WebMagazine Web Magazine di Federchimica http://www.federchimica.it/DALEGGERE/WebMagazine.aspx http://backend.userland.com/rss Super microscopio da Nobel per fotografare le cellule senza rischi <p>Il neolaureato Nobel per la Chimica Eric Betzig dopo il successo della microscopia a fluorescenza, è tutt’altro che sazio: la sua ultima creazione si chiama lattice light sheet microscope (traducibile più o meno come microscopio a fogli di luce reticolari) ed è un potentissimo strumento di imaging che promette grandi passi avanti nel campo della microscopia ottica. </p> <p>La nuova tecnologia, descritta dall’équipe di Betzig dello Howard Hughes Medical Institute sulle pagine di Science, è infatti in grado di scattare immagini ad altissima risoluzione dei processi cellulari senza danneggiare le cellule stesse, come invece avveniva con gli strumenti precedentemente usati. Finora, infatti, la possibilità di osservare da vicinissimo i processi cellulari, di solito, comportava il danneggiamento del materiale organico a causa dell’eccessiva esposizione alla luce – il cosiddetto fenomeno della fototossicità.</p> <p>Il nuovo microscopio rappresenta l’evoluzione di uno strumento già concepito da Betzig nel 2011. Un fascio di luce illumina i campioni con un foglio virtuale di luce, che scansiona progressivamente tutto il piano da osservare. Il problema è che il fascio usato dagli scienziati, detto fascio di Bessel, tende a sfocare lateralmente, il che comporta che una parte del campione illuminato risulta fuori fuoco.</p> <p>Per evitarlo, gli scienziati hanno diviso il fascio in sette mini-fasci paralleli, che interferiscono tra loro in modo da cancellare le sfocature sui lobi. In questo modo, spiega Betzig, si vince tre volte: "Ci siamo molto sorpresi osservando che, dividendo l’energia del fascio in sette parti, la fototossicità è scomparsa. Abbiamo capito che è la potenza istantanea della luce a danneggiare le cellule, più che la quantità totale di luce che le illumina. Con il sistema che abbiamo sviluppato siamo riusciti, contemporaneamente, a diminuire l’energia del fascio, ad avere un’illuminazione ad alto contrasto e a sbarazzarci del fastidioso problema dei lobi laterali sfocati". </p> <p>I ricercatori hanno testato lo strumento su venti sistemi biologici diversi, tra cui lo sviluppo embrionale nei nematodi e nei moscerini della frutta. </p> http://www.federchimica.it/WebMagazine.rss/14-10-27/super_microscopio_da_nobel_per_fotografare_le_cellule_senza_rischi.aspx http://www.federchimica.it/WebMagazine.rss/14-10-27/super_microscopio_da_nobel_per_fotografare_le_cellule_senza_rischi.aspx e09e1dca-8fee-45b7-a42b-98aa700cceac Mon, 27 Oct 2014 15:27:14 GMT Giovani e nanotecnologie: al via una sfida creativa sul Web <p>Il progetto NANODIODE (nato nell'ambito del VII Programma Quadro dell'Unione Europea) ha lanciato una competizione dedicata a studenti delle scuole superiori e delle Università per ispirare la ricerca ed innovazione nel campo delle Nanotecnologie.</p> <p>La competizione è aperta a giovani dai 14 ai 29 anni ed è possibile partecipare proponendo testi, disegni, fumetti video, animazioni o anche costruendo modellini dedicati all’innovazione nelle nanotecnologie. </p> <p>Si può sviluppare l’idea sulla base di una ispirazione personale oppure attraverso quattro esempi di innovazione nelle nanotecnologie: tessuti antiforatura, concentratori luminescenti solari, superfici ceramiche autodisinfettanti, la pellicola riscaldante più sottile al mondo. </p> <p>In palio un viaggio in Olanda per due persone, inclusivo di uno speciale programma di viaggio dedicato all’innovazione!</p> <p>E' anche previsto un premio speciale per le scuole: la classe con le idee più innovative sarà premiata con il NanoSchoolBox, contenente 14 esperimenti nel campo delle nanotecnologie. </p> <p>Le proposte possono essere inviate via web o posta entro novembre 2014.</p> <p>Info su <a href="http://www.nanodiode.eu/competizione/">http://www.nanodiode.eu/competizione/</a><br />  </p> http://www.federchimica.it/WebMagazine.rss/14-10-27/giovani_e_nanotecnologie_al_via_una_sfida_creativa_sul_web.aspx http://www.federchimica.it/WebMagazine.rss/14-10-27/giovani_e_nanotecnologie_al_via_una_sfida_creativa_sul_web.aspx 76059d4b-0529-4948-b6ab-64b3d850687a Mon, 27 Oct 2014 15:01:44 GMT UN FUTURO SENZA CHIMICA E’ IMPENSABILE PER AMBIENTE, ECONOMIA E SOCIETA’ <p style="text-align: center;"><strong>PUCCIONI (FEDERCHIMICA): UN FUTURO SENZA CHIMICA E’ IMPENSABILE PER AMBIENTE, ECONOMIA E SOCIETA’<br /> SIAMO UN SETTORE DA IMITARE E RENDERE COMPETITIVO</strong></p> <p>Il Rapporto Responsible Care, bilancio di sostenibilità dell’industria chimica, conferma i risultati eccezionali conseguiti nella tutela di salute, sicurezza e ambiente e testimonia il contributo reale del settore allo sviluppo sostenibile.</p> <p>20 anni di impegno costante nel segno della sostenibilità, coronato da continui successi sul fronte ambientale, sociale, economico: questo il quadro che emerge dai dati dell’edizione 2014 del Rapporto Responsible Care, il Programma volontario mondiale che l'industria chimica promuove per tutelare la sicurezza e la salute di lavoratori, consumatori e dell’ambiente, nell'ambito più generale della responsabilità sociale delle imprese.</p> <p>I numeri presentati mostrano risultati eclatanti a partire dalla sicurezza sul lavoro: l’industria chimica si impegna ogni giorno a garantire luoghi di produzione idonei allo svolgimento delle attività professionali senza rischi per la salute di chi vi opera. E’ la stessa INAIL a dichiararlo, indicando la chimica come settore con il minor numero di malattie professionale e il secondo con il minor numero di infortuni rapportato alle ore lavorate dai dipendenti.</p> <p>Sotto il profilo ambientale, le emissioni inquinanti in atmosfera sono scese di circa il 95% e quelle negli scarichi idrici del 65%, rispetto al 1990. In particolare le emissioni di gas serra sono state ridotte del 68%; già dal 2005 il settore è dunque già in linea con l’obiettivo UE, che ne impone una riduzione del 20% a livello europeo entro il 2020.</p> <p>Inoltre, va registrato un calo notevole dei consumi energetici, in valore assoluto, del 38,2% rispetto al 1990. Nonostante la crisi economica abbia inciso in parte su questa riduzione, il miglioramento comunque conseguito è testimoniato dall’Indice di efficienza energetica (calcolato a parità di produzione) che migliora del 44,9%.</p> <p>Per sicurezza, salute e ambiente le imprese chimiche dedicano ogni anno oltre il 2% del proprio fatturato e realizzano investimenti pari a circa il 20% del totale investito.