Chimica & oltre. Webmagazine di FEDERCHIMICA

LE SEZIONILE SEZIONI

IN AGENDA

  1. 8° Conferenza Sicurezza Prodotti: REACH

    8° Conferenza Sicurezza Prodotti: REACH

    A poco più di un anno dalla seconda scadenza di Registrazione prevista dal REACH (31 maggio 2013) è necessario che l'industria italiana ed europea si prepari in maniera adeguata a questa nuova sfida prendendo in considerazione, oltre alle esperienze maturate nella prima fase di registrazione, anche le problematiche ancora presenti quali quella della lettura di una Scheda Dati di Sicurezza e in particolare l'interpretazione dello scenario espositivo, dei polimeri e degli intermedi.

    Sarà poi necessario che le imprese considerino anche altre procedure del REACH quali l'Autorizzazione e la Valutazione, i cui meccanismi d'azione sono stati ormai definiti e che potrebbero portare impatti rilevanti su tutta la catena produttiva e sulla gestione del prodotto stesso, così come alcune tematiche emergenti quali quella dei nanomateriali e la continua evoluzione delle legislazione sui chemicals al di fuori dell'U.E.

    Alla Conferenza interverranno funzionari dell'Agenzia europea, della Commissione europea, delle Autorità nazionali competenti e, con le loro testimonianze, i manager delle imprese direttamente coinvolte nella Registrazione REACH.

     

    Programma

  2. Corso SC: Corso base gestione crediti commerciali

    Una parte importante delle risorse aziendali sono investite nel credito alla clientela e gli incassi rappresentano il principale flusso attivo per la gestione finanziaria. Il buon funzionamento di questa attività, normalmente gestita in ambito amministrativo, ha positivi riflessi sia sull’attività commerciale che sulla tesoreria. In questo corso si analizzeranno gli aspetti della raccolta e gestione delle informazioni, non solo di quelle di tipo amministrativo, ma anche di tutti gli altri elementi che servono per una migliore valutazione del “rischio” di ritardato incasso e di perdita del credito. Si porrà quindi l’attenzione su: termini di pagamento, strumenti per il monitoraggio del “rischio” e controllo di questi aspetti sull’attività commerciale, reporting verso l’alta direzione, la struttura commerciale interna ed esterna, la tesoreria.

    Brochure Crediti 21.03.2012

  3. Corso SC: GMP - Good Manufacturing Practices

    Il Corso è rivolto a tutti coloro che per la loro attività professionale sono interessati alla qualità in ambito farmaceutico. La giornata di studio consentirà ai partecipanti di:
    - comprendere gli attuali requisiti comunitari e FDA per la produzione e il controllo dei farmaci;
    - progettare, realizzare e mantenere un sistema conforme alle GMP per permettere all’azienda di superare le ispezioni delle Agenzie regolatorie;
    - individuare i ruoli e le responsabilità delle figure chiave come richiesto dalle normative;
    - gestire e mantenere la documentazione come base fondamentale del proprio Sistema Qualità;
    - determinare i requisiti di qualifica e convalida degli ambienti, delle apparecchiature e dei sistemi necessari per la convalida dei processi.

     

    Brochure GMP 7 mar 2012

  4. Materiali innovativi a contatto con alimenti

    Il Workshop, organizzato in collaborazione con il Gruppo Merceologico Alimentazione di Assolombarda e Certiquality, offre una panoramica sull'evoluzione della tipologia di materiali a contatto con alimenti e delle norme correlate.

    L'evento, a cui interverranno rappresentanti del mondo accademico, delle Autorità Competenti italiane e dell'EFSA, porrà particolare attenzione ai materiali attivi e intelligenti e ad alcune tematiche emergenti della normativa generale sui prodotti, quali ad esempio i nanomateriali e gli interferenti endocrini che, negli ultimi tempi, stanno assumendo grande rilevanza sia a livello nazionale che europeo. 

     

     Programma

  5. Corso SC: Pianificazione, Comunicazione Commerciale e Sales Innovation

    Accanto alle necessarie attitudini alla vendita diventa necessario sviluppare e consolidare una serie di competenze e di metodi di lavoro rigorosi, efficaci e costanti, tali da affrontare e risolvere ogni aspetto della transazione commerciale. Poiché pianificare e comunicare con efficacia sono le basi del successo di ogni azione commerciale, solo attraverso un costante sistema di pianificazione  e di controllo dell’azione commerciale si possono superare gli ostacoli e le resistenze che, sempre più numerosi, le aziende trovano sulla loro strada. Il corso si pone l’obiettivo di fornire gli strumenti per riprogettare la relazione tra azienda e cliente, attivare il cambiamento, gestire l’innovazione nella vendita e consolidare il circolo virtuoso della fidelizzazione del cliente.

