo di pericolo e le precauzioni da prendere per evitare incidenti (sui prodotti di pulizia europei sono simboli neri su sfondo arancione.<br /> Ci sono poi le "informazioni volontarie per un uso ottimale", aggiunte dal produttore per incoraggiare un uso sostenibile del prodotto e ottenere un risultato ottimale con il minimo impatto sull'ambiente (ad esempio "Save energy and water" o "Lavagiusto"). Volontari sono anche i simboli "Charter per la pulizia sostenibile" (indica aziende che utilizzano pratiche gestionali sostenibili per tutti gli stadi del ciclo di vita del prodotto) e le "Ecolabel" che possono essere nazionali (il cigno bianco scandinavo, il falco svedese, l'angelo blu tedesco) o europee e fissano criteri specifici per lo sviluppo di formule e imballaggi per i prodotti. <br /> Le "informazioni volontarie sull'uso sicuro" si avvalgono di una serie di pittogrammi che le aziende sono caldamente invitate ad apporre sulle etichette e sugli imballaggi (tenere lontano i bambini, evitare il contatto con gli occhi, non travasare in altri recipienti, areare il locale dopo l'uso...). Ci sono poi i simboli che forniscono informazioni sul recupero degli imballaggi, come il Punto verde con cui le aziende dichiarano il loro impegno verso i sistemi nazionali di recupero degli imballaggi; il nastro di Moebius (tre frecce che si "rincorrono"), simbolo internazionalmente riconosciuto applicato sui prodotti riciclabili; il simbolo per le materie plastiche generalmente impresso in rilievo sul fondo delle bottiglie, racchiude un numero all'interno delle frecce di Moebius e di solito, ma non sempre, anche l'acronimo della resina.</p> <p>Per maggiori informazioni sull'etichetta basta visitare il sito di Assocasa, <a href="http://www.assocasa.federchimica.it">www.assocasa.federchimica.it</a> </p> <p> </p> <p> </p> http://www.federchimica.it/default/11-11-30/niente_fosfati_nei_detersivi_delle_lavatrici_italiane.aspx http://www.federchimica.it/default/11-11-30/niente_fosfati_nei_detersivi_delle_lavatrici_italiane.aspx 7f0c1bd7-546d-4a5c-a711-fded1a04467e Wed, 30 Nov 2011 09:42:36 GMT