</p> <p>“Il Rapporto Responsible Care - ha commentato Cesare Puccioni, Presidente di Federchimica - da vent’anni misura la propensione continua delle imprese chimiche verso la sostenibilità; oggi ci consegna la fotografia di un settore non solo responsabile, ma cosciente del suo ruolo nella società. Un’industria chimica forte e competitiva, infatti, è promotrice di sviluppo sostenibile: trasferisce tecnologia e innovazione a tutti i settori manifatturieri e con i suoi i prodotti aiuta anche gli utilizzatori a ridurre l’impatto ambientale. <br /> Sostenibilità però non significa solo Ambiente – ha proseguito Puccioni. Occorre tenere nella dovuta considerazione anche la dimensione economica, che favorisce sviluppo e crea lavoro, benessere e risorse per finanziare l’innovazione. Il nostro settore è diventato sempre più efficiente e competitivo, garantendo al contempo il rispetto dell’ambiente e la crescita economica; infatti, la competitività industriale è un fattore chiave anche nel complesso percorso verso la sostenibilità. <br /> La chimica – ha concluso Puccioni - si candida a diventare modello di sviluppo ambientale, economico e sociale; i criteri adottati da Responsible Care per conseguire gli straordinari risultati che da 20 anni abbiamo l’orgoglio di presentare, possono essere un contributo reale al dibattito intorno al tema cruciale della crescita sostenibile”.</p> <p>Intervenendo oggi alla presentazione del 20esimo Rapporto Responsible Care, il Ministro dell'Ambiente Galletti ha dichiarato: "sono convinto che il mio non possa essere un Ministero del 'no' e che il nostro compito sia di essere di supporto allo sviluppo economico. Penso, d'altronde, che le imprese abbiano ormai compreso che la responsabilità ambientale sia una condizione essenziale per essere competetitivi sui mercati. Con questa convinzione credo che il nostro sostegno alle imprese consista soprattutto nella semplificazione: poche regole semplici e trasparenti che che di fatto aiutano a tutelare l'ambiente. Serve, inoltre, una definizione molto precisa della competenze chiarendo chi deve fare cosa in campo ambientale. <br /> <br /> L'industria chimica é fondamentale per la crescita economica del Paese, data la sua pervasività e il suo ruolo determinante per molte filiere produttive. Tradizionalmente questo settore viene considerato rischioso per l'ambiente. In realtà esperienze anche recenti mi hanno convinto che l'industria chimica possa far molto proprio per salvaguardare l'ambiente, come dimostrano i dati presentati oggi".</p> <p>Alla tavola rotonda, seguita alla presentazione dei dati, hanno partecipato: Massimo De Felice, Presidente, INAIL; Raffaello Vignali, Segretario Ufficio di Presidenza, Camera dei Deputati; Ermete Realacci, Presidente Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici, Camera dei Deputati.</p> <p><a href="[Libraries]19c4b4ff-8fa9-4fd9-a737-205fc70f4135">Scarica il rapporto completo</a></p> <p><a href="[Libraries]faee77a9-eac9-47bd-bbf3-d1a6050db3fd">Sintesi indicatori 20 Rapporto RC</a></p> <p> </p> http://www.federchimica.it/WebMagazine.rss/14-10-21/un_futuro_senza_chimica_e_impensabile_per_ambiente_economia_e_societa_.aspx http://www.federchimica.it/WebMagazine.rss/14-10-21/un_futuro_senza_chimica_e_impensabile_per_ambiente_economia_e_societa_.aspx 86297498-65d5-4a0b-bf9c-c96c96482425 Tue, 21 Oct 2014 07:00:00 GMT A Venezia un "ponte" tra Università e Industria <p>L'università Cà Foscari di Venezia ha creato lo spinoff Crossing, che farà da ponte tra i laboratori universitari e l'industria, così da trasmettere alle aziende le invenzioni realizzate nei laboratori dell'ateneo, come quella di un cartone 'attivo', che preservi la qualità del latte o del vino senza l'uso di conservanti o quella di borse della spesa non solo biodegradabili, ma anche resistenti e impermeabili. <br /> Le due idee sono solo esempi di prodotti che potranno diffondersi ed entrare nell'uso quotidiano grazie alle intuizioni di un team di scienziati dell'Università Cà Foscari Venezia guidato da Valentina Beghetto, ricercatrice e docente di Chimica organica industriale.</p> <p>Nei laboratori del Dipartimento di Scienze molecolari e nanosistemi i ricercatori hanno messo a punto composti organici che permettono di modificare e migliorare prodotti industriali in modo ecocompatibile ed economico. "La nostra tecnologia semplifica processi produttivi e abbatte costi di almeno 10 volte - spiega Valentina Beghetto - rendendo accessibili innovazioni che oggi esistono solo sulla carta, nelle idee e nei brevetti, ma che nessuno ha messo in pratica perchè fino ad ora economicamente insostenibili". </p> <p>Ad oggi, solo l'industria farmaceutica si poteva permettere un 'attivatore' come quelli studiati dal team cafoscarino. Questi composti organici funzionano in modo simile agli enzimi, attivando reazioni chimiche senza lasciare traccia all'interno del prodotto finale. Prendendo spunto dalle biotecnologie, l'obiettivo dei ricercatori era riuscire ad applicare queste innovazioni a settori con produzione di massa, come quello alimentare. "Stiamo studiando nuove applicazioni dei nostri attivatori, dai tessuti a polimeri acrilici e plastiche - racconta Beghetto -. Inoltre, studiamo modi per riutilizzare nel processo scarti di lavorazioni industriali. Gli attivatori sono come passepartout che aprono le porte a nuovi materiali. Abbiamo dimostrato che funzionano, le prime applicazioni sono realtà, ma molte altre non sono nemmeno immaginabili e sarà la ricerca a regalarci nuove combinazioni interessanti. Stiamo lavorando ai nostri primi brevetti". </p> http://www.federchimica.it/WebMagazine.rss/14-10-21/a_venezia_un_ponte_tra_università_e_industria.aspx http://www.federchimica.it/WebMagazine.rss/14-10-21/a_venezia_un_ponte_tra_università_e_industria.aspx afec5380-2e37-4561-8b30-2c589e56b815 Tue, 21 Oct 2014 06:59:34 GMT Cambio di presidenza al CEFIC, eletto Jean-Pierre Clamadieu <p>Jean-Pierre Clamadieu (AD di Solcvay) è stato eletto nuovo Presidente del CEFIC, l'Associazione europea delle industrie chimiche. Clamadieu succede al tedesco Kurt Bock (amministratore delegato di Basf).</p> <p>Prioritaria per il mandato biennale del nuovo presidente sarà la competititvità per le oltre 29.000 imprese chimiche europee e i loro 1.2 milioni di addetti. Competitività che si gioca soprattutto sui costi dell'energia.</p> <p>"La pressione competitiva sta aumentando. - ha affermato Clamadieu - La crescita dell’industria chimica nei paesi emergenti e negli Stati Uniti supera ormai quella europea, che si espande molto lentamente. Ne consegue una continua erosione della quota di vendite di prodotti chimici europei sul totale, che si è dimezzata negli ultimi vent’anni e che oggi non supera il 17%."</p> <p>Anche l’export di prodotti chimici, che l’anno scorso ha determinato un saldo commerciale di 48,7 miliardi di euro, sta rallentando sotto il peso della contrazione della domanda mondiale e del boom USA legato allo sfruttamento dello shale-gas. Il risultato di queste due dinamiche è la perdita di 1,9 miliardi di esportazioni nette nel corso del primo semestre 2014, rispetto allo stesso periodo del 2013.