domenica 25 gennaio 2015 
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  • Nuove scadenze per il SISTRI

    Nel “Decreto Milleproroghe” pubblicato il 31 dicembre scorso vengono annunciate le nuove scadenze e le sanzioni relative al SISTRI, il Sistema di Cont ...

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Energia e cambiamenti climatici


Il cambiamento climatico è la più importante sfida che dovrà affrontare la nostra generazione. La riduzione delle emissioni di gas serra potrà essere ottenuta attraverso un impegno politico concreto e condiviso a livello mondiale, e dovrà essere supportata dall’innovazione tecnologica.
L’industria chimica si è da tempo impegnata per migliorare i propri processi, aumentarne l’efficienza energetica e, di conseguenza, per ridurre le emissioni di gas serra: secondo dati APAT, l’industria chimica mostra una significativa riduzione delle emissioni sia per la produzione di energia, sia per le emissioni di processo: infatti le sue emissioni si sono ridotte di circa il 27% tra il 1990 e il 2005.
Negli ultimi anni molti impianti chimici hanno convertito le proprie centrali termiche per la produzione di energia in modo da poter utilizzare combustibili gassosi (gas naturale), invece di combustibili liquidi (derivati del petrolio), riducendo le emissioni d CO2 in atmosfera.
Inoltre l’industria chimica è stata una dei primi investitori in impianti di cogenerazione (vapore ed energia elettrica), che sono molto più efficienti delle centrali tradizionali per la produzione di energia.
Infine l’industria chimica ha realizzato nuove tecnologie che hanno consentito di ridurre significativamente (oltre il 70%) le emissioni di N2O (Protossido di Azoto) derivante dai propri processi di produzione.
L’industria chimica è da sempre fortemente orientata alla ricerca e allo sviluppo per fornire ai propri clienti prodotti e tecnologie innovative e sostenibili. Per questo motivo, l’industria chimica, attraverso i suoi prodotti, potrà essere portatrice di soluzioni per vincere la sfida del cambiamento climatico. Ecco a titolo di esempio alcune applicazioni dove l’impiego di prodotti chimici apporta significativi contributi.

La plastica

Sostanza organica che ha origine dal petrolio (consuma il 5% del petrolio disponibile) e che contribuisce alla tutela dell’ambiente. La plastica può essere smaltita o riciclata, si trasforma in energia alternativa, dura a lungo ed è molto resistente e, di norma, richiede una quantità di energia relativamente ridotta per essere prodotta. Le materie plastiche sono leggere contribuendo quindi ad un forte risparmio di energia nelle automobili, nei camion, nei treni, negli autobus e negli aerei. Una vettura più leggera di 100 kg consuma fino a 0,6 litri in meno di carburante ogni 100 km.

Le materie plastiche sono irrinunciabili nella produzione di celle solari, collettori solari e impianti eolici in quanto resistono alle intemperie, durano a lungo e soddisfano i più alti standard di sicurezza. Un chiaro esempio innovativo nel settore delle materie plastiche è rappresentato dalle plastiche biodegradabili. Esse presentano particolari proprietà in alcuni settori di applicazione, offrendo dei vantaggi durante l’utilizzo e lo smaltimento. Le plastiche biodegradabili sono utilizzate per l’imballaggio, ad esempio per specifici tipi di imballaggio per alimenti e sacchetti biodegradabili per la raccolta dell’umido, per l’area medicale (punti di sutura assorbibili) e per l’agricoltura (film e teli biodegradabili per la pacciamatura, un tipo di copertura per proteggere le semine, e film per serre stagionali).
In Italia i produttori di materie plastiche sono rappresentati da Plastics Europe Italia.

Biomassa e Bioenergia

La biomassa è una fonte importante per la produzione di energia rinnovabile. Biomassa è il termine che serve ad indicare il materiale organico di origine animale e vegetale, non fossile, che viene utilizzato come combustibile per generare energia ad elevata compatibilità ambientale (bioenergia).
I fertilizzanti rivestono un ruolo chiave nella produzione di bioenergia in quanto il loro utilizzo consente agli agricoltori di ottenere migliori rese del prodotto agricolo che va a costituire la biomassa.
I fertilizzanti minerali permettono di produrre da 4 a 6 volte più energia, sotto forma di biomassa, rispetto a quella necessaria ad esempio per la loro produzione, trasporto e applicazione.
Le fonti di biomassa per la produzione di bioenergia sono pertanto diverse e comprendono reflui organici, residui forestali e scarti agricoli, come pure specie agricole coltivate appositamente per produrre calore, carburanti ed elettricità. In alcuni paesi si stanno sperimentando coltivazioni pilotate di vegetali a crescita veloce da utilizzare per produrre energia, ad esempio per alimentare piccole centrali elettriche come già avviene negli USA, in India e in Giappone.
In Italia i produttori di fertilizzanti sono rappresentati da Assofertilizzanti