    Brochure PIANIFICAZIONE 29.02.2012

     

  6. Formazione RLSSA - Modulo formativo di 40 ore - Febbraio 2012

    Formazione RLSSA - Modulo formativo di 40 ore per introduzione al ruolo di Rappresentante dei Lavoratori  per la Sicurezza, la Salute e l'Ambiente - Milano, dal 13 al 17 febbraio 2012

    A partire dal 2000 tra la Sezione Ambiente dell’Osservatorio Nazionale e l’Organismo Paritetico Provinciale di Milano è stato convenuto di avviare una collaborazione riguardo l’attività di formazione dei Rappresentanti dei lavoratori per la Sicurezza, Salute e Ambiente (RLSSA) secondo quanto previsto dalla normativa contrattuale e dal D.Lgs. n. 81/2008.

    Tale collaborazione consente di organizzare nell’area milanese corsi di formazione dedicati ai lavoratori delle Imprese che applicano il Contratto collettivo nazionale per l’industria chimica, chimico-farmaceutica, delle fibre chimiche e dei settori abrasivi, lubrificanti e GPL tenendo conto delle caratteristiche peculiari delle stesse in materia di sicurezza.

    Il corso, che si svolge a Milano, è articolato in 5 giornate, con una durata complessiva di 40 ore durante le quali sono approfonditi:
    • ruolo e funzioni dell’RLSSA;
    • norme di legge e contrattuali;
    • elementi di teoria della comunicazione.

    Particolare attenzione è dedicata alle norme del CCNL relative ai soggetti coinvolti ed alle modalità di gestione della Sicurezza, della Salute e tutela dell’Ambiente a livello aziendale, con l’intervento di rappresentanti delle Parti sociali settoriali.

    Il dettaglio dei contenuti, le modalità di svolgimento e la sede del corso sono riportati nel programma.

    Il costo per partecipante è di 557,00 euro + IVA nel caso di Imprese associate e di euro 696,00 + IVA per quelle non associate.
     
    Per l’iscrizione dei lavoratori al corso procedere direttamente seguendo le istruzioni contenute nel programma.

    Si ricorda, inoltre, che, proprio al fine di agevolare la programmazione e l’aggiornamento dell’attività formativa congiunta destinata ai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, Salute e Ambiente, dal marzo 2010 è attiva l’Anagrafe nazionale RLSSA – www.anagraferlssa.it – realizzata nell’ambito dell’Organismo Bilaterale Chimico per la formazione continua (cfr. circolare IND n. 46 del 16 marzo 2010).
    Per aderire all’iniziativa è sufficiente farne richiesta a ind@federchimica.it, indicando il Referente aziendale a cui inviare le credenziali di accesso.

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Indagine Federchimica: Le multinazionali una risorsa per l’Italia

31 mag 2008


Fisco e burocrazia rallentano la crescita delle multinazionali

Le imprese a maggioranza di capitale estero sono “una risorsa” per l’industria chimica italiana e per il Sistema Paese: impiegano oltre 40 mila addetti, fatturano quasi 17 miliardi e rappresentano il 44% dell’export del settore con un forte contributo alla R&S. Ma fisco, burocrazia e carenze infrastrutturali ne rallentano la crescita.  E’ quanto emerge da una indagine di Federchimica sulle multinazionali del settore che operano in Italia.


Le imprese estere dell’industria chimica italiana impiegano quasi 40 mila addetti, che diventano oltre 70 mila se si considera l’occupazione indiretta. Sono concentrate nelle regioni settentrionali e in particolar modo in Lombardia. Il valore della produzione realizzata nel nostro Paese – rivela l’indagine di Federchimica - sfiora i 17 miliardi di euro, circa il 36 del totale e generano un indotto superiore ai 9,5 miliardi di euro. Soddisfano circa il 44% della domanda interna per quasi 27 miliardi di euro.  Il 40% esporta più di metà della produzione realizzata in Italia, una percentuale “decisamente superiore” al 29% messo a segno dall’intero comparto. Complessivamente le imprese estere sono responsabili per circa il 44% delle esportazioni settoriali e rappresentano più della metà dei 40 maggiori esportatori in Italia. La capacità di esportare delle filiali italiane dei gruppi multinazionali – sottolinea la ricerca –  “è un forte indice di competitività della chimica italiana e, soprattutto in presenza della tendenza in atto a livello mondiale verso la razionalizzazione e la concentrazione del settore, le consente una serie di vantaggi sul fronte della qualità delle risorse umane, dell’innovazione, delle competenze tecniche e scientifiche e della flessibiltà”.