</p> <p>Per questo motivo il pressing delle imprese sull'energia è estremamente serrato perché sta diventando una delle cause della perdita di competitività del sistema europeo. «Esistono gli obiettivi dell'Unione europea su energia e cambiamenti climatici, ma non esiste una politica europea sull'energia. Le imprese però hanno bisogno di energia a prezzi sicuri e competitivi». Ha commentato il neoletto Presidente, «Il mix energetico deve includere tutte le nostre fonti, dalle rinnovabili al nucleare. E l'Europa deve considerare anche lo shale gas».</p> http://www.federchimica.it/WebMagazine.rss/14-10-21/cambio_di_presidenza_al_cefic_eletto_jean-pierre_clamadieu.aspx http://www.federchimica.it/WebMagazine.rss/14-10-21/cambio_di_presidenza_al_cefic_eletto_jean-pierre_clamadieu.aspx 9845242a-42f0-4b48-90a3-38b0631450dd Tue, 21 Oct 2014 06:55:56 GMT EXPO: 10 borse di studio per comunicazione e didattica della scienza <p>E' stato pubblicato il bando per il conferimento di dieci borse di studio per la comunicazione e la didattica della scienza che Fondazione Giangiacomo Feltrinelli in partnership con Società Expo ha deciso di finanziare nell'ambito di Laboratorio Expo, il progetto di ricerca sui temi di Expo Milano 2015.</p> <p>Laboratorio Expo è una Temporary Accademy che coinvolge cinque Università lombarde e più di ottanta centri di ricerca e università del mondo e da più di un anno dà a giovani ricercatori meritevoli la possibilità di fare ricerca e di confrontarsi in ambito internazionale con i principali esperti delle questioni nodali che riguardano la sostenibilità futura del pianeta.</p> <p>Con questo bando Laboratorio Expo intende arricchire il percorso di ricerca con il contributo di giovani esperti di comunicazione e divulgazione della scienza per consentire una migliore diffusione dei contenuti e una più efficace e innovativa circolazione dei risultati del dibattito scientifico perchè Expo sia l'occasione di una crescita culturale collettiva e l'opportunità per una presa di consapevolezza sulle grandi questioni sociali, culturali, energetiche, ambientali, economiche che ruotano intorno al tema del cibo.</p> <p>Informazioni sul bando: http://www.fondazionefeltrinelli.it/laboratorio-expo/bandi/</p> <p>Informazioni su Laboratorio Expo: http://www.fondazionefeltrinelli.it/laboratorio-expo/</p> http://www.federchimica.it/WebMagazine.rss/14-10-21/expo_10_borse_di_studio_per_comunicazione_e_didattica_della_scienza.aspx http://www.federchimica.it/WebMagazine.rss/14-10-21/expo_10_borse_di_studio_per_comunicazione_e_didattica_della_scienza.aspx 978563e5-2fc9-4927-8202-96741cd5de4a Tue, 21 Oct 2014 06:52:22 GMT #SiamoSicuri, online la campagna video sulla sicurezza alimentare <p>I cibi che arrivano tutti i giorni sulle nostre tavole sono sicuri? È questa la domanda che pone Agrofarma – Associazione nazionale imprese agrofarmaci che fa parte di Federchimica – in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, promuovendo la sua campagna di sensibilizzazione sul tema della sicurezza alimentare.</p> <p>Con il video<a href="https://www.youtube.com/watch?v=5SkYmM8Xe9I&amp;feature=youtu.be">#SiamoSicuri</a>, l’Associazione vuole rispondere a molti dei dubbi e dei falsi miti sul tema, che sempre più spesso trovano spazio all’interno del dibattito mediatico e dell’opinione pubblica, attraverso le argomentazioni della Scienza, che ha in questa occasione quale autorevole portavoce la Prof.ssa Chiara Tonelli, Ordinario di Genetica all'Università degli Studi di Milano e Presidente della Commissione scientifica della Fondazione Umberto Veronesi.</p> <p>#SiamoSicuri vuole dunque una volta per tutte fare chiarezza sul tema della cosiddetta food safety e, dati alla mano, tranquillizzare i consumatori sulla qualità e la salubrità dei prodotti agroalimentari del nostro Made in Italy. È la stessa Efsa, del resto, a confermare il nostro Paese quale leader europeo in materia di sicurezza alimentare, grazie al minor numero di prodotti agroalimentari con residui superiori ai limiti consentiti (0,4%). L'Autorità europea per la sicurezza alimentare, nel suo report annuale sugli agrofarmaci, mostra infatti come su circa 79mila campioni prelevati su 647 diversi tipi di alimenti, in più del 97% dei casi siano stati rispettati i limiti sui residui fissati dalla normativa europea.</p> <p>Questi dati sono il frutto delle rigorose e continuative verifiche cui l’ortofrutta italiana è sottoposta, che permettono dunque di garantire elevatissimi standard di sicurezza per i consumatori. I risultati del report EFSA confermano, inoltre, anche gli ultimi dati pubblicati dal Rapporto ufficiale Fitofarmaci del Ministero della Salute (anno 2011) sulla presenza di residui nella frutta e verdura coltivati in Italia.</p> <p>“Questi risultati dimostrano in maniera evidente l’impegno di tutta la filiera agricola per un’agricoltura sostenibile, a totale garanzia della salute del consumatore – dichiara Andrea Barella, Presidente di Agrofarma – È sicuramente un grande motivo di orgoglio constatare che il nostro Paese rappresenta un’indiscussa eccellenza in termini di qualità e sostenibilità dei prodotti, confermandosi ancora una volta leader in Europa in materia di sicurezza alimentare”.</p> <p>In questa giornata Agrofarma, insieme a Confagricoltura Lombardia, Giovani di Confagricoltura Lombardia, CNR-IBBA Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria del CNR, si fa inoltre promotrice del seminario “Le nuove sfide per l’impresa agricola. Modelli, mercati, tecnologie e soluzioni per l’agricoltura del futuro”, organizzato presso la Società Umanitaria di Milano nell’ambito del Salone Internazionale della Ricerca, innovazione e Sicurezza alimentare. L’incontro nasce per promuovere il dialogo produttivo tra scienza, imprenditoria e politica, al fine di facilitare lo sviluppo e la coesistenza dei diversi modelli di agricoltura, a garanzia di una sempre maggiore produttività, sicurezza e sostenibilità del comparto.</p> http://www.federchimica.it/WebMagazine.rss/14-10-17/_siamosicuri_online_la_campagna_video_sulla_sicurezza_alimentare.aspx http://www.federchimica.it/WebMagazine.rss/14-10-17/_siamosicuri_online_la_campagna_video_sulla_sicurezza_alimentare.aspx fe8a3c87-a717-4d01-b58f-da874da28f4d Fri, 17 Oct 2014 12:00:46 GMT Al via il Salone sul cibo sicuro e l'innovazione agroalimentare <p>Il prossimo 15, 16 e 17 ottobre 2014, nell'ambito degli eventi per Expo 2015 e in concomitanza con la Giornata Mondiale dell’Alimentazione, si terrà a Milano, Roma e Napoli la terza edizione del Salone Internazionale della Ricerca, Innovazione e Sicurezza Alimentare. <br /> <br /> Nutrire il pianeta, questo è il tema della tre giorni di convegni, seminari e laboratori a carattere scientifico divulgativo con focus su Food safety, food security e filiera agroalimentare. </p> <p>Questo ciclo di convegni, workshop, laboratori ed eventi culturali è infatti dedicato a: processi produttivi, trasformazione alimentare (industria alimentare) grande distribuzione e ristorazione collettiva, le politiche pubbliche, le normative in materia di sicurezza alimentare e la qualità degli alimenti, la salvaguardia e sostenibilità ambientale, sui sistemi di produzione agricolo-forestale, dell’allevamento, delle filiere produttive, ricerca e innovazione della filiera agroalimentare e biotecnologie, informazione verso i consumatori, cooperazione per lo sviluppo, tracciabilità, food waste,.... </p> <p>Vedi il programma completo su: <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000080;"><a href="http://www.salonecibosicuro.it">www.salonecibosicuro.it</a></span></span></p> <p>Agrofarma, l'Associazione di Federchimica che rappresenta le imprese di agrofarmaci, prodotti per la difesa delle colture dai parassiti animali e vegetali sarà presente al <a href="http://www.salonecibosicuro.it/images/pdf/PIANETA/CONVEGNI/15OTT2014_OPENING_FRODI_ALIMENTARI.pdf">Convegno di apertura il 15 ottobre</a>.</p> <p> </p> <p> </p> <p> </p> http://www.federchimica.it/WebMagazine.rss/14-10-14/al_via_il_salone_sul_cibo_sicuro_e_l_innovazione_agroalimentare.aspx http://www.federchimica.it/WebMagazine.rss/14-10-14/al_via_il_salone_sul_cibo_sicuro_e_l_innovazione_agroalimentare.aspx c3cae8c6-323c-42b9-a9a9-54fb029af368 Tue, 14 Oct 2014 16:46:10 GMT Nobel della Chimica ai microscopi che vedono infinitamente piccolo <p>Il premio Nobel per la chimica è stato assegnato agli americani Eric Betzig e William Moerner e al tedesco Stefan Hell per aver scoperto il presunto limite scientifico secondo cui si riteneva che un microscopio ottico non possa mai avere una risoluzione superiore agli 0.2. micrometri.</p> <p>Betzig, Moerner e Hell sono stati premiati per il loro contributo allo «sviluppo della miscoscopia a fluorescenza in super risoluzione». L’Accademia reale svedese delle Scienze ha motivato la scelta affermando che il lavoro degli scienziati ha «condotto la microscopia ottica nella nanodimensione».</p> <p>Le strutture che si riescono ad osservare grazie a questa tecnica hanno infatti le dimensioni di miliardesimi di metro. Questo significa, per esempio, poter osservare il modo in cui le cellule nervose si collegano fra loro, o vedere in dettaglio come alcune proteine si aggregano per formare le pericolose placche responsabili di malattie neurodegenerative come quelle di Parkinson, Alzheimer o la corea di Huntington. Si possono anche seguire le proteine al lavoro all'interno dell'ovulo fecondato, quando questo comincia a dividersi per dare origine ad un nuovo organismo. Riuscire a vedere dettagli come questi con un microscopio ottico non era affatto banale e nessuno lo avrebbe immaginato quando, nel 1878, venne fissato una sorta di "limite invalicabile" nelle dimensioni di 0,2 milionesimi di metro (micrometri). Questo limite è stato superato grazie alle ricerche condotte dai due americani e dal tedesco seguendo due strade diverse. </p> <p>L’americano Eric Betzig (54 anni) si è laureato nel 1988 nella Cornell University di Ithaca e insegna nello Howard Hughes Medical Institute. <br /> L’americano William E. Moerner (61 anni) si è laureato nella Cornell University di Ithaca e insegna Fisica applicata nell’università di Stanford. <br /> Il tedesco Stefan W. Hell (52 anni), di origini rumene, si è laureato nel 1990 in Germania, nell’università di Heidelberg e attualmente dirige l’Istituto Max Planck di Chimica e lavora nel Centro per la ricerca sul cancro di Heidelberg.</p> http://www.federchimica.it/WebMagazine.rss/14-10-08/nobel_della_chimica_ai_microscopi_che_vedono_infinitamente_piccolo.aspx http://www.federchimica.it/WebMagazine.rss/14-10-08/nobel_della_chimica_ai_microscopi_che_vedono_infinitamente_piccolo.aspx c1ad2072-44f9-4dd3-9f98-846df7105d3e Wed, 08 Oct 2014 10:36:53 GMT Indagine AlmaLaurea: la laurea in chimica è un passepartout per il lavoro <p>Ancora oggi chi pensa di iscriversi a una laurea magistrale in chimica ha la certezza, quasi al 100%, di trovare lavoro. A dirlo è uno studio ad hoc realizzato da AlmaLaurea a partire dall'analisi dei dati del XVI Rapporto sulla Condizione occupazionale dei laureati realizzato dal Consorzio. I numeri parlano chiaro: i laureati magistrali in chimica secondo l'indagine non sono solo mediamente più brillanti, in termini di voto medio di laurea e durata degli studi, rispetto ai colleghi di altri percorsi disciplinari, ma anche più occupati e e con guadagni più alti fin da subito.</p> <p>Per chi si iscrive a chimica le performance lavorative sono buone già a un anno dalla laurea quando la percentuale di occupati è decisamente superiore alla media nazionale: lavorano 80 laureati su 100 contro i 70 del complesso, senza particolari differenze per classe di laurea. Nel lungo periodo il tasso lievita ancora: a cinque anni tocca la quasi totalità dei laureati magistrali, il 91% contro l'87% della media, con punte pari al 93% tra quelli in scienze e tecnologie della chimica industriale.</p> <p>E in termini di guadagno come sono messi i chimici? A un anno dal titolo magistrale, in tasca hanno un guadagno mensile netto pari a 1.126 euro, un po' più alto della media di 1.038 euro, ma con punte di 1.257 per i laureati in scienze e tecnologie della chimica industriale. A cinque anni si accentua la differenza, 10% in più rispetto alla condizione nazionale: la retribuzione dei chimici tocca infatti quota 1.500 euro netti mensili, raggiungendo i 1.574 per i laureati in scienze e tecnologie della chimica industriale. </p> <p>Il report di AlmaLaurea è molto chiaro: i laureati in chimica non solo lavorano in misura maggiore, ma guadagnano di più e soprattutto svolgono un'occupazione attinente al loro profilo. Già a un anno, infatti l'efficacia della laurea si fa sentire e riguarda il 58% degli occupati, contro il 44% della media. In testa i laureati in scienze chimiche, 59%, contro il 56% dei colleghi di scienze e tecnologie. A cinque anni, il valore si amplifica: riguarda il 64% dei chimici, nello specifico 67% per scienze chimiche e 54% per scienze e tecnologie della chimica industriale. E gli ambiti lavorativi? Pochi ma buoni: lavorano soprattutto nel ramo della chimica e dell'energia (40%) ma anche nel settore dell'istruzione e della ricerca (20%).