Le multinazionali rappresentano “buona parte” delle aziende chimiche di grandi dimensioni: sulle circa quaranta imprese con un valore della produzione superiore ai 200 milioni di euro, 24 sono estere. La loro dimensione media è di 140 addetti mentre quella del settore si aggira intorno ai 55 e danno lavoro a quasi la metà degli occupati nelle aziende con più di 250 addetti.
Di grande rilievo il loro contributo allo sviluppo della ricerca e dell’innovazione del settore.

Dall’indagine di Federchimica emerge inoltre che il 72% delle imprese estere, dotate di una presenza produttiva in Italia, fa R&S anche nel nostro Paese, con un totale di circa 2400 ricercatori, in continuo aumento, che rappresentano il 6% degli addetti del comparto. La loro incidenza sugli investimenti settoriali in R&S è stimata intorno al 37% ma raggiunge addirittura il 58% nelle ricerca “più strutturata”. Particolarmente “intensa” la loro collaborazione con la ricerca pubblica (43% delle imprese coinvolte a fronte di una media di settore ferma al 28%). Spesso le imprese multinazionali hanno razionalizzato la loro attività di R&S dando vita a centri di competenza che situati in un Paese definiscono le attività di ricerca  per tutto il gruppo a livello mondiale. In un buon numero di casi è stata scelta l’Italia per svolgere questo ruolo, per il buon livello dei laureati chimici, la disponibilità di un know how specifico, a volte giudicato persino unico al mondo, per la capacità dei gruppi di ricerca di essere competitivi in termini di costi e risultati.

Negli ultimi tempi, la loro presenza nel nostro Paese “si è rafforzata”: in cinque anni la quota di produzione mondiale realizzata in Italia è aumentata del 27% e addirittura del 32% se si considera la produzione europea. Il lieve calo degli addetti, inferiore al 7%,  è “in linea” con l’intero settore ed è dovuto principalmente “all’esternalizzazione” di alcune attività. Il mercato italiano è considerato “attrattivo” non solo per le sue dimensioni ma anche per le caratteristiche dei clienti.  Sono molto esigenti e di conseguenza un prodotto sviluppato per il nostro Paese può essere facilmente venduto in tutto il mondo. I clienti poi sono numerosi e, in particolare le PMI, sono molto aperte all’innovazione per cui è spesso possibile trovare un partner disposto a rischiare per testare e sviluppare nuovi prodotti. E inoltre, l’Italia in molti settori clienti della chimica, in primis il made in Italy ma non solo, rimane uno dei mercati più importanti a livello mondiale per la qualità e la creazione di nuove tendenze.

Se numerosi sono i punti di forza del “fare chimica in Italia” per le imprese a capitale estero, l’indagine di Federchimica individua anche quelli che sono gli “svantaggi” dell’operare nel nostro Paese: “si tratta di fattori di penalizzazione tristemente noti e comuni a tutti i settori industriali perché  legati alle inefficienze del Sistema Paese”. Tra i più  “gravosi” vengono  indicati “la burocrazia estenuante a livelli paradossali”, in particolare per quanto riguarda la concessioni di permessi e autorizzazioni per l’ampliamento di un impianto produttivo. E inoltre le “inefficienze a livello infrastrutturale” e il “costo elevato”. dell’energia. Tutti questi fattori – sottolineano a Federchimica – ostacolano la produzione e scoraggiano la rR&S che risulta penalizzata anche dall’elevata pressione fiscale e dalla lentezza e incertezza nella concessione di finanziamenti pubblici. Occorre dunque una politica industriale che favorisca la competitività in modo da consentire alle imprese di sviluppare a pieno il loro potenziale di crescita rendendo sempre più ‘attrattiva’ la scelta di fare chimica in Italia”.

Periodico on line di Federchimica, Federazione Nazionale dell'Industria Chimica
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Direttore: Claudio Benedetti
Editore: Federchimica
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