</p> <p>Per saperne di più: <a href="http://www.almalaurea.it">www.almalaurea.it</a></p> <p>&nbsp;</p> http://www.federchimica.it/WebMagazine.rss/14-10-02/indagine_almalaurea_la_laurea_in_chimica_è_un_passepartout_per_il_lavoro.aspx http://www.federchimica.it/WebMagazine.rss/14-10-02/indagine_almalaurea_la_laurea_in_chimica_è_un_passepartout_per_il_lavoro.aspx 10114c44-2638-4279-a27d-923fb9a01d96 Thu, 02 Oct 2014 17:23:07 GMT Nanocipolle per la diagnosi tumorale precoce. Uno studio tutto italiano. <p>E' stata messa a punto una nuova tecnica utile per la diagnosi precoce sui tumori in grado di individuare le variazioni di alcune caratteristiche delle cellule come ad esempio quella del pH acido. Utilizza la combinazione di nuovi nanomateriali (nanocipolle o fullerene multistrato) per costruire “micro-navette” in grado di navigare verso le cellule, penetrare facilmente al loro interno attraverso la membrana che le circonda, senza conseguenze tossiche per le cellule stesse e senza generare processi infiammatori nei tessuti circostanti.</p> <p>Il progetto interdisciplinare che ha visto coinvolti i laboratori IIT di Genova, Lecce e Milano, in collaborazione anche con il Politecnico di Milano, coniuga sintesi chimica a biologia attraverso un design molecolare innovativo e l’impiego delle nanotecnologie. Pioniera è una scienziata italiana dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), Silvia Giordani, che dirige il programma di ricerca sui nanomateriali al carbonio per applicazioni biomediche e che nel 2009 ha intuito le potenzialità delle nanocipolle (nanoparticelle sferiche fatte da vari strati concentrici di atomi di Carbonio, conosciute anche come fullereni multistrato) come interfaccia innovativa con i sistemi biologici per scopi diagnostici e terapeutici. La Prof.ssa Giordani pubblica i primi risultati nel 2010, a cui fanno seguito nel 2013 gli studi sulla tossicità e sulla risposta del sistema immunitario in vitro e in vivo. Gli ultimi due studi confermano la validità della sua intuizione e promuovono l’utilizzo delle nanocipolle per sviluppare nuovi dispositivi biomimetici per diagnosi e terapie mirate. In tutto il mondo sono rarissime le pubblicazioni dedicate a questo tema e gran parte sono riferibili a Silvia Giordani e al suo gruppo di ricerca, ad oggi composto da Marco Frasconi, Juergen Bartelmess, Michele Baldrighi, Michele Becce, Giulia Locatelli e Angelo Signorelli. </p> <p>In particolare le nanocipolle sono in grado di penetrare all’interno di cellule cancerose e produrre fluorescenza, facilitandone l’individuazione durante una diagnosi. Questo avviene grazie alle proprietà dei nanomateriali impiegati per costruire la navicella stessa, che ha un diametro di circa cinque milardesimi di metro. La “scocca” della navicella è costituita da lamine a cerchi concentrici che si stratificano una sull’altra, così come si presentano le guaine fogliari in una cipolla, queste lamine sono costituite di atomi di carbonio, CNOs, che conferiscono alla navicella ottime proprietà di penetrazione nelle cellule, presentando una bassa tossicità citologica e bassa potenzialità infiammatoria. Allo stesso tempo queste nanocipolle di carbonio offrono la possibilità di essere modificate chimicamente con altre molecole funzionali. Le nanocipolle possono infatti legare molecole che sviluppano fluorescenza, illuminando la superficie della navetta e permettendo la individuazione della stessa e la localizzazione nelle cellule e/o nei tessuti, durante il suo viaggio. Questi nano-vettori possiedono quindi eccellenti proprietà per una facile e non invasiva diagnosi di cellule cancerose o affette da altra patologia. </p> <p>Nel futuro potrebbero fungere da mezzi per la teragnostica (diagnosi e terapia simultanee) individuando la cellula malate e permettendo il rilascio mirato di farmaci al suo interno. I risultati sono pubblicati nella rivista Nanoscale in un articolo dal titolo “Boron dipyrromethane (BODIPY) functionalized carbon nano-onions for high resolution cellular imaging” e nella rivista Journal of Material Chemistry B in un articolo dal titolo “NIR fluorescence labbeled carbon nano-onions: synthesis, analysis and cellular imaging, entrambe della britannica Royal Society of Chemistry.</p> <p>Fonte <a href="http://www.geniuslab.org/">http://www.geniuslab.org/</a></p> http://www.federchimica.it/WebMagazine.rss/14-10-02/nanocipolle_per_la_diagnosi_tumorale_precoce_uno_studio_tutto_italiano_.aspx http://www.federchimica.it/WebMagazine.rss/14-10-02/nanocipolle_per_la_diagnosi_tumorale_precoce_uno_studio_tutto_italiano_.aspx 7a073884-04ae-43be-b8de-ea6ca8f61e03 Thu, 02 Oct 2014 17:13:16 GMT CHIMICA LOMBARDA ECCELLENZA DEL MANIFATTURIERO ITALIANO <p>Si è tenuta a Milano il 2 ottobre la terza tappa della campagna di sensibilizzazione “La chiMIca MI piace” promossa dal Gruppo Chimici di Assolombarda, in collaborazione con Federchimica, per far conoscere all’opinione pubblica la rilevanza che l’industria chimica e farmaceutica riveste a livello locale e nazionale, specialmente in un’ottica di sviluppo sostenibile. </p> <p>Durante l’incontro, che è stato un’occasione di confronto tra imprese, consumatori e istituzioni locali, sono stati presentati i dati del Rapporto “Perché la chimica?” che offre una dettagliata analisi del settore chimico-farmaceutico con un particolare focus su Milano e la Lombardia. </p> <p>Dall’analisi emerge che il settore chimico in Italia conta oltre 2.800 imprese con una produzione pari a 52,2 miliardi di euro e 108 mila addetti. Includendo anche la farmaceutica, il valore della produzione supera gli 81 miliardi di euro e l’occupazione raggiunge i 169 mila addetti. </p> <p>All’interno del panorama nazionale l’industria chimica e farmaceutica lombarda riveste un ruolo di primo piano: con oltre 1.300 unità locali, e 69 mila addetti (di cui 45 mila nella sola chimica) rappresenta, infatti, oltre il 40% di tutta l’occupazione del settore in Italia, una quota decisamente più rilevante che per il totale manifatturiero (24%). La provincia di Milano pesa da sola circa la metà della regione, con più di 600 unità locali e 32 mila addetti, e un conseguente peso di tutto rispetto sul totale nazionale (quasi il 20% sull’occupazione, 15% sul numero di unità locali). </p> <p>Considerando anche i posti di lavoro creati indirettamente attraverso i suoi acquisti e investimenti, si stima che la chimica e farmaceutica attivi sul territorio circa 195 mila posti di lavoro di elevata qualità. Spiccata anche la vocazione internazionale (+14% l’export nel 2013 rispetto al 2007, il doppio della media manifatturiera), con l’area milanese che si distingue in particolare per una maggiore esposizione relativa verso i mercati extra-UE (56,4% sul totale export chimico provinciale), in forte crescita e più dinamici rispetto ai tradizionali partner commerciali italiani. </p> <p>“In Lombardia l’industria chimica rappresenta un’assoluta eccellenza non solo a livello italiano, ma anche nel contesto europeo - ha dichiarato Riccardo Bellato, Presidente del Gruppo Chimici di Assolombarda - La Lombardia è, infatti, la seconda regione chimica europea per numero di addetti, dietro soltanto a un territorio avanzato come la Renania-Vestfalia e addirittura la prima per numero di imprese. Questa vocazione chimica deriva dalla presenza di un network virtuoso, fatto di imprese chimiche e clienti industriali, università e centri di ricerca, imprese di impiantistica e servizi avanzati, che va valorizzato e potenziato.” </p> <p>“Occorre puntare - ha aggiunto Bellato - a un miglioramento del contesto normativo e alla promozione, da parte della Pubblica amministrazione, di un approccio nell’applicazione delle norme volto a facilitare lo sviluppo delle imprese nel pieno rispetto dell’ambiente, della salute e della sicurezza. Inoltre, bisogna agire per accelerare i tempi di rilascio effettivi delle autorizzazioni, come l’Autorizzazione Integrata Ambientale che oggi presentano differenze abissali rispetto ai competitor stranieri e penalizzano l’operatività delle imprese. Sul tema della semplificazione – ha concluso Bellato - attiveremo presto con Regione Lombardia un progetto pilota specificamente dedicato alle aziende chimiche”. </p> <p>“Milano e la Lombardia sono il cuore pulsante della chimica in Italia – ha sottolineato Paolo Lamberti, Vicepresidente di Federchimica - Purtroppo, le politiche per lo sviluppo sostenibile vedono in Italia spesso operare le Istituzioni locali ancora a troppi livelli, con il rischio di conflitti, ritardi e incertezze. Per questo motivo la nostra Regione deve essere all'avanguardia anche nelle politiche sulla sostenibilità, dando cioè l'esempio che si può fare, si deve fare, una politica che tenga conto nella stessa misura di aspetti economici, sociali e ambientali”. </p> <p>“I numeri dimostrano che la chimica è un settore su cui puntare, una ricchezza per il nostro territorio e per il Paese - ha dichiarato Alessandro Spada, Consigliere incaricato Assolombarda per lo Sviluppo del Manifatturiero e Internazionalizzazione - Innovazione, ricerca e sostenibilità sono caratteristiche di un settore fondamentale anche per lo sviluppo del manifatturiero, tema al quale Assolombarda dedica particolare attenzione nell’ambito del Piano strategico ‘Far volare Milano’”. </p> <p>"Regione Lombardia considera la creazione di un ambiente favorevole allo sviluppo delle imprese il primo obiettivo della propria politica industriale - ha infine dichiarato Paola Negroni, Dirigente Unità organizzativa Competitività di Regione Lombardia - come dimostrano l'approvazione della legge regionale 11/2014 Impresa Lombardia, approvata all'unanimità dal Consiglio regionale in seguito ad un ampio processo di consultazioni, e il percorso di approfondimento con i protagonisti del sistema economico avviato con il contributo del prof. Sapelli, che ha originato alcune proposte innovative quale la sperimentazione degli angeli amministrativi: giovani laureati , con esperienza e specifica formazione, che saranno chiamati a rendere più facili le relazioni tra pubblica amministrazione e imprese, anche entrando in azienda per comprendere al meglio le necessità e i problemi e poter così stimolare l'adozione di normative e prassi amministrative chiare, trasparenti e semplificate. Il settore chimico, per la rilevanza che riveste in Lombardia e anche per la complessità che lo caratterizza, rappresenta certamente un ambito di interesse. Regione Lombardia avvierà, tramite gli angeli amministrativi, un “progetto pilota”, sulla semplificazione specifico per il settore chimico". </p> <p><a href="http://www.assolombarda.it/centro-studi/perche-la-chimica">Leggi lo studio completo</a> </p> <p> </p> http://www.federchimica.it/WebMagazine.rss/14-10-02/chimica_lombarda_eccellenza_del_manifatturiero_italiano.aspx http://www.federchimica.it/WebMagazine.rss/14-10-02/chimica_lombarda_eccellenza_del_manifatturiero_italiano.aspx 3ede5b0c-3e12-467a-9e23-407a7a9ec147 Thu, 02 Oct 2014 16:33:00 GMT Al via dal 6 al 12 ottobre la European biotech week. Previsti 100 eventi in Italia <p>48 convegni, 11 laboratori, un’intera giornata di Porte Aperte a cui hanno aderito 26 realtà operanti nel settore delle biotecnologie. E ancora mostre, spettacoli, corsi di formazione e flash mobs. In totale 31 città coinvolte. È la Settimana europea del biotech coordinata da Assobiotec, l’Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie, che fa parte di Federchimica. </p> <p>Dal 6 al 12 ottobre l’Europa celebrerà la seconda edizione della European Biotech Week (EBW). Una intera settimana per raccontare le biotecnologie nei loro diversi settori di applicazione. Assobiotec è il partner italiano della manifestazione e il promotore di numerose iniziative su tutto il territorio nazionale, volte a promuovere il ruolo delle biotecnologie nel miglioramento della qualità della vita. </p> <p>“Presentiamo oggi una settimana ricca di iniziative finalizzate a coinvolgere il più ampio numero di attori e platee di diversa natura. Un percorso che coinvolgerà tutto il territorio nazionale focalizzandosi di volta in volta sulle diverse applicazioni delle biotecnologie”, ha commentato Alessandro Sidoli, Presidente di Assobiotec, descrivendo l’evento alla conferenza stampa di annuncio. <br /> “Il nostro augurio – ha dichiarato Sidoli – è di contribuire ad aumentare la consapevolezza del pubblico e l'attenzione delle Istituzioni sull’impatto positivo che le biotecnologie hanno, e avranno sempre di più, su tutti gli aspetti della vita dell’uomo, dalla salute, all'alimentazione e all'ambiente, nonché come leva di sviluppo dell'economia del nostro Paese, in termini di competitività, valorizzazione, crescita e creazione di nuovi posti di lavoro altamente qualificati. Secondo uno studio dell’Università di Berkeley, in California, ogni nuovo addetto nel settore biotech ne genera 5 nell’indotto, a fronte di 1,6 nei settori tradizionali”. </p> <p>“Per tutti questi motivi – ha concluso il Presidente di Assobiotec – voglio ribadire anche in questa occasione quanto sia necessario un impegno stabile e coerente da parte del governo per favorire la crescita e la competitività delle nostre imprese, che si caratterizzano per un’alta intensità di investimenti in Ricerca e Sviluppo. Abbiamo tre proposte concrete sempre sul tavolo: 1. Introdurre 2 meccanismi di credito di imposta per le spese in R&amp;S certi, selettivi e stabili nel tempo, con aliquote adeguate per la ricerca in house. 2. Detassare o ridurre gli utili derivanti dalla cessione di diritti di proprietà intellettuale. 3. Riconoscere alle nostre imprese lo status di Impresa Innovativa, favorendo le imprese che maggiormente investono e creano innovazione. Assobiotec è pronta a dare il proprio contributo per realizzare entro la fine di quest’anno, nell’ambito della Presidenza italiana dell’UE, un Piano strategico nazionale per le biotecnologie e la bioeconomia, che già oggi vale in Europa, secondo i dati forniti dall’UE, 2mila miliardi di euro e dà occupazione a 22 milioni di persone”. </p> <p>L’edizione italiana della European Biotech Week ha ricevuto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e il patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e di numerosi enti territoriali, Regioni, Provincie, Comuni. </p> <p>Tra i partner italiani di progetto che hanno dato il loro supporto nella costruzione di questo viaggio italiano nel mondo delle biotecnologie si annoverano: l’Acquario e Civica Stazione Idrobiologica di Milano, l’IFOM, l’AFI (Associazione Farmaceutici Industria), l’ANBI (Associazione Nazionale Biotecnologi Italiani), il Bioindustry Park del Canavese, Toscana Life Sciences, il Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze per la Vita (CNBBSV), il Comune di Napoli, il CNR, l’ENEA, E&amp;Y, Bergamoscienza, la Fondazione Marino Golinelli, K.I.T.E, l’Istituto Superiore di Sanità, il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia di Milano, il MUSE di Trento, la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, Netval, Novartis, Abbvie, Clonit, Virostatics, Anallergo, Molmed, il Parco Tecnologico Padano, il Polo Ligure delle Tecnologie Medicali (POLITECMED), ScienzAttiva, Si4Life Polo - regionale Ricerca e Innovazione - Area Scienze della vita, Tecnobionet, Porto Conte Ricerche, Sardegna Ricerche, Telethon, UNIAMO, l’Università degli Studi di Milano, l’Università degli Studi di Torino, l’Università degli Studi dell’Insubria, Università degli Studi di Padova, l’Università degli Studi di Sassari, l’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù, il Policlinico Gemelli di Roma, l’ITA (Italian Trade Agency), Technapoli, La Stazione Zoologica Anton Dohrn e Women and Technologies. </p> <p >Il programma completo della EBW è su l sito <a href=" http://assobiotec.federchimica.it/Libraries/documentiPdf/Programma_EBW_WEB.sflb.ashx">assobiotec.it</a></p> <p>E' possinile seguire l'evento su facebook: <a href="http://www.facebook.com/AssobiotecIT">www.facebook.com/AssobiotecIT</a> e su Twitter #ebw_it  #biotechweek</p> <p>&nbsp;</p> http://www.federchimica.it/WebMagazine.rss/14-09-22/al_via_dal_6_al_12_ottobre_la_european_biotech_week_previsti_100_eventi_in_italia.aspx http://www.federchimica.it/WebMagazine.rss/14-09-22/al_via_dal_6_al_12_ottobre_la_european_biotech_week_previsti_100_eventi_in_italia.aspx 92f56d6e-be49-4a12-aabd-6c07ef747924 Mon, 22 Sep 2014 13:50:52 GMT Come sono nati gli elementi chimici? Una spiegazione dalle stelle <p>Idrogeno, elio e un po’ di litio. Erano solo questi gli elementi presenti nell’Universo 14 miliardi di anni fa, subito dopo il Big Bang. Come si è arrivati quindi agli oltre cento elementi che si trovano oggi in natura? Per scoprirlo, alcuni dei più avanzati laboratori di fisica americani hanno deciso di unire le forze, in un nuovo progetto che ha già ricevuto oltre 11,4 milioni di dollari di fondi dalla National Science Foundation americana: ripercorrere l’evoluzione degli elementi chimici presenti nell’Universo, studiando eventi astronomici come l’esplosione delle supernove.</p> <p>Nel corso della sua vita il nucleo di una stella trasforma costantemente elementi semplici, come elio e idrogeno, in elementi più complessi, come carbonio e ossigeno. Questi vengono poi disseminati nel Cosmo quando la stella termina il suo ciclo vitale ed esplode, trasformandosi in una supernova. Gli elementi chimici così creati si trovano quindi a vagare per il cosmo, fino a quando non vengono utilizzati da nuove stelle, in un ciclo continuo che rende ogni nuova generazione di corpi celesti ricca di elementi sempre più pesanti e complessi. È per questo che studiando le stelle più antiche gli scienziati sperano di comprendere i processi che hanno portato alla nascita di quelle attuali, come il nostro Sole.</p> <p>“I traccianti chimici che possiamo osservare in stelle molto antiche rappresentano una testimonianza “fossile” dell’evoluzione chimica dell’Universo, e possono aiutarci a comprendere come la natura abbia creato, passo dopo passo, gli elementi presenti oggi”, spiega Hendrik Schatz, ricercatore del National Superconducting Cyclotron Laboratory (Nscl) della Michigan State University che parteciperà al nuovo studio. “Quello che vogliamo fare quindi è scoprire un numero sempre maggiore di questi fossili chimici attraverso le nostre osservazioni astronomiche”.</p> <p>Una volta ottenuti i dati, i ricercatori progettano di studiare in laboratorio le reazioni nucleari che avvengono all’interno delle stelle, grazie agli apparecchi di nuova generazione presenti in strutture come quelle dell’Nscl. Oltre alle stelle tradizionali, il progetto prevede di ricreare le condizioni presenti all’interno delle cosiddette stelle a neutroni, misteriosi corpi celesti super densi che si formano dal collasso del nucleo di una stella dopo la sua esplosione. “Il nostro obbiettivo è studiare le reazioni che danno via alle esplosioni della superficie – continua Schatz – e determinare le caratteristiche della materia esotica che costituisce l’interno delle stelle a neutroni”.</p> <p>Raccolti i risultati delle analisi astronomiche e degli esperimenti, la fase finale del progetto prevede l’inserimento dei dati ottenuti all’interno di modelli computerizzati, con cui i ricercatori vogliono generare una mappa virtuale che tracci l’evoluzione di una galassia simile alla nostra Via Lattea.</p> <p>Fonte: wired.it</p> http://www.federchimica.it/WebMagazine.rss/14-09-17/come_sono_nati_gli_elementi_chimici_una_spiegazione_dalle_stelle.aspx http://www.federchimica.it/WebMagazine.rss/14-09-17/come_sono_nati_gli_elementi_chimici_una_spiegazione_dalle_stelle.aspx f3cc737b-4134-4bfb-b696-38ad27ebea82 Wed, 17 Sep 2014 13:40:11 GMT Assistenza sanitaria integrativa e SSN: una integrazione da condividere <p>- Da 40.000 associati nel 2004 agli attuali 164.000 e in costante crescita <br /> - 10 anni di attività con un grado di soddisfazione degli iscritti pari a 8.16 punti su una scala da 1 a 10, come emerso dall’indagine commissionata al Centro Ricerche Lexis <br /> - Il 93,9% di aderenti che apprezzano il livello di rimborso delle spese sanitarie garantito <br /> - Uno dei primi Fondi di assistenza sanitaria integrativa del sistema confindustriale </p> <p>Sono solo alcuni dati utili a capire FASCHIM e qual è il valore apportato in termini di welfare sanitario contrattuale, a beneficio dei lavoratori dipendenti e dei loro familiari. Dedicato al comparto chimico, chimico-farmaceutico e affini, oggi FASCHIM ha riunito intorno al tavolo: Federchimica, Farmindustria, Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec, per parlare dei traguardi raggiunti nella sanità integrativa contrattuale e per riflettere sulle eventuali implicazioni derivanti dall’indagine conoscitiva sullo stato del SSN delle Commissioni riunite V (Bilancio) e XII (Affari Sociali) della Camera dei Deputati, approvata il 4 giugno 2014 e in materia di tagli alla spesa pubblica. <br /> <br /> FASCHIM e le sue Parti Sociali sono consapevoli che la sanità pubblica debba ricercare un nuovo modello di integrazione tra pubblico e privato e intendono approfondire l’impatto per i Fondi di assistenza sanitaria integrativa, in termini di maggiori oneri, obblighi e minore libertà e autonomia gestionale di eventuali nuovi modelli. Un rischio paradossale se pensiamo che gli stessi Fondi sono emanazione del CCNL, e quindi va garantita la loro indipendenza, espressione dell’autonomia collettiva e del libero confronto tra le Parti Sociali. Faschim, Federchimica, Farmindustria, Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec, ritengono che l’assistenza sanitaria integrativa debba mantenere la propria indipendenza gestionale e operativa, al fine di poter continuare quell’opera di “benessere sociale” mai venuta meno, anzi rafforzata e ampliata negli ultimi anni caratterizzati da una perdurante crisi. </p> <p>Alcune dichiarazioni:<br /> Silvano Veronese, Presidente di Faschim<br /> “Questa iniziativa è un’occasione di valutazione dei risultati raggiunti, frutto di un modello di relazioni industriali “partecipative” e costruttive, elemento distintivo della storia contrattuale della categoria. Il continuo incremento degli iscritti e l’aumento delle prestazioni erogate conferma il forte apprezzamento della nostra base associativa. È in questo contesto che alcune indicazioni, contenute nelle conclusioni della recente indagine parlamentare delle Commissioni riunite 5a e 12a della Camera, in qualche punto riprese anche dal recente “Patto per la salute” sottoscritto dal Governo e Regioni, ci convincono e vanno apprezzate. Altre – che riguardano più da vicino l’assistenza integrativa - ci lasciano alquanto perplessi. L’ipotesi di obbligare Fondi sanitari a garantire specifiche tipologie di prestazioni (oltre a quelle previste dal D.M. del 27/10/2009) incidendo anche sull’autonomia gestionale, potrebbe comportare delle criticità per la stabilità finanziaria dei Fondi sino a un potenziale, e sarebbe un grave errore, disinteresse dei lavoratori ad aderire a questo strumento.” <br /> <br /> Cesare Puccioni, Presidente di Federchimica<br /> “Voglio sottolineare il significato politico di aver costituito, dieci anni fa, Faschim, grazie ad un positivo sistema di relazioni industriali che, in modo lungimirante, ha saputo cogliere per tempo esigenze ed aspettative di tutela della salute dei lavoratori. Il Fondo è un istituto contrattuale e riterrei inopportuno e pericoloso imporre ai fondi, soprattutto quelli di emanazione negoziale, vincoli o limitazioni. Sono sicuro che tanto maggiore sarà la diffusione di tali fondi e la partecipazione dei lavoratori, tanto maggiori saranno i benefici in termini di minori costi per il SSN. I Fondi devono quindi essere sostenuti e decisamente incentivati anche con ulteriori sgravi fiscali.” <br /> <br /> Massimo Scaccabarozzi, Presidente di Farmindustria <br /> “Il Faschim è un fiore all’occhiello del settore chimico-farmaceutico. Primo Fondo sanitario a livello confindustriale con un numero di associati sempre crescente: da 40 mila del 2004 agli attuali 164 mila. Uno strumento, per il benessere dei lavoratori e delle loro famiglie, nato grazie alle buone relazioni tra sindacati e aziende. Successi che vanno consolidati continuando ad assicurare al Faschim una propria autonomia, soprattutto in un momento di veloci cambiamenti economici a livello globale. Un modello virtuoso da tutelare e potenziare - anche per una maggiore competitività delle imprese - con adeguate politiche di agevolazione fiscale che porteranno maggiore efficienza del Servizio Sanitario Nazionale e benefici per le casse dello Stato”. <br /> <br /> Emilio Miceli, Segretario Generale Filctem Cgil<br /> “Il "welfare contrattuale" ha concorso al campo delle rivendicazioni e aperto la strada affinché i contratti nazionali diano una risposta alle nuove e differenziate domande di cura e benessere della persona. Insomma anche con “Faschim” abbiamo intercettato, sostenuto, aiutato per via contrattuale il bisogno di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie che si trovano a dover mettere mano al portafoglio, o perché pagano il ticket o perché pagano la prestazione di un laboratorio privato o di una visita specialistica. Del resto i dati di una ricerca del Censis sulla sanità integrativa sono eloquenti: una coppia con due figli spende mediamente 106 euro al mese per prestazioni di sanità privata che si aggiungono alla quota versata al Servizio sanitario nazionale.” <br /> <br /> Sergio Gigli, Segretario Generale Femca Cisl<br /> “Bilancio positivo ma necessario allargare la platea dei beneficiari” - “A dieci anni dalla sua costituzione, è molto positivo il bilancio di FASCHIM, il Fondo di assistenza sanitaria integrativa del comparto chimico, chimico-farmaceutico e affini, e i numeri sull'incremento degli associati ne sono una chiara dimostrazione. Ma è necessario lavorare per coinvolgere i lavoratori anche di altri settori produttivi e fare un'opera di forte divulgazione e promozione. E, da questo punto di vista, proprio il decennale del Fondo rappresenta una buona occasione utile ai lavoratori e allo stesso Servizio sanitario nazionale”. </p> <p>Paolo Pirani, Segretario Generale Uiltec<br /> “La missione del sindacato è quella di dare la migliore risposta possibile ai bisogni reali dei lavoratori, e certo la salute e la sanità sono tra i primi, se non i primi, problemi per le famiglie italiane. Ciò è tanto più vero in un tempo in cui la crisi taglia (e sciaguratamente minaccia di tagliare ancora) i fondi alla sanità pubblica, riducendo le tutele universalistiche e scaricando sempre più sulle tasche dei cittadini le spese per la salute. Ed è già di 30,6 miliardi di euro la spesa che annualmente cittadini e famiglie sostengono di tasca propria per la salute, pari all'1,7% del Pil. Da dieci anni abbiamo tentato di dare sostegno ai lavoratori chimici e farmaceutici con Faschim. Con i suoi dieci anni d’attività, con la qualità delle sue prestazioni attestata dai cinquanta nuovi iscritti al giorno, con la trasparenza della propria gestione, Faschim è la migliore dimostrazione che il welfare contrattuale funziona, funziona bene e rappresenta una frontiera che il sindacato deve estendere e difendere, tanto nei confronti del fuoco amico dei massimalismi quanto da quelle voglie di esproprio che la politica sembra manifestare.”</p> http://www.federchimica.it/WebMagazine.rss/14-09-16/assistenza_sanitaria_integrativa_e_ssn_una_integrazione_da_condividere.aspx http://www.federchimica.it/WebMagazine.rss/14-09-16/assistenza_sanitaria_integrativa_e_ssn_una_integrazione_da_condividere.aspx 5b46ee90-031b-482c-ae22-ad7fcec4e074 Tue, 16 Sep 2014 11:00:00 GMT